Lo spread che conta davvero: energia tra rinnovabili e gas
di R.S.
Esiste infatti una forte differenza tra il costo dell’elettricità prodotta da fonti rinnovabili, spesso vicino allo zero, e quello legato al gas
Oggi il divario più importante non è più quello finanziario, ma quello energetico. Esiste infatti una forte differenza tra il costo dell’elettricità prodotta da fonti rinnovabili—spesso vicino allo zero—e quello legato al gas, molto più instabile e influenzato dalle tensioni geopolitiche.
Negli ultimi anni questo “spread energetico” è diventato evidente: nella stessa giornata si può passare da energia quasi gratuita a prezzi altissimi. Il fenomeno è particolarmente marcato in paesi come Italia, dove la dipendenza dal gas mantiene i costi medi più elevati rispetto a Spagna, Francia e Germania, più avanzati nell’uso delle rinnovabili.
Dove le energie pulite sono diffuse, aumentano le ore in cui l’elettricità costa pochissimo o nulla, rendendo il sistema più stabile e meno esposto agli shock internazionali. In questo senso, la transizione ecologica non è solo una scelta ambientale, ma una vera strategia economica: riduce i rischi e abbassa i costi nel lungo periodo.
Il punto, quindi, non è più se convenga passare alle rinnovabili, ma quanto velocemente farlo. Perché il vero indicatore del futuro sarà proprio questo: quante ore al giorno l’energia sarà abbondante, pulita e quasi gratuita.
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