La Spezia, ciclista aggredito da un cinghiale: "Situazione insostenibile"

di Alessandro Bacci

L'allarme di Coldiretti: "Oltre 70 mila esemplari in Liguria, mettono a rischio la sicurezza e distruggono le colture"

Ennesimo grave incidente causato dai cinghiali: a farne le spese, in zona Pignone, in provincia di La Spebzia, un ciclista che è stato aggredito, appunto, da un cinghiale mentre stava attraversando la strada insieme ai suoi piccoli. Frattura del bacino e della mandibola con 30 giorni di prognosi certificati dal Pronto Soccorso.

Con l’emergenza Covid che ha ridotto per mesi la presenza dell’uomo all’aperto proliferano, con un aumento del 15% a livello italiano, i cinghiali che invadono città e campagne da nord a sud dell’Italia, arrivando a superare i 70 mila esemplari in Liguria. E’ quanto emerge dalla stima di Coldiretti Liguria che evidenzia come la situazione sia sempre più pericolosa per la cittadinanza, oltre che per le colture.

“Non è più tollerabile questa condizione – evidenziano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa -, bisogna intervenire per risolvere definitivamente il problema. Continue incursioni minano la tenuta ambientale e sociale, mettono a rischio la sicurezza stradale, oltre a quella degli animali stessi: è impensabile non riconoscere la gravità della situazione e non scegliere di agire con urgenza per porre un freno alla proliferazione incontrollata. Per le strade e nelle città non è un evento raro ormai trovarsi faccia a faccia con uno o più esemplari di cinghiale, che scorrazzano indisturbati partendo proprio dal capoluogo regionale. In campagna, da ponente a levante, è un continuo susseguirsi di segnalazioni, partendo dalle colture che vengono completamente distrutte dal passaggio degli animali, mentre appezzamenti di terreno vengono scavati e solcati in modo irrimediabile, muretti a secco danneggiati e in alcuni casi rasi al suolo, boschi devastati, strade consortili e mulattiere rese impercorribili, pericolo di spiacevoli incontri nei giardini pubblici, sui sentieri dell’entroterra e sulle strade carrozzabili. Senza dimenticare il pericolo della diffusione di malattie evidenziato dallo stesso Piano di sorveglianza e prevenzione per il 2021 pubblicato dal ministero della Salute che ribadisce come i cinghiali abbiano una responsabilità fondamentale per la diffusione della Peste Suina Africana (Psa). La Regione – concludono Boeri e Rivarossa -, dando anche seguito alla mobilitazione Coldiretti dello scorso 8 luglio in piazza De Ferrari a Genova, non può più permettersi di perdere tempo: servono azioni tangibili ed immediate”.