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L'ombra di un altro omicidio sull'edile che ha assassinato il pentito di Chiavari

di Redazione

Sergio Tiscornia era il compagno di una moldava scomparsa nel nulla nel 2011

L'ombra di un altro delitto si allunga su Sergio Tiscornia, l'edile di Ne arrestato ieri per l'omicidio del pentito Orazio Pino: gli inquirenti della squadra mobile di Genovapotrebbero avviare altre indagini per accertare se ha delle responsabilità anche sulla scomparsa della sua ex compagna Maria Doros, 45 anni, (nella foto)una colf moldava sparita nel nulla senza lasciare tracce nel 2011. All'epoca Tiscornia era stato subito ascoltato più volte ed "attenzionato" perché fra gli ultimi a vedere la donna. Ma le indagini svolte dai carabinieri e dalla guardia di finanza non avevano dato esito e la posizione dell'uomo si era poi via via fatta più marginale anche perchè agli occhi di tutti l'imprenditore era una persone perbene ed insospettabile, oltrettutto nipote di un alto prelato della zona.

Le prove inconfutabili che lo hanno inchiodato per il delitto di Pino gettano però ora nuove ombre sulla sua figura e potrebbero indurre il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi, che nel 2011 si era occupato della sparizione della domestica in quanto procuratore presso il tribunale di Chiavari, ad avvallare l'avvio di una nuova indagine a carico dell'impresario finito ieri nel carcere di Marassi.

Tante le analogie e le sfumature psicologiche fra i delitto di Pino e la scomparsa della domestica moldava: Tiscornia ha perso la testa e ucciso l'ex pentito perché si era invaghito dell'ex compagna di Pino, anche in questo caso una straniera, una colombiana. Soffriva che lei soffrisse ancora per lui. Una fragilità emotiva emersa anche durate le indagini sulla scomparsa della colf. Ma nel 2011 nessuno credeva che, lui, noto e stimato in tutta la vallata, potesse arrivare ad uccidere per amore. Per questo adesso, visto che la domestica era scomparsa in coincidenza con l'interruzione della loro convivenza, Tiscornia potrebbe tornare sott'inchiesta, per la scomparsa di una donna che potrebbe nascondere un altro delitto passionale.

Maria Doros, come si legge nella scheda di “Chi l'ha visto?” che si è occupata a lungo della sua sparizione,  era arrivata in Italia dal 2009 e lavorava come collaboratrice domestica negli alberghi della riviera o in case private a Chiavari. Il 6 dicembre 2011 una cugina che vive in Liguria, con la quale si sentiva regolarmente, ricevette un sms inviato dal suo numero nel quale era scritto che sarebbe andata in Francia per trovare lavoro e visitare un’amica. Un messaggio scritto malamente e in modo gravemente sgrammaticato, nonostante lei fosse molto brava a scrivere. Ma quest'ultima riferì di non averla vista e che l'ultimo contatto con lei risaliva a novembre. Nemmeno l'ex fidanzato italiano, appunto Tiscornia, era stato in grado dare notizie di Maria Doros, della quale non si sapeva più nulla. Il 13 gennaio del 2012 la cugina così presentò denuncia di scomparsa.

Fra i particolari dell'indagine di allora che aveva fatto puntare i riflettori sull'ex convivente quello che il bancomat della donna era stato usato più volte anche durante la scomparsa della donna fra i comuni di Ne, Carasco e Chiavari. E ogni volta nella stessa zona dei prelievi risultava esserci anche il cellulare di Tiscornia.