Il green pass nella strategia dei partiti

di Paolo Lingua

Il green pass nella strategia dei partiti

L’area del centrosinistra e quella dei piccoli movimenti dell’area del centro (compresi Forza Italia e Italia Viva) non hanno alcuna difficoltà, anche in rapporto con il loro elettorato, a sostenere la linea del governo Draghi che punta ad allargare a più settori possibili – pubblici e privati – l’obbligo del green pass e quindi del vaccino. Il vaccino non è un prodotto miracoloso ma garantisce l’immunità  oltre il 90% di coloro che lo hanno fatto, il che significa che più cresce il numero dei vaccinati più  scendono i rischi dei contagi. Un dato recente che viene proprio dall’Ospedale di San Martino ha spiegato che su 26 ricoveri della seconda metà di agosto ben 23 erano soggetti no vax, mentre gli altri tre erano persone colpiti da gravissime malattie (tumori, leucemie, ecc.). La Corte Costituzionale e il Consiglio di Stati si stanno0 muovendo in favore della linea severa del governo. D’altro canto il vaccino e quindi l’uso del green pass non ledono, in buona sostanza, la li8bertà di nessuno, semmai aumentano la libertà di tutti, aumentando la sicurezza e facendo crescere l’indice di immunità. E’ giusto chiarire che l’anarchia non è libertà, ma la libertà la si conquista e la si vive nel rispetto degli altri.

Questa linea di Draghi, frutto del  confronto con i vertici sanitari e scientifici ma sostenuta anche dalla maggioranza del mondo politico che sostiene il governo, ha però creato  problemi strategici e tattici nell’area politica più marcata del centrodestra e in particolare in Fratelli d’Italia e nella Lega, con maggiori problematiche in quest’ultimo partito.   Come è noto esiste in Italia, sia pure con divisioni all’interno, un movimento che è al tempo stesso no vax e comunque contrario a documenti, lasciapassare re controlli. Nel ventre di questa bizzarra palude tutt’altro che omologa sono emersi anche soggetti e comportamenti che hanno fatto scendere in campo polizia, carabinieri e magistratura.  Vedremo come procederanno le indagini prima di esprimere giudizi. Ma qui sorgono gli imbarazzi politici. Il partito della Meloni sembra avere meno problemi, almeno in apparenza. Ha scelto di stare, in pratica da solo, all’opposizione e in pratica si oppone a quasi tutte le decisioni, alle scelte e anche alla filosofia di Draghi.

In questo contesto, sia pure senza forzare troppo le situazioni, è ovvio che Fratelli d’Italia punta a raccogliere il sostegno e il voto di tutti i movimenti di ribellione (e ce ne sono molti che vengono proprio dalle sacche dell’estrema destra extraparlamentare) nella prospettiva di guadagnare spazio e peso per gli appuntamenti delle elezioni amministrative, traguardando anche alle politiche del 2023. La Meloni punta a pesare sempre di più all’interno del centrodestra che, in genere, marcia sempre in coalizione. E qui nascono gli imbarazzi della Lega e, in particolare, di Salvini. Salvini vuole una Lega primo partito in Italia e leader comunque della coalizione di centrodestra. Di qui la differenza da Fratelli d’Italia avendo puntato a sostenere il governo e a collocare anche in punti strategici ministri e sottosegretari, pur mantenendo posizioni critiche a cominciare da un tema “fisso” quale quello del contenimento dei migranti, argomento che certamente gli mette in mano elementi di consenso dell’opinione pubblica anche a causa dei limiti e delle ambiguità dell’UE . Meno felice è stata invece la mossa – talvolta a zig zag – di strizzare l’occhiolino ai  no vax e ai no green pass.

Anche perché non è facile mantenere in questo caso la barra dritta e anche perché non c’è un pieno consenso all’interno dello stesso partito. Infatti a favore dei vaccini e del documento liberatorio c’è il ministro Giorgetti, da tempo considerato una sorta di “alternativa” a Salvini, nonché quasi tutti i componenti del governo. Ma gli stessi supporters della Lega delle regioni del Nord son9o0 su questa linea, cos’ come i maggiori presidenti leghisti delle regioni (Zaia, Fontana, ecc.). Salvini – lo si capisce – aveva in mente di sottrarre voti dei dissidenti a Fratelli d’Italia, ma la mossa gli si sta rivolgendo contro sul piano politico, soprattutto se punta a fare una sorta di accordo federale con Berlusconi e le aree politiche moderate a lui vicine. Per questo Salvini deve per forza uscire dall’incertezza se vuole puntare alle vittorie ekettorali.