Incidente sul lavoro a Bolzaneto, il dipendente di una ditta vicina: "Ci vedevamo tutti i giorni"

di Anna Li Vigni

L’uomo aveva 62 anni: lascia la moglie e un figlio che, secondo quanto raccontato da alcuni conoscenti, vivrebbe all’estero

Si chiamava Paolo Gaggero, aveva 62 anni, l’operaio morto in seguito a un tragico incidente sul lavoro avvenuto nell’area industriale. L’uomo lascia la moglie e un figlio che, secondo quanto raccontato da alcune persone che lo conoscevano, vivrebbe all’estero.

La tragedia si è verificata all’interno di un’azienda che si occupa di serramenti. Sul posto sono intervenuti i soccorritori del 118, insieme ai Carabinieri e ai Vigili del Fuoco. Nonostante il rapido intervento dei soccorsi, per l’uomo non c’è stato nulla da fare.

La dinamica dell’incidente è ancora in fase di accertamento. Secondo le prime informazioni, l’operaio sarebbe rimasto coinvolto durante alcune operazioni di movimentazione di macchinari all’interno dell’area di lavoro. Saranno ora le indagini a chiarire con precisione cosa sia accaduto.

Tra le persone scosse dalla notizia c’è Stefano, dipendente di una ditta di pasta fresca che ha il magazzino accanto all’azienda dove lavorava la vittima. L’uomo incontrava spesso Gaggero durante la giornata lavorativa.

"Sì, lo conoscevo perché abbiamo il magazzino qui adiacente. Io lavoro in una ditta di pasta fresca e vengo tutti i giorni a prendere il materiale", racconta. Un rapporto semplice, fatto di incontri quotidiani e brevi conversazioni tra lavoratori delle aziende vicine.

"È una cosa che colpisce perché vedendolo tutti i giorni si parlava del più e del meno, eravamo sempre sulla battuta e sullo scherzo. Mi spiace proprio tanto", spiega.

Secondo quanto riferisce il lavoratore, la vittima operava nel settore dei serramenti e in quel momento sarebbero state in corso operazioni di movimentazione di macchinari.

"So che loro fanno serramenti e stavano facendo delle movimentazioni, ma non so cosa sia realmente successo", aggiunge.

Nella zona industriale lavorano molte aziende e tra i dipendenti si crea spesso una rete di conoscenze quotidiane.

"Qui bene o male ci conosciamo tutti perché ci vediamo tutti i giorni. Si fanno due discorsi, due battute e poi ognuno torna al proprio lavoro", racconta ancora Stefano.

La notizia dell’incidente lo ha raggiunto poco prima di iniziare la giornata. "Stavo arrivando circa quaranta minuti fa per prendere del materiale e mi è venuto incontro il suo collega dicendomi che era successa una tragedia", spiega l'uomo. "Quando ho visto Carabinieri, Vigili del Fuoco e ambulanze ho subito immaginato che fosse successo qualcosa di grave".

Un dolore amplificato dalla familiarità costruita negli anni tra i capannoni della zona industriale. "Anche se non eravamo amici, si crea comunque un rapporto con persone che vedi tutti i giorni. Se avevo bisogno loro mi davano una mano e io facevo lo stesso", conclude.

Le autorità stanno ora lavorando per ricostruire la dinamica dell’accaduto e verificare eventuali responsabilità. Nel frattempo, tra i capannoni dell’area industriale resta il silenzio e lo shock per una morte improvvisa avvenuta durante una normale giornata di lavoro.

 

 

 

 

 

 

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