Il “Nuovo Galliera” per la sanità di domani

di Paolo Lingua

Il “Nuovo Galliera” per la sanità di domani

Il ruolo e la funzione dell’ospedale “Galliera” e il suo ruolo determinante, anche in questo momento delicatissimo della ripresa dei contagi del “coronavirus”, è tornato al centro della discussione ancora stamattina. La sanità genovese e ligure è pressata da esigenze quotidiane di crescita delle infezioni, in particolare dei casi di situazioni non drammatiche come in primavera, ma con fenomeni medio-bassi. Situazioni che però esigono sovente ricoveri e terapie specifiche. I problemi incalzanti di questi giorni, però, non possono eludere quello che sarà, anche finito (si spera il più presto possibile con l’arrivo dei vaccini) il “coronavirus”,l’assetto della sanità e dei servizi di medicina del territorio.

E proprio in queste settimane, con un piano ormai deciso da mesi, si sta finalmente mettendo a punto il progetto del “Nuovo Galliera”, ovvero la ristrutturazione di una struttura che ha ormai 130 anni (a quando risale la donazione della Duchessa) e che ha bisogno di una modernizzazione complessa, pur avendo mantenuto sempre un alto livello di professionalità sia del personale medico sia del personale ausiliario. In effetti, la scommessa sul Galliera è legata al mantenimento, ma anche alla crescita, di una “eccellenza” di cui Genova e la Liguria hanno un forte bisogno. E, a maggior ragione, dopo che, due anni fa, il progetto – un po’ vago e velleitario – di un “ospedale del Ponente” da realizzare agli Erzelli è andato a vuoto, anche per bandi non molto strutturati. Ma, dopo la vicenda del coronovirus, la visuale di ospedali “privati con accordi per servizio pubblico”, un po’ alla maniera della Lobardia, si è decisament4e attenuata.

Il progetto della ristrutturazione del Galliera potrebbe essere, anche in termini politici, una carta vincente per la amministrazione regionale, anche vista la scelta del presidente Giovanni Toti di tenere per sé l’assessorato alla sanità, una realtà che da sola copre oltre l’80% del bilancio dell’ente. Bloccato il contraddittorio sogno degli Erzelli (anche la facoltà di Ingegneria sembra molto lenta ad accettare il trasferimento, continuamente rinviato per mille questioni burocratiche ed economiche), il decollo del “Nuovo Galliera” porterebbe un ospedale moderno e di alto livello al centro della città, con grande importanza per il servizio in un territorio (non va mai dimenticato) dove è molto alta l’età della popolazione. Per quel che riguarda, infatti, anche urbanisticamente, la strategia della collocazione degli ospedali, si è discusso, anche in Italia sulla possibile scelta di collocazioni periferiche, oppure centralizzate. Genova, ormai scesa sotto i 600 mila abitanti ha, a tutt’oggi, i maggiori centri di assistenza e di ricovero medico in centro: Galliera, Gaslini e San Martino, ai quali si può anche aggiungere Villa Scassi a Sampierdarena. Una ubicazione che piace ai cittadini.

D’altro canto, sia pure in termini generali, la ristrutturazione del Galliera aveva trovato favorevole la amministrazione di centrosinistra di Claudio Burlando e anche quella di Giovanni Toti. L’opposizione veniva da gruppi legati agli ambientalisti e in particolare da parte di esponenti del M5s che però ora sono usciti dalla scena politica. Il progetto poi, in queste settimane, ha trovato il pieno appoggio, sia in riunioni private, sia in riunioni istituzionali, del nuovo arcivescovo mons. Marco Tasca. “Andiamo avanti” ha detto più volte ai dirigenti della struttura. Quali saranno i tempi? Si sperava in unh decollo del bando per la fine di ques’anno, ma la situazione potrebbe farlo slittare tra gennaio e febbraio al più tardi. Poi, sul piano burocratico, occorreranno tutti i passaggi per la gara d’appalto per affidare i lavori, che prevedono demolizioni e ristrutturazioni. Saranno razionalizzati i reparti a secondo della loro funzione, con un progetto di netto miglioramento dei servizi. I lavori potrebbero decollare tra l’estate e l’autunno del prossimo anno. Si prevede una durata di 4 anni, con una spesa già fissata di 154 milioni. I posti letto (attualmente 430) dovrebbero oscillare tra i 400 e il 410, nel quadro della nuova filosofia dei ricoveri. A fare i conti, il Galliera sarebbe pronto, grosso modo, per la fine della legislatura regionale. Potrebbe davvero essere un’opzione di successo per l’amministrazione.