Iran, effetti su sicurezza, economia ed energia: forum a Telenord con Albisetti, Botta, Viscogliosi e un genovese a Dubai

di Katia Gangale - Stefano Rissetto

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Le ripercussioni del conflitto si fanno sentire sull’intero sistema globalizzato, dall’economia ai trasporti alla logistica, fino alla sicurezza urbana

La guerra mossa da Israele e Stati Uniti d'America contro l’Iran degli ayatollah – con l’obiettivo dichiarato di superare la teocrazia instaurata nel 1979 e ridisegnare il ruolo della Persia nel suo quadro storico e geopolitico – non è un conflitto circoscritto all’area mediorientale. Le sue ripercussioni si fanno sentire sull’intero sistema globalizzato, dall’economia ai trasporti, fino alla sicurezza urbana.

Il tema è stato al centro di una parte dell'edizione odierna di “Liguria Live”, dove si sono confrontati, per le rispettive competenze, l’economista Roberto Albisetti, il direttore generale di Spediporto Giampaolo Botta, l’assessore alla Sicurezza del Comune di Genova Arianna Viscogliosi e Vittorio Monferrino, manager genovese residente a Dubai.

Economia sotto pressione - Dal punto di vista economico, il conflitto rischia di innescare nuove tensioni sui mercati energetici e finanziari. L’area del Golfo Persico resta uno snodo cruciale per il traffico di petrolio e gas: eventuali interruzioni o restrizioni alla navigazione inciderebbero sui prezzi delle materie prime, con effetti a catena su inflazione, costi di produzione e potere d’acquisto.

Secondo l’analisi proposta in studio, l’instabilità geopolitica si traduce immediatamente in volatilità dei mercati: salgono i costi assicurativi per le rotte marittime considerate a rischio e aumentano le spese logistiche per le imprese europee, già provate da anni di crisi concatenate, dalla pandemia alla guerra in Ucraina.

Logistica e porti: l’allarme di Spediporto - Il conflitto ha ricadute dirette anche sul sistema portuale e sulla logistica internazionale. Il Golfo rappresenta una delle principali arterie del commercio globale e qualsiasi rallentamento nelle rotte comporta ritardi nelle consegne e rincari nei noli marittimi.

Per una realtà come Genova, porto strategico del Mediterraneo, le tensioni nell’area possono tradursi in riorganizzazioni delle linee commerciali, cambi di itinerario e ridefinizione dei flussi merci. Le imprese di spedizione e trasporto monitorano costantemente l’evoluzione della situazione, consapevoli che la stabilità delle rotte è un elemento essenziale per la competitività del sistema produttivo.

Sicurezza e possibili riflessi locali - Sul piano della sicurezza, l’attenzione resta alta anche a livello locale. Le grandi crisi internazionali possono avere ripercussioni indirette sulle città europee, sia in termini di prevenzione sia di gestione dell’ordine pubblico. L’assessore Viscogliosi ha ribadito la necessità di coordinamento costante con le autorità nazionali e le forze dell’ordine, in un contesto in cui l’instabilità globale impone vigilanza e capacità di risposta tempestiva. Sono monitorati tutti i siti sensibili, istituzionali come economici e naturalmente religiosi a partire dal tempio israelitico, ma la raccomandazione è di non cedere all'allarmismo.

La testimonianza sulla vita a Dubai - A completare il quadro, il collegamento con un genovese residente a Dubai ha offerto uno spaccato diretto di come la tensione si percepisca anche nei grandi hub internazionali del Medio Oriente. La vita quotidiana prosegue, ma con apprensione per l’evolversi dello scenario militare e per le possibili ripercussioni su traffico aereo, turismo e attività economiche.

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