Maxi operazione “Last Delivery”: 12 arresti anche in Liguria per traffico di droga, armi ed esplosivi
di Redazione
Parallelamente, gli investigatori hanno scoperto un canale di compravendita di esplosivi, armi e stupefacenti tramite chat e piattaforme online
La Liguria è tra le regioni coinvolte nella maxi operazione “Last Delivery” dei Carabinieri contro un’organizzazione dedita al traffico di droga, armi ed esplosivi venduti anche tramite spedizioni affidate a corrieri inconsapevoli. In totale sono dodici le persone arrestate e 24 le perquisizioni eseguite su tutto il territorio nazionale, con oltre 500 chilogrammi di materiale esplosivo sequestrati.
L’indagine, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e avviata in Abruzzo, si è sviluppata su scala nazionale con l’impiego di oltre 250 militari e unità specializzate. Cinque arresti sono stati eseguiti in flagranza durante le perquisizioni in Sicilia, Puglia e Liguria, mentre sette misure cautelari sono scattate in Abruzzo su ordinanza del gip del Tribunale dell’Aquila: cinque persone sono finite in carcere e due ai domiciliari. Una risiede nell’Aquilano, le altre sei nel Pescarese.
Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri della Compagnia di Penne, al vertice del presunto sodalizio vi sarebbe un 45enne di Montesilvano, ritenuto promotore di un’organizzazione attiva dal 2021 nel traffico di cocaina e hashish tra Montesilvano e Penne. Il gruppo sarebbe stato stabilmente strutturato, con un sistema di approvvigionamento e distribuzione della droga nell’area vestina del Pescarese.
Uno dei filoni più delicati riguarda l’introduzione di stupefacenti nel carcere di Pescara: le dosi, chiamate in gergo “magliette”, sarebbero state consegnate durante i colloqui grazie a complici esterni, mentre i contatti tra detenuti e affiliati in libertà avvenivano tramite cellulari clandestini e videochiamate, intercettate dagli investigatori.
Parallelamente è emerso un canale di compravendita di esplosivi, armi e droga attraverso chat e piattaforme online, con spedizioni effettuate usando indirizzi fittizi, intestazioni di comodo e utenze telefoniche riconducibili a soggetti ignari, con gravi rischi per la sicurezza del trasporto.
In Sicilia è stato sequestrato un laboratorio artigianale a Trapani con 210 chilogrammi di esplosivo confezionato in oltre duemila ordigni, mentre ad Aci Catena, nel Catanese, sono stati rinvenuti altri 307 chili di materiale esplosivo. Tra le transazioni documentate figurano anche ordigni poi utilizzati in due azioni intimidatorie avvenute nel 2023 a Formia e a Roma.
L’inchiesta trae origine dall’arresto in flagranza, nel 2023 a Penne, di un uomo trovato in possesso di 177 ordigni artigianali, 22 colpi di mortaio e oltre 15 chilogrammi di esplosivo. Nella prima fase investigativa erano già stati sequestrati droga, armi clandestine, banconote false e ordigni ad alto potenziale.
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