"Io resto", il docu-film girato nelle corsie degli Spedali Civili di Brescia
di Marco Innocenti
Il regista Michele Aiello: "Ci siamo concentrati sulle relazioni fra operatori e pazienti: quelle hanno tenuto in vita emotivamente molti malati di covid"
Un film, o meglio un docu-film, ma prima di tutto una testimonianza diretta di quello che è stata la pandemia vissuta lungo le corsie di uno degli ospedali in prima linea, uno fra i più grandi d'Europa: gli Spedali Civili di Brescia. Questo è "Io resto", diretto da Michele Aiello e proiettato lunedì sera a Genova, "Per me era importante lasciare una traccia di quello che stava accandendo nel marzo-aprile 2020 - ci racconta il regista Michele Aiello - concentrandosi sulle relazioni fra gli operatori e i pazienti che in quel momento era travolgente, per tenere in vita, anche emotivamente, i pazienti ricoverati. E alla fine questo è diventato il motivo centrale del film".
"Quella relazione è importantissima - afferma anche Alessandro Bonsignore, presidente dell'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della Liguria, presente alla proiezione genovese - Noi lo abbiamo detto tante volte: c'erano due realtà, quella dentro e quella fuori dagli ospedali. E chi non ha vissuto la realtà dentro gli ospedali, è giusto che la veda e la conosca. Per rendersi conto di cosa vuol dire aver tagliato tanti posti letto nel corso degli anni e aver messo un intero sistema a lavorare al massimo delle sue forze per cercare di salvare le vite dei cittadini"
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