Mercato di Bolzaneto, Vassallo: “Rincari legati al clima, non alla guerra. Allarme fertilizzanti per il futuro dell’agroalimentare"
di Luca Pandimiglio
“I fertilizzanti passano in gran parte dallo stretto di Hormuz e la loro carenza può incidere sulle coltivazioni future. È un problema che può durare nel tempo” afferma Gianni Vassallo, presidente della Società Gestione Mercato
Situazione in evoluzione al mercato ortofrutticolo di Bolzaneto, dove il tema dei rincari su frutta e verdura resta centrale ma con dinamiche diverse da quelle percepite dall’opinione pubblica. A fare il punto è Gianni Vassallo, presidente della Società Gestione Mercato.
“Non vorrei dare una notizia in controtendenza rispetto a quanto emerso in questi giorni, ma i rincari non sono per niente collegati alle vicende internazionali: sono qualcosa di già datato”, spiega Vassallo.
Secondo il presidente, gli aumenti registrati nelle scorse settimane sono legati principalmente a fattori climatici: “I rincari ci sono stati nella seconda metà del mese scorso, con un’impennata di alcuni prodotti causata da episodi climatici inaspettati, dall’Abruzzo in giù”.
Un esempio concreto riguarda gli agrumi: “Le arance tarocco spagnole costano appena cinque centesimi in più rispetto all’anno scorso, mentre quelle siciliane arrivano quasi al doppio, perché la produzione è stata molto bassa”. Nonostante ciò, il picco sarebbe già alle spalle: “Adesso i prezzi stanno già scendendo rispetto a quindici giorni fa e sono sostanzialmente sugli stessi livelli dell’anno scorso”.
Restano però alcune eccezioni: “Ci sono prodotti con valori ancora alti per carenza di produzione, come cavolfiori, finocchi e soprattutto pomodori”. Al contrario, altri registrano un calo: “Fragole e asparagi hanno prezzi inferiori anche del 25-30% rispetto allo scorso anno”.
Guardando al futuro, l’impatto delle tensioni internazionali potrebbe farsi sentire soprattutto su due fronti: “I rincari legati alla guerra riguarderanno il gasolio, che inizierà a incidere a breve, e soprattutto i fertilizzanti, che sono molto più preoccupanti”.
Vassallo evidenzia infatti un rischio strutturale: “I fertilizzanti passano in gran parte dallo stretto di Hormuz e la loro carenza può incidere sulle coltivazioni future. È un problema che può durare nel tempo”.
Sul fronte operativo, il mercato di Bolzaneto rappresenta una realtà in continua evoluzione: “Si lavora 24 ore su 24, perché le esigenze dei clienti sono cambiate. Tra turismo, ristorazione e grande distribuzione, i prodotti servono in ogni momento della giornata”. Ogni giorno si muovono numeri importanti: “Qui lavorano quasi 600 dipendenti diretti e transitano circa 2.500 persone al giorno. La merce arriva da mezzanotte, la contrattazione inizia alle 4 e poi prosegue tutta la giornata con lavorazione e distribuzione”.
Un cambiamento netto rispetto al passato, quando i ritmi erano molto più concentrati: “Una volta tutto finiva al mattino presto, oggi non esiste più una soluzione di continuità”.
Infine, uno sguardo all’evoluzione dei consumi: “Siamo passati dal comprare il prodotto da pulire, al prodotto già pronto, fino al prodotto finito. Il mercato si è adeguato alle esigenze dei clienti”. E conclude con una riflessione più ampia: “Se pensi di non cambiare, sei destinato a chiudere. Bisogna essere elastici: il mercato lo chiede e noi dobbiamo adeguarci”.
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