Liguria, protesti in calo: nel 2024 registrate 3.516 cambiali insolute, -8,4% in un anno
di R.S.
Nel corso del 2024 in Liguria sono state emesse 89.356 cambiali, pari a 59 ogni mille abitanti, con un calo del 47,3% rispetto alle 169.461 del 2013
Diminuiscono i mancati pagamenti formalmente certificati in Liguria. Nel 2024 sono stati 3.516 i protesti iscritti nel registro informatico delle Camere di Commercio regionali, tutti relativi a cambiali non pagate e nessun assegno protestato. Il dato segna una riduzione dell’8,4% rispetto al 2023, con un valore monetario complessivo pari a 1 milione e 219 mila euro.
È quanto emerge dall’ultimo rapporto dell’Istat sull’andamento dei protesti in Italia, che evidenzia come la Liguria sia tra le poche regioni, insieme a Valle d’Aosta, Friuli-Venezia Giulia e alla provincia autonoma di Bolzano, a non registrare assegni non pagati.
Nel dettaglio, i protesti hanno riguardato 1.144 persone giuridiche, pari al 32,5% del totale, 2.282 persone fisiche (64,9%) e 90 soggetti non attribuibili. L’importo medio dei protesti si è attestato a 735 euro per persona protestata e a 1.740 euro per impresa protestata: valori tra i più bassi nella graduatoria nazionale.
Anche il ricorso agli strumenti di pagamento tradizionali continua a ridursi. Nel corso del 2024 in Liguria sono state emesse 89.356 cambiali, pari a 59 ogni mille abitanti, con un calo del 47,3% rispetto alle 169.461 del 2013. Ancora più marcata la diminuzione degli assegni emessi: 1.907.756 nel 2024, il 75,5% in meno rispetto ai 7.798.992 registrati undici anni prima.
A livello nazionale, la maggior parte delle cambiali protestate (87,4%, pari a 172.754 titoli) risulta non pagata per la motivazione “il domiciliatario non paga per mancanza di istruzioni”, con un aumento dell’1% rispetto al 2023. La quota presenta forti differenze territoriali: nel Nord-Ovest raggiunge il 98,4%, mentre nelle Isole si ferma al 76,5%.
La Liguria registra il valore più elevato d’Italia, con il 99,7% dei casi riconducibili a questa motivazione. Si tratta di situazioni in cui il soggetto incaricato del pagamento, come una banca o un altro istituto indicato nella cambiale, non dispone delle indicazioni necessarie da parte dell’emittente per procedere al saldo. In alcuni casi il mancato pagamento può inoltre derivare da problemi di comunicazione tra gli enti coinvolti nella gestione della posizione debitoria.
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