Liguria, a Genova e La Spezia i marocchini puliscono le piazze dopo i festeggiamenti per l'approdo in semifinale

di Redazione

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I sostenitori dei Leoni dell'Atlante, primo team africano nella storia ad arrivare al penultimo atto di un Mondiale, hanno gioito ma con rispetto delle città

Liguria, a Genova e La Spezia i marocchini puliscono le piazze dopo i festeggiamenti per l'approdo in semifinale

Festeggiamenti, ma con rispetto del territorio. A Genova come alla Spezia, nel tardo pomeriggio di sabato i tifosi marocchini si sono riversati in piazza, per festeggiare l'1-0 nei quarti di finale di Qatar 2022 sul Portogallo di Cristiano Ronaldo, che ha portato la nazionale africana ad essere la prima squadra del proprio continente in grado di raggiungere la semifinale nella storia della Coppa del Mondo.

Sia nel capoluogo di regione, sia nella provincia levantina, il comportamento dei tifosi maghrebini è stato però impeccabile: partendo da Spezia, dove i sostenitori dei Leoni dell'Atlante si sono radunati in Piazza Garibaldi. Prima la festa e poi la pulizia della piazza dalla fontana a forma di fondoschiena: fuochi d'artificio, canti e balli per ore in una zona del centro storico tipicamente frequentata dalla comunità araba, ma poi, al termine dei festeggiamenti, sono stati gli stessi tifosi marocchini a ripulire la piazza. I video, che testimoniano il senso civico, sono finiti presto in rete, venendo condivisi migliaia di volte. Con scope e sacchetti i nordafricani hanno raccolte bottiglie e cartacce, i giochi pirotecnici utilizzati e hanno pulito la fontana al centro della piazza. Un atteggiamento che a molti ha addirittura ricordato quello dei tifosi giapponesi, che sono soliti pulire gli spalti, dai quali assistono alle partite, prima di lasciare lo stadio.

A Genova il copione è stato simile, con i tifosi che hanno fatto festa nella centrale Piazza de Ferrari, al termine della quale però poi si sono tutti messi a ripulire facendo sparire bottiglie, resti di fumogeni e petardi accesi per sottolineare l'impresa. Rachid Khay, membro del coordinamento delle Associazioni di migranti di Genova, ha spiegato come per la comunità marocchina pulire non sia una cosa eccezionale, essendo intrinseca alla loro cultura: "E poi, era doveroso portare via i nostri rifiuti".