Legambiente in azione nel levante genovese, il presidente Bigliazzi: “Su 100 metri di spiaggia troviamo in media 77 cicche”
di Luca Pandimiglio
Circa una quarantina di volontari attivi tra Nervi, Sturla, Priaruggia e Murcarolo che hanno raccolto circa 100 kg di rifiuti
È partita da Nervi una nuova edizione di “Spiagge e fondali puliti”, la storica campagna promossa da Legambiente che da 36 anni mobilita migliaia di volontari lungo le coste italiane. In Liguria, l’iniziativa ha preso il via con una giornata di pulizia e sensibilizzazione che ha coinvolto numerosi cittadini, impegnati a ripulire arenili e fondali dai rifiuti.
A raccontare l’importanza dell’iniziativa è Stefano Bigliazzi, presidente di Legambiente Liguria, intervenuto durante la giornata inaugurale: «Abbiamo una quarantina di volontari attivi tra Nervi, Sturla, Priaruggia e Murcarolo che hanno raccolto circa 100 kg di rifiuti. C’è sempre tanto da fare: le spiagge continuano ad accumulare rifiuti e serve l’impegno di tutti».
Tre giorni per l’ambiente (e non solo)
La campagna nazionale si svolge ufficialmente dal 10 al 12 aprile, ma le iniziative proseguiranno anche nelle settimane successive. Tra i prossimi appuntamenti, Bigliazzi segnala la giornata del 26 aprile sull’isola Palmaria, dove è previsto un trekking ecologico con pulizia delle spiagge.
«È una tradizione che portiamo avanti ogni anno – spiega – grazie anche al contributo dei circoli locali e dei volontari, che rappresentano il cuore pulsante di queste attività».
Il problema dei rifiuti: plastica e mozziconi in testa
Tra i dati più significativi emersi dalle attività di monitoraggio, spicca la presenza massiccia di rifiuti in plastica e mozziconi di sigaretta. «Su 100 metri di spiaggia troviamo in media 77 cicche – sottolinea Bigliazzi – e si tratta di materiali non biodegradabili, destinati a rimanere nell’ambiente per anni».
Non mancano ritrovamenti insoliti: durante la mattinata a Nervi è stato recuperato persino un copertone. In passato, racconta il presidente, sono stati rinvenuti oggetti ancora più sorprendenti, come boiler e cavi elettrici, spesso trasportati in mare dai fiumi e poi restituiti alle spiagge dalle mareggiate.
Un’emergenza ancora sottovalutata
Quella ambientale resta, secondo Bigliazzi, un’emergenza spesso sottovalutata. «Non si tratta solo di sporcizia visibile – spiega – ma di un problema strutturale legato alla gestione dei rifiuti. Gran parte di ciò che finisce in mare proviene dalla terra, trasportato dai corsi d’acqua».
Le immagini delle cosiddette “isole di plastica” negli oceani rappresentano solo la punta dell’iceberg di un fenomeno globale che ha radici nei comportamenti quotidiani.
Educazione, prevenzione e sanzioni
Per invertire la rotta, la strada è duplice: educazione e controllo. «Serve un grande lavoro culturale – afferma Bigliazzi – a partire dalle scuole, dove i giovani dimostrano già una maggiore sensibilità. Ma è fondamentale anche ridurre la produzione di rifiuti e migliorare la raccolta differenziata».
Non solo: anche le sanzioni possono avere un ruolo deterrente. «Il rafforzamento dei controlli, come sta avvenendo a Genova, ha già dato risultati concreti», aggiunge.
Più consapevolezza, ma la sfida continua
Negli ultimi anni si registra una maggiore attenzione al tema ambientale, ma la quantità complessiva di rifiuti continua a crescere, complice anche l’aumento dei consumi e delle consegne. «Finché non si interviene sulla riduzione a monte – avverte Bigliazzi – sarà difficile ottenere miglioramenti significativi».
Particolarmente critiche restano le foci dei fiumi, veri e propri punti di accumulo dei rifiuti, mentre nelle zone montane persistono fenomeni di abbandono illegale, seppur in diminuzione.
Il ruolo dei volontari
A livello locale, sono circa 40 i volontari impegnati nella giornata inaugurale, ma su scala nazionale i numeri salgono a decine di migliaia. Un impegno diffuso, che varia di volta in volta: «Non sono sempre le stesse persone – precisa Bigliazzi – ma cittadini che scelgono di partecipare in base al tempo, alla sensibilità e alle iniziative organizzate sul territorio».
Un segnale positivo, che dimostra come la tutela dell’ambiente possa diventare un impegno condiviso. Perché, come ricorda Legambiente, la difesa delle spiagge parte proprio dai gesti quotidiani di ciascuno.
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