Maldive, l'istruttore subacqueo Campo a Telenord: "Nella subacquea non si improvvisa nulla"

di Claudio Baffico

“Non c’è niente lasciato alla fantasia del subacqueo: tutto è perfettamente regolamentato

Alessandro Campo, istruttore di attività subacquee, ha spiegato a Telenord, intervenendo a Liguria Live, come funziona il percorso di formazione per chi desidera avvicinarsi al mondo delle immersioni, sottolineando l’importanza della preparazione, delle regole e della sicurezza.

 

Il primo requisito necessario per iniziare un corso è il certificato medico non agonistico. Dopo una fase teorica, oggi svolta prevalentemente in autoapprendimento, gli allievi affrontano le prime esercitazioni in piscina per acquisire le competenze fondamentali.

 

Campo ha illustrato il percorso del brevetto base “Open Water”, che consente immersioni fino a 18 metri di profondità. Successivamente, con maggiore esperienza, si può accedere ai livelli avanzati fino ai 30 e 40 metri previsti dalla subacquea ricreativa. “La subacquea è molto precisa” ha spiegato, aggiungendo che “per qualsiasi attività specialistica ci sono dei brevetti”.

 

Nel corso dell’intervista ha chiarito anche le differenze tra subacquea ricreativa e tecnica, soffermandosi sulle immersioni in grotta, nei relitti e sull’utilizzo delle miscele respiratorie. “Non c’è niente lasciato alla fantasia del subacqueo: tutto è perfettamente regolamentato”, ha precisato.

 

Ampio spazio anche al tema delle normative internazionali. Pur essendo i brevetti riconosciuti in tutto il mondo, alcuni Paesi possono imporre limiti più restrittivi sulle profondità consentite, come nel caso di Egitto e Maldive.

 

Parlando della formazione, Campo ha evidenziato l’importanza della gradualità e della serietà degli istruttori: “Il problema non è la didattica, il problema è l’istruttore o la struttura che non opera bene”. Ha inoltre spiegato che un corso base richiede normalmente diverse sessioni in piscina e più immersioni in mare prima del rilascio del brevetto.

 

Il messaggio conclusivo è netto: la subacquea è uno sport affascinante ma richiede preparazione, rispetto delle regole e competenze specifiche. “Non ci si può improvvisare sott’acqua”, soprattutto quando si affrontano profondità e attrezzature tecniche.

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