Rinnovabili, il problema dell’energia in eccesso: tra overgeneration e batterie, il modello Australia

di R.C.

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Quando il sole produce più energia della domanda: il nodo delle reti elettriche e la soluzione degli accumuli, ancora costosa ma in crescita

Rinnovabili, il problema dell’energia in eccesso: tra overgeneration e batterie, il modello Australia

La crescita delle energie rinnovabili sta cambiando il sistema elettrico globale. In molte aree del mondo non è più la scarsità di energia il problema principale, ma l’eccesso di produzione nei momenti sbagliati della giornata. È il fenomeno dell’overgeneration, che si verifica soprattutto nelle ore centrali delle giornate molto soleggiate, quando il fotovoltaico produce più energia di quanta la rete riesca ad assorbire.

Il risultato, scrive Open, è che parte dell’elettricità viene sprecata o la produzione viene temporaneamente ridotta. In Europa il fenomeno è in aumento e si accompagna alla crescita delle ore con prezzi dell’energia negativi, passate da circa 200 nel 2020 a oltre 500 nel 2025.

Alla base del problema c’è una rete elettrica ancora progettata per un sistema basato su grandi centrali programmabili, non su fonti intermittenti come sole e vento. Per adeguare le infrastrutture alla nuova produzione, la Commissione europea stima investimenti necessari fino a 1.200 miliardi di euro entro il 2040.

In questo scenario, anche lo stoccaggio dell’energia diventa centrale per bilanciare domanda e offerta e ridurre gli sprechi.

Le principali alternative oggi sono tre: mantenere impianti programmabili come gas e nucleare oppure sviluppare sistemi di accumulo su larga scala. Le batterie permettono di immagazzinare l’energia prodotta in eccesso durante il giorno e restituirla nelle ore serali, quando la domanda aumenta.

Il caso più avanzato è quello dell’Australia, dove la diffusione del fotovoltaico è accompagnata da un forte sviluppo degli accumuli. Nel Paese sono già state installate centinaia di migliaia di batterie domestiche e grandi sistemi collegati alla rete, con effetti concreti: riduzione dell’uso di gas e calo dei prezzi dell’energia nelle ore di punta.

Nonostante i progressi, il principale ostacolo alla diffusione delle batterie resta il prezzo. In Italia un sistema di accumulo domestico può costare tra i 6 e i 10 mila euro, con tempi di rientro dell’investimento anche superiori ai dieci anni.

Secondo le stime di settore, nel Paese sono già attivi oltre 880 mila sistemi di accumulo, ma la crescita ha rallentato rispetto agli anni del Superbonus.

Il futuro delle rinnovabili passa quindi non solo dalla produzione, ma dalla capacità di immagazzinare e gestire l’energia in modo efficiente, riducendo sprechi e rendendo il sistema più stabile e sostenibile.

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