Immigrazione a Genova, l’allarme del SIAP: ufficio al collasso, sicurezza a rischio

di c.b.

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Immigrazione a Genova, l’allarme del SIAP: ufficio al collasso, sicurezza a rischio

Roberto Traverso, segretario genovese del SIAP e componente della direzione nazionale, torna a intervenire sulla situazione dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Genova. Le criticità denunciate da tempo non solo non sono state risolte, ma si sono aggravate fino a configurare una condizione di vera e propria sofferenza operativa, con ricadute sull’efficienza del servizio, sulla sicurezza del territorio e sul rischio professionale per il personale della Polizia di Stato.

Non si tratta di una presa di posizione isolata. Da mesi, attraverso segnalazioni formali e iniziative pubbliche, Traverso evidenzia un quadro ormai non più rinviabile, reso ancora più critico dall’aumento dei flussi migratori, da una normativa complessa e da carichi di lavoro che incidono direttamente sulla sicurezza sociale e urbana.

Il tema delle risorse è nazionale, e il sindacato lo ha sempre chiarito. Anche la manifestazione organizzata sotto la Prefettura di Genova aveva questo obiettivo: richiamare l’attenzione sulla necessità di rafforzare gli organici. Da quell’iniziativa è arrivato un primo risultato, con l’assegnazione di alcune unità in più, ma del tutto insufficiente rispetto alle reali esigenze dell’Ufficio Immigrazione.

I numeri fotografano una situazione allarmante. Nel 2025 l’ufficio ha gestito circa 49.000 pratiche, di cui 44.000 richieste di permesso di soggiorno, contro le circa 33.000 del 2024. A fronte di questo aumento esponenziale, l’organico si è drasticamente ridotto: oggi le unità complessive sono 45, dirigente e personale civile compresi. Nel 2024 erano 62, con il supporto di 10 lavoratori interinali; nel 2023 si arrivava a 66 più 12 interinali.

Negli ultimi due anni le cessazioni non sono state compensate e la situazione è ulteriormente peggiorata con la mancata proroga del personale interinale, cessato dal servizio il 16 gennaio scorso. Una scelta che ha prodotto un vuoto operativo immediato, causando ritardi significativi nelle decretazioni e nel rilascio dei permessi di soggiorno.

Ritardi che non incidono solo sui diritti delle persone interessate, ma hanno effetti diretti sulla sicurezza del territorio: lasciare irrisolte a lungo le posizioni amministrative significa aumentare il rischio di irregolarità sul territorio.

In questo quadro già compromesso si inserisce, secondo il SIAP, una decisione profondamente sbagliata: lo spostamento dell’Ufficio Immigrazione nell’area di Bolzaneto, all’interno della caserma “Nino Bixio”. Una zona segnata da criticità sociali e urbane, dove collocare un presidio così delicato rischia di aggravare i problemi di ordine e sicurezza pubblica, oltre a creare difficoltà di accesso e funzionalità per l’utenza.

La scelta appare ancora più discutibile se si considera l’investimento previsto, superiore ai 10 milioni di euro, con lavori ormai prossimi all’avvio, senza che siano state prima risolte le carenze strutturali, organizzative e di personale che rappresentano il vero nodo della questione.

Secondo il SIAP, diventa così difficile parlare credibilmente di sicurezza urbana e prevenzione dei reati, se non si affrontano le criticità concrete che incidono sulla tenuta del sistema. Per questo il sindacato ha coinvolto direttamente Regione Liguria e Comune di Genova, chiamando in causa anche il sindaco, che sul tema della sicurezza urbana rivendica un ruolo centrale.

La gestione dell’immigrazione, sottolinea il SIAP, non è una questione interna alla Questura, ma un tema che riguarda l’equilibrio complessivo della città e la sicurezza dei quartieri. Senza tempi certi ed efficaci per il rilascio dei permessi di soggiorno, parlare di integrazione e controllo dell’irregolarità diventa impossibile, mentre il dibattito politico rischia di restare confuso e strumentale.

Sul fronte regionale, il giudizio è netto: la Liguria, sul tema della sicurezza in senso ampio, risulta di fatto assente da anni, senza un ruolo politico riconoscibile né politiche strutturate di sicurezza integrata. Un’assenza che oggi pesa anche su vicende come quella dell’Ufficio Immigrazione di Genova, con ricadute su tutto il territorio regionale.

Anche il coordinamento tra Polizia di Stato e Polizia Locale, avverte il SIAP, non può restare uno slogan. Sicurezza urbana significa anche mettere gli uffici nelle condizioni di funzionare, evitando che inefficienze amministrative si traducano in problemi di ordine pubblico.

Per questo il sindacato ha lanciato una raccolta firme su Change.org per chiedere patti per la sicurezza realmente operativi, basati su risorse adeguate, coordinamento e scelte coerenti. In pochi giorni sono già arrivate centinaia di adesioni, segno che il tema è sentito anche dai cittadini.

Il messaggio finale è chiaro: sulla sicurezza non bastano le parole. Servono atti concreti, responsabilità politiche e interventi immediati. Ignorare questa situazione significa esporre i lavoratori a rischi inaccettabili, compromettere il servizio e indebolire la sicurezza complessiva della città.

 

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