In fiamme l'ex hotel di Prè confiscato nel 2012 al mafioso Roberto Sechi

di Redazione

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Era usato per consumare droga: spento il rogo, la porta è stato murata

In fiamme l'ex hotel di Prè confiscato nel 2012 al mafioso Roberto Sechi
In fiamme l'hotel dei vicoli di Prè confiscato nel 2012 dalla direzione distrettuale antimafia a Roberto Sechi, 52 anni, detto Chicco, il re delle yoguterie, condannato in via definitiva per associazione mafiosa nel 2006 perchè ritenuto affiliato al clan Madonia, con conseguente confisca di tutte le sue attività a Genova. I locali, situati in salita San Paolo 6, a due passi dalla Commenda di Prè, sono andati in fiamme alle 19 probabilmente a causa di una cicca di sigaretta lasciata accesa da uno dei tanti sbandati che vi s'infilavano abusivamente per consumare stupefacenti. Sul posto sono giunti i vigili del fuoco, gli agenti della polizia municipale e i carabinieri. Spente le fiamme, limitate ad una camera al piano superiore dei due dell'Hotel, la porta del locale è stata poi murata per evitare altre intrusioni su ordine del funzionario del Demanio dello Stato giunto in salita San Paolo per un sopralluogo. Il rogo di questa sera ha riportato alla mente la storia dell'ex proprietario Roberto Sechi: Nel 2012 gli investigatori della Dia gli avevano sequestrato beni per circa un milione di euro, fra il suo appartamento di San Fruttuoso, le creperie “Chicco” di piazza Alimonda e corso De Stefanis, e appunto l'hotel, o meglio l'affittacamere su due piani di salita San Paolo. A detta degli inquirenti, però, Sechi l'anno scorso era riuscito in qualche modo a tornare a gestire nuovamente le due creperie e ne aveva aperta un’altra in via San Vincenzo grazie a una serie di prestanomi. Per questo, grazie ad un'inchiesta avviata nel 2016 a Lecce e che aveva permesso di indagare in tutto 14 persone, nel maggio del 2018, Roberto Sechi era di nuovo finito in manette.

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