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Il “via libera” al vaccino AstraZeneca

di Paolo Lingua

Il “via libera” al vaccino AstraZeneca

Come era prevedibile, i vertici sanitari e scientifici dell’Ema hanno dato il “via libera” alla ripresa della somministrazione del vaccino AstraZeneca, bloccato dal alcuni giorni dopo che in alcuni casi le persone somministrate aveva subito forme più o meno gravi di trombosi, con qualche decesso. Dicono gli addetti ai lavori ne gli specialisti che per il momento non emerge un rapporto causale tra i fenomeni segnalati e la somministrazione del vaccino. Italia, Francia, Spagna e Germania avevano bloccato la somministrazione, come è noto, ma differenza dell’Inghilterra e degli Stati Uniti (oltre che di molti stati europei) dove si è progrediti.

Ovviamente, come si è appreso, ci saranno ulteriori controlli e analisi (e si conta anche di sapere qualcosa di più preciso sugli aspetti specifici dei decessi), perché anche se riprenderanno le somministrazioni, ci sono stati – e continueranno a esserci – dubbi ed esitazioni dei cittadini, se non addirittura precisi rifiuti, nei confronti del farmaco. Per il momento, a quanto sembra, i soggetti al di sopra degli 80 anni, continueranno a essere vaccinati con Pfizer e con Moderna. Vedremo – perché sulle cifre annunciate non si è mai del tutto sicuri, visti i precedenti – come si muoverà la somministrazione bloccata di AstraZeneca. La questione resta complessa, anche perché non sempre sono giunte notizie precise non tanto dai centri decisionali della politica ma anche dagli esperti del mondo sanitario e scientifico.

AstraZeneca, infatti, prima degli incidenti e hanno provocato il blocco, era stato indicati come idoneo per i soggetti al si sotto dei 55 anni. Poi, via via nello scorrere delle settimane, si è risaliti nei limiti di età sino a 80 anni. Non tutto è stato spiegato chiaramente. E per questo motivo sono scattati centinaia di rifiuti, anche da parte di soggetti già prenotati. A questo punto, come è giusto rimarcare, scattano due scelte – anche emotive – contrastanti: il desiderio di essere vaccinati al più presto e i timori di effetti collaterali anche gravi. Per restare in Italia occorrerà che le autorità di tutti i livelli si sforzino a rassicurare la popolazione. E’ infatti importante, anzi determinante, che si compia ogni sforzo per rendere immune la più ampia percentuale di cittadini, a cominciare dalle fasce di età più esposte al rischio per passare a chi opera direttamente con la popolazione (dai sanitari alle forze di polizie e agli insegnanti) per poi passare a tutta la popolazione indiscriminatamente.

Si era parlato di arrivare alla cosiddetta “immunità di gregge” entro la fine di settembre. Questa data – come molte altre in passato – rischia di slittare di un mese o due, ma occorre tenere duro e puntare a chiudere la maggior parte dei rischi di infezione e di contagio entro la fine del 2021. Il 2022dovrebbe essere l’anno della rinascita e della ripresa dell’economia e della vita normale. Ci vorrà uno scatto di fiducia, ma farà bene il gruppo farmaceutico che produce AstraZeneca ad aggiornare la sua informativa e a continuare a lavorare sul farmaco. Anche da parte dei responsabili organizzativi e sanitari italiani occorrerà un ulteriore salto di qualità nella distribuzione e nella organizzazione locale della somministrazione, puntando a responsabilità precise, a ordine e a tempi ben scanditi, evitando confusioni e contraddizioni, che sono purtroppo un vecchio difetto nazionale. Il governo Draghi dovrà dimostrare, a questo punto, la sua diversità “qualitativa”, agendo avvero in maniera manageriale.

C’è da augurarsi Infine che vengano superate, per non dire scavalcate, le fasce negazioniste e di chi, con responsabilità operative dirette, rifiuta di vaccinarsi. Ci sono comportamenti incoscienti e inaccettabili e che hanno già creato problemi gravi in particolare negli ospedali e nei centri di cura e di assistenza. Ora l’azione , con la collaborazione di tutti, deve riprendere, sperando davvero (ma ci sono tutti gli estremi per crederci) nel superamento della problematica di questi giorni, la corsa verso la salute di tutti e verso una vita diversa.