Cornet una calamità, ma quel rigore contro il Genoa è una barzelletta
di Gessi Adamoli
Un Var 'a chiamata': la panchina del Napoli era tutta in piedi a protestare, i calciatori avevano circondato Massa. Arbitro e varisti si sono dovuti 'arrendere'
Tutto vero: Cornet è una calamità perché in area di rigore al 93’ bisogna sapersi frenare e non andare ad attaccare un avversario spalle alla porta e che sta tornando indietro. Però quel rigore è comunque una barzelletta. Lo ha anche confessato Vergara nel suo candore di scugnizzo: “Appena mi sono sentito toccare sono caduto e dentro di me ho esultato perché il tocco c’era stato ed ero sicuro che ci avrebbero dato il rigore”. E qui sta il punto: basta essere sfiorati che automaticamente il Var sentenzia che è rigore. L’intensità dell’intervento? Non la stabilisce l’arbitro di campo che è a pochi metri da dove si è svolta l’azione, ma un signore che sta a Lissone seduto davanti ad un video. Quando tra cinquant’anni lo leggeranno sui libri di storia dello sport, sempre se il calcio sia sopravvissuto a questo processo di autodistruzione, diranno se per caso eravamo tutti matti.
Detto questo ho seri dubbi che, se non si fosse trattato del Napoli o comunque di una grande del nostro campionato, il Var sarebbe intervenuto, tanto lieve è stato il tocco di Cornet. “Mi devono spiegare i parametri per definire il chiaro ed evidente errore dell’arbitro”, ha detto De Rossi. Legittima, da allenatore del Genoa ma anche da amante del calcio, la sua amarezza: “Se mi chiedono di quale sport faccio l’allenatore non saprei rispondere. Episodi come questo fanno disamorare, questo non è più il mio calcio”.
È stato di fatto un Var a chiamata, la panchina del Napoli era infatti tutta in piedi a protestare e i calciatori avevano circondato Massa. E arbitro e varisti non sono riusciti a sottrarsi da quell’assedio fisico e anche piscologico pensando alle polemiche che Conte e De Laurentiis avrebbero scatenato.
Per quanto riguarda la sciagurata direzione di gara di Massa, in questo senso ben coadiuvato dal solito ineffabile Di Bello che era al Var, non posso non riportare quanto a fine partita mi ha confidato il genoanissimo Tiziano Pieri, ex grande arbitro internazionale e figlio di Claudio, straordinario ex arbitro e pure lui grande tifoso rossoblù: “Nelle ultime due partite del Genoa sono stati assegnati cinque rigori e nessuno in diretta dall’arbitro in campo, ma tutti attraverso il Var. Purtroppo questo è l’attuale livello dei nostri arbitri”.
A ricordare tutte le volte che il Genoa è stato beffato a tempo scaduto, ci si fa solo del male, ma il lavoro che sta facendo De Rossi resta eccellente e ci sono i numeri a confermarlo. Ha creato una grande empatia con la squadra e con la gente, il Genoa riflette il carattere e il coraggio del suo allenatore. È giovane ed è scontato che possa pagare dazio per quanto riguarda l’esperienza. Sabato, con l’uomo in più dal 31’ del secondo tempo, doveva decidere se accontentarsi del pareggio e farsi criticare per non avere osato nonostante la superiorità numerica oppure se provare a vincere e farsi eventualmente criticare se la partita l’avesse persa. Ha scelto la seconda ipotesi e allora “voi critici, voi personaggi austeri, militanti severi” (cit. Guccini) lo avete messo in croce dimenticando in che condizione psico-fisica era il Genoa che aveva ereditato da “totem” Vieira. Così De Rossi sembrava Scoglio quando ha dissertato sul senno del prima e il senno del poi: “Io devo avere il senno del prima, altrimenti farei il vostro mestiere”.
Certo, alcune scelte non hanno convinto, su tutte la decisione di fare a centrocampo le coppie Frendrup-Lobotka e soprattutto Malinovsky-McTominay. Per il momento, poi, il mercato non sta incidendo: Bijlow è ancora arrugginito, Amorin nonostante le grandi aspettative è rimasto 90 minuti in panchina e Baldanzi sarà pronto (forse) per la partita col Torino del 22 febbraio.
Domenica c’è la sfida con la Cremonese, delicatissima come tutti gli scontri diretti. È auspicabile un arbitraggio all’altezza e allora avrà saputo la società Genoa farsi le sue ragioni in Lega?
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