Crans-Montana, Italia respinge le fatture: “Nessun pagamento, serve reciprocità”
di Carlotta Nicoletti
L’ambasciatore Cornado: aiuti già garantiti alla Svizzera, eventuali richieste saranno rispedite al mittente
L’Italia non pagherà eventuali fatture legate alla vicenda di Crans-Montana. Lo ribadisce con fermezza l’ambasciatore italiano in Svizzera, sottolineando il principio di reciprocità nei rapporti tra i due Paesi.
Posizione – La linea italiana è netta e senza margini di trattativa. “Non pagheremo né ora, né mai queste fatture”, afferma l’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado. Qualora richieste di pagamento arrivassero al ministero della Salute, verrebbero immediatamente respinte e rinviate alle autorità competenti.
Motivazioni – Alla base della decisione c’è il richiamo agli aiuti già forniti dall’Italia alla Svizzera. In passato, spiega Cornado, il nostro Paese ha messo a disposizione risorse e mezzi per fronteggiare situazioni di emergenza, senza richiedere compensazioni economiche.
Precedenti – Tra gli interventi citati, l’invio di un elicottero della Protezione civile nel Canton Vallese e l’accoglienza di pazienti svizzeri presso l’ospedale Niguarda di Milano. Un supporto durato mesi e offerto a titolo gratuito. “Non abbiamo chiesto nulla”, ricorda l’ambasciatore.
Reciprocità – Proprio su questo punto si concentra la richiesta italiana: un trattamento analogo da parte svizzera. “Pretendiamo reciprocità e non c’è nulla da negoziare”, sottolinea Cornado, escludendo qualsiasi apertura a trattative o accordi economici.
Scenario – In caso di invio delle fatture alle autorità italiane, la procedura è già delineata: i documenti verrebbero restituiti al mittente. Secondo l’ambasciatore, la competenza del pagamento spetterebbe alle autorità locali coinvolte nella vicenda.
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