Liguria, piano caldo: ospedali di comunità per assistere gli anziani colpiti dalle alte temperature
di Carlotta Nicoletti
Dal 15 giugno al via il piano regionale. Rafforzati i servizi territoriali e il supporto ai caregiver dei pazienti affetti da demenza
Dal 15 giugno entrerà ufficialmente in vigore il Piano Caldo della Regione Liguria, il programma pensato per prevenire e gestire gli effetti delle alte temperature, con particolare attenzione alle persone anziane, fragili e sole. Tra le principali novità dell'edizione 2026 figura il coinvolgimento degli ospedali di comunità, che potranno accogliere temporaneamente i pazienti colpiti da malori legati al caldo, evitando così il ricorso improprio ai pronto soccorso.
Piano caldo – L'obiettivo dell'iniziativa è ridurre i rischi legati alle ondate di calore attraverso attività di prevenzione, informazione e assistenza sul territorio. "Gli ospedali di comunità saranno utilizzati come strutture sanitarie protette per ricoveri di breve durata destinati alle persone che necessitano di monitoraggio dopo un colpo di calore", ha spiegato l'assessore regionale alla sanità Massimo Nicolò.
Accesso alle cure – I pazienti potranno essere indirizzati agli ospedali di comunità attraverso i medici di famiglia, i servizi di assistenza domiciliare oppure direttamente dai pronto soccorso, grazie a percorsi già definiti tra le strutture sanitarie regionali.
Sostegno sociale – Accanto agli interventi sanitari, la Regione conferma il ruolo dei custodi sociali e dei maggiordomi di quartiere." Si tratta di figure dedicate al supporto degli anziani che vivono soli o senza una rete familiare di riferimento. Tra le attività svolte figurano l'accompagnamento alle visite mediche, l'assistenza per la spesa e il sostegno nelle incombenze quotidiane".
Demenze – Un altro capitolo centrale riguarda la rete regionale dedicata alle demenze. Il progetto punta a favorire la diagnosi precoce e il mantenimento dei pazienti al proprio domicilio il più a lungo possibile, attraverso programmi di stimolazione cognitiva, attività motoria e interventi psicoeducativi rivolti anche ai familiari.
Ricerca e assistenza – "La Liguria coordina inoltre un protocollo condiviso con Piemonte, Umbria, Sardegna e Provincia autonoma di Bolzano, finalizzato a raccogliere dati sugli interventi non farmacologici per contrastare il decadimento cognitivo e migliorare la qualità di vita dei pazienti", spiega Ernesto Palummeri, coordinatore rete regionale demenza.
Caregiver – Grande attenzione viene riservata anche ai caregiver, spesso familiari che affrontano quotidianamente il peso dell'assistenza. Oltre al supporto pratico, sono previsti percorsi di sostegno psicologico per prevenire stress e problemi di salute legati al carico assistenziale.
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