Iran, guerra e repressione: la testimonianza degli iraniani in Italia
di Carlotta Nicoletti
La crisi in Iran resta drammatica e, secondo le testimonianze raccolte in Italia, segnata da repressioni quotidiane, arresti arbitrari e isolamento. Gli studenti iraniani denunciano una situazione peggiorata nelle ultime settimane e chiedono maggiore attenzione internazionale.
Testimonianze – A raccontare la situazione è Moeen Javan, rappresentante degli studenti iraniani in Italia, che descrive un clima di paura diffusa: “Ogni giorno il regime sta ammazzando la gente. Due giorni fa ho saputo di un ragazzo impiccato”. Le comunicazioni con il Paese sono difficili: internet è limitato e i contatti con familiari e amici sono sporadici.
Repressione – Le denunce parlano di arresti anche per contenuti presenti sui telefoni e di controlli capillari nelle città. “Un nostro amico è stato fermato a un posto di blocco e non abbiamo più notizie”, racconta Javan. La repressione colpisce anche i più giovani e, secondo alcune testimonianze, verrebbero utilizzati minorenni nei presidi di controllo.
Scenario – Sul piano geopolitico, resta incerta la possibilità di una soluzione diplomatica. Gli studenti criticano l’ipotesi di negoziati: “Non possiamo negoziare con il regime”, affermano, sottolineando il timore che eventuali accordi possano rafforzare l’attuale sistema di potere.
Europa – Critiche anche all’Unione Europea, accusata di non prendere una posizione abbastanza forte sui diritti umani. “Ci si aspetterebbe una condanna chiara”, viene sottolineato da Jaqueline Olli dell'associazione che appoggia diritti e libertà popolo iraniano, evidenziando il rischio che la crisi venga trattata solo come questione strategica.
Proteste – Intanto continuano le manifestazioni della diaspora iraniana in Italia, anche se, secondo gli attivisti, l’impatto politico resta limitato. L’obiettivo dichiarato è mantenere alta l’attenzione e sostenere chi, in Iran, chiede un cambiamento radicale.
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