Il Genoa di "zozzoni" che piace a De Rossi, ora i rinforzi
di Gessi Adamoli
Il Genoa è stato perfetto, il Cagliari imperfetto: alla fine i tre gol di scarto possono sembrare una punizione troppo severa per Caprile e compagni ma ci stanno. La squadra di De Rossi ha interpretato alla perfezione quello che era uno scontro diretto ovvero una tappa fondamentale verso la salvezza. Quella di Pisacane invece ha fatto accademia, specchiandosi spesso addosso, come se fosse una normalissima partita di campionato e non invece una questione di sopravvivenza.
Significativo il gol che la squadra sarda ha subito dopo appena sette minuti, il giocatore del Cagliari è rimasto a tre/quattro metri da Malinowskyi che, a palla, scoperta, ha avuto il tempo di aspettare il movimento di Colombo nello spazio e offrirgli un invitantissimo passaggio in verticale. La differenza l’hanno fatta i due allenatori. Pratico ed essenziale De Rossi, velleitario Pisacane con quel suo infinito giro palla per altro alle volte anche piacevole a vedersi, ma assolutamente fine a se stesso. C’è tutta la filosofia di DDR nell’apprezzamento che a fine partita ha rivolto ai suoi giocatori: “Gli ho fatto i complimenti perché hanno difeso da zozzoni”. Brutti, sporchi e cattivi così devono essere i giocatori di una squadra che vuole assolutamente arrivare alla salvezza. Ci sarà tempo per il bel calcio (sempre che questo gruppo, così com’è stato assemblato, sia in grado di proporlo) imparando a memoria quello spartito che tanto piace agli esteti del football. Adesso è infatti solo una questione di vita o di morte.
Per De Rossi, che di fatto ha sbagliato solo la partita di Roma, parlano i numeri: 13 punti in 10 partite. Media 1,3 a partita, proiezione finale 49 punti, guarda caso gli stessi realizzati da Gilardino il primo anno di serie A con in squadra i vari Gudmundsson, Retegui, Martinez, Badelj, Strootman, Bani, De Winter e non è il caso di andare avanti. La mano dell’allenatore su questa squadra c’è e si vede. Non è tanto un’impronta di gioco, ma di mentalità e di carattere.
Ed anche di scelte che si sono rivelate decisive. Sembra che essere stati ex calciatori significhi essere depositari di scienza calcistica infusa (vedi gli opinionisti delle varie tv). Poi però scopri che quando gli ex calciatori si cimentano nel mestiere di allenatore prendono cantonate clamorose, vedi un grande campione come Vieira che in carriera ha vinto anche un Mondiale. Con due mosse De Rossi ha sconfessato il credo calcistico di monsieur Vieira ed è stato come togliere una zavorra al Genoa. Basta col doppio mediano che porta anche sfiga (col doppio play Bortolazzi-Manicone retrocessione nella stagione 1994-95). Frendrup e Masini in due facevano (non bene) il lavoro che uno faceva bene da solo. E allora non è un caso che Morten sia tornato a giocare ai suoi livelli. Frendrup che, essendo dalla società considerato in vendita per fare cassa, non faceva parte di quel Genoa “sontuoso” che veniva annunciato dalle pendici del Monte Bianco.
Altra mossa decisiva di De Rossi (ed è incredibile che Viera non ci fosse arrivato) i due attaccanti. Colombo con a fianco Vitinha non è più il pulcino bagnato di inizio stagione. I 5 gol segnati tutti con DDR confermano quanto un allenatore possa incidere sia nel male (Vieira) che nel bene (De Rossi). A Colombo comunque va il merito di avere avuto quelle che, senza troppi giri di parole, si definiscono palle. Se nel giro di poche settimane riesci a portare dalla tua parte una tifoseria che era quanto meno settica nei tuoi confronti, vuol sicuramente dire che le hai.
E non si può mettere in archivio la partita col Cagliari senza fare i complimenti a Leali. Ha saputo rialzarsi dopo alcune partite storte, dimostrando anche lui grande carattere. E probabilmente una mano gliel’ha data anche De Rossi. Dirgli chiaramente che il Genoa sta cercando un altro portiere è stato come togliergli un sacco di pietre dalla schiena.
È sottinteso che la vittoria col Cagliari non è un colpo di spugna sui gravi problemi strutturali di una squadra che necessità comunque di rinforzi perché “Natale è passato, la Befana regali non ha portato e le promesse se le porta via il vento”.
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