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		<title>Gessi Rossoblu | Notizie di Genova e della Liguria | TELENORD</title>
		<description>Le ultime notizie di Telenord.it</description>
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			<title><![CDATA[Genoa, non facciamo fare a De Rossi la fine del sorcio]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Si &egrave; intuito subito che Daniele De Rossi era l&rsquo;uomo giusto nel posto giusto: carisma, personalit&agrave;, passione, empatia ed una straordinaria affinit&agrave; col...]]></description>
			<pubDate>Sun, 03 May 2026 13:50:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Si &egrave; intuito subito che <strong>Daniele De Rossi era l&rsquo;uomo giusto nel posto giusto</strong>: carisma, personalit&agrave;, passione, empatia ed una straordinaria affinit&agrave; col popolo genoano. Per&ograve; la domanda che ci ha accompagnato in tutti questi mesi non ha ancora avuto risposta: &egrave; anche il momento giusto? <strong>Le dichiarazioni che DDR ha rilasciato a Bergamo prima e dopo la partita sollevano qualche perplessit&agrave;</strong>. Ha usato un&rsquo;espressione tipica romanesca che &egrave; servita a rendere perfettamente l&rsquo;idea:<em> &ldquo;&Egrave; normale che noi allenatori&nbsp;pensiamo a noi e non vogliamo fare la fine del sorcio&hellip;&rdquo;</em>. La fine del sorcio, per essere chiari, &egrave; quella che, in rapida successione, hanno fatto <strong>Gilardino</strong> e <strong>Vieir</strong>a. Di questi tempi erano osannati dalla gente e portati in palmo di mano dalla societ&agrave;, poi, per&ograve;, hanno ricevuto il pi&ugrave; classico dei calci nel sedere. Vieira per altro ci ha sicuramente messo anche molto di suo, incaponendosi in scelte tattiche illogiche e penalizzanti, ma di sicuro il mercato estivo non era stato all&rsquo;altezza della situazione.</p>
<p style="font-weight: 400;"><em>&ldquo;Sono ambizioso ma non ho fretta&rdquo;,</em> ha anche detto De Rossi. E ora il pallino non pu&ograve; che passare alla societ&agrave;. La partita di Bergamo ha confermato che l&rsquo;ossatura della squadra &egrave; competitiva. Contro l&rsquo;Atalanta, dopo non aver sfigurato contro il Como rivelazione, il Genoa ha giocato alla pari, disputando un eccellente primo tempo e concedendo poi qualcosa nel secondo, ma il pareggio &egrave; stato strameritato. Teoricamente, alla luce di queste ultime prestazioni al cospetto di squadre che hanno l&rsquo;Europa come obiettivo, basterebbe confermare i migliori e inserire due o tre pedine nei ruoli chiave. Ma la situazione economica della societ&agrave; lo permetter&agrave;? <em>&ldquo;Sto stimolando la dirigenza a capire quanto questo gruppo sia sano. Un gruppo che deve rimanere forte per le ambizioni mie ma soprattutto per quelle della societ&agrave;&rdquo;</em>. Un concetto estremamente chiaro. Pi&ugrave; criptico quello successivo: <em>&ldquo;Come noi i dirigenti hanno un&rsquo;ambizione incredibile, ma questa ambizione non deve essere sfruttata, cercata e raggiunta lontano da Genova&rdquo;.</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il Genoa di Bergamo e che la settimana prima aveva giocato quasi alla pari con il Como pu&ograve; sicuramente essere un&rsquo;ottima base di partenza</strong> (la crescita di Ekhator &egrave; esponenziale partita dopo partita). De Rossi sa, per&ograve;, che almeno un paio di pedine saranno sacrificate sull&rsquo;altare del bilancio. Ma i patti erano chiari e siccome ha una grandissima onest&agrave; intellettuale non gli passa nemmeno per l&rsquo;anticamera del cervello di cambiare le carte in tavola: <em>&ldquo;Il Genoa ha ereditato una situazione finanziaria particolare. Come tante squadre in Italia, c&rsquo;&egrave; la necessit&agrave; di fare delle cessioni. E questo quando sono arrivato mi era stato detto chiaramente&rdquo;.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">Intanto sta cercando di capire <strong>se Amorim pu&ograve; essere il play del futuro</strong> e se a <strong>Bijlow</strong>, dopo che per altro sono ripresi i rumors riguardo Perin, deve essere fatto quel contratto importante come previsto dagli accordi una volta passati i sei mesi di prova. A Bergamo il portiere olandese &egrave; stato premiato come <em>&ldquo;man of the match&rdquo;</em> ed &egrave; profondamente ingiusto soprattutto nei confronti del Genoa, perch&eacute; se premi il portiere dai l&rsquo;idea che sia stato un tiro al bersaglio e non &egrave; proprio stato cos&igrave;. Anzi, in tre occasioni Bijlow &egrave; stato tutt&rsquo;altro che irreprensibile. Nel primo tempo quando a momenti la palla gli scivola sotto la pancia e nella ripresa quando ha svirgolato una respinta di pungo e quando ha ribattuto un tiro centrale in maniera maldestra proprio sui piedi di Raspadori che &egrave; riuscito a divorarsi un gol fatto.</p>
<p style="font-weight: 400;">De Rossi ha le idee chiare sulle caratteristiche dei giocatori che servono per provare ad alzare l&rsquo;asticella. Attaccanti veloci, un po&rsquo; come Ekhator che quando sgasano poi fai fatica a riprendere. <strong>E Baldanzi rester&agrave;?</strong> Il costo del riscatto (8 milioni) non aiuta e nemmeno il fatto che la riconferma di <strong>Venturino</strong> da parte della Roma non &egrave; poi pi&ugrave; cos&igrave; sicura. Per&ograve;, Baldanzi o non Baldanzi, DDR non transige sulle caratteristiche di un giocatore che abbia passo, sia veloce e si faccia valere nell&rsquo;uno contro uno.</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Non c'è bisogno di colorare i seggiolini, quando gioca il Genoa lo stadio è sempre pieno]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[31.901 &egrave; il dato fondamentale. Sfrondato da ogni retorica serve per capire il presente ma soprattutto per dare le linee guida su quale deve essere il futuro. Sono gli...]]></description>
			<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 16:50:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">31.901 &egrave; il dato fondamentale. Sfrondato da ogni retorica serve per capire il presente ma soprattutto per dare le linee guida su quale deve essere il futuro. Sono gli spettatori di <strong>Genoa-Como</strong> (871 i biglietti venduti per il settore ospiti): stadio sold out. <strong>Non occorre colorare i seggiolini come fanno a Udine e Reggio Emilia (Sassuolo), Marassi quando gioca il Genoa &egrave; sempre a tappo</strong>. Uno stadio fantastico e lo sanno bene quelli di Dazn e Sky che, non a caso, cercano sempre di avere il vecchio Grifone in anticipo o posticipo perch&eacute; quel catino pieno di gente e di cori &egrave; estremamente televisivo, mentre gli stadi mezzi vuoti mettono tristezza e invogliano a cambiare canale.</p>
<p style="font-weight: 400;"><em>&ldquo;Il Genoa siamo noi&rdquo;</em> per qualcuno molti &egrave; uno slogan anacronistico che non ha pi&ugrave; ragione di essere nel famigerato calcio moderno. Ma presidenti, allenatori e giocatori passano mentre loro, i tifosi, sono sempre presenti: nella buona (rara) e cattiva sorte. E allora di chi &egrave; il Genoa se non di tutti quelli che riempiono lo stadio? Ed anche di chi le partite le segue da casa perch&eacute; soffre troppo o semplicemente perch&eacute; non ha trovato il biglietto. <strong>Dopo tre stagioni di assestamento in serie A, &egrave; finalmente arrivato il momento di ricambiare questo amore infinito</strong>. <em>Nessuno chiede la luna</em> e non &egrave; nemmeno il caso di ricordare che fine ha fatto Pindaro con le sue ali di cera per aver preteso di volare troppo vicino al sole. <em>Per&ograve; una squadra a livello di Udinese e Sassuolo (quelle che devono colorare i seggiolini dello stadio) &egrave; legittimo chiederla</em>. <em>&ldquo;Eh, ma loro sono bravi a fare calcio &ndash;</em> ha gi&agrave; obiettato qualcuno<em> &ndash; Pozzo ad Udine &egrave; pi&ugrave; di 20 anni che &egrave; sulla cresta dell&rsquo;onda e Carnevali, ad del Sassuolo, &egrave; un fenomeno&rdquo;.</em> Vero, ma perch&eacute; il Genoa non pu&ograve; darsi una struttura manageriale altrettanto performante?</p>
<p style="font-weight: 400;">Intanto, si parte avvantaggiati avendo un allenatore che ha la stima incondizionata di un ambiente che non &egrave; abituato a regalare niente a nessuno, la fiducia la si guadagna sul campo partita dopo partita. <strong>De Rossi ha conquistato tutti</strong>. Ha tante qualit&agrave;, ma una in particolare ha fatto breccia in una piazza che ciarlatani e venditori di fumo ne ha visti passare a decine: la sincerit&agrave;. Quando De Rossi parla capisci perfettamente che non ti sta raccontando delle frottole ed &egrave; innamorato del suo lavoro. Questo grande trasporto verso la sua professione i giocatori ed i tifosi l&rsquo;hanno immediatamente percepito.&nbsp; &Egrave; umile ed intelligente, sa perfettamente che la sua crescita di allenatore non pu&ograve; non passare da due o tre anni fatti ad alto livello a Genova. Qualche sirena tentatrice potr&agrave; anche esserci, ma da parte sua non avrebbe senso lasciare una piazza cos&igrave; simile a lui per ricominciare da zero. Insomma, vorrebbe assolutamente restare al Genoa.</p>
<p style="font-weight: 400;">Domenica, dopo la partita con il Como, la Nord lo ha chiamato a gran voce sotto la Gradinata. I tifosi vogliono assolutamente che resti al Genoa ed il pallino adesso passa allora alla societ&agrave;. Non ci sono problemi dal punto di vista economico, il nodo &egrave; solo ed esclusivamente tecnico. <em>&ldquo;Non ho mai iniziato e finito un campionato&rdquo;</em>, ha voluto ricordare non a caso qualche giorno fa De Rossi. Il riferimento &egrave; ad un copione gi&agrave; visto a Genova negli ultimi due anni: Gilardino (49 punti) e Viera (43 punti) cacciati nonostante fossero reduci da un campionato esaltante. E affinch&eacute; la storia dell&rsquo;allenatore cacciato perch&eacute; non arrivano i risultati non si ripeta, &egrave; necessario un mercato condiviso con il tecnico. Il primo passaggio deve essere non smantellare una squadra che &egrave; in assoluta sintonia con il suo allenatore. Tra i partenti sicuri c&rsquo;&egrave; Malinowskyi che &egrave; in scadenza di contratto e l&rsquo;offerta del Genoa &egrave; al momento troppo distante da quella dei turchi del Trabznospor. Rischia di essere ceduto Frendrup, che &egrave; il pezzo pregiato in casa rossobl&ugrave;. De Rossi lo ha fatto tonare ad esprimersi a livelli siderali, &egrave; di nuovo il miglior recupera palloni del campionato italiano dopo che Vieira lo aveva avvilito prima togliendogli la fascia di capitano e poi relegandolo ad un ruolo di comprimario (il doppio mediano insieme a Masini). <strong>Queste ultime giornate di campionato serviranno a capire Amorim quanto potr&agrave; essere utile alla causa nell&rsquo;ottica salto di qualit&agrave;</strong>. &Egrave; stato l&rsquo;investimento pi&ugrave; oneroso della gestione Sucu (8,5 milioni bonus compreso), fortissimamente voluto dal ds Lopez e viene da chiedersi se quei soldi non era forse il caso di investirli per un giocatore gi&agrave; pronto. Tra l&rsquo;altro a sentire Claudio Onofri, divoratore seriale di partite dei campionati esteri, non hai i tempi di gioco per fare il regista. Se quella di Amorim contro il Como &egrave; stata una partita da 6 in pagella (Gazzetta dello Sport e Secolo XIX), pi&ugrave; di una perplessit&agrave; ha suscitato Otoa. Zatterstrom anche in questa occasione ha scaldato la panchina, da quando &egrave; arrivato a gennaio ha al suo attivo un solo minuto giocato.</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Genoa, salvezza firmata De Rossi. E ora sul mercato decida DDR]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Per tornare indietro solo di qualche mese non serve la macchina del tempo, basta un piccolo sforzo di memoria. Il 29 ottobre il Genoa gioca in casa con la Cremonese e perde 2 a...]]></description>
			<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 16:05:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="v1gmail-Standard"><strong>Per tornare indietro solo di qualche mese non serve la macchina del tempo,</strong> basta un piccolo sforzo di memoria. Il 29 ottobre il Genoa gioca in casa con la Cremonese e perde 2 a 0 con doppietta di Bonazzoli. La situazione &egrave; calcisticamente&nbsp;drammatica: ultimo posto in classifica con solo 3 punti dopo 9 giornate, nemmeno un gol segnato nelle 5 partite giocate in casa ed inevitabile esonero di Viera. Nel momento pi&ugrave; basso della stagione, nemmeno il tifoso pi&ugrave; ottimista avrebbe potuto immaginare che il 19 aprile, dunque con addirittura cinque giornate di anticipo, quel Genoa cos&igrave; mal ridotto avrebbe potuto celebrare la salvezza, che per altro si poteva gi&agrave; ritenere acquisita dopo la vittoria di Verona. Quello che ha compiuto Daniele De Rossi &egrave; un vero e proprio capolavoro. Non solo per i risultati ottenuti sul campo, ma soprattutto perch&eacute; ha ridato entusiasmo ad una tifoseria che lo stava rischiando di perdere dopo averlo faticosamente recuperato (una retrocessione, per altro arrivata dopo gli anni pi&ugrave; bui della gestione Preziosi, non &egrave; mai semplice da metabolizzare). Proprio la passione della sua gente &egrave; il patrimonio pi&ugrave; grande che il Genoa possiede. Sono i&nbsp;tantissimi giovani, in controtendenza con il resto dell'Italia, che riempiono uno stadio perennemente sold out, ad assicurare il futuro del club.</p>
<p class="v1gmail-Standard"><strong>Ora va di moda parlare di chimica per spiegare i grandi amori.</strong> Quello che &egrave; certo &egrave; che tra DDR ed il popolo genoano si &egrave; creata un'alchimia straordinaria: &egrave; l'allenatore giusto per questa piazza e questa &egrave; la piazza giusta per lui. Ha personalit&agrave;, carisma e soprattutto non prova a raccontarti delle musse. "Non esistono gli scienziati, &egrave; il cuore a fare la differenza", aveva dichiarato dopo la fondamentale vittoria sul Sassuolo. Non cerca di venderti formule magiche, ma con lui sai che chiunque vada in campo poi uscir&agrave; con la famosa maglia sudata. Il suo &egrave; un Genoa assolutamente normale dal punto di vista tattico (ma nel calcio &egrave; proprio la normalit&agrave; che spesso fa la differenza), ma ha un'identit&agrave; morale e temperamentale ben precisa. E tanto coraggio. Quello che ha avuto Colombo a ripresentarsi sul dischetto, dopo l'errore con la Fiorentina, quando il rigorista designato era Baldanzi. Ha disatteso gli ordini di scuderia e De Rossi lo ha pubblicamente rimproverato. Doveva farlo, glielo imponeva il suo ruolo di allenatore. Ma in cuor senso ha sicuramente apprezzato, significa che il ragazzo si &egrave; scrollato di dosso timidezza e paura. E Colombo la palla mica l'ha messa in un posto qualunque, l'ha incastonata all'incrocio dei pali.</p>
<p class="v1gmail-Standard"><strong>Chi pensa che De Rossi possa tradire il Genoa per altre piazze, ha capito poco dell'uomo,</strong> che non insegue soldi o gloria effimera, prima ancora che dell'allenatore. Questo per lui &egrave; l'ambiente ideale dove maturare quell'esperienza che gli permetterebbe di colmare il gap che lo divide dai tecnici top della categoria. Bruciare le tappe non avrebbe senso, il suo percorso di crescita passa ancora per Genova, dove per altro ha pubblicamente espresso il desiderio di aprire un ciclo. E qui sta il punto. La palla passa infatti ora alla societ&agrave; che deve mettere l'allenatore nelle condizioni di operare al meglio, partendo dalla considerazione che il prossimo anno salvarsi sar&agrave; molto pi&ugrave; complicato, anche perch&eacute; potrebbe essere disattesa la legge quasi matematica delle due retrocesse sulle tre promosse dalla B (quest'anno Pisa e verosimilmente Cremonese). Per i tre posti che garantiscono la serie A sono infatti in lotta Venezia, Monza, Frosinone e Palermo. Tutte societ&agrave; con propriet&agrave; molto forti (soprattutto il Palermo) ad eccezione del Frosinone che per&ograve; &egrave; gestito in modo sano e con grande attenzione.</p>
<p class="v1gmail-Standard"><strong>De Rossi si &egrave; guadagnato sul campo il diritto ad indirizzare il mercato del Genoa e non a subirlo</strong>. Sono storici gli scontri di Gasperini con Preziosi che, proprio per non avere pi&ugrave; paletti sul mercato, aveva sciolto il contratto e pagato un milione di buonuscita. Presenti la sua lista della spesa, magari indicando anche Zaniolo col quale, visto come se l'era coccolato in occasione della partita di Udine, ha sicuramente un ottimo rapporto. E al ragazzo spieghi che, se vuole riconquistare la Nazionale, venga a Genova dove i tifosi lo incoronerebbero re. Un giocatore che tutti penserebbero sicuramente riconfermato &egrave; Baldanzi, ma le dichiarazioni post partita di De Rossi al riguardo sono state tutt'altro che rassicuranti: "Gli consiglio di restare e al club ho suggerito di riscattarlo. Ma se non rester&agrave; non dovr&agrave; essere un dramma".</p>
<p class="v1gmail-Standard"><strong>A questo punto sarebbe interessante sapere da Dan Sucu quali sono i programmi per il futuro. Ma il presidente centellina le parole</strong> e non ha ancora fissato l'incontro che l'Associazione Club Genoani gli aveva chiesto da tempo, un rituale al quale tutti i presidenti prima di lui si erano sottoposti. Non &egrave; cattiva volont&agrave;, probabilmente non vuole illudere nessuno con promesse che poi difficilmente riuscirebbe a mantenere. &nbsp;</p>
<p class="v1gmail-Standard"><strong>Le ultime cinque partite serviranno a capire se chi ha giocato meno il prossimo anno potr&agrave; essere utile alla causa.</strong> Amorim a Pisa ha avuto alcuni sprazzi interessanti, ma &egrave; ancora presto per capire come e quanto contarci e se valeva la pena investire su di lui 8 milioni. Zatterstrom invece &egrave; rimasto ancora 90 minuti in panchina, quanto a Onana, entrato reg<em>alando una palla gol al Pisa, la sua avventura genoana la si pu&ograve; considerare ai titoli di coda.</em></p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Genoa, una salvezza firmata De Rossi. E ora finalmente tocca ad Amorim e Zatterstrom]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-una-salvezza-firmata-de-rossi-e-ora-finalmente-tocca-ad-amorim-e-zatterstrom-102922</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[&ldquo;Quando un uomo con la pistola incontro un uomo col fucile, l&rsquo;uomo con la pistola &egrave; un uomo morto&rdquo;. Parafrasando Sergio Leone ed il suo...]]></description>
			<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 14:20:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><strong>&ldquo;Quando un uomo con la pistola incontro un uomo col fucile, l&rsquo;uomo con la pistola &egrave; un uomo morto&rdquo;</strong>. Parafrasando Sergio Leone ed il suo immortale&nbsp;<em>Per un pugno di dollari</em>, quando una squadra fa calciare senza opposizione Malinowskyi da 20 metri, il portiere di quella squadra &egrave; uomo morto. Ma nel grande romanzo rossobl&ugrave; la vittoria che sancisce virtualmente la salvezza passer&agrave; alla storia come quella del &ldquo;colpo di tacco di Sabelli&rdquo; che evidentemente, a furia di sentirsi chiamare Sabellao, si &egrave; convinto di avere potenzialit&agrave; da brasiliano.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Dal Sassuolo (con Criscito e Murgita a fare da traghettatori) al Sassuolo:</strong> nuova partenza e arrivo di una stagione che era partita col piede sbagliato ma che &egrave; stata raddrizzata in corsa al punto da potersi considerare fuori dalla mischia con sei giornate di anticipo. Che piaccia o non piaccia, i meriti della grande rimonta rossobl&ugrave; sono tutti di Daniele De Rossi. &Egrave; riuscito a tirare fuori il meglio dai suoi giocatori e ha saputo dare alla squadra un&rsquo;identit&agrave; precisa che &egrave; morale e caratteriale prima ancora che tattica e di gioco. &ldquo;Nel calcio non esistono gli scienziati, &egrave; il cuore a fare la differenza&rdquo;, in questa frase detta a fine partita &egrave; racchiusa tutta la filosofia di De Rossi. Qualche teorico del football come materia complessa ed articolata che si avvicina molto vicina alla fisica quantistica, pu&ograve; forse rimanere deluso da tanta semplicit&agrave;. Ma per i tifosi del Genoa, la maglia sudata viene prima di qualunque altro requisito. Poi, certo, sono la qualit&agrave; e l&rsquo;organizzazione di gioco a consentire il salto di qualit&agrave;. Per&ograve; quello deve essere il punto di partenza.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Ora, nelle sei giornate che mancano alla fine del campionato, il Genoa avr&agrave; l&rsquo;opportunit&agrave; di misurarsi a Marassi con avversari di prestigio come Como e Milan</strong> con la serenit&agrave; di chi ha tutto da guadagnare e niente da perdere. E ci sar&agrave; anche la possibilit&agrave; di vedere all&rsquo;opera due giocatori che, al momento, sono una sorta di oggetti misteriosi. Amorim ha rappresentato un investimento importante, il primo da parte di una societ&agrave; che in precedenza aveva solo ceduto e mai comprato. &Egrave; costato pi&ugrave; di 8 milioni, ma all&rsquo;attivo ha soltanto 5 presenze per complessivi 96 minuti (di fatto 15 minuti a partita). Ancora meno ha giocato Nils Zatterstrom: un solo minuto a Marassi contro il Bologna il 25 gennaio, pochi giorni dopo essere arrivato in prestito dallo Sheffield. Poi 10 panchine di fila.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Questo che apparentemente andr&agrave; in archivio come un campionato di transizione, potrebbe invece aver permesso al&nbsp; Genoa di avere trovato l&rsquo;allenatore su misura per le proprie aspirazioni ed il proprio dna</strong>. De Rossi &egrave; il tecnico col quale provare ad aprire il famoso ciclo. Certo, &egrave; giovane e strada facendo qualche errore di inesperienza lo ha sicuramente commesso e lo commetter&agrave; ancora. Per&ograve;, come dicono i saggi, &egrave; solo sbagliando che si impara e si cresce. E dunque gli immancabili criticoni, cerchino di limitare il mugugno allo stretto necessario. Perch&eacute; adesso sta diventando un luogo comune anche un po&rsquo; stucchevole quello per cui DDR sbaglia le sostituzioni. E, anche in occasione della partita col Sassuolo, c&rsquo;&egrave; chi i cambi li ha contestati. Il calcio &egrave; materia estremamente opinabile per&ograve; c&rsquo;&egrave; un giudice inappellabile: il risultato. E dunque risulta strano che un allenatore sbagli le sostituzioni quando poi vince la partita ed il gol della vittoria lo segni uno dei subentrati.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Per altro quei cambi De Rossi li ha spiegati (ma ci si poteva anche arrivare da soli).</strong> Al Genoa, che con l&rsquo;uomo in meno &egrave; passato al 4-4-1, serviva un laterale mancino col quale sostituire Ellertsson ed il ricorso a Martin, gradito o meno, era inevitabile. Poi in 10 coprire il campo era ovviamente pi&ugrave; complicato ed anche il sacrificio di Malinoskyi (ammonito) in favore di Masini non fa una piega. Col gol di vantaggio e gli spazi con cui provare a ripartire, &egrave; ineccepibile anche la scelta di inserire un contropiedista come Ekuban al posto di Colombo. C&rsquo;era da scegliere chi tenere in campo come esterno tra Vitinha e Baldanzi ed &egrave; stato normale scegliere il portoghese (con Viera faceva il terzino!) che ha pi&ugrave; gamba e pi&ugrave; resistenza.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Quanti abbracci tra i tifosi, il dopo partita &egrave; stata davvero una festa di popolo,</strong> macchine e motorini che improvvisavano caroselli e clacson che suonavano all&rsquo;impazzata. Ora per&ograve; alla &ldquo;nostra gente&rdquo;, come la chiamava Pippo Spagnolo, &egrave; arrivato il momento di dare qualcosa di pi&ugrave;.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, pericolo De Rossi: lo vogliono come ct della Nazionale]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-pericolo-de-rossi-lo-vogliono-come-ct-della-nazionale-102631</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Se i famosi tre indizi fanno una prova, i primi tempi sciagurati giocati in fotocopia all&rsquo;Olimpico con la Roma, a San Siro con l&rsquo;Inter e a Torino con la Juventus...]]></description>
			<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 12:35:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><strong>Se i famosi tre indizi fanno una prova</strong>, i primi tempi sciagurati giocati in fotocopia all&rsquo;Olimpico con la Roma, a San Siro con l&rsquo;Inter e a Torino con la Juventus starebbero a dimostrare che il Genoa non &egrave; ancora tecnicamente, fisicamente e soprattutto mentalmente attrezzato per provare a giocarsela in trasferta contro le cosiddette big. Per&ograve;, poi, ci sono le convincenti prestazioni di Napoli e Milano (Milan) che invece autorizzerebbe a pensare il contrario. Ora resta solo la partita di Bergamo per capire se un altro Genoa &egrave; possibile anche contro le grandi squadre.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>All&rsquo;Allianz Stadium, De Rossi ha riproposto lo stesso modulo che aveva scelto per affrontare l&rsquo;Inter a San Siro</strong>: 3-4-2-1. Addirittura per dieci undicesimi &egrave; identica anche la formazione, l&rsquo;unico giocatore &egrave; diverso &egrave; Messias al posto di Baldanzi. Ma nella sostanza, dal punto di vista tattico, l&rsquo;impostazione &egrave; identica: una punta (Colombo) e due trequartisti a sostegno (Vitinha e in questo caso Messias). L&rsquo;idea sarebbe quella di non chiudersi e provare a rendersi pericolosi, tutto per&ograve; resta nelle intenzioni. Per tutto il primo tempo il Genoa infatti non mette mai il naso nell&rsquo;area di rigore avversaria e viene anche da domandarsi come Perin abbia fatto ad infortunarsi visto che era stato inoperoso. E soprattutto viene da chiedersi che senso abbia schierare tre giocatori con caratteristiche offensive se la partita che si sceglie di fare o che quantomeno si &egrave; costretti a fare (proprio come con l&rsquo;Inter) &egrave; esclusivamente difensiva. Altro legittimo quesito &egrave; perch&eacute; uno con la <em>garra</em> di Sabelli se ne stia anche questa volta per 90 minuti in panchina quando un giocatore del suo temperamento avrebbe sicuramente fatto comodo per provare a contrastare lo stradominio bianconero sulle fasce.&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La cattiveria agonistica il Genoa l&rsquo;ha lasciata in panchina con Sabelli, dopo 17' la partita era gi&agrave; finita</strong>. Ed &egrave; disarmante come sia arrivato il secondo gol (6 giocatori oltre la linea della palla) e la pigrizia con cui la squadra &egrave; rientrata dopo aver perso palla nella trequarti della Juve. Mentre Marcandalli, Ostigard, Vazquez e Martin, senza un minimo di filtro in mezzo al campo, erano costretti a rinculare per difendere l&rsquo;area,&nbsp;McKennie, che aveva seguito invece l&rsquo;azione a tutto gas, poteva&nbsp;dopo lo scarico di Conceicao andare senza alcuna opposizione al tiro. Non ci sta prendere un gol cos&igrave; perch&eacute; comunque per salvarsi due o tre punti occorre ancora farli ed &egrave; troppo presto per mollare i pappafichi. E non credibile che il risultato negativo del Lecce, arrivato dopo quelli dei giorni precedenti di Cremonese e Cagliari, possa aver contribuito a scaricare una squadra che vede il traguardo ormai vicinissimo.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Con Baldanzi in campo &egrave; stato tutto un altro Genoa,</strong> ma non pu&ograve; essere un giocatore solo a determinare una simile metamorfosi (di fatto a quel punto c&rsquo;erano gli stessi 11 che a San Siro con l&rsquo;Inter avevano sbagliato l&rsquo;approccio al match). Finalmente, dopo 50 minuti, il Genoa &egrave; entrato con la testa in partita e certamente, se non ci fosse stato il quarto rigore sbagliato (con 4 giocatori diversi: un record), la Juve avrebbe passato un brutto quarto.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La quota salvezza &egrave; a 36, verosimilmente 35 punti e dunque &egrave; vicinissima.</strong> Ci si pu&ograve; unicamente fare del male da soli, a cominciare dalla partita di domenica col Sassuolo che per taluni &egrave; da vincere a tutti i costi e che invece &egrave; soprattutto importante non perdere, proprio come quella della domenica successiva a Pisa.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Intanto attenzione a De Rossi che deve essere la prima pietra su cui fondare il Genoa del futuro</strong> quello che, come dichiarato da Rat, il braccio operativo del presidente Sucu, tra due o tre anni, dopo aver risanato il bilancio, sar&agrave; pronto a giocare le coppe europee. C&rsquo;&egrave; chi come Francesco Repice (l&rsquo;Enrico Ameri degli anni 2000) spinge per averlo alla guida della Nazionale. E non sono in pochi a pensarla come lui: DDR &egrave; preparato, appassionato del suo lavoro, giustamente ambizioso e sa gestire con disinvoltura la comunicazione. Sarebbe il nuovo che avanza a far da contraltare a certe minestre riscaldate proposte nei giorni scorsi ed il pericolo di vederlo alla guida degli azzurri aumenterebbe se il nuovo presidente federale dovesse essere Malag&ograve; che non ha mai fatto mistero di essere un super tifoso delle Roma. E allora De Rossi va blindato subito, non serve solo il contratto ma un programma importante che lo convinca che davvero al Genoa pu&ograve;, come &egrave; nei suoi desideri, aprire un ciclo stile Bologna. Servono acquisti mirati e che possano dare un contributo effettivo. Non come Amorim, pagato uno sproposito e che a Torino &egrave; rimasto 90 minuti in panchina.</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Genoa, con l’Udinese è stato un furto ma i rincalzi non sono all’altezza dei titolari  ]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Un grande furto. Non siamo sui livelli di quello del 4 ottobre 1982, quando l&rsquo;Udinese di Edinho vinse a Marassi per 3 a 2 (l&rsquo;arbitro Altobelli qualche anno dopo...]]></description>
			<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 11:50:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Un grande furto. Non siamo sui livelli di quello del 4 ottobre 1982, quando l&rsquo;Udinese di Edinho vinse a Marassi per 3 a 2 (l&rsquo;arbitro Altobelli qualche anno dopo fin&igrave; in galera perch&eacute; coinvolto in un giro di usura), ma poco ci manca. Anche venerd&igrave; sera, come allora, a fine partita ai giocatori rossobl&ugrave; &egrave; stato tributato un lungo applauso. La Nord ha apprezzato l&rsquo;impegno, la famosa maglietta bagnata di sudore. Il risultato nel calcio a volte &egrave; imponderabile. Come a sfuggire alla legge della logica &egrave; quello che, attraverso il Var, accade nelle aree di rigore del campionato di calcio italiano. Detesto ogni forma di complottismo e vittimismo, dunque evito di soffermarmi su un dato che di per s&eacute; sarebbe inquietante: con Collu cinque partite e cinque sconfitte. Analizziamo invece l&rsquo;episodio in s&eacute;: non dare rigore &egrave; pura follia. Per Var (Aureliano) e direttore di gara quello non &egrave; &ldquo;un extra movimento&rdquo;. <strong>Ma come, se un attimo prima Kabasele aveva le braccia dietro la schiena e le ha tolte per andare ad impattare la palla?</strong> Particolare curioso a Bologna, in pieno recupero, un qualcosa di assolutamente simile con protagonista il genoano Carboni venne invece ritenuto &ldquo;un extra movimento&rdquo; e fu assegnato il rigore. Guarda caso, l&rsquo;arbitro era Collu e anche in quella occasione fu decisivo l&rsquo;intervento del Var (Maggioni). <strong>Non credo che l&rsquo;arbitro sardo abbia qualcosa di personale con il Genoa, semplicemente &egrave; totalmente privo di personalit&agrave; e cos&igrave; prende per buona qualunque indicazione gli arrivi dal Var senza alcuna analisi critica</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il primo tempo della partita con l&rsquo;Udinese &egrave; stato un monologo. In campo c&rsquo;era una squadra sola, il Genoa ha dominato in lungo e in largo, ha colpito due pali clamorosi e costruito almeno un altro paio di occasioni da gol. Dopo il gol di Ekkelenkamp, complice un&rsquo;uscita a vuoto di Bijlow e grazie ad uno splendido assist di Zaniolo, a sua volta favorito da un disimpegno errato di Malinovskyi, la partita del Genoa &egrave; finita 6 minuti dopo, al 27&rsquo; del secondo tempo quando De Rossi ha sostituito contemporaneamente Colombo e Vitinha. I due attaccanti titolari garantiscono un peso specifico di tecnica e fisicit&agrave; che Ekuban e soprattutto Ekhator, al momento ancora molto acerbo, non hanno. E siccome &egrave; una costante di De Rossi sostituire a partita in corso i suoi due attaccanti, questo &egrave; un dato di cui non si pu&ograve; non tenere conto in estate quando ci si metter&agrave; al lavoro per costruire la squadra del prossimo campionato.</p>
<p style="font-weight: 400;">Se pochi si sarebbero aspettati Sabelli 90 minuti in panchina, dopo le eccellenti prestazioni con Roma e Verona, ha suscitato perplessit&agrave; anche la sostituzione di Frendrup, autore di un&rsquo;altra prestazione straordinaria, per un Amorim ancora molto timido e che l&rsquo;unica volta in cui ha provato una giocata in verticale ha innescato un pericolosissimo contropiede friulano. Non ha sortito gli effetti sperati nemmeno l&rsquo;avvicendamento di Vazquez con Martin, messo inizialmente a fare il braccetto di sinistra della difesa a tre e poi, quando nelle ultime battute del match Ostigard si &egrave; improvvisato centravanti, il centrale di sinistra di una difesa a quattro. Il gol di Davis &egrave; stato favorito proprio dalla mancata copertura di Martin a Marcandalli (non impeccabile nell&rsquo;occasione).</p>
<p style="font-weight: 400;">Dunque per tanti il tecnico genoano venerd&igrave; sera avrebbe sbagliato i cambi (e pu&ograve; capitare). Ma la chiave di lettura pu&ograve; anche essere un&rsquo;altra: ovvero solo pochi dei cosiddetti rincalzi sono all&rsquo;altezza della situazione. Ed &egrave; proprio in quest&rsquo;ottica che la societ&agrave; dovr&agrave; intervenire sul mercato.</p>
<p style="font-weight: 400;">Fortunatamente, nonostante il passaggio a vuoto con l&rsquo;Udinese, il vantaggio sulla zona retrocessione resta rassicurante, anche se la vittoria della Cremonese a Parma rischia di alzare la quota salvezza. Servono ancora due punti. Alla ripresa del campionato dopo la sosta per la Nazionale, il luned&igrave; di Pasqua, c&rsquo;&egrave; la Juventus a Torino, ma il Genoa di De Rossi ci ha abituato a non considerare impossibile nessuna partita (vedi San Siro col Milan). Mai dire mai.</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Guardate la faccia di Vitinha dopo il gol, il Genoa di DDR diverte e si diverte]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[&ldquo;Ragazzi, non stupitevi: questi gol per me sono ordinaria amministrazione&hellip;&rdquo;. La faccia di Vitinha a met&agrave; tra l&rsquo;ironico ed il compiaciuto, dopo la...]]></description>
			<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 12:10:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><em>&ldquo;Ragazzi, non stupitevi: questi gol per me sono ordinaria amministrazione&hellip;&rdquo;</em>. La faccia di <strong>Vitinha</strong> a met&agrave; tra l&rsquo;ironico ed il compiaciuto, dopo la prodezza che ha sbloccato il risultato a Verona, &egrave; l&rsquo;immagine di una squadra che si diverte e diverte. Il <strong>Genoa</strong> ora &egrave; una macchina da gol, i tempi cupi e tristi di Viera, quando al Ferraris non aveva segnato nemmeno una rete, sembrano lontani anni luce. <strong>Domani a We are Genoa, Beppe Nuti scioriner&agrave; tutti i numeri che dimostrano la bont&agrave; del lavoro di De Rossi,</strong> ma le fredde cifre non rendono sino in fondo i meriti di un allenatore che si &egrave; saputo calare nella parte come pochi altri erano riusciti a fare prima di lui, vedi <strong>Silvestri, Simoni, Scoglio e Gasperini</strong>. DDR ha il carisma e la personalit&agrave; del condottiero, pu&ograve; davvero essere l&rsquo;allenatore col quale, come lui fortemente auspica, aprire un ciclo. Ma a questo punto la palla passa ad altri. Per altro erano ottimi anche i numeri di Vieira la scorsa stagione, ma quella squadra non aveva saputo scaldare i cuori della gente come questa. L&rsquo;empatia che ha creato con i suoi giocatori, DDR l&rsquo;ha instaurata anche con i tifosi. Ed il suo merito pi&ugrave; grande &egrave; aver riportato quell&rsquo;entusiasmo che, dopo il bruttissimo inizio di stagione, sembrava essersi perso. In questa rubrica avevo scritto (beccandomi al solito una serie di improperi via social di chi ragiona col paraocchi) che i tifosi del Genoa andavano allo stadio per dovere (il loro senso del dovere &egrave; fortissimo e a prova di qualunque tipo di risultato) e non per piacere come invece era accaduto con Gilardino il primo anno di serie A grazie anche a &nbsp;una squadra di straordinaria qualit&agrave; e che faceva sognare grandi traguardi (Gudmundsson, Retegui, Martinez, Dragusin, Badelj e Strootman solo per fare qualche nome). Ecco, da qualche mese il tifoso del Genoa allo stadio &egrave; tornato a divertirsi. Ed &egrave; proprio questo eccezionale patrimonio di entusiasmo, con tanti giovanissimi al seguito della squadra (un fenomeno in controtendenza rispetto a quanto succede in quasi tutto il resto d&rsquo;Italia) che la societ&agrave; non pu&ograve; rischiare di perdere nuovamente.</p>
<p style="font-weight: 400;">Chi ci ha guadagnato di pi&ugrave;? De Rossi, la cui carriera di mister stentava a decollare, ad incontrare il Genoa oppure il Genoa, in cerca dell&rsquo;allenatore giusto, ad incontrare De Rossi? Difficile dirlo. Di certo &egrave; l&rsquo;uomo giusto nel posto giusto. E tutti confidiamo che sia anche il momento giusto. Perch&eacute; il prossimo, dopo tre anni di assestamento nella massima serie, dovr&agrave; essere quello di un piccolo salto di qualit&agrave; in una crescita graduale ma costante. Niente di trascendentale, ma almeno, come inizio, adeguarsi al livello di Udinese e Sassuolo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Dopo la vittoria col Torino avevo sostenuto che i tifosi rossobl&ugrave; potevano vivere il prosieguo del campionato senza particolari ansie perch&eacute; il Genoa si doveva considerare virtualmente salvo, a meno che non decidesse di farsi del male con le proprie mani. Al Derby del Luned&igrave; ero stato attaccato dagli ex calciatori opinionisti, i sedicenti depositari della verit&agrave; (calcistica) e ai quali in questo senso Massimiliano Lussana ha fatto firmare un&rsquo;autocertificazione. Ho cercato (inutilmente) di spiegare che, al di l&agrave; di una classifica rassicurante e di un calendario tutto sommato abbordabile, il Genoa &egrave; soprattutto una squadra che sta bene sia al punto vista fisico che mentale. Tutto inutile. Mi spiegavano che la <em>&ldquo;forma cos&igrave; come viene se ne va&rdquo;</em> e che avere in calendario trasferte con Verona e Pisa, squadre gi&agrave; condannate, non &egrave; poi tutto questo vantaggio. Sar&agrave;&hellip;</p>
<p style="font-weight: 400;">Ora De Rossi pu&ograve; gi&agrave; iniziare a lavorare per il prossimo anno. Il primo passo sar&agrave; capire se Amorim (7 milioni pi&ugrave; uno e mezzo di bonus), dopo un adeguato periodo di ambientamento, pu&ograve; essere il giocatore attraverso il quale far passare tutto il gioco della squadra perch&eacute; un regista di ruolo sar&agrave; una pedina fondamentale del Genoa 2026-27. Due giocatori imprescindibili sono Frendrup, tornato con De Rossi ad esprimersi a livelli siderali, e Ostigard, uno degli Spors&rsquo;s Boys, che fallisce altrove (Stoke City, Napoli, Rennes, Hoffenheim) ma al Genoa, avendo evidentemente trovato l&rsquo;ambiente giusto, rende al 101 per cento.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Genoa, solo il Var poteva rovinare la festa: De Rossi dà scacco matto a Gasperini]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Scacco matto a Gasperini, mica ad un allenatore qualsiasi. La partita la vince (stravince) De Rossi per come l&rsquo;ha preparata e per come l&rsquo;ha letta in corsa. E non...]]></description>
			<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 08:10:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><strong>Scacco matto a Gasperini, mica ad un allenatore qualsiasi</strong>. La partita la vince (stravince) De Rossi per come l&rsquo;ha preparata e per come l&rsquo;ha letta in corsa. E non solo dunque perch&eacute; riesce a tirare fuori il massimo dai suoi giocatori. Vittoria strameritata e anzi il risultato avrebbe potuto essere anche pi&ugrave; rotondo, se Svilar non avesse compiuto una parata incredibile su Malinovskyi.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>&nbsp;Se contro l&rsquo;Inter certe scelte non avevano convinto, questa volta DDR non ha sbagliato niente</strong>. E quella formazione. che inizialmente poteva sembrare un azzardo, si &egrave; rivelata invece la pi&ugrave; azzeccata per mettere in difficolt&agrave; la Roma. Ma come Ekuban e Ekhator in campo e Colombo e Vitinha in panchina? E se fosse andata male secondo voi, soprattutto dopo gli strascichi polemici della partita d&rsquo;andata, non ci sarebbe stato qualcuno che avrebbe obiettato: &ldquo;Ma come, proprio contro la Roma si mette a fare gli esperimenti?&rdquo;. Giustamente se n&rsquo;&egrave; fregato dei possibili dietrologi ed &egrave; andato avanti schierando quella che riteneva la formazione migliore per andare a giocare sui punti deboli della Roma. E l&rsquo;ha spiegato nel dopo partita, mentre qualcuno per celebrare la vittoria cercava in tutti i modi di fargli dire &ldquo;belin&rdquo; (in fondo in settimana Gasperini si era lasciato andare in un tipico &ldquo;daje&rdquo;): &ldquo;Se contro il Torino volevamo impostare una partita sul palleggio a centrocampo e per questo era rimasto fuori Masini, che &egrave; un giocatore eccellente ma ha altre caratteristiche, con la Roma il piano era calciare la palla oltre i loro difensori e allora Ekuban ed Ekhator, bravi a dare profondit&agrave; e ad attaccare gli spazi, erano pi&ugrave; congeniali al tipo di partita che volevamo giocare&rdquo;.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Difficile, dopo la partita perfetta, fare una classifica di merito</strong>. Ma una citazione speciale la merita Sabelli, un soldato che, quando serve, si fa sempre trovare pronto. E poi Frendrup, che con Vieira era un giocatore triste e confuso ma che &egrave; tornato ad esprimersi su livelli altissimi. Da incorniciare la partita di Ostigard. In un&rsquo;intervista Spalletti, che l&rsquo;aveva avuto al Napoli e che, detto per inciso, l&rsquo;aveva fatto giocare pochissimo, rivel&ograve; che &egrave; in assoluto il pi&ugrave; forte colpitore di testa del campionato quando la palla arriva direttamente, dritta per dritta, dalla met&agrave; campo avversaria. Ed &egrave; singolare che Baroni col Torino ma anche domenica scorsa Gasperini abbiano fatto ricorso al lancio lungo sulla prima punta finendo cos&igrave; per esaltare le caratteristiche del difensore norvegese.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Gasperini battuto: l&rsquo;otto marzo 2026 &egrave; dunque una data che entra nella storia del Genoa</strong>. Da quando Preziosi ebbe la brillante idea di raccomandarlo a Percassi affinch&eacute; lo prendesse all&rsquo;Atalanta e gli diede una liquidazione da un milione di euro per togliere il disturbo (per la panchina del Genoa aveva altre idee: Malesani!), l&rsquo;unica vittoria risaliva al 22 dicembre 2018 (allenatore Prandelli ed una delle ultime apparizioni in rossobl&ugrave; di Piatek prima della cessione al Milan), per il resto 12 sconfitte e 4 pareggi.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Li avevo avvertiti i miei compagni di viaggio al &ldquo;Derby del luned&igrave;&rdquo;:</strong> &ldquo;Il Genoa &egrave; in salute per questo consiglio tutti i genoani di non farsi prendere dall&rsquo;ansia, la salvezza &egrave; infatti un traguardo sicuramente alla portata di una squadra che gioca un calcio lontano anni luce da quello di inizio stagione&rdquo;. Come volevasi dimostrare il Genoa ha compiuto un ulteriore, importantissimo, passo avanti verso la salvezza, battendo meritatamente una squadra che &egrave; in lotta per la Champions League. Solitamente quando una squadra di medio-bassa classifica batte una grande, accade che tutti gli episodi gli siano girati a favore. In questo caso invece la vittoria &egrave; legittima anche per la qualit&agrave; del gioco espressa, solo il Var avrebbe potuto rovinare la festa al Grifone e ai 30 mila che hanno trasformato il Ferraris nel decimo girone dell&rsquo;Inferno. A Lissone appollaiato sul trespolo c&rsquo;era l&rsquo;ineffabile Mazzoleni. Ora va a cercare il pelo nell&rsquo;uovo, ma lo ricorderete certamente da arbitro quando, contro il Genoa, regal&ograve; alla Juventus un rigore per un fallo su Del Piero che Papastathopoulos aveva commesso un paio di metri fuori dall&rsquo;area. Il braccio di Malinovskyi era per&ograve; cos&igrave; vicino al corpo che persino l&rsquo;ineffabile Mazzoleni ha dovuto abbozzare.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il percorso &egrave; per&ograve; ancora lungo e pieno di insidie.</strong> Cos&igrave; non &egrave; il solito luogo comune dire che quella di domenica a Verona &egrave; la madre di tutte le partite, la pi&ugrave; importante della stagione. Ma con De Rossi davvero non si corre il rischio di un calo di attenzione e concentrazione. &nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa: De Rossi, questa volta hai toppato ]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-de-rossi-questa-volta-hai-toppato-101106</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Il famoso &ldquo;senno di poi&rdquo;. Quello che possono avere tifosi, dirigenti, giornalisti e opinionisti ma non gli allenatori. Loro devono avere il &ldquo;senno del...]]></description>
			<pubDate>Sun, 01 Mar 2026 11:55:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><strong>Il famoso &ldquo;senno di poi&rdquo;.</strong> Quello che possono avere tifosi, dirigenti, giornalisti e opinionisti ma non gli allenatori. Loro devono avere il &ldquo;senno del prima&rdquo;, la difficolt&agrave; di un mestiere che non a caso &egrave; molto ben pagato sta soprattutto in questo. Era uno dei cavalli di battaglia di Scoglio e, dopo la partita col Napoli, anche De Rossi aveva dissertato su come intuire in anticipo certe situazioni faccia la differenza. E cos&igrave; se la partita con l&rsquo;Inter, che si sta avviando a vincere trionfalmente lo scudetto, la potesse rigiocare DDR farebbe sicuramente ricorso ad altre soluzioni. Alcune scelte si sono infatti rivelate sbagliate.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>A cominciare dal fronteggiare in maniera pi&ugrave; consistente Di Marco</strong>, colui che a tutti gli effetti si sta rivelando uno straordinario attaccante aggiunto nella macchina da gol nerazzurra: 6 gol e 15 assist. Se l&rsquo;Inter &egrave; andata al riposo con un gol di vantaggio, &egrave; stato proprio grazie ad un capolavoro balistico del mancino nerazzurro che Stefano Capozzucca (estate 2020) era stato ad un passo dal portare al Genoa. Mancando Norton-Cuffy, De Rossi ha ripescato Martin e spostato di corsia Ellertsson che per&ograve; non &egrave; riuscito a fronteggiare Di Marco in maniera efficace. Col senno di poi (ma forse anche del prima) l&rsquo;unico che avrebbe potuto limitare i danni sulla fascia sinistra dell&rsquo;Inter avrebbe potuto essere Sabelli. Forse non bello a vedersi, ma sempre sul pezzo e con personalit&agrave;. Concentrato, attento, smaliziato e quando occorre anche cattivo. Insomma, sicuramente Di Marco non si sarebbe trovato quel red carpet che lo ha smarcato (eccezionale l&rsquo;assist con il contagiri da parte di Mkhitaryan) davanti a Bijlow, protagonista per altro di una prestazione eccellente</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Se il mancino dell&rsquo;Inter ha fatto la differenza in positivo</strong>, quello del Genoa lo ha fatta in negativo. Chiss&agrave;, forse sta pesando il fatto che &egrave; in scadenza di contratto e dalla societ&agrave; non &egrave; arrivato in tal senso alcun segnale tangibile, ma sta di fatto che ormai Martin da tempo non si sta pi&ugrave; esprimendo sui suoi livelli. Era nota la sua idiosincrasia alla fase difensiva, ma il suo delizioso piede sinistro era stata spesso prezioso in quella offensiva (8 gli assist). Ma proprio Martin, sullo zero a zero, non ha saputo sfruttare un&rsquo;invitantissima opportunit&agrave;. Dentro l&rsquo;area di rigore, con palla sul piede preferito, poteva scegliere se provare la conclusione in porta oppure servire uno dei compagni che avevano seguito l&rsquo;azione, fiduciosi del fatto che il re degli assist avrebbe confermato la sua fama. Invece ha indirizzato la palla nella terra di nessuno sprecando quella rara opportunit&agrave; di fare male all&rsquo;Inter.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Sempre col senno di poi De Rossi avrebbe evitato di schierare il centrocampo con un incontrista di meno</strong>. Perch&eacute; &egrave; bello (ovviamente sulla carta) scendere in campo a San Siro con Baldanzi, Vitinha e Colombo nell&rsquo;undici iniziale, ma se poi, alla resa dei conti, tieni 10 giocatori sotto la linea della palla allora era meglio avere un mediano in pi&ugrave;. Perch&eacute; quello che, almeno leggendo la formazione, avrebbe dovuto essere un Genoa a trazione anteriore di fatto non ha mai chiamato in causa Sommer che l&rsquo;unica parata l&rsquo;ha compiuta su un tentativo di autorete di Akanji, evidentemente ancora frastornato dopo l&rsquo;erroraccio col Bodo Glimt.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Un&rsquo;altra scelta che non avrebbe ripetuto &egrave; Amorim in campo al primo minuto della ripresa, mentre Messias &egrave; entrato solo al 66&rsquo;</strong>. Da parte di De Rossi &egrave; apprezzabile la volont&agrave; di assecondare la societ&agrave;, bruciando le tappe per inserire un giocatore che al mercato di gennaio ha comportato un grande sacrificio economico. Vale Amorim i 7 milioni pi&ugrave; bonus che &egrave; stato pagato? &Egrave; ovviamente prematuro dare giudizi definitivi. Certo l&rsquo;Amorim di Milano &egrave; sembrato un pulcino bagnato nella tempesta, non ha azzardato un passaggio in verticale giocando quasi sempre palla indietro. E poi la mentalit&agrave; non &egrave; ancora quella di chi &egrave; ferocemente sul pezzo, in area di rigore non ci si pu&ograve; permettere di andare a fronteggiare un cross con le braccia larghe e addirittura sopra la testa. Sicuramente ha qualit&agrave; (le relazioni degli scout del Genoa in questo senso sono tutte lusinghiere) e allora bisogna solo avere pazienza ed aspettarlo, senza mandarlo allo sbaraglio come sabato sera.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La salvezza del Genoa non passava certo da San Siro e la classifica non &egrave; allarmante</strong>. Insomma, come detto e ridetto il Genoa pu&ograve; solo suicidarsi. Per&ograve; una considerazione va fatta. Questa serie A a 20 squadre (con solo 3 retrocessioni) piace alle tv e ai club, ma non alla gente. Se Pruzzo &egrave; solito dividere il campionato in due gruppi (A1 e A2), adesso c&rsquo;&egrave; un A1 con 7 squadre (Inter, Milan, Napoli, Roma, Come, Juventus e Atalanta), un A2 con 5 squadre che gi&agrave; a febbraio non si giocano pi&ugrave; nulla (Bologna, Sassuolo, Lazia, Parma e Udinese), un A 3 con 6 squadre (Cagliari, Torino, Genoa, Fiorentina, Cremonese e Lecce) e un A4 con le gi&agrave; condannate Pisa e Verona. E poi ci domandiamo perch&eacute; il calcio italiano non &egrave; pi&ugrave; competitivo.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, il futuro parte dall'accoppiata De Rossi-Baldanzi]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-il-futuro-parte-dall-accoppiata-de-rossi-baldanzi-100800</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/genoa-il-futuro-parte-dall-accoppiata-de-rossi-baldanzi-100800</guid>
			<description><![CDATA[La partita perfetta. Come approccio, atteggiamento, intensit&agrave;, gestione del vantaggio. Il Torino si sbriciola davanti ad una squadra che parte subito lancia in resta con...]]></description>
			<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 12:25:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">La partita perfetta. Come approccio, atteggiamento, intensit&agrave;, gestione del vantaggio. Il Torino si sbriciola davanti ad una squadra che parte subito lancia in resta con l&rsquo;unico obiettivo di prendersi i tre punti e viene cos&igrave; fatto un passo avanti importante, quasi fondamentale, verso la salvezza. Ora il Genoa pu&ograve; davvero solo suicidarsi, ma con un allenatore come De Rossi, che la sua squadra la vuole sempre sul pezzo e pronta alla battaglia, il rischio appare assai remoto.</p>
<p style="font-weight: 400;">S&igrave;, perch&eacute; questo Genoa che vince, diverte e permette di guardarsi alle spalle con relativa tranquillit&agrave; &egrave; tutto merito dell&rsquo;allenatore di Ostia. Lo dicono i numeri e non solo. Da quando c&rsquo;&egrave; De Rossi alla guida, sono stati realizzati 24 punti in 17 partite (media 1,41 e proiezione finale 53 punti), soltanto otto squadre hanno fatto meglio: Inter, Milan, Atalanta, Juventus, Como, Napoli, Roma e Parma. Ma se le cifre possono sembrare aride e fredde, DDR sa anche scaldare i cuori dei 30 mila che ormai sono una presenza fissa al Ferraris. Empatia, carisma e personalit&agrave;, dote innate grazie alle quali ha saputo creare un feeling spontaneo con la squadra e con la gente. Certo, un tecnico che ha in totale ha soltanto 65 presenze in campionato (16 con la Spal, 22 con la Roma e 17 col Genoa) lungo il suo percorso di crescita potr&agrave; anche commettere qualche inevitabile errore di inesperienza. Ma il suo entusiasmo e soprattutto la sua ambizione sono una garanzia per il futuro. Se la societ&agrave; vorr&agrave; davvero crescere e puntare a traguardi che non siano una risicata salvezza, De Rossi &egrave; l&rsquo;uomo giusto nel posto giusto. &ldquo;Vorrei aprire un ciclo&rdquo;, lo ha detto e ripetuto. Ricordate la famosa intervista dopo la partita col Bologna? &ldquo;Invidio Italiano perch&eacute; ha avuto la possibilit&agrave; e la bravura di costruire qualcosa di importante&rdquo;.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il giocatore con il quale iniziare una programmazione che preveda che l&rsquo;asticella si alzi in maniera graduale ma costante potrebbe essere Baldanzi. La partita col Torino ha dimostrato perch&eacute; De Rossi abbia fatto fuoco e fiamme per averlo. Al di l&agrave; del gol di Ekuban, che ha propiziato con un&rsquo;irresistibile azione personale dopo aver fatto passare il pallone in mezzo alle gambe di Maripan che sembrava una delle statue di cera di Madame Tussaunds, ha messo in mostra talento ed estro e soprattutto non si risparmia correndo per tutto il campo. Insomma, il giocatore con le caratteristiche per infiammare la Nord. Quello che a inizio stagione avrebbe dovuto essere Carboni.</p>
<p style="font-weight: 400;">Baldanzi pu&ograve; essere il nuovo Gudmundsson e deve essere il primo mattone per ricostruire quel Genoa che con Albert, Retegui, Dragusin, Martinez e Frendrup aveva fatto sperare che quel &ldquo;futuro migliore&rdquo; inseguito da anni si stava finalmente per concretizzare.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ora, per sua stessa ammissione, la grande sfida di De Rossi, forse gi&agrave; da sabato sera a San Siro con l&rsquo;Inter, &egrave; riuscire a far giocare insieme Baldanzi e Messias in modo da alzare ulteriormente il tasso tecnico.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un&rsquo;ultima considerazione riferita ai genoani dell&rsquo;ultima ora, quelli che lo stadio lo frequentano da pochi mesi. Si sono adombrati e molto perch&eacute; il secondo tempo del Genoa a Cremona l&rsquo;ho definito in stile Ballardini ovvero improntato alla &ldquo;Ragion di stato&rdquo;. A parte che un&rsquo;opinione, condivisibile o non condivisibile, non deve comunque sottostare al tribunale dei social, l&rsquo;accostamento a Ballardini era totalmente lusinghiero e bene ha fatto De Rossi a Cremona a prendersi il punto perch&eacute; perdere quella partita avrebbe potuto avere effetti devastanti. Bene, ai genoani dell&rsquo;ultima ora &egrave; necessario spiegare che lo zio Balla per tre volte ha salvato il Genoa della retrocessione e che c&rsquo;era lui in panchina nei derby decisi da Rafinha e da Boselli. Un en plein che ha condannato la Sampdoria alla retrocessione.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il ritorno di Ballardini in panchina (con l&rsquo;Avellino), tanto per capire lo spessore del tecnico e dell&rsquo;uomo, in piene Olimpiadi e col tracollo delle squadre italiane in Champions, &egrave; stato celebrato da un fondo in prima pagina della Gazzetta dello Sport: &ldquo;Bello ritrovarlo, uomo serio che coltiva un calcio concreto come la terra, tra troppi venditori di fumo. Seguiamolo: Balla con i lupi&rdquo;.</p>
<p style="font-weight: 400;">Insomma, prima di parlare (male) dello zio di tutti i genoani, sciacquiamoci la bocca.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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				<item>
			<title><![CDATA[De Rossi a Cremona in versione 'Zio Balla', ma ora per il Genoa la salvezza è più vicina]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Prendiamolo come un segnale il tiro di Bonazzoli che al 94&rsquo; centra in pieno l&rsquo;incrocio dei pali: la sfiga potrebbe essere finita. Il Genoa a Cremona, dopo i primi 20...]]></description>
			<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 13:10:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><strong>Prendiamolo come un segnale il tiro di Bonazzoli che al 94&rsquo; centra in pieno l&rsquo;incrocio dei pali</strong>: la sfiga potrebbe essere finita. Il Genoa a Cremona, dopo i primi 20 minuti che lasciavano sperare tutt&rsquo;altro tipo di partita, non si &egrave; certo coperto di gloria davanti ai quasi 5 mila tifosi che erano arrivati dalla Liguria e che, quanto a prestazione, sicuramente si sarebbero aspettati qualcosa di pi&ugrave;. Qualcuno ha addirittura commentato che sembrava di essere tornati ai tempi di Vieira (i social, si sa, non usano mezze misure), sicuramente non era il Genoa a cui De Rossi ci aveva abituato anche perch&eacute; era sprovvisto di quella che ne era la caratteristica predominante: il coraggio. E cos&igrave; si &egrave; tornati a giocare per linee orizzontali con un&rsquo;infinit&agrave; di inutili passaggetti molti all&rsquo;indietro. Il massiccio possesso palla di Vazquez e compagni (65,4% contro il 34,6% della Cremonese) si &egrave; rivelato sterile al punto che a tirare di pi&ugrave; in porta &egrave; stata la squadra di Nicola (8 conclusioni contro 6). Per&ograve; &egrave; stato posato un altro mattoncino verso quella salvezza che ad un certo punto della stagione era a forte rischio.<br /><br /><strong>Ballardini teorizzando la &ldquo;ragione di stato&rdquo; ci ha insegnato, a noi popolo genoano, a non andare troppo per il sottile quando c&rsquo;&egrave; un obiettivo da raggiungere</strong>. E se a questo punto della stagione la retrocessione del Genoa alla Snai &egrave; pagata 7.50 significa che c&rsquo;&egrave; qualcuno messo molto peggio. Ovviamente il Pisa ed il Verona, ma anche Lecce e Cremonese che sicuramente hanno organici inferiori a quello rossobl&ugrave;. La quota salvezza quest&rsquo;anno sar&agrave; al massimo a 35, bastano 11 punti in 13 partite. Ed il Genoa ricever&agrave; in casa Udinese e Sassuolo ed il Milan alla penultima che probabilmente non avr&agrave; pi&ugrave; niente da chiedere al suo campionato e le trasferte di Verona e Pisa non sembrano impossibili. Insomma, l&rsquo;unico rischio &egrave; quello di suicidarsi. Ecco perch&eacute; col Torino sar&agrave; importante vincere ma soprattutto diventa fondamentale non perdere. Ora per&ograve; occorrer&agrave; capire se DDR vorr&agrave; snaturarsi e continuare a trasformarsi nello zio Balla rinunciando al suo gioco verticale e coraggioso. Un giusto ed equilibrato compromesso sembrerebbe la soluzione migliore, anche perch&eacute; bisogna gi&agrave; mettere le basi per la prossima stagione quella che potrebbe permettere a De Rossi di iniziare un ciclo, cos&igrave; com&rsquo;&egrave; nelle sue aspirazioni e in quelle di tutti i tifosi genoani.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Nel Genoa del futuro un ruolo centrale lo avr&agrave; Baldanzi che&nbsp;il tecnico di Ostia, non appena &egrave; stato disponibile, ha subito mandato in campo</strong>. Una ventina di minuti che hanno confermato che ha buona tecnica, visione di gioco e soprattutto personalit&agrave;. E un&rsquo;altra pedina fondamentale dovr&agrave; necessariamente essere Amorin anche in considerazione dell&rsquo;importante investimento che &egrave; stato fatto su di lui all&rsquo;ultimo mercato: 7 milioni pi&ugrave; uno e mezzo di bonus. Ma se De Rossi ha subito gettato nella mischia il portiere Bijlow, che pure veniva da una lunga inattivit&agrave;, ma al brasiliano, che pure dal punto di vista atletico dovrebbe essere pronto, ha concesso solo una comparsata ieri a Cremona (&egrave; entrato all&rsquo;89&rsquo; al posto di Frendrup). Per altro a fine partita il tecnico genoano si &egrave; prodigato in complimenti nei confronti di Malinowskyi che ha giocato play e dunque nel ruolo che dovrebbe essere di Amorim: &ldquo;Ha giocato la miglior partita da quando sono al Genoa&rdquo;. A proposito del centrocampista ucraino va detto che &egrave; uno dei giocatori in scadenza di contratto (gli altri sono Martin, Messias e Leali) e nel caso la societ&agrave; dovrebbe affrettarsi a proporgli il rinnovo perch&eacute; dal primo febbraio i regolamenti gli consentono di firmare per chiunque gli faccia una proposta che ritiene valida.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Luned&igrave; 16 febbraio era un giorno di scadenze in Lega ed il Genoa ha regolarmente fatto pervenire la documentazione</strong> che attesta come tutti pagamenti dovuti (per un totale di 12 milioni) sono stati effettuati nei tempi e nelle modalit&agrave; dovute. A fare da sponda alla societ&agrave; rossobl&ugrave; &egrave; stata Banca Sistema attraverso un&rsquo;operazione di factoring.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Cornet una calamità, ma quel rigore contro il Genoa è una barzelletta]]></title>
			<link>https://telenord.it/cornet-una-calamita-ma-quel-rigore-contro-il-genoa-e-una-barzelletta-100072</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Tutto vero: Cornet &egrave; una calamit&agrave; perch&eacute; in area di rigore al 93&rsquo; bisogna sapersi frenare e non andare ad attaccare un avversario spalle alla porta e...]]></description>
			<pubDate>Sun, 08 Feb 2026 16:45:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Tutto vero: Cornet &egrave; una calamit&agrave; perch&eacute; in area di rigore al 93&rsquo; bisogna sapersi frenare e non andare ad attaccare un avversario spalle alla porta e che sta tornando indietro. Per&ograve; quel rigore &egrave; comunque una barzelletta. Lo ha anche confessato Vergara nel suo candore di scugnizzo: &ldquo;Appena mi sono sentito toccare sono caduto e dentro di me ho esultato perch&eacute; il tocco c&rsquo;era stato ed ero sicuro che ci avrebbero dato il rigore&rdquo;. <strong>E qui sta il punto: basta essere sfiorati che automaticamente il Var sentenzia che &egrave; rigore.</strong> L&rsquo;intensit&agrave; dell&rsquo;intervento? Non la stabilisce l&rsquo;arbitro di campo che &egrave; a pochi metri da dove si &egrave; svolta l&rsquo;azione, ma un signore che sta a Lissone seduto davanti ad un video. Quando tra cinquant&rsquo;anni lo leggeranno sui libri di storia dello sport, sempre se il calcio sia sopravvissuto a questo processo di autodistruzione, diranno se per caso eravamo tutti matti.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Detto questo ho seri dubbi che, se non si fosse trattato del Napoli o comunque di una grande del nostro campionato, il Var sarebbe intervenuto, tanto lieve &egrave; stato il tocco di Cornet</strong>. &ldquo;Mi devono spiegare i parametri per definire il chiaro ed evidente errore dell&rsquo;arbitro&rdquo;, ha detto De Rossi. Legittima, da allenatore del Genoa ma anche da amante del calcio, la sua amarezza: &ldquo;Se mi chiedono di quale sport faccio l&rsquo;allenatore non saprei rispondere. Episodi come questo fanno disamorare, questo non &egrave; pi&ugrave; il mio calcio&rdquo;.</p>
<p style="font-weight: 400;">&Egrave; stato di fatto un Var a chiamata, la panchina del Napoli era infatti tutta in piedi a protestare e i calciatori avevano circondato Massa. E arbitro e varisti non sono riusciti a sottrarsi da quell&rsquo;assedio fisico e anche piscologico pensando alle polemiche che Conte e De Laurentiis avrebbero scatenato.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per quanto riguarda la sciagurata direzione di gara di Massa, in questo senso ben coadiuvato dal solito ineffabile Di Bello che era al Var, non posso non riportare quanto a fine partita mi ha confidato <strong>il genoanissimo Tiziano Pieri, ex grande arbitro internazionale e figlio di Claudio, straordinario ex arbitro e pure lui grande tifoso rossobl&ugrave;:</strong> &ldquo;Nelle ultime due partite del Genoa sono stati assegnati cinque rigori e nessuno in diretta dall&rsquo;arbitro in campo, ma tutti attraverso il Var. Purtroppo questo &egrave; l&rsquo;attuale livello dei nostri arbitri&rdquo;.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>A ricordare tutte le volte che il Genoa &egrave; stato beffato a tempo scaduto, ci si fa solo del male,</strong> ma il lavoro che sta facendo De Rossi resta eccellente e ci sono i numeri a confermarlo. Ha creato una grande empatia con la squadra e con la gente, il Genoa riflette il carattere e il coraggio del suo allenatore. &Egrave; giovane ed &egrave; scontato che possa pagare dazio per quanto riguarda l&rsquo;esperienza. Sabato, con l&rsquo;uomo in pi&ugrave; dal 31&rsquo; del secondo tempo, doveva decidere se accontentarsi del pareggio e farsi criticare per non avere osato nonostante la superiorit&agrave; numerica oppure se provare a vincere e farsi eventualmente criticare se la partita l&rsquo;avesse persa. Ha scelto la seconda ipotesi e allora &ldquo;<strong>voi critici, voi personaggi austeri, militanti severi&rdquo; (cit. Guccini)</strong> lo avete messo in croce dimenticando in che condizione psico-fisica era il Genoa che aveva ereditato da &ldquo;totem&rdquo; Vieira. Cos&igrave; De Rossi sembrava Scoglio quando ha dissertato sul senno del prima e il senno del poi: &ldquo;<strong>Io devo avere il senno del prima, altrimenti farei il vostro mestiere</strong>&rdquo;.</p>
<p style="font-weight: 400;">Certo, alcune scelte non hanno convinto, su tutte la decisione di fare a centrocampo le coppie Frendrup-Lobotka e soprattutto Malinovsky-McTominay. Per il momento, poi, il mercato non sta incidendo: Bijlow &egrave; ancora arrugginito, Amorin nonostante le grandi aspettative &egrave; rimasto 90 minuti in panchina e Baldanzi sar&agrave; pronto (forse) per la partita col Torino del 22 febbraio.</p>
<p style="font-weight: 400;">Domenica c&rsquo;&egrave; la sfida con la Cremonese, delicatissima come tutti gli scontri diretti. &Egrave; auspicabile un arbitraggio all&rsquo;altezza e allora avr&agrave; saputo la societ&agrave; Genoa farsi le sue ragioni in Lega?&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa piegato dalla dura (e folle) legge del Var]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-piegato-dalla-dura-e-folle-legge-del-var-99700</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Bisogna&nbsp;decidersi, una volta per tutte, a cambiare nome, magari attraverso un referendum on line, a questo sport che dell&rsquo;antico e nobile football ha ormai pi&ugrave;...]]></description>
			<pubDate>Sat, 31 Jan 2026 15:00:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Bisogna&nbsp;decidersi, una volta per tutte, a cambiare nome, magari attraverso un referendum on line, a questo sport che dell&rsquo;antico e nobile football ha ormai pi&ugrave; poco. Perch&eacute; &egrave; evidente che, se un difensore (nella fattispecie Ostigard) prova ad allontanare dalla propria area una palla insidiosa e questa va a sbattere sul braccio di un compagno di squadra (Martin) che gli &egrave; praticamente appiccicato, quel flipper imprevedibile non potr&agrave; mai essere considerato un fallo da rigore per chi il calcio lo ha amato quando era una cosa seria e non un prodotto ad uso delle televisioni e deciso in remoto da due signori seduti davanti ad un monitor. &ldquo;Queste regole non vanno bene&rdquo; ha esclamato Hernanes dopo che Zufferli si era piegato alla dura del Var che davvero in pochi, e a loro rischio e pericolo, hanno il coraggio di contraddire. Non si tratta dunque solo del parere qualificato di chi il calcio lo ha praticato per professione, ma di un ex giocatore della Lazio (118 presenze e 33 reti in biancazzurro) che per i suoi tifosi con affetto chiamavano &ldquo;il Profeta&rdquo;. Se persino una bandiera della Lazio arriva al punto di affermare che &ldquo;no, quello non pu&ograve; mai essere calcio di rigore&rdquo;, ecco che si ha l&rsquo;esatta dimensione della deriva di quello che una volta era considerato il gioco pi&ugrave; bello del mondo ma che, proprio anche a causa della sua opacit&agrave; di fondo, sta perdendo parecchi consensi soprattutto tra i giovani. Laconico e sconsolato il commento di De Rossi: &ldquo;Certi rigori non aiutano il calcio&rdquo;.</p>
<p style="font-weight: 400;">Semmai una riforma di cui il calcio moderno avrebbe bisogno &egrave; il tempo effettivo, anche per evitare che Zufferli, dopo oltre due minuti al Var, recuperi solo trenta secondi. Ma questa pare invece sia l&rsquo;ultima delle necessit&agrave; a sentire chi sta nella stanza dei bottoni.</p>
<p style="font-weight: 400;">C&rsquo;&egrave; stato pi&ugrave; Genoa che Lazio venerd&igrave; sera all&rsquo;Olimpico e questo fa gonfiare il petto a De Rossi: &ldquo;Sono orgoglioso dei miei ragazzi&rdquo;. La partita ad un certo ha creduto di poterla vincere, ribaltando cos&igrave; lo zero a due iniziale proprio come era accaduto 7 giorni prima a Marassi col Bologna. &ldquo;Dopo il pareggio di Vitinha potevano andare tutti dalla bandierina a festeggiare perdendo tempo e invece sono rientrati di corsa a centrocampo&rdquo;. Un segnale che DDR ha interpretato in maniera inequivocabile: voglia di vincere. Cos&igrave; sono entrati due attaccanti (Ekuban e Cornet), mentre adesso c&rsquo;&egrave; chi rimpiange non sia stata fatta qualche sostituzione pi&ugrave; conservativa (per esempio Thorsby ad imbottire il centrocampo). I meriti di De Rossi sono per&ograve; sotto gli occhi di tutti. Sta plasmando la squadra a sua immagine e somiglianza, trasmettendogli carattere, personalit&agrave; e coraggio ovvero quelle che erano le sue peculiarit&agrave; da giocatore. Non si recuperano per due settimane di fila due gol di svantaggio se non sei una squadra con i famosi attributi.</p>
<p style="font-weight: 400;">De Rossi, al netto di qualche errore di inesperienza che ha commesso e che sicuramente commetter&agrave; ancora (nessuno nasce imparato), &egrave; l&rsquo;allenatore col quale provare ad aprire un ciclo. Ha empatia con la squadra e la tifoseria. &Egrave; un allenatore da Genoa, &egrave; contagioso quel sacro fuoco che ha dentro e che lo ha portato a mettersi in discussione come tecnico dopo una grande carriera da calciatore. Ora sta alla societ&agrave; metterlo in condizione di essere l&rsquo;allenatore col quale crescere insieme invece di andare a cercare ogni volta qualcuno che, a stagione in corso, provi a rimettere insieme i cocci. Fondamentale diventa allora il mercato. Questo di gennaio, che sembrerebbe essere stato condiviso con lo stesso De Rossi, e soprattutto quello della prossima estate quando dovranno essere messi le basi per un salto di qualit&agrave; che dovr&agrave; certamente essere graduale ma che allo stesso tempo non si potr&agrave; pi&ugrave; rimandare.</p>
<p style="font-weight: 400;">Intanto c&rsquo;&egrave; grande interesse per capire dove De Rossi, in uno scacchiere che &egrave; ormai collaudato, vorr&agrave; collocare Baldanzi. E la curiosit&agrave; aumenta per quanto riguarda Amorim, il pezzo pregiato di questo mercato di gennaio. In estate l&rsquo;Alcarve, club portoghese di centro classifica, lo aveva pagato 300 mila euro. Il suo valore di mercato si &egrave; decuplicato in pochi mesi e a met&agrave; gennaio si aggirava intorno ai 3 milioni. Poi negli ultimi giorni il costo del cartellino &egrave; ulteriormente lievitato ed il Genoa lo ha pagato 7 milioni pi&ugrave; 2 di eventuali bonus. Ed &egrave; chiaro che, con queste cifre, le aspettative per quanto riguarda Amorim siano altissime.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[De Rossi vuole aprire un ciclo col Genoa]]></title>
			<link>https://telenord.it/de-rossi-vuole-aprire-un-ciclo-col-genoa-99388</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[&ldquo;&Egrave; stata una partita epica&rdquo;, non occorre fare troppi sforzi per trovare l&rsquo;aggettivo che dia l&rsquo;esatta percezione di cosa&nbsp;sia accaduto domenica...]]></description>
			<pubDate>Mon, 26 Jan 2026 17:25:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">&ldquo;&Egrave; stata una partita epica&rdquo;, non occorre fare troppi sforzi per trovare l&rsquo;aggettivo che dia l&rsquo;esatta percezione di cosa&nbsp;sia accaduto domenica pomeriggio a Marassi. Lo ha sfornato caldo caldo Daniele De Rossi quando il popolo genoano ebbro di gioia era ancora dentro allo stadio a cantare perch&eacute; certe imprese sai che rimarranno scolpite nel tempo e nessuno ha pi&ugrave; memoria del tifoso genoano.</p>
<p style="font-weight: 400;">De Rossi ha una cos&igrave; grande onest&agrave; intellettuale e capacit&agrave; di autocritica che nessuno pu&ograve; fotografare pi&ugrave; correttamente ci&ograve; che &egrave; realmente accaduto nei 90 minuti. Non ti racconta altre partite, le analisi adulatorie e le domande ruffiane lo infastidiscono. Cos&igrave; non ha nessuna remora ad ammettere che &ldquo;se andiamo sotto di due gol e la partita la cambia chi &egrave; subentrato dalla panchina, significa che qualche casino inizialmente lo avevo combinato&rdquo;.</p>
<p style="font-weight: 400;">Proprio la credibilit&agrave; &egrave; la grande forza di De Rossi. &Egrave; credibile con la gente e soprattutto con i suoi ragazzi nello spogliatoio. Ha saputo creare un gruppo vero, in tanti lo millantano ma il Genoa targato DDR &egrave; per prima cosa una squadra. Certo, poi &egrave; sempre la qualit&agrave; a fare la differenza. Per esempio quella di Messias. In questa stagione &egrave; stato in campo 168 minuti complessivi ovvero soltanto l&rsquo;8 per cento di quelli che avrebbe potuto giocare se fosse stato integro fisicamente. Per&ograve; la ruleta di Udine, oltre a fruttare tre punti, ha ribadito che probabilmente &egrave; l&rsquo;unico giocatore della rosa che pu&ograve; inventarsi la giocata in grado di sparigliare le carte. Contro il Bologna, oltre a estrarre dal cappello a cilindro il gol della vittoria (&ldquo;la rete pi&ugrave; bella della giornata&rdquo; secondo la Domenica Sportiva), ha anche dato a Malinowskji il suggerimento giusto: &ldquo;Tira in porta&rdquo;. S&igrave; perch&eacute; Ruslan quella palla (e lo ha confessato a fine partita) inizialmente era partito con l&rsquo;intenzione di metterla in mezzo.</p>
<p style="font-weight: 400;">E la bocciatura dell&rsquo;arbitro Maresca (fermato per due turni) non scalfisce minimamente la portata dell&rsquo;impresa del Genoa che all&rsquo;andata aveva perso nel recupero per un rigore da operetta e che &egrave; sicuramente in credito, se si mettesse su un ipotetico piatto della bilancia dare e avere per quanto riguarda gli errori arbitrali. Il boato al terzo gol ha fatto tremare lo stadio, la gente era pazza di gioia come non accadeva da tempo. Questo amore e questa passione non vanno traditi. De Rossi pu&ograve; essere l&rsquo;allenatore con il quale aprire un ciclo e lui ha chiaramente fatto capire di essere pronto a legarsi al Genoa: &ldquo;Invidio Italiano per quello che &egrave; riuscito a fare a Bologna. Dobbiamo provarci anche noi&rdquo;.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ma&nbsp;ci sar&agrave; tempo per valutare il mercato e le prospettive future, ora godiamoci questa pagina di epica rossobl&ugrave;. Un po&rsquo; come il 4 a 3 in rimonta sulla Roma (20 febbraio 2011), quando i gol da rimontare erano addirittura tre e la rete decisiva la segn&ograve; Paloschi anche lui (quella sconfitta cost&ograve; la panchina a Ranieri).&nbsp; E non &egrave; la prima volta che i tre gol che ribaltano il risultato sono segnati da tre giocatori che non facevano parte dell&rsquo;undici iniziale. Il 26 ottobre 2019 il Genoa, allenatore Thiago Motta, va al riposo sotto di un gol contro il Brescia (punizione velenosa di Tonali che sorprende Radu). Poi, per&ograve;, nella ripresa segnano Agudelo, Kouam&eacute; e Pandev, tutti e tre subentrati dalla panchina.</p>
<p style="font-weight: 400;">E domenica Messias e compagni hanno scritto un&rsquo;altra pagina indimenticabile di quel grande romanzo popolare che ha per protagonista il caro, vecchio Genoa.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa sempre più nel segno di De Rossi,  il debutto di Nuredini un avviso ai naviganti]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-sempre-piu-nel-segno-di-de-rossi-il-debutto-di-nuredini-un-avviso-ai-naviganti-99066</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/genoa-sempre-piu-nel-segno-di-de-rossi-il-debutto-di-nuredini-un-avviso-ai-naviganti-99066</guid>
			<description><![CDATA[Il pareggio di Parma&nbsp;sta stretto al Genoa, ma &egrave; comunque un altro passo importante verso la salvezza. De Rossi sta facendo un lavoro eccellente. Per compattezza,...]]></description>
			<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 16:00:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Il pareggio di Parma&nbsp;sta stretto al Genoa, ma &egrave; comunque un altro passo importante verso la salvezza. De Rossi sta facendo un lavoro eccellente. Per compattezza, solidit&agrave; e per come sa tenere in campo le giuste distanze il suo Genoa &egrave; sempre pi&ugrave; squadra. Se contro il Cagliari il tecnico rossobl&ugrave; aveva esaltato la capacit&agrave; dei suoi di difendere da &ldquo;zozzoni&rdquo;, il Genoa contro il Parma ha anche provato a fare la partita, riuscendoci per tutto il primo tempo ed in parte anche nel secondo. I meriti di DDR sono sotto gli occhi di tutti e sarebbe riduttivo limitarsi ai numeri per altro eccellenti (14 punti in 11 partite, media 1,27 a partita, proiezione finale 48 punti). Il Genoa, che sta in campo e si muove da squadra, ha trovato in panchina quel leader che manca nell&rsquo;11 titolare. Per carisma, onesta intellettuale ed empatia De Rossi ha conquistato lo spogliatoio. &Egrave; quel punto di riferimento che, nonostante il suo grande passato da calciatore, non aveva saputo essere Vieira, imperscrutabile ed imperturbabile in panchina qualunque cosa stesse succedendo e non a caso Pruzzo lo aveva soprannominato il totem.</p>
<p style="font-weight: 400;">&Egrave; anche grazie a De Rossi se Colombo non &egrave; pi&ugrave; un oggetto misterioso, ma uno degli attaccanti italiani di un campionato dove i bomber made in Italy sono merce rarissima. E con De Rossi sta crescendo anche Marcandalli. Contro l&rsquo;Inter, appena un mese fa, sembrava un alieno atterrato da Marte in un pianeta a lui completamente sconosciuto, a Parma ha giocato con un piglio ed una disinvoltura sorprendenti. Certo, &egrave; presto per affermare che siamo in presenza del brutto anatroccolo che si &egrave; trasformato in cigno ma la strada &egrave; sicuramente quella giusta.</p>
<p style="font-weight: 400;">Insomma, le premesse per arrivare alla salvezza ci sono tutte. Ma resta fondamentale che la societ&agrave; sul mercato dia qualche risposta ad allenatore e soprattutto tifosi. <strong>La stagione 2023-24 &egrave; stata quello della &ldquo;Grande bellezza&rdquo; rossobl&ugrave;</strong>. Il Genoa gioca e diverte, ottiene l&rsquo;undicesimo posto finale ed &egrave; la miglior neo promossa dei cinque maggiori campionati europei. C&rsquo;era un entusiasmo incredibile e, diciamo la verit&agrave;, c&rsquo;eravamo illusi un po&rsquo; tutti che quella squadra formata da un gruppo di giocatori forti e di prospettiva potesse iniziare un ciclo sul modello della tanto declamata Atalanta, che tutti a parole vogliono imitare, o del Bologna. Del resto bastava leggere la rosa di quell&rsquo;anno per gonfiare il petto ed affermare che finalmente il vecchio Grifone sarebbe approdato dove gli spetta non solo per blasone ma anche per bacino d&rsquo;utenza: <strong>Martinez, Gudmundsson, Retegui, Malinowskyi, Frendrup, Dragusin, Vazquez, De Winter, Badelj, Strootman e Bani</strong> tanto per fare solo qualche nome. Dopo la grande illusione si &egrave; per&ograve; tornati a fare i conti con un presente che propone salvezze risicate ed in questo mercato la societ&agrave; si gioca molto in credibilit&agrave;. In mezzo al guado, tra chi &egrave; governativo sempre e comunque a prescindere e chi a questa societ&agrave; non &egrave; pi&ugrave; disposto a dare fiducia, c&rsquo;&egrave; una maggioranza che vuole provare a capire se il caso di continuare a credere a Sucu e Blazquez. Il popolo genoano rappresenta un patrimonio di amore, di fede, di orgoglio e di passione che questa dirigenza non pu&ograve; permettersi di perdere. Ed &egrave; offensivo cercare di convincerli della buona gestione societaria attraverso gli slogan degli imbonitori di turno. Servono i fatti.</p>
<p style="font-weight: 400;">A ora siamo ancora a zero per quanto riguarda gli arrivi. <strong>E non mi si venga a dire che l&rsquo;ingresso dell&rsquo;esordiente Nuredini (2007), nel finale della partita di Parma a fare coppia in attacco con Ekhator (2006), non sia stato un preciso avviso ai naviganti da parte di De Rossi</strong>. Intanto Dagasso, promettente mediano del Pescara che veniva dato in orbita Genoa, &egrave; finito al Venezia. Certamente arriver&agrave; Baldanzi che per&ograve; &egrave; fermo per un problema muscolare al retto femorale destro e sar&agrave; pronto nella migliore dell&rsquo;ipotesi per i primi di febbraio. E Baldanzi di certo da solo non basta,</p>
<p style="font-weight: 400;">Intanto a livello di settore giovanile &egrave; in atto una vera e propria rivoluzione. Esce anche Enrico Ascheri, per anni era stato il braccio destro di Sbravati. Hanno lasciato i loro incarichi anche Musso, Crespi e Gazzano. Collaboratori oscuri ma preziosi perch&eacute; legati al territorio ed in grado di trasmettere i valori della genoanit&agrave; nel settore giovanile.</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Il Genoa di "zozzoni" che piace a De Rossi, ora i rinforzi]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Il Genoa &egrave; stato perfetto, il Cagliari imperfetto: alla fine i tre gol di scarto possono sembrare una punizione troppo severa per Caprile e compagni ma ci stanno. La...]]></description>
			<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 14:25:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Il Genoa &egrave; stato perfetto, il Cagliari imperfetto: alla fine i tre gol di scarto possono sembrare una punizione troppo severa per Caprile e compagni ma ci stanno. La squadra di De Rossi ha interpretato alla perfezione quello che era uno scontro diretto ovvero una tappa fondamentale verso la salvezza. Quella di Pisacane invece ha fatto accademia, specchiandosi spesso addosso, come se fosse una normalissima partita di campionato e non invece una questione di sopravvivenza.</p>
<p style="font-weight: 400;">Significativo il gol che la squadra sarda ha subito dopo appena sette minuti, il giocatore del Cagliari &egrave; rimasto a tre/quattro metri da Malinowskyi che, a palla, scoperta, ha avuto il tempo di aspettare il movimento di Colombo nello spazio e offrirgli un invitantissimo passaggio in verticale.&nbsp;La differenza l&rsquo;hanno fatta i due allenatori. Pratico ed essenziale De Rossi, velleitario Pisacane con quel suo infinito giro palla per altro alle volte anche piacevole a vedersi, ma assolutamente fine a se stesso. C&rsquo;&egrave; tutta la filosofia di DDR nell&rsquo;apprezzamento che a fine partita ha rivolto ai suoi giocatori: &ldquo;Gli ho fatto i complimenti perch&eacute; hanno difeso da zozzoni&rdquo;. Brutti, sporchi e cattivi cos&igrave; devono essere i giocatori di una squadra che vuole assolutamente arrivare alla salvezza. Ci sar&agrave; tempo per il bel calcio (sempre che questo gruppo, cos&igrave; com&rsquo;&egrave; stato assemblato, sia in grado di proporlo) imparando a memoria quello spartito che tanto piace agli esteti del football.&nbsp;Adesso &egrave; infatti solo una questione di vita o di morte.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per De Rossi, che di fatto ha sbagliato solo la partita di Roma, parlano i numeri: 13 punti in 10 partite. Media 1,3 a partita, proiezione finale 49 punti, guarda caso gli stessi realizzati da Gilardino il primo anno di serie A con in squadra i vari Gudmundsson, Retegui, Martinez, Badelj, Strootman, Bani, De Winter e non &egrave; il caso di andare avanti. La mano dell&rsquo;allenatore su questa squadra c&rsquo;&egrave; e si vede. Non &egrave; tanto un&rsquo;impronta di gioco, ma di mentalit&agrave; e di carattere.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ed anche di scelte che si sono rivelate decisive. Sembra che essere stati ex calciatori significhi essere depositari di scienza calcistica infusa (vedi gli opinionisti delle varie tv). Poi per&ograve; scopri che quando gli ex calciatori si cimentano nel mestiere di allenatore prendono cantonate clamorose, vedi un grande campione come Vieira che in carriera ha vinto anche un Mondiale. Con due mosse De Rossi ha sconfessato il credo calcistico di monsieur Vieira ed &egrave; stato come togliere una zavorra al Genoa. Basta col doppio mediano che porta anche sfiga (col doppio play Bortolazzi-Manicone retrocessione nella stagione 1994-95). Frendrup e Masini in due facevano (non bene) il lavoro che uno faceva bene da solo. E allora non &egrave; un caso che Morten sia tornato a giocare ai suoi livelli. Frendrup che, essendo dalla societ&agrave; considerato in vendita per fare cassa, non faceva parte di quel Genoa &ldquo;sontuoso&rdquo; che veniva annunciato dalle pendici del Monte Bianco.<br />Altra mossa decisiva di De Rossi (ed &egrave; incredibile che Viera non ci fosse arrivato) i due attaccanti. Colombo con a fianco Vitinha non &egrave; pi&ugrave; il pulcino bagnato di inizio stagione. I 5 gol segnati tutti con DDR confermano quanto un allenatore possa incidere sia nel male (Vieira) che nel bene (De Rossi). A Colombo comunque va il merito di avere avuto quelle che, senza troppi giri di parole, si definiscono palle. Se nel giro di poche settimane riesci a portare dalla tua parte una tifoseria che era quanto meno settica nei tuoi confronti, vuol sicuramente dire che le hai.</p>
<p style="font-weight: 400;">E non si pu&ograve; mettere in archivio la partita col Cagliari senza fare i complimenti a Leali. Ha saputo rialzarsi dopo alcune partite storte, dimostrando anche lui grande carattere. E probabilmente una mano gliel&rsquo;ha data anche De Rossi. Dirgli chiaramente che il Genoa sta cercando un altro portiere &egrave; stato come togliergli un sacco di pietre dalla schiena.</p>
<p style="font-weight: 400;">&Egrave; sottinteso che la vittoria col Cagliari non &egrave; un colpo di spugna sui gravi problemi strutturali di una squadra che necessit&agrave; comunque di rinforzi perch&eacute; &ldquo;Natale &egrave; passato, la Befana regali non ha portato e le promesse se le porta via il vento&rdquo;.</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Genoa, ora è troppo facile dire che non doveva tirare Stanciu]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-ora-e-troppo-facile-dire-che-non-doveva-tirare-stanciu-98657</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Partiamo dalla fine e da quel maledetto minuto 99 quando Stanciu calcia in curva il pallone che avrebbe dato&nbsp;al Genoa tre punti meritati e soprattutto importantissimi....]]></description>
			<pubDate>Fri, 09 Jan 2026 15:20:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Partiamo dalla fine e da quel maledetto minuto 99 quando Stanciu calcia in curva il pallone che avrebbe dato&nbsp;al Genoa tre punti meritati e soprattutto importantissimi. &Egrave; il rigore peggio tirato nella storia del Genoa. Ne sono praticamente certo, nel caso il professor Stefano Massa, il pi&ugrave; qualificato storico rossobl&ugrave;, mi venga in soccorso. Ora, col famoso &ldquo;senno di poi&rdquo;, siamo tutti bravi a sostenere che non doveva tirarlo Stanciu che era entrato in campo solo da pochi minuti e che non giocava dal 29 settembre (Genoa-Lazio). &ldquo;Ha un piede delizioso e in allenamento sia su punizione che dagli undici metri &egrave; una sentenza&rdquo;, ha spiegato De Rossi che, uscendo dal campo, se l&rsquo;&egrave; coccolato proprio come aveva fatto con Sommariva. E poi, essendo ormai quasi certo il suo ritorno in patria, era anche quello che teoricamente avrebbe dovuto avere addosso la pressione minore.&nbsp;Vero &egrave; anche che la media dal dischetto del capitano della nazionale rumena era tutt&rsquo;altro che incoraggiante: ben 11 infatti i rigori sbagliati su 27 calciati.</p>
<p style="font-weight: 400;">E chi doveva tirarlo allora? Forse Ekhator, un ragazzino del 2006 buttato nella mischia solo una manciata di minuti prima di Stanciu? Forse uno tra Ostigard e Vazquez che l&rsquo;unico rigore in carriera l&rsquo;aveva tirato contro la Sampdoria in Coppa Italia dopo che i 90 minuti si erano chiusi in parit&agrave;? Forse l&rsquo;imperscrutabile Norton Cuffy, capace di tutto e del contrario di tutto? Comunque sarebbe stato un terno al lotto. I rigoristi designati prima della partita (entrambi sostituiti) erano Malinowskyi (12 reti su 14 tiri, ma prima di quello in Udinese-Genoa non tirava un rigore dalla stagione 2020-21 quando era all&rsquo;Atalanta) e Martin che ha all&rsquo;attivo un errore (la partita di Bundesliga era Augusta-Mainz) nell&rsquo;unica occasione che si era cimentato dal dischetto.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per un rigore sbagliato sono passati negativamente alla storia Pruzzo e Criscito che pure hanno medie da fantascienza (36 su 42 O&rsquo; Rey di Crocefieschi e 26 su 29 Mimmo): i loro errori condannarono il Genoa alla retrocessione. Insomma, il rigore &egrave; un terno al lotto e come sostiene Claudio Maselli, che da allenatore ai rigori perse la serie A nell&rsquo;infausto spareggio di Firenze col Padova, &egrave; qualcosa di inallenabile: &ldquo;Perch&eacute; &egrave; impossibile ricreare la stessa situazione emotiva che si trova a dover affrontare chi deve calciare un rigore che magari vale un&rsquo;intera stagione&rdquo;.</p>
<p style="font-weight: 400;">Vero &egrave; anche che per il Genoa i rigori stanno diventando una vera e propria maledizione. Appaiono lontanissimi i tempi in cui Gudmundsson e Retegui si litigavano per calciare dagli undici metri, ora tutti sembrano voler scappare da una responsabilit&agrave; troppo grande. E cos&igrave; quello di Malinowskyi &egrave; l&rsquo;unico rigore realizzato nelle ultime due stagioni: uno su sei &egrave; uno score imbarazzante. E non dimentichiamoci gli errori di Miretti e Zanoli che sono costati l&rsquo;eliminazione dalla Coppa Italia ad opera della Sampdoria.</p>
<p style="font-weight: 400;">Stanciu, strano per un calciatore tecnicamente inappuntabile, ha calciato come peggio non si poteva: il corpo indietro e le gambe che quasi si incrociano al momento del tiro. Ma questo non assolve il comportamento gravemente antisportivo di Pavlovic che, prima del tiro, a tacchettate ara la zona del dischetto senza che nessun giocatore del Genoa gli impedisca di farlo. Con Strootman o Sturaro in campo, senza andare troppo indietro nel tempo, non sarebbe mai successo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Al di l&agrave; del grande rammarico per i due punti persi, resta la prestazione di una squadra che ha dato una grande dimostrazione di carattere. I giocatori hanno tirato fuori gli attributi, prendendo alla lettera la richiesta della Gradinata al termine della partita col Pisa. E c&rsquo;&egrave; da essere orgogliosi per come hanno saputo interpretare la partita: questo &egrave; il Genoa che i tifosi vogliono sempre vedere in campo. Colombo &egrave; stato premiato come &ldquo;man of the match&rdquo;. Ha giocato una partita straordinaria e non solo per il gol che ha segnato andando a rubare il cestino della merenda al sopravvalutato Gabbia. Super prestazione anche di Vitinha sia quando &egrave; andato a pressione su Modric, cercando di limitarne il raggio di azione, sia come compagno di reparto di Colombo. E un voto altissimo in pagella merita anche Leali. &Egrave; il dodicesimo che qualunque squadra di serie A vorrebbe avere, ma affidargli la maglia da titolare e senza nessuno che potesse essere un&rsquo;alternativa (Sigriest non giocava nel Rapid Bucarest) si &egrave; rivelato un azzardo. Resta un mistero il fatto che non gli sia ancora stato rinnovato il contratto. N&eacute; a lui n&eacute; a Martin e Thorsby: tre titolari. Non &egrave; una dimostrazione di fiducia.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ora sotto con Cagliari e Parma, due scontri diretti. Ma il Genoa di San Siro lascia ben sperare. Attenzione, questo per&ograve; non vuol dire che la societ&agrave; non debba fare il suo dovere. Ovvero assicurare a De Rossi almeno tre giocatori: un portiere, un difensore e un regista. Ed El Shaarawy sarebbe la ciliegina sulla torta. &nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, toccato il fondo ma cosa si aspetta a comprare?]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-toccato-il-fondo-ma-cosa-si-aspetta-a-comprare-98471</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Il nuovo anno &egrave; iniziato nei peggiori modi, non tanto per la mancata vittoria su un avversario diretto nella lotta per la salvezza quanto per la dimostrazione di pochezza...]]></description>
			<pubDate>Sun, 04 Jan 2026 14:05:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nuovo anno &egrave; iniziato nei peggiori modi, non tanto per la mancata vittoria su un avversario diretto nella lotta per la salvezza quanto per la dimostrazione di pochezza data da una squadra incapace di fare gioco e di costruire occasioni da rete. Il gol se lo &egrave; inventato Colombo con una giocata da attaccante vero, poi il nulla. Il Pisa, al di l&agrave; del regalo della coppia Vazquez-Leali, il pareggio lo ha largamente meritato, dando se non altro dimostrazione di avere ben chiaro il tipo di partita (sporca) da fare e in quel senso ha eseguito alla lettera le indicazioni ricevute dalla panchina. A proposito di Gilardino va ricordato che si tratta della prima vittima di una dirigenza che come motto ha: &ldquo;in guerra non si fanno prigionieri&rdquo;. A Gilardino era stata affidata una squadra che, dopo il ciclone Blessin, era totalmente allo sbando, sembrava l&rsquo;esercito italiano l&rsquo;8 settembre del &rsquo;43. L&rsquo;ha portata in A senza nemmeno dover passare dai play off e l&rsquo;anno successivo ha ottenuto con 49 punti un impensabile undicesimo posto, migliore neopromossa in assoluto dei cinque maggiori cinque campionati europei. &Egrave; saltato dopo aver totalizzato 4 punti in due partite a causa di un&rsquo;intervista in cui senza mezzi termini aveva dichiarato: &ldquo;La societ&agrave; mi ha lasciato solo&rdquo;. E dopo quella di Gilardino sono cadute altre teste di dissidenti, per altro tutti genoani doc: Zangrillo, Marco Rossi, Pilati. Il dissenso non &egrave; ammesso, i giornalisti e persino i tifosi sono stati divisi in &ldquo;amici&rdquo; e &ldquo;nemici&rdquo;. Tutto questo al Genoa non era mai successo, la forza del Grifone &egrave; sempre stata un grande senso collettivo di appartenenza. Tutti fratelli, nella buona e soprattutto nella cattiva sorte.</p>
<p>La serie A &egrave; un bene prezioso e va salvaguardato con ogni mezzo. Per questo la societ&agrave; si doveva muovere tempestivamente sul mercato. Questo eccesso di attendismo non pu&ograve; che alimentare tutta una serie di retropensieri: ci sono davvero le risorse per rinforzare la squadra in questo mercato di gennaio? E poi ancora: quanto interessa davvero il Genoa ad un presidente che in questo campionato ha visto solo una manciata di partite? Ma Dan Sucu sarebbe davvero da biasimare se gli stessero pi&ugrave; a cuore gli interessi del suo Rapid Bucarest che sembra avviato ad una stagione trionfale, ma nell&rsquo;ultimo mese &egrave; entrato in crisi e ha perso il primato in classifica: due sconfitte consecutive e una battuta d&rsquo;arresto anche in Coppa di Romania.</p>
<p>Il ds Diego Lopez continua a prendere tempo, ma se ha dei dubbi riguardo la lista della spesa basta che chieda ad uno qualunque dei 28.101 abbonati che quest&rsquo;estate avevano dato fiducia al progetto Sucu-Blazquez. Loro hanno le idee ben chiare. Servono un portiere, un difensore che abbia la personalit&agrave; per essere il leader del reparto arretrato, un regista, una mezzala che sappia anche inserirsi nell&rsquo;area di rigore avversari ed un attaccante, anche se il rendimento di Vitinha (commovente contro il Pisa il suo spirito di sacrificio) e Colombo &egrave; notevolmente cresciuto da quando giocano pi&ugrave; vicini.</p>
<p>Non sopportiamo la soluzione dei capri espiatori: troppo facile. Adesso fa comodo gettare la croce addosso a Leali, ma era chiaro da subito che sarebbe stato un azzardo partire come titolare con un portiere che le uniche volte che aveva fatto la serie A era retrocesso (Cesena e Frosinone). Quanto meno andava protetto da una difesa importante e invece il reparto arretrato rossobl&ugrave; &egrave; stato indebolito numericamente e tecnicamente. La cessione di Bani per poco pi&ugrave; di un milione &egrave; stata autolesionistica (con lui centrale ne avrebbe giovato anche il rendimento di Ostigard e Vazquez). E Leali andava supportato anche dal punto di vista piscologico. &Egrave; in scadenza di contratto, ma dalla societ&agrave; non gli &egrave; mai arrivata una proposta di rinnovo (per il futuro sarebbe stato un buon dodicesimo). Insomma, non il modo migliore per dimostrargli fiducia.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA['Sciûsciâ e sciorbî no se pêu', è arrivato il momento di spendere]]></title>
			<link>https://telenord.it/sciuscia-e-sciorbi-no-se-peu-e-arrivato-il-momento-di-spendere-98306</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[All&rsquo;Olimpico, dopo un quarto d&rsquo;ora incoraggiante con una squadra corta ed aggressiva che andava a pressare alto e sembrava voler sfidare Gasperini con le sue stesse...]]></description>
			<pubDate>Tue, 30 Dec 2025 11:05:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><strong>All&rsquo;Olimpico, dopo un quarto d&rsquo;ora incoraggiante</strong> con una squadra corta ed aggressiva che andava a pressare alto e sembrava voler sfidare Gasperini con le sue stesse armi ovvero l&rsquo;uno contro uno in ogni zona del campo, il Genoa non &egrave; pi&ugrave; esistito. Mezzora in totale bal&igrave;a dell&rsquo;avversario, incapaci di reagire al clamoroso errore di Vazquez che ha spalancato a Soul&eacute; la via del gol. Il secondo tempo poi &egrave; stata pura accademia con la Roma preoccupata solo di sprecare il minor numero di energie. Ma &egrave; possibile squagliarsi come neve al sole alla prima contrariet&agrave;? &Egrave; normale che l&rsquo;autostima del gruppo sia cos&igrave; labile? Franco Scoglio una squadra cos&igrave;, assolutamente senza palle, la definirebbe &ldquo;femmina&rdquo;. Altri tempi quando il politically correct era ancora lontano e poi tante donne hanno dimostrato di avere pi&ugrave; le palle di molti uomini. Per&ograve; il concetto di fondo &egrave; quello. Si pu&ograve; andare all&rsquo;Olimpico e commettere soltanto 12 falli (addirittura uno in meno rispetto alla Roma che ha sempre avuto in mano il pallino del gioco) e finire con un solo ammonito (Frendrup che sullo 0 a 3 si appende per frustrazione alla maglia di Dybala)? &nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Affondare dopo il primo errore</strong> dimostra una tenuta emotiva cos&igrave; fragile che non pu&ograve; che aprire interrogativi inquietanti per quanto riguarda l&rsquo;immediato futuro con le due prossime partite casalinghe, quelle con Pisa e Cagliari delicatissime e fondamentali. C&rsquo;&egrave; da essere preoccupati soprattutto nel ripensare alle dichiarazioni di ieri sera del ds rossobl&ugrave; Diego Lopez in perfetto italiano: &ldquo;Il nostro obiettivo &egrave; uscire dal mercato con un livello uguale o pi&ugrave; alto di quello che abbiamo oggi&rdquo;. A parte che nemmeno il Catalano di &ldquo;Quelli della notte&rdquo; sarebbe stato altrettanto efficace a teorizzare l&rsquo;ovvio perch&eacute; a memoria d&rsquo;uomo non si ricorda alcun dirigente di club annunciare che vuole indebolire la squadra, &egrave; palese che &ldquo;il livello uguale a quello che abbiamo oggi&rdquo; non pu&ograve; bastare. Le dichiarazioni di Lopez sono del prepartita e dunque la resa incondizionata dell&rsquo;Olimpico potrebbe averlo illuminato. Per altro, per&ograve;, lavora per il Genoa dai primi di novembre e dovrebbe aver gi&agrave; ben chiaro il reale valore di una rosa di giocatori assemblata che peggio non si pu&ograve;: tanti doppioni e tanti ruoli scoperti. Come per altro ben chiaro lo ha ogni tifoso del Genoa e dunque se ci fossero dei dubbi basterebbe interpellarne uno a caso. Servono un portiere, un difensore, un play, un mediano che sappia inserirsi nell&rsquo;area di rigore avversaria e una punta. In totale sono cinque giocatori e siccome ci sta non riuscire a prenderli tutti e cinque, direttore e allenatore decidano quali sono le priorit&agrave;. Di sicuro sul calendario del Genoa ci sono due date cerchiate in rosso: 3 gennaio Pisa e 11 gennaio Cagliari. Partite che si giocheranno in casa e che il Genoa non si potr&agrave; permettere di sbagliare. E allora gi&agrave; dal primo dell&rsquo;anno &egrave; auspicabile che al Pio si palesi qualche nuovo calciatore. Tanto pi&ugrave; dopo che dai soliti noti, con grande enfasi, &egrave; stato rimarcato che il Genoa non &egrave; sottoposto a nessun blocco di mercato, nemmeno quello cosiddetto soft, come invece era stato paventato dalla stampa romana.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>C&rsquo;&egrave; un antico proverbio genovese che dice: &ldquo;<em>Sci&ucirc;sci&acirc; e sciorb&icirc; no se p&ecirc;u</em>&rdquo;.</strong> Se Soffiare e succhiare, ovvero due azioni contrapposte, non si pu&ograve;, &egrave; impensabile allestire una squadra competitiva incassando 50 milioni dalle cessioni e zero alla voce uscite. Dunque &egrave; arrivato il momento di spendere. A meno che non si voglia a mettere a rischio quel bene prezioso che &egrave; la serie A. I tifosi del Genoa hanno sempre fatto la loro parte, costantemente presenti anche nei momenti pi&ugrave; bui e difficili. Ma da loro non si pu&ograve; sempre pretendere, &egrave; arrivato il momento di dare qualcosa in cambio.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Infine due considerazioni dopo la serata horror di luned&igrave;</strong> che sembrava firmata da Dario Argento. Non fischiare sul 3 a 0 il rigore da parte del solito Di Bello dopo il cazzotto di Svillar a Ostigard &egrave; stato come sparare sulla Croce Rossa. Ognuno al proposito tragga le conclusioni che ritiene.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Caso De Rossi: era opportuno il bagno di folla all&rsquo;Olimpico dopo una sconfitta cos&igrave; umiliante?</strong> Devono essere professionisti al cento per cento oppure &egrave; ammesso, dopo 459 presenze con maglia giallorossa (secondo di tutti i tempi dopo Totti) cedere al cuore? Che dite, forse qualcuno dei dirigenti del Genoa poteva &ldquo;consigliargli&rdquo; di evitare? Una forma di rispetto per i tifosi della nuova societ&agrave; per cui lavora. Se la forma &egrave; spesso comunque importante, la sostanza impone di fare risultato sabato contro il Pisa. &nbsp;&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Cose da Genoa? No, grazie]]></title>
			<link>https://telenord.it/cose-da-genoa-no-grazie-98090</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Perdere al 94&rsquo; dopo 87 minuti pi&ugrave; 8 di recupero in inferiorit&agrave; numerica ed aver avuto due clamorose occasioni per passare in vantaggio: cose da Genoa! De...]]></description>
			<pubDate>Mon, 22 Dec 2025 12:05:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Perdere al 94&rsquo; dopo 87 minuti pi&ugrave; 8 di recupero in inferiorit&agrave; numerica ed aver avuto due clamorose occasioni per passare in vantaggio: cose da Genoa! De Rossi nell&rsquo;intervista del dopo partita ha rifiutato questo tipo di lettura legata ad un destino inesorabile per chi indossa la maglia rossobl&ugrave; a quarti e col grifone sul cuore: &ldquo;Non dobbiamo essere fatalisti, ne vengo dalla Roma dove questo tipo di mentalit&agrave; regna sovrana e vorrei scrollarmela di dosso&rdquo;. Chiediamo scusa al mister, ma al Genoa siamo un po&rsquo; tutti fatalisti. Del resto in una piazza che non vince nulla dal 1937 (a meno che non si vogliano considerare come trofei la Coppa delle Alpi e l&rsquo;Anglo-italiano) e che pure continua a vivere con amore, passione ed un entusiasmo straordinario il suo legame con la squadra, &egrave; quasi inevitabile credere di essere vittima di una specie di sortilegio.</p>
<p style="font-weight: 400;">Contro l&rsquo;Atalanta ancora una volta il Genoa diventa Ettore, che nell&rsquo;Iliade &egrave; l&rsquo;eroe coraggioso e sfortunato. Nel Genoa made in De Rossi &egrave; proprio il coraggio che fa la differenza. Ne ha a piene mani una squadra che gioca contro un avversario che solo 18 giorni prima (sempre in condizione di inferiorit&agrave; numerica) gli aveva rifilato 4 gol. De Rossi azzecca il cambio. Non sacrifica una punta, ad uscire &egrave; Martin che fa il quinto a sinistra. Ma &egrave; anche il giocatore con meno fisicit&agrave; perch&eacute; da quel momento ognuno dovr&agrave; correre per due. Un compito che esalta Frendrup che macina chilometri e disputa la sua migliore partita della stagione e che non spaventa certo Vitinha, abituato con Vieira a fare il terzino. &Egrave; perfetta l&rsquo;organizzazione difensiva del Genoa: due linee compatte e molto strette che chiudono ogni linea di passaggio. E all&rsquo;Atalanta non resta che girare il pentolone con la polenta. Gira la palla, gira senza fantasia alla ricerca vana di un pertugio per penetrare in area di rigore. Se con Palladino erano convinti di aver trovato il nuovo Gasperini, a Bergamo dovranno probabilmente rivedere le proprie certezze. &nbsp;&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;">Il coraggio che De Rossi ha trasmesso alla squadra contagia anche Sommariva, il portierino (&egrave; alto un metro 85) entrato in campo al posto dell&rsquo;espulso Leali che su quel corner maledetto decide di uscire. Tanti suoi colleghi se ne sarebbero stati rintanati sulla linea di porta, come un pensionato sul divano davanti alla tv con la copertina mentre fuori piove. Sino al minuto 94 la sua partita era stata impeccabile e la scelta di andare a cercare la palla invece che aspettare passivamente gli eventi &egrave; quella giusta. Ad essere sbagliata &egrave; l&rsquo;esecuzione, Hien lo anticipa di testa e l&rsquo;Atalanta si prende (immeritatamente) i 3 punti. Immediatamente dalla Nord parte un lungo applauso spontaneo. Per ricordarsi di una sconfitta pi&ugrave; ingiusta bisogna tornare indietro sino al 24 ottobre 1982, quando l&rsquo;Udinese vinse a Marassi per 3 a 2 (per la cronaca il contestatissimo arbitro Altobelli venne anni dopo processato per usura).</p>
<p style="font-weight: 400;">Riversare sul ragazzo di Sestri Ponente le colpe della sconfitta sarebbe ingeneroso. E non sarebbe da genoani. Siccome a certi livelli sono i dettagli a fare la differenza sul piatto della bilancia pesano anche gli errori di Norton Cuffy, al quale capita di fare danni quando fa l&rsquo;uomo uomo (vedi la scorsa stagione a Cagliari), e di Vitinha (clamoroso) e Colombo a tu per tu con Carnesecchi. &ldquo;A fine partita non sono andato a consolare Sommariva &ndash; ha detto De Rossi &ndash; ma a ringraziarlo per la seriet&agrave; e l&rsquo;abnegazione con cui si allena. Quello del terzo portiere non &egrave; un ruolo facile, non sono nemmeno quando avesse giocato l&rsquo;ultima partita. Ripeto: bisogna solo ringraziarlo&rdquo;.</p>
<p style="font-weight: 400;">Sommariva, rispondendo al quesito di De Rossi, l&rsquo;ultima partita da titolare l&rsquo;aveva giocata in serie C con il Pescara a Picerno, era il 23 aprile 2022. Il suo curriculum recita 11 presenze a Pescara in C, 4 Monza tra serie B e C dal 2018 al 2022, di fatto &egrave; stato titolare solo in serie D alla Nocerina e al Milano City.</p>
<p style="font-weight: 400;">La croce (nonostante il balletto esco o non esco?) non va nemmeno gettata su Leali, sarebbe innaturale per un portiere levarsi e farsi fare gol. E con un gol di vantaggio e con gli spazi a disposizione per le ripartenze sarebbe stata tutta un&rsquo;altra Atalanta, anche senza la superiorit&agrave; numerica.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, a testa alta in attesa della sorpresa annunciata dal presidente]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-a-testa-alta-in-attesa-dei-rinforzi-per-l-onesto-de-rossi-97783</link>
			<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Il Genoa esce a testa alta dalla sfida con l&rsquo;Inter, la squadra italiana pi&ugrave; forte sia per qualit&agrave; tecniche che per fisicit&agrave;. Chiss&agrave;, avrebbe...]]></description>
			<pubDate>Mon, 15 Dec 2025 13:05:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Il<strong> Genoa</strong> esce a testa alta dalla sfida con l&rsquo;Inter, la squadra italiana pi&ugrave; forte sia per qualit&agrave; tecniche che per fisicit&agrave;. Chiss&agrave;, avrebbe potuto essere forse un&rsquo;altra partita se, dopo appena cinque minuti, Leali non si fosse fatto sorprendere da un tiro tutt&rsquo;altro che irresistibile di Bisseck. E cos&igrave; dopo una partenza incoraggiante del Genoa (una bella volata sulla fascia di Norton Cuffy e un assist di Colombo per Vitinha fuori misura solo per pochi centimetri) per tutto il primo tempo si &egrave; assistito ad un monologo dell&rsquo;Inter che ha segnato il secondo gol con Lautaro Martinez e nell&rsquo;occasione &egrave; emersa tutta l&rsquo;inadeguatezza di Marcandalli, ancora acerbo per un certo tipo di duelli.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Non era certo questa la partita dove chiedere punti per puntellare la classifica</strong>, ma il secondo tempo giocato dal Genoa &egrave; stato comunque importante per aumentare la propria autostima e quella fiducia indispensabile per poter riuscire a raggiungere l&rsquo;obiettivo della salvezza possibilmente non soffrendo sino all&rsquo;ultimo minuto dell&rsquo;ultima giornata di campionato. Insomma, la partita con la Cremonese, quella che ha rappresentato il punto di non ritorno della gestione Vieira, sembra lontana anni luce.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&Egrave; sicuramente di De Rossi il merito di aver ridato un&rsquo;anima, orgoglio, dignit&agrave; ma anche precisi principi tattici ad una squadra allo sfascio e non bisogna finire di ringraziare Prad&egrave; che alla Fiorentina sembrava in procinto di puntare proprio su DDR per sostituire Pioli e invece ha poi preferito virare su Vanoli. De Rossi &egrave; sicuramente l&rsquo;uomo giusto nel posto giusto, ora bisogna verificare se anche il momento sia quello giusto. <strong>E qui entra in scena la societ&agrave; che deve supportare un allenatore che &egrave; subito entrato in sintonia con la gente</strong> e soprattutto con la squadra. Va messo in condizione di giocarsi le partite undici contro undici e allora il mercato che si aprir&agrave; tra due settimane e un&rsquo;occasione da non perdere. Non &egrave; un mistero quali siano i ruoli scoperti, ormai lo hanno chiaro davvero tutti. Servono un portiere (dopo Perin e Mandas ora &egrave; il turno del croato Livakovic ad essere in pole position), almeno un difensore (bocciato Marcandalli, Otoa ha invece dato segnali incoraggianti), un play e un attaccante, anche se paradossalmente il settore offensivo che nella gestione Vieira era quello che aveva maggiori problemi con De Rossi marcia alla media di due gol a partita.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>I<strong>l presidente Sucu ha promesso una sorpresa e i tifosi lo hanno preso in parola</strong>. Sarebbe davvero un peccato non metterlo in condizione di svolgere al meglio il proprio lavoro un allenatore cos&igrave; in sintonia con l&rsquo;ambiente come non accadeva da tempo. De Rossi piace perch&eacute; non &egrave; ruffiano e questo ha subito fatto registrare alcuni punti a suo favore. Ed &egrave; uno che non ha la cattiva abitudine di raccontare altre partite come fanno troppi suoi colleghi. Anzi, &egrave; lui che frena i giornalisti per i quali <em>&ldquo;va tutto bene madama la marchesa&rdquo;</em>: <em>&ldquo;L&rsquo;Inter ha vinto meritamente&rdquo;</em>. E si prende la colpa se un giocatore sbaglia la partita: <em>&ldquo;Frendrup usciva male su Zielinski, evidentemente non sono riuscito a spiegarmi bene&rdquo;</em>.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Nella foto</strong>: De Rossi con gli chef del ristorante San Giorgio alla cena di Natale del Genoa.</div>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, De Rossi ha conquistato squadra e tifosi ma dal mercato arrivi più qualità]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-de-rossi-ha-conquistato-squadra-e-tifosi-ma-dal-mercato-arrivi-piu-qualita-97543</link>
			<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Se Vieira, come lo aveva soprannominato Pruzzo, era un &ldquo;totem&rdquo; impassibile nella buona e nella cattiva sorte, immobile qualunque cosa stesse accadendo in campo, De...]]></description>
			<pubDate>Tue, 09 Dec 2025 13:30:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Se Vieira, come lo aveva soprannominato Pruzzo, era un &ldquo;totem&rdquo; impassibile nella buona e nella cattiva sorte, immobile qualunque cosa stesse accadendo in campo, De Rossi &egrave; invece coinvolto e coinvolgente. &Egrave; subito riuscito a creare grande empatia con la gente e anche con i giocatori. La dimostrazione dopo la vittoria (meritatissima) di Udine quando ha festeggiato uscendo dal campo in groppa ad un giocatore.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Sarebbe per&ograve; ingeneroso nei confronti di Thorsby, Vazquez, Norton Cuffy, Masini, Leali (finalmente ha preso coraggio e si &egrave; deciso ad uscire, facendolo anche egregiamente) e tutti gli altri che in campo hanno lottato come leoni, sostenere che la vittoria con l&rsquo;Udinese sia tutto merito di De Rossi. Ma &egrave; innegabile che il Van Gaal di Ostia (altro soprannome coniato da Pruzzo) abbia cambiato il volto della squadra. E non solo dal punto di vista caratteriale, ma anche da quello tecnico e tattico. Ne sono una prova le uscite dall&rsquo;area di rigore tutte con palleggi ben orchestrati anche se poi mancava chi sapesse verticalizzare e spesso dunque si finiva per tornare indietro. De Rossi ora &egrave; alla ricerca della qualit&agrave; ed &egrave; in questo senso che, a sorpresa, si &egrave; inventato la mossa che ha deciso la partita. Messias era reduce dal solito problema muscolare e a Bergamo, in Coppa Italia, era rimasto 90 in panchina. Tre sole le apparizioni in campionato: mezzora contro il Lecce, 31 minuti a Como e 33 a Reggio Emilia contro il Sassuolo. Ma a Udine, dove di fronte c&rsquo;erano due squadre con pochissima fantasia, &egrave; stato proprio Messias a sparigliare le carte. La sua ruleta, degna di un grande torero, ha spiazzato la muscolare difesa friulana. E pazienza se poi ha ciccato clamorosamente la conclusione a colpo sicuro dopo che Ekuban gli aveva chiuso il triangolo, quel liscio clamoroso si &egrave; infatti trasformato in un fantastico velo (involontario) che ha smarcato Norton Cuffy davanti alla porta di Okoye. Ed &egrave; anche nella ricerca di quella qualit&agrave; che permetta di far crescere il tasso tecnico della squadra che la societ&agrave; si dovr&agrave; muovere sul mercato di gennaio. Tutto questo mentre sembrano ben avviate le trattative con le due squadre della capitale per portare in rossobl&ugrave; (con la formula del prestito) il centrocampista Pisilli (Roma) ed il portiere Mandas.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La personalit&agrave; e l&rsquo;autorevolezza di De Rossi &egrave; ribadita da alcune recenti interviste di suoi ex compagni di squadra che mettono in risalto il carisma dell&rsquo;attuale tecnico genoano. Quella di Florenzi, che si riferisce al famoso episodio di quando era uscito dal campo per andare a festeggiare un gol con nonna Aurora in tribuna, &egrave; una chicca: &ldquo;La cosa che mi rimane ancora impressa &egrave; lo sguardo di De Rossi quando sono rientrato in campo e l&rsquo;arbitro mi ha ammonito. Si avvicin&ograve; e mi disse: &lsquo;hai fatto una cosa incredibile. Ma ora se fai una cavolata e prendi un altro giallo, ti ammazzo davanti a tutti&rsquo;.&nbsp; Mi si gel&ograve; il sangue, quando parlava De Rossi parlava uno sceriffo&rsquo;&rdquo;. C&rsquo;&egrave; anche un aneddoto proprio di oggi sulla Gazzetta del portiere brasiliano Doni: &ldquo;Roma &egrave; una piazza stupenda che per&ograve; ha spigolature e difetti. Per esempio la radio. Su di me di me dicevano tante cazzate e cos&igrave; De Rossi in un&rsquo;intervista chiese pubblicamente di smetterla di inventarsi cose false&hellip;&rdquo;.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il rapporto speciale che De Rossi sapeva instaurare con i compagni lo si &egrave; capito da come si &egrave; rapportato in campo con Zaniolo. E chiss&agrave; che in un prossimo futuro non lo convinca a tornare ad indossare quella che da baby calciatore era stata la sua prima maglia.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Oggi il presidente Sucu andr&agrave; in visita alla redazione di uno dei quotidiani genovesi, sar&agrave; l&rsquo;occasione per spiegare nei dettagli la politica societaria. Poi, ad un anno dal suo arrivo a Genova, dovrebbe anche incontrare i rappresentanti dei 145 club rossobl&ugrave; che vogliono apprendere dalla sua viva voce, senza intermediari, strategie ed investimenti per fare crescere il Genoa.</div>
<div>&nbsp;</div>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Il peggior Genoa per i migliori tre punti]]></title>
			<link>https://telenord.it/il-peggior-genoa-per-i-migliori-tre-punti-97210</link>
			<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Uno dei peggiori Genoa della stagione (ovviamente la partita con la Cremonese resta inarrivabile) si prende quei tre punti che erano imprescindibili per guardare al futuro con...]]></description>
			<pubDate>Sun, 30 Nov 2025 14:00:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Uno dei peggiori <strong>Genoa</strong> della stagione <em>(ovviamente la partita con la Cremonese resta inarrivabile)</em> si prende quei tre punti che erano imprescindibili per guardare al futuro con un briciolo di serenit&agrave; in pi&ugrave;. L&rsquo;ha decisa, e non &egrave; un caso, <strong>Thorsby</strong> che sul piatto della bilancia mette quelle caratteristiche che sono fondamentali per una squadra povera di qualit&agrave; tecniche come il Genoa. Se Fascetti teorizzava il<em> &ldquo;casino organizzato</em>&rdquo;, quello del vichingo rossobl&ugrave; &egrave; un <em>&ldquo;casino disorganizzato&rdquo;</em>. Ha piedi approssimativi ma corre per due, di testa le prende tutte (o quasi) lui, favorisce il gioco sulla seconda palla, lotta, recupera (e perde) palloni, si inserisce spesso e volentieri nell&rsquo;area di rigore avversaria.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Viene da domandarsi come mai con Vieira fosse finito a fare le ragnatele in panchina. Ma del resto non &egrave; l&rsquo;unica scelta incomprensibile di monsieur Patrick. Per esempio schierare contemporaneamente<strong> Colombo e Vitinha</strong> per dare pi&ugrave; consistenza ad un attacco impalpabile avrebbe dovuto esssere un passaggio obbligato. E i due insieme funzionano. Una buona notizia per il mercato che si aprir&agrave; a gennaio perch&eacute; i centravanti sono merce rara. In Italia non c&rsquo;&egrave; niente che possa fare il caso del Genoa e per chi viene dall&rsquo;estero occorre mettere in preventivo un inevitabile periodo di ambientamento che, in questo momento, la squadra rossobl&ugrave; non pu&ograve; permettersi di concedergli. A Cagliari era stato Colombo a mandare in gol Vitinha, sabato &egrave; stato il portoghese a fare l&rsquo;assist per il compagno. Il bomber &egrave; per definizione egoista, due attaccanti che giocano l&rsquo;uno per l&rsquo;altro sono cosa rara. Ma che si vogliono bene (probabilmente perch&eacute; hanno vissuto lo stesso momento complicato dove i gol non arrivavano e piovevano invece le critiche) lo si deduce da tante sfumature. In questo (ma solo in questo) ricordano Tomas e Pato che ancora adesso, a distanza di quasi 40 anni, dell&rsquo;altro dicono: <em>&ldquo;&Egrave; mio fratello&rdquo;.</em></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>De Rossi</strong> ha riportato il Genoa alla vittoria casalinga che mancava dallo scorso 10 aprile (1 a 0 all&rsquo;Udinese) ed &egrave; ancora imbattuto. I 5 punti nelle 3 partite della sua gestione hanno puntellato la classifica e permesso ai tifosi genoani di togliersi dal volto quell&rsquo;espressione da urlo di Munch. In settimana aveva rilasciato una bellissima intervista in cui paragona la vita ad una partita di calcio: <em>&ldquo;Io vivo di emozioni ed &egrave; per questo che ho deciso di fare l&rsquo;allenatore. Non mi volevo spegnere, non volevo passare il secondo tempo unicamente a spendere quello che avevo guadagnato nel primo&rdquo;.</em></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Che abbia dentro il sacro fuoco della passione i tifosi l&rsquo;hanno capito immediatamente. E per questo oltre che il Genoa contro il Verona hanno fatto il tifo anche per lui, convinti che possa essere l&rsquo;allenatore col quale provare ad iniziare un ciclo. E pazienza se la Gradinata continui a chiamarla Curva (per altro ha anche chiesto scusa). Un lapsus quasi inevitabile per chi, prima da tifoso e poi da calciatore, ha vissuto nel mito della Curva Sud dell&rsquo;Olimpico.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>De Rossi ha anche confessato che la moglie, l&rsquo;attrice <strong>Sarah Felberbaum</strong>, &egrave; innamorata di Genova e continua a postare foto di Boccadasse (era Livia nel giovane Montalbano) con l&rsquo;iconica bandiera sullo scoglio e dei tramonti sul mare, ma noi di Telenord eravamo gi&agrave; andati a curiosare sui suoi profili social.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Ora la palla passa alla societ&agrave; perch&eacute; questa squadra a gennaio &egrave; obbligatorio rinforzarla</strong>. Manca un mese all&rsquo;apertura del mercato e dunque dalle parole occorre passare ai fatti. Al di l&agrave; delle tesi sostenute da alcuni improbabili difensori d&rsquo;ufficio, gli stessi che per altro quest&rsquo;estate sostenevano che era stata allestita una grande squadra, affidata ad un grande allenatore e che ci saremmo divertiti.</div>
<div>&nbsp;</div>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, sei palle gol a Cagliari: scoperto l'uovo di.. Colombo]]></title>
			<link>https://telenord.it/96945</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[L&rsquo;uovo di Colombo. A Cagliari il Genoa ha costruito almeno sei nitide palle gol, &egrave; bastato schierare due attaccanti vicini tra loro per avere una squadra molto...]]></description>
			<pubDate>Sun, 23 Nov 2025 14:25:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">L&rsquo;uovo di<strong> Colombo</strong>. <strong>A Cagliari il Genoa ha costruito almeno sei nitide palle gol</strong>, &egrave; bastato schierare due attaccanti vicini tra loro per avere una squadra molto pi&ugrave; presente in fase offensiva. <strong>Vitinha</strong>, che finalmente si &egrave; sbloccato, ha giocato una buona partita, sarebbe stata eccellente anche quella di Colombo se non si fosse letteralmente divorato il gol del due a zero e che probabilmente avrebbe chiuso il match. Per&ograve;, lavorando molto bene la palla, ha fornito l&rsquo;assist a Vitinha, ha corso, si &egrave; sbattuto e, se Ekuban non si fosse fatto pizzicare in fuorigioco per pochi centimetri, avrebbe segnato anche uno splendido gol con palla all&rsquo;incrocio dei pali.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Una vittoria del Cagliari sarebbe stata il pi&ugrave; bugiardo dei risultati.</strong> A fare giustizia ci ha pensato il portiere Caprile che gioca abitualmente ben oltre la linea bianca per provare sempre e comunque ad uscire. Il cross di Martin era per&ograve; fuori misura, ha picchiato nella terra di nessuno ed il rimbalzo ha provocato una parola a pallonetto che lo ha scavalcato. Chi invece sta sempre sulla linea (alle volte anche un passo indietro) &egrave; Leali tanto che, come a Cagliari, gli capita di respingere la palla quando ormai &egrave; interamente entrata. La sua idiosincrasia alle uscite ha permesso alla squadra di Pisacane di segnare il primo ed il terzo gol. Il secondo l&rsquo;avrebbero (forse) parato Donnarumma, Courtois, Szczesny e pochi altri, per&ograve; &egrave; comunque stilisticamente brutto da vedersi un portiere che va gi&ugrave; in ginocchio come se fosse colpito da un uppercut alla mascella.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>De Rossi sta lavorando bene e i tifosi hanno garantito a lui e alla squadra un sostegno incondizionato.</strong> <em>&Egrave; singolare che l&rsquo;appello all&rsquo;unit&agrave; venga soprattutto da quella parte della tifoseria che per mesi ha proceduto come un caterpillar per provare ad emarginare e ghettizzare coloro che provavano ad esprimere opinioni differenti rispetto a quello che doveva essere il pensiero unico</em>. Di sicuro nella lunga storia del Genoa non c&rsquo;&egrave; mai stata una societ&agrave; cos&igrave; divisiva. Ricordo che da ragazzo frequentavo il <strong>Genoa Club Borgoratti di Callaghan e Sciutto</strong>. Era considerato un club governativo ed infatti, nella sede di corso Europa, appesa ad una parete come un santino, c&rsquo;era la foto del presidente Fossati. A guidare l&rsquo;opposizione era il <strong>Genoa Club di Molassana</strong> intitolato a Tojo Sardelli con Gino Truppi, altra icona del tifo rossobl&ugrave;. Ebbene, mai nessun tifoso si sognava di dare del <em>&ldquo;finto genoano&rdquo;</em> ad un altro.</p>
<p style="font-weight: 400;">Su un fatto, per&ograve;, concordano tutti: la categoria va difesa con le unghie e con i denti. La serie A non &egrave; solo un bene prezioso, ma &egrave; una vera e propria questione di sopravvivenza. Come ha infatti spiegato molto bene l&rsquo;avvocato D&rsquo;Angelo nell&rsquo;incontro con i rappresentanti dei club, la retrocessione avrebbe effetti devastanti sulla societ&agrave; perch&eacute; i valori patrimoniali rischierebbero di collassare e contemporaneamente i ricavi sarebbero sensibilmente ridimensionati. Perdite pesanti solo minimamente ammortizzate dal famoso paracadute.</p>
<p style="font-weight: 400;">Con questa premesse il mercato di gennaio diventa uno snodo fondamentale. Servono un difensore, un play, un attaccante (anche se a Cagliari, come avviamo visto, Vitinha e Colombo hanno dato incoraggianti segnali di ripresa) e un portiere. Orami &egrave; chiaro a tutti che Leali pu&ograve; essere un eccellente dodicesimo, ma non pu&ograve; reggere tutto un campionato da titolare. Bisognava per&ograve; arrivare al 22 di ottobre per maturare questa certezza? E qui si torna al discorso di prima e alla demonizzazione che veniva fatta (e viene fatta tuttora) nei confronti di chiunque quest&rsquo;estate aveva avuto l&rsquo;ardire di avanzare dubbi sulle scelte della societ&agrave;. C&rsquo;era persino chi sosteneva che il Genoa fosse pi&ugrave; forte di quello dello scorso anno nonostante cessioni per 52 milioni ed acquisti per 0 (zero!) euro. E infatti ora bisogna correre precipitosamente ai ripari. Se De Rossi spinge per il suo pupillo Pisilli, per il momento non c&rsquo;&egrave; alcune indicazione per quanto riguarda il regista difensivo. Per risolvere il problema sarebbe bastato allungare di un anno il contratto a Bani. E attenzione perch&eacute; Martin, determinante nelle ultime tre partite, &egrave; in scadenza al 30 giugno. Per altro il diretto interessato, per anticipare il solito ritornello per il quale sono i giocatori che vogliono andare via, ha gi&agrave; fatto sapere che lui al Genoa resterebbe volentieri.</p>
<p style="font-weight: 400;">Intanto si parla con insistenza dei ritorni di <strong>Perin</strong> ed <strong>El Shaarawy</strong> (insieme in Primavera vinsero uno scudetto ed una Coppa Italia). Magari!</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa aggrappato a De Rossi, però a gennaio la palla passa a Sucu]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-aggrappato-a-de-rossi-pero-a-gennaio-la-palla-passa-a-sucu-96386</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/genoa-aggrappato-a-de-rossi-pero-a-gennaio-la-palla-passa-a-sucu-96386</guid>
			<description><![CDATA[L&rsquo;esordio di De Rossi &egrave; stato proprio come ce lo aspettavamo tutti. Il suo Genoa, nell&rsquo;attesa di darsi un gioco, ha ritrovato cuore e voglia di battersi. Il...]]></description>
			<pubDate>Mon, 10 Nov 2025 18:55:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">L&rsquo;esordio di De Rossi &egrave; stato proprio come ce lo aspettavamo tutti. Il suo Genoa, nell&rsquo;attesa di darsi un gioco, ha ritrovato cuore e voglia di battersi. Il nuovo mister &egrave; piaciuto tantissimo anche nel dopo gara, dove non si &egrave; avventurato nel tentativo di raccontarci un&rsquo;altra partita, come purtroppo fanno troppi suoi colleghi, ma ha offerto un&rsquo;analisi estremamente credibile. E di sincerit&agrave;, chiarezza e trasparenza a 360 gradi ha estremamente bisogno la tifoseria dopo il bombardamento di verit&agrave; virtuali (in campo e fuori) degli ultimi mesi. All&rsquo;onest&agrave; intellettuale di De Rossi si aggrappa tutto il popolo genoano che, dopo aver sognato una nuova primavera rossobl&ugrave; con Gudmundsson, Retegui, Martinez, Frendrup, Vazquez e compagni, ora ha paura di precipitare nuovamente all&rsquo;inferno.</p>
<p style="font-weight: 400;">De Rossi non si &egrave; fatto problemi a definire la rete di Colombo &ldquo;un gollonzo degno della Gialappa&rdquo;. E ha anche detto che ora, grazie alla sosta, &ldquo;ho due settimane di tempo per spiegare alla squadra come vorrei che giocasse&rdquo;. Ecco l&rsquo;uso del condizionale vorrei al posto del presente (che sa di imperativo) voglio potrebbe sembrare un&rsquo;irrilevante sfumatura lessicale e invece fa capire lo spessore dell&rsquo;uomo prima ancora dell&rsquo;allenatore. &ldquo;Non siamo stati belli e non potevamo esserlo, per&ograve; l&rsquo;atteggiamento della squadra &egrave; stato bellissimo. E chi fa questo mestiere deve avere ben chiaro che lo spirito con cui si scende in campo &egrave; fondamentale&rdquo;.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il sorriso di Colombo nell&rsquo;intervista a fine partita, dopo aver segnato il gol che per lui &egrave; stato come una liberazione, d&agrave; l&rsquo;idea che per molti potrebbe essere iniziato un nuovo campionato. Per esempio anche per Martin, che &egrave; tornato a produrre assist in serie, o per Frendrup che d&agrave; uomo mercato era finito in panchina. La cantilena francese di Vieira, piatto nei contenuti e anche nel tono di voce, per molti era infatti ormai diventata un incubo. Anche se non smetteremo di sostenere che le colpe principali erano a monte. La punta dell&rsquo;iceberg? Aver costruito una squadra che non pu&ograve; prescindere del 3-5-2 ed avere i difensori contati. Per&ograve; la colpa grave di Vieira &egrave; stata avallare un mercato che non seguiva una logica se non quella di vendere chiunque avesse una richiesta.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ci sar&agrave; tempo per attivare &ndash; cos&igrave; come auspica De Rossi - i giocatori nella trequarti e per cercare di arrivare nell&rsquo;area di rigore avversaria con le triangolazioni invece che con i lanci che saltano il centrocampo. Nella partita con la Fiorentina per&ograve; era soprattutto importante verificare che il Genoa fosse vivo. Ci sono ancora sei partite in cui tenere duro, prima del mercato di gennaio. Poi la palla passer&agrave; a Dan Sucu che dovr&agrave; spiegare coi fatti le intenzioni che l&rsquo;hanno indotto ad arrivare a Genova dalla Romania. L&rsquo;acquisto ad un prezzo stracciato del pacchetto di maggioranza di un club prestigioso come il Genoa non ha infatti alcuna logica se non accompagnato anche da investiti adeguati.</p>
<p style="font-weight: 400;">Intanto &egrave; singolare verificare come l&rsquo;appello all&rsquo;unit&agrave; del tifo sia arrivato proprio da chi in estate aveva partorito la divisione tra veri e falsi genoani, straordinario capolavoro di comportamento becero che pi&ugrave; becero non si pu&ograve;. Intanto, dopo quella di Zangrillo, &egrave; caduta un&rsquo;altra testa di un genoano eccellente. Marco Rossi contro la Fiorentina non &egrave; andato in panchina e la sua presenza al Pio XII di Pegli non &egrave; pi&ugrave; ritenuta necessaria, il club manager rossobl&ugrave; &egrave; stato infatti destinato ad altri incarichi al momento non ancora identificati. &ldquo;In guerra io non faccio prigionieri&rdquo;, aveva preannunciato un alto dirigente rossobl&ugrave; ad esponente della tifoseria. E sta mantenendo la minacciosa promessa.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Genoa, da un capitan futuro (Criscito) all'altro (De Rossi)]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-da-un-capitan-futuro-criscito-96172</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[&Egrave; Daniele De Rossi l&rsquo;allenatore che l&rsquo;ad Blazquez e la dirigenza genoana hanno scelto per provare a limitare i danni sino a gennaio quando sar&agrave;...]]></description>
			<pubDate>Thu, 06 Nov 2025 11:20:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">&Egrave; <strong>Daniele De Rossi</strong> l&rsquo;allenatore che l&rsquo;ad Blazquez e la dirigenza genoana hanno scelto per provare a limitare i danni sino a gennaio quando sar&agrave; fondamentale intervenire in maniera mirata per tappare quei buchi in organico che la prima parte del campionato ha evidenziato in maniera impietosa: <em>un difensore, un play ed un centravanti</em>. E, nel caso il budget dovesse permetterlo, anche un portiere. Se affidarsi all&rsquo;ex Capitan Futuro (singolare che quello fosse anche il soprannome di <strong>Criscito</strong>) sia stata la scelta migliore sar&agrave; solo il campo, come sempre giudice unico ed insindacabile, a stabilirlo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Certamente, per&ograve;, &egrave; stata sbagliata la tempistica. Una societ&agrave; con un direttore sportivo sul pezzo, che dunque vive lo spogliatoio e sa cogliere l&rsquo;umore della squadra, non poteva non accorgersi che il rapporto tra l&rsquo;allenatore ed i giocatori si era definitivamente deteriorato. E le esultanze, genuine e irrefrenabili, dopo la vittoria di Reggio Emilia ne sono la conferma.&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;">Dunque un piano B doveva essere gi&agrave; pronto e scattare gi&agrave; nella notte che ha fatto seguito&nbsp;<strong>Sicuramente nessuno giocava contro l&rsquo;allenatore, ma &egrave; come se i giocatori si fossero tolti un macigno dalla schiena. Erano pi&ugrave; sereni, liberi di testa e non pi&ugrave; rassegnati alla sconfitta</strong>, alla sciagurata sconfitta interna con la Cremonese. E invece si &egrave; andati avanti con un <em>grottesco balletto Vieira no</em> &ndash; Vieira s&igrave; sino a sabato mattina, quando &egrave; stata annunciata la separazione consensuale tra il Genoa ed il tecnico francese. Il che, attenzione, non vuol dire che Vieira si sia dimesso rinunciando totalmente all&rsquo;ingaggio, ma com&rsquo;&egrave; normale che sia le parti hanno raggiunto un accordo economico.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La coppia Criscito-Murgita ha funzionato meravigliosamente</strong>, ognuno ha portato il suo bagaglio di competenze e di esperienze. E sarebbe limitativo a anche ingiusto cavalcare la retorica del cuore rossobl&ugrave; e del buon senso. Certamente hanno un forte senso di appartenenza e nel fare la formazione hanno dimostrato un grande pragmatismo che invece il loro illustre predecessore aveva smarrito. Per&ograve; gli va anche dato merito di aver letto benissimo la partita e di aver anche avuto l'ardire di cambiare modulo in corsa (peccato che qualche grande giocatore dal passato glorioso non se ne sia accorto). <em>&ldquo;Abbiamo deciso di passare alla difesa a 4 ed abbiamo finito con due esterni di centrocampo molto pi&ugrave; offensivi&rdquo;</em>, ha commentato a fine partita Murgita che, conoscendo alla perfezione pregi, difetti, carattere e personalit&agrave; di tutti i giocatori della rosa, &egrave; stato un consigliere prezioso di Criscito e lo potr&agrave; anche essere di De Rossi.</p>
<p style="font-weight: 400;">Criscito e Murgita avrebbero dovuto andare in panchina anche domenica perch&eacute; se lo meritavano ed anche per non mettere in difficolt&agrave; De Rossi. Quella con la Fiorentina &egrave; una partita da tripla, dovesse malauguratamente andare male &egrave; inevitabile che molti finirebbero per domandarsi se non fosse stato il caso di andare avanti con Mimmo e Roberto. In fondo anche <strong>Gilardino</strong> aveva iniziato come allenatore ad interim e aveva portato il Genoa in serie A.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Con De Rossi non &egrave; amore a prima vista, a causa del famoso schiaffone a Lapadula</strong> (campionato 2017-18), a Marassi &egrave; stato sempre accolto da una salva di fischi.<strong> Per&ograve; ha personalit&agrave;, carisma e temperamento, tutte caratteristiche che piacciono alla nostra gente. E dunque la scintilla pu&ograve; sicuramente scattare,</strong> soprattutto se i risultati saranno quelli sperati. Va giudicato senza pregiudizi e solo per quello che sar&agrave; il suo lavoro. Quando, dopo la promozione in serie A, Gilardino e Blazquez sembrava non riuscissero a trovare l&rsquo;accordo, tra i possibili sostituti circolavano i nomi di Baroni (sedicesimo in serie A col Lecce) e di Vanoli (ottavo in serie B col Venezia). Vennero per&ograve; bocciati inesorabilmente dai social. Ora Baroni, dopo aver allenato la Lazio, &egrave; al Torino e Vanoli &egrave; destinato alla Fiorentina e per altro molti di quelli che allora lo schifavano lo vorrebbero al Genoa.</p>
<p style="font-weight: 400;">La vittoria di Reggio Emilia &egrave; stata fondamentale per scacciare la crisi di risultati. Parallelamente si gioca una partita forse ancora pi&ugrave; delicata e che riguarda il futuro societario del club. <em>&ldquo;Ora basta&hellip; Societ&agrave; fuori la verit&agrave;&rdquo;</em> &egrave; stato scritto in uno striscione appeso qualche giorno fa ai cancelli della Gradinata Nord e firmato 1893. La prima bugia ha una data precisa: 25 giugno 2024. In diretta a Telenord l&rsquo;ad Blazquez dichiara: <em>&ldquo;I 777 Partners godono di ottima salute, chi afferma il contrario &egrave; ridicolo&rdquo;.</em></p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Tra due mesi è gennaio, al Genoa servono punti e rinforzi]]></title>
			<link>https://telenord.it/tra-due-mesi-e-gennaio-al-genoa-servono-punti-e-rinforzi-95772</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Adesso, prima che davvero sia troppo tardi, bisogna cambiare marcia. Dividendo il calendario in blocchi, come era solito fare il professor Scoglio, servono almeno 5 punti nelle...]]></description>
			<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 16:45:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Adesso, prima che davvero sia troppo tardi, bisogna cambiare marcia. Dividendo il calendario in blocchi, come era solito fare il professor Scoglio, servono almeno 5 punti nelle prossime tre partite: Cremonese, Sassuolo in trasferta, e Fiorentina. Certamente non &egrave; giusto che Vieira passi da capro espiatorio, gli &egrave; stata messa disposizione una rosa mal assortita e con poca qualit&agrave;, ma monsieur Patrick deve tornare ad essere lucido e pragmatico perch&eacute; ultimamente certe sue scelte risultano incomprensibili persino per i fautori dell&rsquo;ovvio (&ldquo;lui vive la squadra tutti giorni ed ha il polso della situazione meglio di chiunque&rdquo;). Finalmente, come tutti (ma proprio tutti) auspicavano da tempo, si &egrave; deciso a togliere dalla naftalina Thorsby che, pur con i suoi limiti, in questo Genoa &egrave; imprescindibile. Ed il norvegese, dopo appena 7 minuti, andava gi&agrave; in gol. Un regalo di Asllani? Vero, ma solo in parte perch&eacute; una delle caratteristiche di Thorsby &egrave; proprio quella di andare ad occupare l&rsquo;area di rigore. Se non ci fosse stato lui Asllani si sarebbe potuto permettere di scivolare senza che ci fosse nessuno ad approfittarne.</p>
<p style="font-weight: 400;">&Egrave; rimasto Martin (8 assist nella passata stagione) ad essere vittima di un ostracismo incomprensibile a meno che non si cada nella tentazione di fare dei retropensieri per via del contratto in scadenza e dell&rsquo;interesse del suo connazionale Fabregas che lo vorrebbe al Como. Di sicuro Vieira non &egrave; nemmeno fortunato, quello stellone che l&rsquo;aveva accompagnato nella passata stagione sembra averlo abbandonato. A Torino il pareggio sarebbe stato il risultato pi&ugrave; giusto ed il migliore degli avversari &egrave; stato il trentatreenne portiere Paleari che, prima di domenica, in carriera aveva collezionato soltanto 4 presenze in serie A (3 nel Genoa quando, nella stagione 2020-21, era la riserva di Perin).</p>
<p style="font-weight: 400;">Nella Cremonese dell&rsquo;amatissimo ex Nicola, dopo un inevitabile periodo d&rsquo;ambientamento Vardy si &egrave; preso la maglia da titolare ed ha gi&agrave; pi&ugrave; gol di Colombo. Il Genoa lo aveva in mano quest&rsquo;estate, poi, per&ograve;, ha preferito tirarsi indietro proprio come era capitato l&rsquo;anno prima con De Gea. Scelte non proprio lungimiranti.</p>
<p style="font-weight: 400;">Intanto, ed &egrave; inevitabile, non si sono ancora spenti gli echi dell&rsquo;assemblea degli azionisti di luned&igrave; con la revoca da consigliere di amministrazione dell&rsquo;ex presidente Zangrillo. &ldquo;Una situazione estremamente sgradevole&rdquo; ha commentato l&rsquo;avvocato D&rsquo;Angelo e non poteva trovare aggettivo migliore. Ha anche fatto riferimento all&rsquo;articolo 15 della Costituzione (&egrave; garantita la libert&agrave; e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione) quando sono state proiettate le slide contenenti lo scambio di chat tra Zangrillo e Paul Mann di Banca Moelis: &ldquo;Ne &egrave; stato fatto un uso indiscriminato&rdquo;. Zangrillo nel suo intervento ha detto di aver sempre agito per il bene del Genoa (forse qualcuno ne pu&ograve; dubitare?) ed ha anche spiegato tutti i punti controversi. &ldquo;I miei rapporti con Paul Mann? Da presidente tenevo i contatti con il rappresentate di coloro che la propriet&agrave; mi avevano indicato come advisor incaricato alla cessione della societ&agrave;. I miei giudizi forti nei confronti di alcuni dirigenti? Le stesse cose mi sono premunito di riferirle al signor Sucu appena &egrave; diventato azionista di maggioranza&rdquo;.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per completezza di informazione (poi ognuno ne dia l&rsquo;interpretazione che preferisce) va riportato un passaggio della relazione del dottor Scio che rappresentava Acap: &ldquo;&Egrave; giusto che tutti sappiano che la societ&agrave; &egrave; stata supportata anche ai fini della propria iscrizione al campionato, dai finanziamenti e dall&rsquo;impegno di supporto finanziario di ACAP: basti pensare che, soltanto nel periodo compreso tra il 28 giugno 2024 e i giorni antecedenti l'aumento di capitale cui facevo cenno, ACAP ha finanziato il club versando circa 22 milioni di euro, dopo che il club aveva ricevuto dal Gruppo 777 (a sua volta finanziato da ACAP) circa 160 milioni di euro dal 2021. ACAP come detto si era impegnato a supportare la Societ&agrave; per le future esigenze finanziarie con apposito impegno scritto del 7.11.2024 (impegno che in quel momento era considerato essenziale per la continuit&agrave; aziendale della Societ&agrave;). Sempre A-CAP, successivamente all'aumento di capitale, a conferma della propria volont&agrave; di sostenere il Genoa aveva perfino depositato in Tribunale un ulteriore impegno dell'11 giugno 2025, condizionato alla sospensione della delibera di aumento di capitale che ne impediva l'esercizio del controllo, a fornire tutte le risorse necessarie alla Societ&agrave; per far fronte alle proprie esigenze e ai futuri costi, incluso quanto necessario per il mercato dei calciatori, dimostrando (a conforto della capacit&agrave; di sostenere il club) di disporre di disponibilit&agrave; liquide di oltre 1,3 miliardi di dollari e un attivo di oltre 1 5,6 miliardi di dollari, con un patrimonio netto complessivo di oltre 425 milioni di dollari, nel periodo immediatamente precedente all'aumento di capitale&rdquo;.</p>
<p style="font-weight: 400;">Capitolo mercato di gennaio. Chi in passato aveva dispensato miele anche sui bilanci della gestione Preziosi assicura che ci sono le condizioni per operare, come auspichiamo tutti, un&rsquo;adeguata campagna di rafforzamento per una squadra che necessita di almeno tre giocatori di qualit&agrave;. Ma la continuit&agrave; aziendale, cos&igrave; come riportato nel bilancio che &egrave; stato certificato dai revisori dei conti, &egrave; garantita dalle plusvalenze. Si legge testualmente: &ldquo;Le plusvalenze ottenute negli ultimi due anni si inseriscono perfettamente nelle principali previsioni economiche e finanziarie del piano, anzi come si pu&ograve; riscontare risultano essere persino pi&ugrave; alte di quanto previsto. Gli organi di stampa e i media specializzati hanno gi&agrave; da tempo testimoniato un interesse da parte dei principali club calcistici italiani ed europei rispetto all&rsquo;acquisizione - a titolo temporaneo o definitivo &ndash; dei diritti legati alle prestazioni di alcuni trai calciatori pi&ugrave; promettenti, se non del valore gi&agrave; unanimemente riconosciuto, attualmente nella rosa del Genoa CFC a titolo di propriet&agrave;&rdquo;.</p>
<p style="font-weight: 400;">Dunque quello delle plusvalenze continuer&agrave; ad esser un passaggio obbligato. E si ha un bel dire a citare il modello Atalanta al quale per altro si ispirano tutti. A Bergamo vendono e comprano, vendono e comprano dando origine ad un circolo virtuoso che si rigenera di continuo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Quanto alla polemica innescata dall&rsquo;interpretazione di quei "costi non ricorrenti" citati nel bilancio e che sono esclusi in un prossimo futuro, ci sono varie scuole di pensiero. Per molti &ldquo;l&rsquo;acquisto di nuovi giocatori, in particolare se costosi e strategici, sono da considerarsi costi non ricorrenti&rdquo;. Per altri no. Comunque tra due mesi &egrave; gennaio.&nbsp; &nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, a rischio non è la salvezza ma l'entusiasmo dell'Only One Year]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-a-rischio-non-e-la-salvezza-ma-l-entusiasmo-dell-only-one-year-95449</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Al di l&agrave; di una classifica complicata, alla quale per&ograve; c&rsquo;&egrave; tutto il tempo per porre rimedio, il danno che potrebbe essere irreparabile &egrave;...]]></description>
			<pubDate>Mon, 20 Oct 2025 13:30:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Al di l&agrave; di una classifica complicata, alla quale per&ograve; c&rsquo;&egrave; tutto il tempo per porre rimedio, il danno che potrebbe essere irreparabile &egrave; rischiare di disperdere quello straordinario patrimonio di entusiasmo e senso di appartenenza che la <em>&ldquo;cacciata&rdquo;</em> di Preziosi, il ritorno in serie A dopo soltanto anno un anno (il mitico <em>&ldquo;only one year&rdquo;</em>) e l&rsquo;undicesimo posto, miglior piazzamento di una neopromossa nei cinque maggiori campionati europei, avevano ricreato. I trentamila continuano a riempire Marassi, ma pi&ugrave; per senso del dovere che per piacere.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Era il Genoa di Gilardino e di un genoano, Zangrillo, alla presidenza (ieri Sucu ha preferito assister al derby di Bucarest tra la Dinamo ed il suo Rapid). Era il Genoa di Gudmunsson, Retegui e Martinez, ma anche di Badelj, Strootman, Bani e De Winter. Nessuno di questi &egrave; stato degnamente sostituito e sul campo purtroppo se ne vedono i risultati.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Vieira al momento non rischia la panchina, ci hanno fatto sapere che Ottolini ha deciso di riconfermarlo</strong>. Ma a Torino danno per certa anche la data del ritorno alla Juve dell&rsquo;attuale d.s. genoano: il 7 novembre. &Egrave; palese che una decisione cos&igrave; importante non sia stata presa da un direttore sportivo che ha gi&agrave; le valigie pronte e allora qualcuno se ne assuma le responsabilit&agrave; e non si nasconda dietro il paravento Ottolini.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&Egrave; una riconferma a tempo. Per una societ&agrave; che ha fatto un mercato &egrave; con zero euro alla voce acquisti &egrave; forte la tentazione di scaricare le responsabilit&agrave; sull&rsquo;allenatore e sta gi&agrave; muovendo in questo senso i propri &ldquo;influenzer&rdquo;. Diciamo per&ograve; anche che Vieira ci sta mettendo del suo per avvalorare questa tesi. Certe scelte sono infatti cos&igrave; machiavelliche da apparire incomprensibili. Si fa infatti fatica a capire perch&eacute; a Napoli, con una rete da rimontare, era stato tolto Ekhator quando la regola (non scritta) dice che non si sostituisce mai il centravanti che ha segnato ed &egrave; in fiducia. Ed Ekhator col Parma &egrave; rimasto 66 minuti in panchina. Monsieur Patrick continua ad insistere su una difesa a 4 che proprio non si addice alle caratteristiche di quelli che, nelle intenzioni, avrebbero dovuto essere i due esterni bassi titolari. E cos&igrave; Norton Cuffy ha finito per riciclarsi all&rsquo;ala, mentre Martin, autore nella passata stagione di 8 assist col suo delizioso sinistro, da due partite si siede in panchina. &Egrave; invece addirittura sparito dai radar Thorsby, un guerriero che farebbe invece molto comodo ad una squadra che per provare a salvarsi deve tornare a praticare il gioco sporco ma redditizio dello scorso campionato.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&Egrave; anche vero, ma questo &egrave; il calcio, che molti che adesso chiedono la testa di Vieira sono gli stessi che lo scorso anno lo adulavano e si indignavano quando qualcuno sosteneva che nella storia del Genoa non c&rsquo;era mai stato un allenatore che potesse sfoggiare altrettanta buona sorte. Tante partite sul filo dell&rsquo;equilibrio erano state infatti decise da un episodio a favore ed il Viera, baciato dalla dea bendata dello scorso campionato quest&rsquo;anno avrebbe almeno cinque punti in pi&ugrave;. Avrebbe vinto a Como ma all&rsquo;ultimo secondo il colpo di testa di Vazquez &egrave; finito proprio tra le braccia del portiere, non avrebbe perso a Bologna al 96&rsquo; per un rigore farlocco e Cornet non avrebbe sbagliato il rigore col Parma.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La vera, grande colpa di Vieira, forte di un contratto importante (&egrave; il decimo allenatore meglio pagato della serie A) e che &egrave; stato allungato al 2027, &egrave; per&ograve; aver avallato un mercato che non poteva che preludere allo scempio al quale sono costretti ad assistere i tifosi genoani. Un&rsquo;icona del calcio come &egrave; lui, doveva prendere le distanze dalla narrazione che voleva il Genoa pi&ugrave; forte di quello dell&rsquo;anno precedente nonostante avesse venduto per 52 milioni e speso zero. Doveva rifiutarsi di iniziare il campionato senza il centravanti e senza un regista in grado di dettare tempi e geometrie a centrocampo.<em> &ldquo;Quest&rsquo;anno salvarsi sar&agrave; pi&ugrave; difficile&rdquo;,</em> ha detto dopo Napoli. Grazie, ma questo lo avevano gi&agrave; capito tutti. Tranne chi ha suonato la grancassa per mesi, distribuendo scomuniche e patenti di falsi genoani a chi si domandava se forse, in sede di mercato, non andava fatto qualcosa di pi&ugrave;.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Nella foto</strong>: <em>il bacio di Dan Sucu alla moglie dopo la vittoria del Rapid Bucarest nel derby con la Dinamo.</em></div>
<div>&nbsp;</div>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, chi ha suonato la fanfara ha la responsabilità morale dello scempio]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-chi-ha-suonato-la-fanfara-ha-la-responsabilita-morale-dello-scempio-94712</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/genoa-chi-ha-suonato-la-fanfara-ha-la-responsabilita-morale-dello-scempio-94712</guid>
			<description><![CDATA[Mi hanno fatto passare da disfattista, pessimista e masochista, ma chi tutta l&rsquo;estate ha suonato la fanfara magnificando una campagna acquisti senza senso ha la...]]></description>
			<pubDate>Tue, 30 Sep 2025 15:45:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Mi hanno fatto passare da disfattista, pessimista e masochista, ma <strong>chi tutta l&rsquo;estate ha suonato la fanfara magnificando una campagna acquisti senza senso ha la responsabilit&agrave; morale dello scempio</strong> che si sta perpetrando.</p>
<p style="font-weight: 400;">Annientato tecnicamente, tatticamente e fisicamente dalle riserve della Lazio: <strong>il Genoa sta raccogliendo gli inevitabili frutti di un mercato con 52 milioni di euro alla voce entrate e zero a quella uscite</strong>. Ora per&ograve; &egrave; finalmente chiaro che il Genoa non pu&ograve; che giocare per il quart&rsquo;ultimo posto. E questo &egrave; un punto di partenza importante perch&eacute; una volta per tutte, senza voli pindarici, ci si pu&ograve; concentrare su quale deve essere l&rsquo;unico vero obiettivo di una squadra allestita con prestiti a zero euro. Fulvio Bernardini, l&rsquo;allenatore del Bologna dello scudetto, il mitico &ldquo;squadrone che tremare il mondo fa&rdquo;, e che &egrave; anche stato ct della Nazionale teorizzava che per costruire una squadra di calcio occorreva partire da un portiere, da un regista e da un centravanti. Pr&igrave;ncipi elementari che per&ograve; non sono stati seguiti nell&rsquo;allestire la rosa rossobl&ugrave; a conferma di un&rsquo;improvvisazione di fondo dettata dalla necessit&agrave; di operare a zero euro. Appese le scarpe al chiodo Badelj non c&rsquo;&egrave; un giocatore in grado di dare geometrie e tempi di gioco, ci sta provando Malinowski che in quel ruolo si era cimentato ad inizio carriera. Tra l&rsquo;altro, dopo il grave infortunio dello scorso anno, &egrave; ancora in ritardo di condizione.</p>
<p style="font-weight: 400;">Su Colombo &egrave; gi&agrave; stato detto tutto. &Egrave; finito nel frullatore ed &egrave; chiaramente frastornato, continuare ad insistere su di lui non fa il suo bene. Gli gioverebbe stare qualche domenica in panchina per poi provare a tornare nella mischia tra qualche partita con la testa sgombra. Infine Leali. Pensavo di fargli un complimento definendolo il miglior dodicesimo della serie A e invece i soliti difensori d&rsquo;ufficio delle cause perse (quelli che mi dedicano ogni sua parata: e ci mancherebbe che non parasse mai&hellip;) lo hanno interpretato come un reato di lesa maest&agrave;. Eppure basterebbe andare a leggersi il suo curriculum. Era, &egrave; vero, una grande promessa (come lo era Colombo) per&ograve; la serie A prima del Genoa l&rsquo;aveva conosciuta solo in due occasioni: a Cesena (stagione 2014-15: retrocesso) e a Frosinone (2015-16: retrocesso). E al Genoa &egrave; approdato dopo 4 stagioni di media-bassa serie B con l&rsquo;Ascoli (131 presenze e 168 gol subiti).</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>L&rsquo;errore da non commettere &egrave; quello di gettare la croce addosso al povero Vieira</strong> che col materiale umano che gli &egrave; stato messo a disposizione fa quello che pu&ograve;. Al momento la colpa pi&ugrave; grossa che gli si pu&ograve; addebitare &egrave; aver perso per strada quella buona sorte che nella scorsa stagione gli aveva permesso di portare dalla sua parte tante partite che erano sul filo dell&rsquo;equilibrio. E in questo senso &egrave; significativo il suo esordio ad Udine: Genoa in superiorit&agrave; numerica per 89 minuti.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Sar&agrave; usato come capro espiatorio?</strong> Possibile, ma non si risolveranno certo i problemi. Ora invece la squadra dovrebbe compattarsi attorno all&rsquo;allenatore che gi sta facendo da parafulmine. Bisogna rimanere lucidi e non farsi prendere dalla frenesia per cercare di uscire in fretta da una crisi di risultati e anche di giochi. Perch&eacute; &egrave; ormai evidente che il Genoa sa fare solo la partita sugli altri. Fa giocare male gli avversari ma va in crisi quando &egrave; costretta lei a fare gioco (vedi Lecce e lazio dopo il gol lampo di Cancellieri). Ci sono gravi problemi strutturali che non si risolvono con la bacchetta magica. E allora invece di pensare a cambiare l&rsquo;allenatore, ci si muova per tempo in modo da non farsi trovare impreparati quando a gennaio riaprir&agrave; il mercato.</p>
<p style="font-weight: 400;">Prima della partita c&rsquo;era stato un infuocato Cda, l&rsquo;ex presidente <strong>Zangrillo</strong> e l&rsquo;ad <strong>Blazquez</strong> si sono detti fuori dai denti tutto quello che pensavano l&rsquo;uno dell&rsquo;altro. Del resto le loro idee di come gestire una societ&agrave; di calcio sono agli antipodi. Il prossimo 27 ottobre sar&agrave; chiesta la revoca di Zangrillo come consigliere di amministrazione. E sar&agrave; una grossa perdita perch&eacute; Zangrillo, un innamorato del Genoa e fondamentale nella risalita in serie A in <em>&ldquo;only one year&rdquo;</em>, rappresentava un valore aggiunto.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Ridateci Lo Bello, Casarin e Collina: quel rigore non è solo contro il Genoa, è contro il calcio]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Ridateci i Concetto Lo Bello, i Michelotti, gli Agnolin e i Casarin, i Pieri e i Collina. Il rigore costruito a tavolino sabato scorso al Dall&rsquo;Ara non ha solo sconfitto il...]]></description>
			<pubDate>Mon, 22 Sep 2025 11:05:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Ridateci i Concetto Lo Bello, i Michelotti, gli Agnolin e i Casarin, i Pieri e i Collina. Il rigore costruito a tavolino sabato scorso al Dall&rsquo;Ara non ha solo sconfitto il Genoa ma tutti coloro i quali amano il calcio. &Egrave; un&rsquo;ulteriore spallata verso il baratro per il cosiddetto calcio moderno quello per il quale gol significa spettacolo anche se arriva da un rigore inesistente. Pi&ugrave; si segna e pi&ugrave; la gente si diverte: una logica perversa che forse pu&ograve; andare bene per lo sport business americano. Ma il calcio &egrave; patrimonio dei paesi latini, il nostro calcio si nutre di passione ed emozioni e non di gol farlocchi. La fatica di una squadra che tiene il campo alla grande per 92 minuti non pu&ograve; essere vanificata da un fermoimmagine per altro poi tutto da decificare. &ldquo;Perch&eacute; &ndash; come ha in maniera perfetta spiegato l&rsquo;ex arbitro internazionale Calvarese &ndash; il braccio di Carboni non &egrave; alto ed &egrave; simmetrico con l&rsquo;altro e dunque significa che &egrave; la postura naturale per restare in equilibrio&rdquo;. <strong>Ma il vero dramma &egrave; che, come rivela la Gazzetta dello Sport, Collu ed i varisti di Bologna hanno ricevuto i complimenti del designatore Rocchi.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Va poi anche detto che il Var, prima che col tempo se ne facesse un uso aberrante, era nato per correggere &ldquo;un chiaro ed evidente errore&rdquo;. Ma pu&ograve; essere un errore chiaro ed evidente quello per il quale ci vogliono quasi 6 minuti per arrivare al fermoimmagine incriminato?</p>
<p style="font-weight: 400;">Chi riesce ad essere zen si gode la grande prestazione della squadra di Vieira. E va sottolineato il concetto di squadra, un gruppo compatto dove ognuno si mette a disposizione dell&rsquo;altro.&nbsp; La riprova &egrave; la rincorsa, da un&rsquo;area di rigore all&rsquo;altra, di Vitinha per fermare una ripartenza del Bologna dopo un calcio d&rsquo;angolo in favore del Genoa. Proprio come aveva fatto Ekuban a Como.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tutti per uno, uno per tutti. Proprio come i moschettieri di Alexandre Dumas. Il problema sorge per&ograve; negli ultimi 25 metri di campo, un Genoa perfetto sino alla trequarti campo avversaria non ha infatti soluzioni offensive. Ed &egrave; frustrante giocare senza centravanti. Il Genoa ha fatto fatica a tirare in porta anche contro quel Lecce che tutti stanno prendendo a pallonate (per altro ho anche sentito dire che era stato importante non concedere nulla alla squadra di Di Francesco).</p>
<p style="font-weight: 400;">Facciamo un giochino facile facile. Diamo Orsolini e Castro a Vieira e Colombo e Vitinha a Italiano: come sarebbe finita la sfida di Bologna? Non &egrave; possibile fare la serie A senza un centravanti almeno 10/12 gol. Vieira col materiale umano che ha a disposizione sta facendo un lavoro straordinario. Per&ograve; ci sta qualcuno dopo Bologna abbia avanzato dei dubbi sulla gestione dei cambi. In democrazia, anche se troppi se ne dimenticano, &egrave; legittimo avere opinioni diverse. Sull&rsquo;uno a zero per il Genoa sono entrati Carboni ed Ekhator (un 2005 ed un 2006), mentre in quella battaglia molti avrebbero visto meglio il mestiere e la garra di Sabelli e Thorsby. Poi, per&ograve;, se fosse finita comunque 2 a 1 per il Bologna tutti avrebbero criticato Vieira che aveva pensato solo a difendersi.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nel calcio la controprova non esiste e dunque hanno ragione tutti.</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Ciao Fabrizio, il sano realismo di Vieira manterrà il "tuo" Genoa ancora in serie A]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Non c&rsquo;&egrave; tifoso rossobl&ugrave; a cui occorre spiegare chi fosse Fabrizio Pianetti.&nbsp; Luned&igrave;, ultimo giorno di mercato, si informava per capire se questo...]]></description>
			<pubDate>Wed, 03 Sep 2025 15:30:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="gmail-Standard">Non c&rsquo;&egrave; tifoso rossobl&ugrave; a cui occorre spiegare chi fosse <strong>Fabrizio Pianetti.</strong>&nbsp; Luned&igrave;, ultimo giorno di mercato, si informava per capire se questo benedetto centravanti alla fine sarebbe arrivato. I genoani sono fatti cos&igrave;. A chi genoano non &egrave; e si domanda perch&eacute; una tifoseria compatta pianga questo ragazzo di 57 anni sempre sorridente e positivo sarebbe riduttivo raccontare che &egrave; stato un commerciante dalle grandi intuizioni (vedi puntare sul quel grifone stilizzato degli anni 80 che qualcuno con spregio aveva ribattezzato gallinaccio), un istrionico e allo stesso tempo garbato intrattenitore nelle trasmissioni sportive delle televisioni private nonch&eacute; un uomo delle notti genovesi con la sua cena cantata.</p>
<p class="gmail-Standard">Commentare il calcio quando arrivano notizie cos&igrave; diventa complicato. Il mercato non solo non ha portato l&rsquo;uomo gol che tutti (Vieira in testa) aspettavano, ma anche tantissimi interrogativi. Il pi&ugrave; semplice: <strong>pu&ograve; una squadra incassare dalle cessioni una cinquantina di milioni, spendere zero ed essere pi&ugrave; forte di quella dell&rsquo;anno precedente?</strong> Se la risposta fosse affermativa significherebbe che tutti quelli che investono (anche solo una parte di quanto incassato sul mercato) o non hanno capito nulla o sono degli incapaci. &Egrave; evidente che un piano di risanamento debba passare attraverso delle cessioni, alcune delle quali anche dolorose, ma &egrave; altrettanto scontato che qualcosa vada reinvestito. Non fosse altro che per dare il via a quel circolo virtuoso (vendo-compro-vendo-compro etc etc&hellip;) che &egrave; il fondamento della politica di tutte le societ&agrave; che puntano all&rsquo;autosostenibilit&agrave;.&nbsp; Se vendi ma non compri ecco che si blocca subito tutto.</p>
<p class="gmail-Standard">Il Genoa dello scorso anno ha fatto meno punti di quello del campionato precedente che era stata la miglior neopromossa dei maggiori cinque campionati europei e sembrava potesse iniziare un ciclo. Ed il Genoa di quest&rsquo;anno sembra destinato a fare meno punti di quello dell&rsquo;anno precedente.</p>
<p class="gmail-Standard"><strong>Se una campagna acquisti-vendite di questo tipo non autorizza voli pindarici, c&rsquo;&egrave; il sano realismo di Vieira che pu&ograve; comunque pilotare il Genoa verso la salvezza</strong>. Grande conoscitore di calcio, pratico e pragmatico monsieur Patrick ha realizzato in fretta che il suo Genoa dovr&agrave; tornare a giocare come lo scorso campionato. Ovvero concessioni zero allo spettacolo, ma spazi chiusi all&rsquo;avversario e grande temperamento. Cos&igrave;, dopo aver steccato contro il Lecce, il Genoa si &egrave; affrettato a tornare all&rsquo;antico. Non ha fatto giocare la Juventus ed il pareggio sarebbe stato strameritato. Thorsby, il guerriero che va a fare la guerra su tutte le palle, riavr&agrave; presto una maglia da titolare. Basta punte, mezze punta e puntine da disegno: il Genoa torner&agrave; a fare la battaglia sulle seconde palle. Nel giro di un paio di partite Vieira varer&agrave; un assetto definitivo e poi, anche a partita in corso, cambier&agrave; pochissimo.<br />I puristi storcano pure la bocca, ma &egrave; fondamentale salvare la categoria.</p>
<p class="gmail-Standard">La serie A bisogna tenersela stretta.&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Genoa, il 2025 è l'ennesimo anno zero e Sucu è il Melchiorre rossoblu]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-il-2025-e-l-ennesimo-anno-zero-82481</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Il Melchiorre rossobl&ugrave;, il re magio che all&rsquo;Epifania si present&ograve; alla grotta di Betlemme portando in dono l&rsquo;oro, arriva da Bucarest. Si chiama Dan Sucu...]]></description>
			<pubDate>Mon, 06 Jan 2025 14:45:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Il Melchiorre rossobl&ugrave;, il re magio che all&rsquo;Epifania si present&ograve; alla grotta di Betlemme portando in dono l&rsquo;oro, arriva da Bucarest. Si chiama <strong>Dan Sucu</strong> e senza il suo apporto il club pi&ugrave; antico d&rsquo;Italia non sarebbe riuscito a terminare la stagione. Quale sar&agrave; il futuro del <strong>Genoa</strong> made in Romania lo scopriremo strada facendo, accostandoci a questo nuovo corso senza pregiudizi anacronistici ma anche senza quei facili entusiasmi che troppo spesso sono stati disillusi. Lasciamolo lavorare, in Romania tutte le aziende di Sucu sono in attivo. Insomma, per quanto riguarda gli affari e tutt&rsquo;altro che uno sprovveduto. Ed &egrave; anche un grande appassionato di calcio.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>I<strong>l 2024 &egrave; stato uno degli anni pi&ugrave; complicati nella storia del vecchio Grifone</strong>. Sino a giugno i tifosi avevano il cuore nelle rose, forti di un undicesimo posto, che ha rappresentato il miglior piazzamento di una neopromossa nei cinque campionati europei pi&ugrave; importanti, e di una societ&agrave; che gestiva brillantemente, all&rsquo;americana, comunicazione e marketing. Poi lo tsunami. Le disavventure dei 777 sono ormai note a tutti e non &egrave; il caso di ritornarci sopra. Fortunatamente dalla Romania &egrave; arrivato questo salvagente al quale aggrapparsi. Razvan Rat, l&rsquo;ex giocatore della nazionale rumena (113 presenze) che &egrave; stato il collegamento tra Sucu e l&rsquo;ad rossobl&ugrave; Blazquez, in una recente intervista ha usato un termine forte parlando della situazione del Genoa: sopravvivenza.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>In uno scenario societario cos&igrave; ad alto rischio le vicende del campo passano in secondo piano, con questi chiari di luna il quart&rsquo;ultimo posto vale come vincere lo scudetto. Ecco perch&eacute; le critiche dopo lo zero a zero di Lecce risultano incomprensibili. <em>&ldquo;Turiamoci il naso e votiamo Dc</em>&rdquo;, scrisse <strong>lndro Montanelli</strong>. Ecco: turiamoci il naso e prendiamoci questo zero a zero utilissimo per la classifica. Il Genoa non gioca bene? E chi se ne frega, con tutto quello che &egrave; capitato in questi ultimi mesi l&rsquo;unica cosa che conta &egrave; salvare la categoria.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Vieira ha ottenuto 10 punti in 7 partite con una media di 1,42 a partita che significherebbe una proiezione di 54 punti nelle 38 partite di un campionato</strong>. Due vittorie, quattro pareggi ed una sola sconfitta nella partita, quella contro il Napoli, in cui paradossalmente nel secondo tempo il Genoa ha fatto vedere il miglior calcio della stagione. E Leali ha fatto quattro clean sheet.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Insomma, un ruolino di marcia eccellente. Eppure c&rsquo;&egrave; chi non &egrave; soddisfatto <em>&ldquo;perch&eacute; il Genoa non gioca bene&rdquo;</em>. Ma Viera &egrave; nato in a Dakar, in Senegal, non a Betlemme: per i miracoli occorre rivolgersi a qualcun altro. E poi se cambiando allenatore il prodotto, ovvero la qualit&agrave; del gioco, &egrave; rimasto lo stesso non sarebbe il caso di domandarsi se per caso il problema non sia chi siede in panchina ma eventualmente le caratteristiche dei giocatori che compongono la rosa.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Il 2025 &egrave; l&rsquo;ennesimo anno zero per il Genoa</strong>. A Sucu, che era a Lecce e domenica col Parma debutter&agrave; a Marassi, non si chiede la luna, ma un progetto solido e continuit&agrave; di risultati.</div>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, salvagente dalla Romania: tempi brevi per la chiusura]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-salvagente-dalla-romania-blazquez-vuole-chiudere-prima-del-napoli-81770</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/genoa-salvagente-dalla-romania-blazquez-vuole-chiudere-prima-del-napoli-81770</guid>
			<description><![CDATA[Il salvagente a cui aggrapparsi per evitare il fallimento arriva dalla Romania. Ed &egrave; il caso di evitare facili ironie, scontati luoghi comuni e squallide battute che...]]></description>
			<pubDate>Wed, 18 Dec 2024 15:25:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Il salvagente a cui aggrapparsi per evitare il fallimento arriva dalla Romania. Ed &egrave; il caso di evitare facili ironie, scontati luoghi comuni e squallide battute che smascherano retropensieri razzisti. <strong>Quella rumena &egrave; un&rsquo;economia in crescita</strong>, Timisoara, tanto per capirsi, &egrave; considerata l&rsquo;ottava provincia del Veneto. Come &egrave; accaduto in tanti Paesi post comunisti ci sono imprenditori che, grazie al libero mercato, hanno accumulato autentiche fortune. E poi, come dicevano i latini: <em>pecunia non olet</em>. Il denaro non puzza.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>I 40 milioni che occorrono per l&rsquo;aumento di capitale sono fondamentali per liberarsi dall&rsquo;abbraccio mortale dei 777</strong> e garantiscono un&rsquo;iniezione di liquidit&agrave; indispensabile per arrivare a fine stagione. Il problema, in questa economia globale, non &egrave; capire da che parte del mondo arriveranno ma chi li metter&agrave;.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il nome sicuro &egrave; quello di <strong>Dan Sucu</strong>, 61 anni, presidente del Rapid (la terza squadra di Bucarest e attualmente ottava in classifica nella Superliga rumena), fondatore e ceo di Mobexpert, l&rsquo;industria di mobili che in Romania arreda una casa su quattro. C&rsquo;&egrave; ora da capire chi sono i suoi compagni di cordata. Certo, sarebbe importante la presenza di <strong>Ion Tiriac</strong>, personaggio estroso e stravagante ma che soprattutto ha due miliardi di patrimonio personale. L&rsquo;ex tennista avrebbe avvallato l&rsquo;operazione ma occorre capire se sia materialmente coinvolto o se la sua sia solo una sorta di benedizione spirituale.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Interpellato da Telenord, Daniel Scorpie, giornalista di Gazeta Sportulirol, ha messo sul tappeto un nome pesante: <strong>Florin Talpes.</strong> &Egrave; il cofondatore ed amministratore delegato di Bitdefender. Viene descritto come un imprenditore visionario, insieme alla moglie Mariuca ha fondato una delle prime aziende private di software nella Romania post comunista.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Digi Sport, invece, punta addirittura su <strong>Dragos e Adrian Paval,</strong> nominati per il terzo anno di fila uomini pi&ugrave; ricchi della Romania davanti a Ion Tiriac e Daniel Dines.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Sono ore decisive, Blazquez, che corteggiava Sucu gi&agrave; dalla scorsa estate <em>(ci sono foto che il 16 settembre li ritraggono insieme &nbsp;in tribuna in occasione della partita tra il Rapid e l&rsquo;U Cluj)</em>, conta di chiudere entro venerd&igrave; per portare i nuovi azionisti di maggioranza sabato allo stadio in occasione della partita con il Napoli.</div>
<div>&nbsp;</div>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, una sconfitta su cui meditare. E Zangrillo parla al popolo rossoblù]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-una-sconfitta-su-cui-meditare-e-zangrillo-parla-al-popolo-rossoblu-77226</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Se non ha senso generare allarmismi dopo la battuta d&rsquo;arresto col Verona, allo stesso modo &egrave; da evitare una lettura semplicistica che archivi la sconfitta come un...]]></description>
			<pubDate>Mon, 02 Sep 2024 19:10:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se non ha senso generare allarmismi dopo la battuta d&rsquo;arresto col Verona, allo stesso modo &egrave; da evitare una lettura semplicistica che archivi la sconfitta come un normale incidente di percorso evitando un&rsquo;analisi in profondit&agrave; sul perch&eacute; il Genoa abbia sofferto un avversario sulla carta di gran lunga inferiore ovviamente dell&rsquo;Inter ma anche del Monza, gli avversari incontrati dal Genoa nei primi due turni di campionato che hanno fruttato 4 punti. Sarebbe anche sciocco attribuire tutte le colpe della sconfitta al pessimo arbitraggio di Ayroldi al quale, ormai &egrave; assodato, il Genoa proprio non sta simpatico.</p>
<p>Il Verona &egrave; una squadra estremamente fisica ma anche ben organizzata. Naturalmente vanno fatti i complimenti al mister Zanetti, ma soprattutto al ds Sean Sogliano che puntualmente, ad ogni sessione di mercato, smonta e rimonta la squadra. Buon sangue non mente, il padre Ricky &egrave; stato un grande direttore sportivo negli anni 80 e 90. Ed era innamorato del Genoa. Anche Sogliano jr era approdato in rossobl&ugrave; per resistere per&ograve; soltanto pochi mesi: la convivenza con Preziosi era impossibile.</p>
<p>Il Genoa poteva passare in vantaggio con Vasquez che ha impostato l&rsquo;azione e l&rsquo;ha anche conclusa centrando per&ograve; la traversa, proseguendo cos&igrave; quell&rsquo;incredibile collezione di pali che l&rsquo;avevano visto recordman assoluto nella passata stagione (addirittura sei). Poi, nella ripresa, c&rsquo;&egrave; stata l&rsquo;occasione di Messias dopo un&rsquo;irresistibile azione personale. Ma due soli tiri verso la porta avversaria sono troppo pochi. L&rsquo;attacco &egrave; spuntato: Vitinha si ostina a voler strafare. Sappiamo che &egrave; bravo, non deve dimostrare niente. Deve solo essere pi&ugrave; concreto e mettersi nelle condizioni di tirare in porta. Quanto a Pinamonti, come si fa a giudicare un centravanti che in area non ha ricevuto nemmeno un pallone giocabile?</p>
<p>Buttare nella mischia i giovani Ekhator e Accornero per qualcuno &egrave; stata la mossa della disperazione. Ma c&rsquo;&egrave; anche chi l&rsquo;ha letto anche con un messaggio subliminale. &ldquo;Nessuna polemica. Avevo necessit&agrave; di cambiare&hellip; E questi ragazzi avevo&rdquo;, ha prontamente puntualizzato Gilardino. Ma detta cos&igrave; una punta di polemica &egrave; impossibile non scorgerla.</p>
<p>&Egrave; innegabile che la qualit&agrave; del Genoa, che pure resta una squadra almeno da dodicesimo/quattordicesimo posto, non sia quella della passata stagione. Perso Gudmundsson manca il giocatore di talento capace di ribaltare immediatamente l&rsquo;azione. Ci sta provando a farlo Messias con le sue caratteristiche che per&ograve; sono soprattutto quelle della mezzala. E, a prescindere delle partenze eccellenti, sull&rsquo;organico dello scorso anno Gilardino si sarebbe aspettato un difensore in pi&ugrave; (strutturato fisicamente e forte di testa) ed un laterale mancino che vada oltre al compitino che Martin svolge abitualmente.</p>
<p>Dopo la sosta, nell&rsquo;anticipo di mezzogiorno e mezza, ci sar&agrave; la Roma. Ci sono due settimane e mezza per metabolizzare questo passaggio a vuoto e capire a che campionato sar&agrave; destinato il Genoa.</p>
<p>Ma preme anche capire quale sar&agrave; il futuro societario del Genoa? &nbsp;Dopo mesi torna a parlare il presidente Zangrillo il cui silenzio veniva interpretato come un segnale tutt&lsquo;altro che positivo. Sar&agrave; ospite a Telenord di We are Genoa a poco pi&ugrave; di due mesi di distanza da Blazquez. Era il 25 giungo quando l&rsquo;amministratore delegato rossobl&ugrave; perse l&rsquo;occasione per parlare con chiarezza e trasparenza alla tifoseria genoana. Prefer&igrave; invece bluffare sostenendo che la situazione era sotto controllo da parte dei 777. Per carit&agrave;, nessuno avrebbe voluto sentire un discorso alla Churchill che agli inglesi promessi &ldquo;sudore, lacrime e sangue&rdquo;, per&ograve; la tifoseria genoana ha a pi&ugrave; riprese dimostrato la sua maturit&agrave; e avrebbe preferito conoscere la verit&agrave; direttamente dall&rsquo;ad rossobl&ugrave;, evitando lo stillicidio di venirla a conoscere a puntate. Del resto &egrave; la storia che dimostra come, nei momenti di difficolt&agrave;, il popolo rossobl&ugrave; sia sempre stato presente e non ha mai voltato le spalle a squadra e societ&agrave;.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Solido, determinato, concreto: il Genoa ha il Dna del Gila]]></title>
			<link>https://telenord.it/solido-determinato-concreto-il-genoa-ha-il-dna-del-gila-76957</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Solido, determinato, concreto. A Monza il Genoa conferma di avere il Dna di Gilardino. Quello che gli aveva permesso di ottenere la promozione in serie A al primo colpo (only...]]></description>
			<pubDate>Sun, 25 Aug 2024 11:45:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Solido, determinato, concreto. </strong>A Monza il Genoa conferma di avere il Dna di Gilardino. Quello che gli aveva permesso di ottenere la promozione in serie A al primo colpo (only one year) e di essere la scorsa stagione la migliore neopromossa dei cinque maggiori campionati europei. Gilardino &egrave; un punto di riferimento per la squadra, ma anche per una tifoseria disorientata da un&rsquo;estate di cessioni eccellenti. Ha rifiutato la panchina della Fiorentina, la squadra dove aveva raggiunto il top della sua carriera di giocatore. L&rsquo;ha fatto nel suo stile, senza ostentazione per andare a prendersi facili medaglie. E se proprio certe cessioni erano inevitabili, quanto meno i sostituti doveva sceglierli lui. La partita di Monza ha confermato che ancora una volta ha avuto ragione. Pinamonti al di l&agrave; del gol, uno splendido gol, ha lavorato tanto con e per la squadra. Gollini, dopo l&rsquo;eccellente partita con l&rsquo;Inter, ha ribadito di essere un portiere affidabile. E, in occasione del gol annullato, aveva compiuto un autentico miracolo sul colpo di testa di Petagna. Proprio il gol annullato ha anche confermato come la contraerea rossobl&ugrave; abbia qualche problema (troppe le reti subite di testa) e l&rsquo;infortunio di Bani toglier&agrave; centimetri al reparto arretrato genoano.</p>
<p><strong>Un altro punto di riferimento &egrave; il presidente Zangrillo</strong> (prezioso nel tenere i rapporti in Lega ma anche come garante della tifoseria) il cui silenzio di questi ultimi mesi vale pi&ugrave; di qualsiasi parola.</p>
<p><strong>Nonostante le partenze di Martinez, Retegui e Gudmundsson</strong>, il Genoa &egrave; una squadra competitiva anche perch&eacute; affidata ad un allenatore che sa tirare fuori il meglio dal gruppo che gli &egrave; stato affidato. Non solo temperamento ed uno spogliatoio granitico, ma anche organizzazione di gioco. Il Genoa in questo senso aveva gi&agrave; fatto il salto di qualit&agrave; nel girone di ritorno dello scorso campionato. Dopo aver preso dimestichezza con la categoria e rinsaldato la propria autostima (l&rsquo;esordio con la Fiorentina era stato choccante), il Genoa non si era limitato a non far giocare ma era cresciuto partita dopo partita, cercando di imporre il proprio gioco. Tanto che al termine dell&rsquo;ultima partita col Bologna, il commento unanime era stato: <em>&ldquo;Ci stavamo proprio divertendo, peccato sia finito il campionato&rdquo;. </em>Certamente dell&rsquo;infornata dei campionati del mondo 2006, Gilardino &egrave; il numero uno come risultati e qualit&agrave; di gioco. <strong>Non ce ne vogliano i vari Nesta, Grosso, Cannavaro, De Rossi e Pirlo.</strong></p>
<p><strong>Insomma, ci sono le premesse che in questa stagione 2024-25 il Genoa faccia divertire i suoi tifosi </strong>come lo aveva fatto in quella precedente. E il futuro? <em>&ldquo;Domani &egrave; un altro giorno&rdquo; </em>come disse Rossella O&rsquo;Hara in &ldquo;Via col vento&rdquo;. Intanto l&rsquo;amministratore delegato Blazquez si &egrave; finalmente deciso a raccontare ai tifosi una realt&agrave; meno edulcorata rispetto a quella che aveva provato a propinare per tutta l&rsquo;estate: <em>&ldquo;A-Cap (il lender del Footbal Group ovvero la societ&agrave; che ha finanziato gli investimenti) ha voluto fare pi&ugrave; controlli su tutti i club, compreso il Genoa. Ha fatto verifiche sui nostri budget, basati sul piano concordato con l&rsquo;Agenzia dell&rsquo;Entrate e su tutti gli investimenti principali comprese le operazioni di mercato. Il leader A-Cap ha ovviamente chiesto a 777 di cercare di contenere le spese non essenziali, quindi sono stati abbassati i costi di gruppo (scouting, dati, commerciale, marketing) dando pi&ugrave; autonomia ad ogni club&rdquo;.</em></p>
<p><strong>L&rsquo;errore di Blazquez era stato quello di non ammettere, prima di quest&rsquo;estate </strong>di lacrime e sangue, le difficolt&agrave; dei 777. Ha sottovalutato la maturit&agrave; del popolo genoano. Una tifoseria che quando gli si dicono le cose come realmente stanno sa capire e che, come ha dimostrato ripetutamente negli anni, nei momenti di difficolt&agrave; &egrave; ancora pi&ugrave; vicino alla squadra.</p>
<p>Di sicuro si dovr&agrave; essere sempre eternamente grati ai 777 per aver messo fine alla gestione Preziosi, elaborato un piano serio e articolato per la ristrutturazione del debito e ridato entusiasmo e orgoglio esaltando il senso di appartenenza ad una tifoseria che in questi due anni ha anche vissuto un importante ricambio generazionale.</p>
<p><strong>Ora, per&ograve;, si gioca un&rsquo;altra partita. E la si pu&ograve; vincere solo con la trasparenza.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Genoa, tanti interrogativi e una certezza: Gilardino]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Una notte da Genoa, una notte da conservare nella memoria. Gioca, il vecchio Grifone, come piace alla sua gente: cuore, volont&agrave;, determinazione. Ma anche organizzazione...]]></description>
			<pubDate>Sun, 18 Aug 2024 14:35:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Una notte da Genoa, una notte da conservare nella memoria. Gioca, il vecchio Grifone, come piace alla sua gente: cuore, volont&agrave;, determinazione. Ma anche organizzazione di gioco e un&rsquo;identit&agrave; tattica ben definita. Dopo un&rsquo;estate difficile e tanti punti interrogativi per quanto riguarda il futuro societario, il Genoa riparte da una certezza e che &egrave; anche una garanzia: Alberto Gilardino. Un po&rsquo; Scoglio e un po&rsquo; Gasperini nel mettersi di traverso e sostenere che certi giocatori (De Gea e Fabio Silva) non erano funzionali alle esigenze della sua squadra. Ha difeso con i denti le ambizioni di un Genoa che, dopo l&rsquo;undicesimo posto della passata stagione, c&rsquo;&egrave; il dovere che venga messo quanto meno nelle condizioni di provare a ripetersi. Il gruppo &egrave; unito, compatto. Con un paio ancora di innesti azzeccati nei posti giusti si possono cullare legittime ambizioni, nonostante da gennaio ad oggi siano stati ceduti i quattro giocatori di maggior prestigio: Dragusin, Martinez, Retegui e Gudmundsson. Partenze dolorose ma questo Genoa tutto orgoglio ha saputo mettere in difficolt&agrave; l&rsquo;Inter campione d&rsquo;Italia ed il 2 a 2 finale &egrave; un risultato strameritato.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Gilardino sogna Correa che potrebbe rigenerarsi sotto la spinta di quel pubblico straordinario che al 97&rsquo; ha messo le ali ai piedi di Vitinha che ha irriso Dumfries e Bisseck, mica due qualunque. Correa come riferimento in campo pu&ograve; essere il nuovo Gudmundsson. E quanto a talento probabilmente ne ha anche pi&ugrave; dell&rsquo;islandese. Serve sicuramente anche un difensore che aumenti l&rsquo;efficacia della contraerea rossobl&ugrave;. Perch&eacute; si ha un bel dire che la partenza di Dragusin &egrave; stata assorbita senza contraccolpi e che il Genoa ha addirittura subito meno reti nel girone di ritorno di quelle che dell&rsquo;andata quando c&rsquo;era il rumeno al centro della difesa. Peccato che almeno il 60 per cento dei gol siano stati subiti di testa, proprio come il primo di sabato. Il calcio moderno &egrave; anche e soprattutto chili e centimetri. Quelli che in difesa con Bisseck, (un marziano per 90 minuti, poi negli ultimi cinque &egrave; tornato sulla terra: rigore e tunnel da Vitinha), Acerbi e Bastoni non difettano all&rsquo;Inter, non a caso la squadra con lo scudetto sul petto.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ci sono dodici giorni prima della chiusura del mercato. Questa squadra, anche senza importanti disponibilit&agrave; economiche, c&rsquo;&egrave; la possibilit&agrave; che possa essere comunque rafforzata. Intanto godiamoci la straordinaria prestazione con l&rsquo;Inter (il numero di Vitinha rester&agrave; tra i ricordi indelebili di ogni genoano). Poi ci sar&agrave; tempo e modo per capire cosa rester&agrave; dei sogni di gloria dei 777. E anche il ruolo di Alexandre Katrangi e Irina Duisimbekova, fondatori della Licorne Gulf Holding e possibili mediatori per conto del fondo arabo Pif. Ma dopo aver visto un cinese saltare sotto la curva di Reggio Emilia (sassuolo &ndash; Genoa) non ci stupiremmo pi&ugrave; di nulla.</div>
<div>&nbsp;</div>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Blazquez a Telenord: tutto quello che ha detto. E che non ha potuto dire]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[&ldquo;Chi ci mette i soldi, alla fine, &egrave; irrilevante&rdquo;. La saggezza del tifoso &egrave; come quella popolare: riassume maniera secca e concisa quello che altri...]]></description>
			<pubDate>Wed, 26 Jun 2024 13:25:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&ldquo;Chi ci mette i soldi, alla fine, &egrave; irrilevante&rdquo;. La saggezza del tifoso &egrave; come quella popolare:</strong> riassume maniera secca e concisa quello che altri cercano di spiegare con mille giri di parole. Cos&igrave;, se dopo l&rsquo;attesissima partecipazione di Andres Blazquez a We are Genoa, il popolo rossobl&ugrave; si &egrave; scatenato sui social, c&rsquo;&egrave; stato un commento che si &egrave; rivelato la sintesi pi&ugrave; efficace di cosa effettivamente pensano i tifosi. Insomma che le risorse arrivino da direttamente da A &ndash; Cap oppure attraverso 777 Partners fa poca differenza, ma &egrave; fondamentale che il presidente Zangrillo, il ceo Andres Blazquez e tutto il management rossobl&ugrave; possano continuare a fare il loro eccellente lavoro. E non ci riferiamo solo ai risultati ottenuti sul campo (promozione al primo colpo, il famoso &ldquo;only one year&rdquo;, e undicesimo posto da neopromossa). Ma anche a quelli che riguardano comunicazione e immagine: il Ferraris &egrave; sempre pieno anche grazie ad un rinnovato orgoglio tutto genoano.</p>
<p><strong>Hanno costruito un gioiellino che va preservato e difeso, per questo comprendere</strong> lo stato di salute economico dei 777 Partners diventa un passaggio fondamentale e non un esercizio fine a se stesso da parte di molesti ficcanaso. A &ndash; Cap &egrave; il maggiore finanziatore dei 777 Partners e potrebbe decidere di muoversi autonomamente. A grandi linee sarebbe quello che &egrave; successo all&rsquo;Inter dove Marotta, Ausilio e tutte la dirigenza &egrave; rimasta al proprio posto. Blazquez ha anche candidamente ammesso che il ceo di A &ndash; Cap nei mesi scorsi &egrave; stato al Ferraris a vedere una partita del Genoa. Quello a Genova &egrave; stato solo un viaggio di piacere?<br /><strong>Ma c&rsquo;&egrave; anche un&rsquo;indiscrezione riportata dal New York Times secondo la quale A - Cap</strong> avrebbe incaricato Banca Moelis per iniziare un mandato esplorativo al fine di cedere i gioielli dei 777 e tra questi c&rsquo;&egrave; sicuramente Il Genoa, che da &ldquo;invendibile&rdquo; come lo era alla fine dell&rsquo;era Preziosi, &egrave; tornato ad essere estremamente appetibile grazie all&rsquo;opera di risanamento operata dai dirigenti che la holding americana ha distaccato in Liguria.<br />Blazquez a Telenord ha detto e non detto tante cose. E altre le ha lasciate capire: <em>&ldquo;Il 25 giugno alle 22.23 non c&rsquo;&egrave; stato alcun cambio di propriet&agrave;&rdquo;.</em> Insomma, &egrave; una situazione tutta in divenire. Il ceo rossobl&ugrave; &egrave; stato apprezzato dai tifosi perch&eacute; ha saputo essere estremamente rassicurante. Soprattutto per quanto riguarda l&rsquo;aspetto sportivo: <em>&ldquo;Siamo ambiziosi, vogliamo migliorarci. Ci potranno essere dei sacrifici eccellenti, ma i giocatori saranno ceduti soltanto quanto avranno raggiunto una valutazione di mercato che riteniamo congrua e anche quando avremmo contemporaneamente individuato un profilo di giocatore che possa sostituirlo in maniera adeguata&rdquo;.&nbsp;</em><br /><strong>Fa eccezione Martinez. Quindici milioni non &egrave; un prezzo giusto</strong>. Ma questa &egrave; una brutta faccenda e si sa che il mercato &egrave; ormai sempre pi&ugrave; in mano ai procuratori. Quello di Martinez si chiama Sergio Barila. E Blazquez gli ha giurato vendetta, tremenda vendetta.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa: i 777 pensano di fare un passo indietro, i finanziatori di A-Cap pronti a scendere in campo]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Per ora &egrave; solo un&rsquo;indiscrezione, che per&ograve; circola sempre con maggiore insistenza negli ambienti finanziari internazionali, ed &egrave; stata anche riportata...]]></description>
			<pubDate>Tue, 25 Jun 2024 12:25:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per ora &egrave; solo un&rsquo;indiscrezione, che per&ograve; circola sempre con maggiore insistenza negli ambienti finanziari internazionali, ed &egrave; stata anche riportata dal <strong><em>Financial Times</em></strong> che nell'edizione del 21 giugno attribuisce ad <strong>A-Cap, societ&agrave; assicurativa dello Utah</strong>, l'intenzione di <strong>riprendere la gestione diretta</strong> degli asset fino a oggi affidati ai 777 Partners come veicolo di investimento. Un portafoglio di cui fa parte anche il Genoa CfC.</p>
<p>Questo darebbe pi&ugrave; solidit&agrave; economica alla societ&agrave; rossobl&ugrave; e non comporterebbe alcun terremoto a livello societario, il Genoa infatti manterrebbe lo stesso management. Quello che gli ha consentito di onorare la promessa &ldquo;<em>only one year</em>&rdquo; e di ottenere, dopo l&rsquo;immediata promozione in serie A, un lusinghiero undicesimo posto in classifica.</p>
<p>A-Cap &egrave; una societ&agrave; statunitense fondata nel 1925 con sede nello Utah, che ha un&rsquo;importante attivit&agrave; assicurativa (raccolta premi per 2.9 miliardi) e finanziaria.</p>
<p>La presenza questa sera in diretta alla trasmissione "<strong>We are Genoa</strong>&rdquo; di <strong>Telenord</strong> dell&rsquo;amministratore delegato <strong>Andres Blazquez</strong> depone a favore della tesi che possa esserci un annuncio rassicurante rivolto alla tifoseria rossobl&ugrave;, dopo il susseguirsi di voci che volevano i 777 Partners in difficolt&agrave;.</p>
<p>Infatti l&rsquo;acquisto di Vitinha per 16 milioni pi&ugrave; bonus &egrave; la dimostrazione di come il Genoa voglia proseguire una politica di investimenti mirati. Per quanto invece riguarda il portiere che sostituir&agrave; Martinez, il nome nuovo &egrave; quello del croato Dominik Kotarski, 24 anni, del Paok Salonicco.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Peccato, il campionato è già finito! Gilardino ha costruito una macchina perfetta ]]></title>
			<link>https://telenord.it/peccato-il-campionato-e-gia-finito-gilardino-ha-costruito-una-macchina-perfetta-73125</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Game over: campionato finito. Peccato proprio ora che ci stavamo divertendo. Contro il Bologna &egrave; stato il miglior Genoa della stagione. Una macchina perfetta per...]]></description>
			<pubDate>Mon, 27 May 2024 10:40:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div><strong>Game over: campionato finito. Peccato proprio ora che ci stavamo divertendo</strong>. Contro il Bologna &egrave; stato il miglior Genoa della stagione. Una macchina perfetta per intensit&agrave;, idee, automatismi e capacit&agrave; di coprire il campo. Gilardino, all&rsquo;esordio in serie A, &egrave; andato oltre ogni pi&ugrave; rosea aspettativa della vigilia, Il suo Genoa sa essere squadra ed &egrave; in un gruppo estremamente coeso che possono esaltarsi le qualit&agrave; dei singoli, specialmente quelle di chi come Gudmundsson e Vitinha sono di un livello tecnico eccelso.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>I 49 punti, uno in pi&ugrave; rispetto al Genoa di Gasperini al primo anno nella massima serie</strong>, non sono solo un traguardo simbolico e di buon auspicio. Sono il punto di partenza per ripetere l&rsquo;exploit di quella squadra ma con un finale diverso: continuit&agrave; al progetto e non soltanto una gloria effimera. Ma occorre saper aspettare, bisogna avere la pazienza di vedere crescere nel tempo questa squadra e le sue ambizioni. La societ&agrave; e Gilardino sono stati estremamente chiari nel fisare l&rsquo;obiettivo. La parola d&rsquo;ordine &egrave; stabilit&agrave;, bisogna consolidarsi a centro classifica per poi salire la classifica gradino dopo gradino.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Ora l&rsquo;attenzione dei tifosi &egrave; inevitabilmente concentrata sulle strategie che saranno messe a punto per la campagna acquisti</strong>. Il Genoa ha il mercato bloccato per ancora una sessione e dunque tanto entra e tanto pu&ograve; uscire. Per questo occorrer&agrave; tutta l&rsquo;abilit&agrave; diplomatica del direttore generale Ricciardella per fare in modo che Vitinha giochi nel Genoa anche il prossimo anno. Ma con i dirigenti dell&rsquo;Olympique Marsiglia ha saputo creare un rapporto estremamente collaborativo e questo fa sperare per una soluzione positiva. Del resto l&rsquo;attaccante portoghese, baciando la maglia dopo il gol, ha fatto capire chiaramente che lui vuole restare al Genoa. L&rsquo;abbraccio dei compagni e di tutta la panchina &egrave; stato la dimostrazione di quanto affetto abbia saputo conquistarsi. Lui, pagato 30 milioni solo un anno prima, non aveva fatto una piega di fronte al trasferimento ad un club che era appena arrivato dalla serie B. Aveva capito che il Genoa poteva essere la destinazione giusta per rilanciarsi dopo una stagione complicata anche a causa della malattia della mamma. Retegui, che pure dovrebbe essere il suo competitor per il ruolo dei centravanti, &egrave; scattato dalla panchina ed &egrave; stato trai primi ad abbracciare. Per altro avendo caratteristiche tecniche diverse e per certi aspetti compatibili, nel Genoa del futuro potrebbero fare coppia soprattutto nel caso che Gudmundsson, come purtroppo sembra probabile, dovesse essere ceduto. Rischia di partire anche Martinez, che piace ad alcuni importanti club europei, e che ha raggiunto una valutazione che sfiora i 30 milioni. Due pezzi pregiati che la propriet&agrave; americana dovr&agrave; essere brava a sostituire, dando origine a quel famoso circolo virtuoso che deve essere alla base della politica di un club che, se vuole generare nuove plusvalenze, deve saper investire.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Se alcuni club legati ai 777, soprattutto lo Standard Liegi ed il Vasco da Gama, stanno attraversando un momento delicato</strong>, i<strong>l Genoa pu&ograve; invece contare su una gestione attenta e la capacit&agrave; di valorizzare talenti.</strong> E nel giro di due anni pu&ograve; davvero raggiungere quell&rsquo;autosostenibilt&agrave; che &egrave; al primo punto nel programma della propriet&agrave; americana. A proposito di 777 va registrata la beffarda sconfitta del Melbourne Victory contro il CC Mariners nella finale del campionato australiano. In vantaggio per uno a zero il Melbourne &egrave; stato raggiunto al 97&rsquo; per poi crollare nei tempi supplementari.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>&ldquo;Chili e centimetri, ecco cosa ci serve per crescere&rdquo;, rispose Gasperini dopo i famosi 48 punti a chi gli chiese come intendeva migliorare il suo Genoa</strong>. Nel calcio moderno la struttura fisica &egrave; fondamentale. E allora in questo senso andranno cercati il successore di Strootman che, dopo quello dell&rsquo;Olimpico, ha avuto un altro bagno di folla ma questa volta a tinte rossobl&ugrave;, e quello di Dragusin che, come dimostrano i troppi gol subiti ultimamente di testa, di fatto non &egrave; stato sostituito. Si punta molto su Alessandro Marcandalli, 22 anni e un metro e 90 di altezza per 80 chili, che rientrer&agrave; dal prestito alla Reggiana. Nesta, il suo allenatore e che di difensori centrali un po&rsquo; dovrebbe intendersene, per lui ha speso parole importanti. &ldquo;E&rsquo; un giocatore straordinario, destinato ad una grande carriera&rdquo;.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>La partita col Bologna,</strong> se ha fatto registrare la bocciatura di Bohinen (il Genoa ha l&rsquo;obbligo di riscatto) che non ha giocato nemmeno un minuto, ha anche detto che non occorre affannarsi per trovare l&rsquo;alternativa a Badelj. Malinowski si &egrave; infatti disimpegnato da play con grande efficacia, giocando spesso e volentieri in verticale ma anche con un eccellente senso della posizione a protezione della difesa.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>E ora via al mercato: si annuncia la solita, calda estate. Ma questa squadra andrebbe toccata il minimo indispensabile.</strong></div>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Gasp sul tetto d’Europa, porta la Coppa a Bergamo con i jeans della sua Genova]]></title>
			<link>https://telenord.it/gasp-sul-tetto-d-europa-porta-la-coppa-a-bergamo-con-i-jeans-della-sua-genova-72983</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[C&rsquo;&egrave; un messaggio subliminale che Gian Piero Gasperini lancia nella notte di Dublino: &egrave; in blue jeans nella finale che incorona l&rsquo;Atalanta regina...]]></description>
			<pubDate>Thu, 23 May 2024 09:10:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div>C&rsquo;&egrave; un messaggio subliminale che Gian Piero Gasperini lancia nella notte di Dublino: &egrave; in blue jeans nella finale che incorona l&rsquo;Atalanta regina dell&rsquo;Europa League. Non era mai successo che andasse in panchina con i pantaloni di tela blu che storicamente erano usati dai camalli del porto di Genova e che esportati negli Stati Uniti sono per l&rsquo;appunto diventai i mitici ed immarcescibili blu jeans che non passano mai di moda. Traduzione letterale: blu di Genova. Anche Garibaldi sbarcando a Marsala, come molti dei Mille, indossava un paio di quelli che allora erano chiamati &ldquo;i genovesi&rdquo; e che sono conservati a Roma all&rsquo;interno del Museo del Risorgimento al Vittoriale.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Gasperini non ha dimenticato quanto Genova ed il Genoa siano stati fondamentali nella sua crescita professionale nelle interviste del dopo partita: &ldquo;Ho giocato lo stesso calcio e ottenuto risultati importanti anche quando ero al Genoa, ma con l&rsquo;Atalanta giocando le Coppe ho avuto pi&ugrave; visibilit&agrave; e i complimenti di colleghi di grandissimo valore&rdquo;. Si riferiva a Guardiola e Klopp, ma ai tempi del Genoa a sbilanciarsi era stato Mourinho, solo pochi mesi dopo che Capello, con tono professionale, l&rsquo;aveva bacchettato alla Domenica Sportiva: &ldquo;Gasperini deve imparare in fretta cos&rsquo;&egrave; la serie A&rdquo;. Evidentemente l&rsquo;ha imparato.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Sarebbe stucchevole nel momento del trionfo del Gasp infierire sull&rsquo;autolesionismo di Preziosi che, alla fine del campionato 2015-16, gli diede il benservito, con una buonuscita di un milione, pur con ancora un anno di contratto e nonostante i 46 punti e il decimo posto finale nella stagione che seguiva lo choc della mancata partecipazione all&rsquo;Europa League, a favore della Sampdoria, perch&eacute; i conti della societ&agrave; non erano in ordine.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il presente e soprattutto il futuro del Genoa si chiama Alberto Gilardino. Gioca un calcio diverso da Gasperini ma ha dentro lo stesso fuoco e questo per i tifosi &egrave; una garanzia. Semmai calcisticamente Gilardino ricorda Gigi Simoni, un signore della panchina, un altro allenatore amatissimo dai tifosi rossobl&ugrave;. Supportato in maniera adeguata dalla societ&agrave;, Gilardino pu&ograve; portare lontano il Genoa.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il suo &egrave; un calcio tradizionale, non visionario e trasgressivo come quello del Gasp. Ma in campo va una squadra solida e un gruppo estremamente coeso. E domani, battendo il Bologna, chiuderebbe la sua prima stagione in serie A 49 punti, uno in pi&ugrave; rispetto alla prima stagione del Gasp nella massima serie.</div>
<div>&nbsp;</div>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa: all’Olimpico una sconfitta che brucia, ora caccia agli Albert e ai Martinez del domani]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-all-olimpico-una-sconfitta-che-brucia-ora-caccia-agli-albert-e-ai-martinez-del-domani-72828</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Il Genoa ha pagato cari dieci minuti di black out. Paradossalmente la squadra di Gilardino, che aveva controllato senza problemi la partita, si &egrave; trovata in...]]></description>
			<pubDate>Mon, 20 May 2024 13:45:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div><strong>Il Genoa ha pagato cari dieci minuti di black out</strong>. Paradossalmente la squadra di Gilardino, che aveva controllato senza problemi la partita, si &egrave; trovata in difficolt&agrave; quando &egrave; rimasta in superiorit&agrave; numerica. La Roma &egrave; andata all&rsquo;assalto come un toro ferito, Badelj e compagni si sono chiusi in un&rsquo;incomprensibile difesa passiva e subire gol &egrave; stata una conseguenza inevitabile. Il Genoa aveva un uomo in pi&ugrave;, ma sul campo non sembrava. Anzi. E come allora dare torto a Claudio Onofri che a Stadio Goal invocava il passaggio alla difesa a quattro (un difensore in meno ed un giocatore offensivo in pi&ugrave;) che avrebbe consentito una migliore distribuzione degli uomini in campo. Mossa che Gilardino ha effettivamente attuato (fuori Vogliacco), ma soltanto dopo che era stato subito il gol.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Peccato perch&eacute; per una volta il campo non era in discesa (ovviamente a favore dei giallorossi) come accade abitualmente</strong>. Ricordiamo in questo senso un arbitraggio di Banti che mand&ograve; su tutte le furie Gasperini, ma a superarsi fu l&rsquo;ineffabile Di Bello che non vide un rigore clamoroso di Florenzi di danni di Pandev. La partita dell&rsquo;Olimpico in chiave futura qualche indicazione l&rsquo;ha comunque data. Senza Gudmundsson o comunque un giocatore di fantasia che inventi e che sia in grado di saltare l&rsquo;uomo, la manovra del Genoa &egrave; scontata e prevedibile. Altro dato sul quale riflettere sono i troppi gol che il Genoa sta subendo di testa. In un calcio sempre pi&ugrave; fisico, De Winter non ha la struttura per fare il difensore centrale. Del resto anche Criscito, a suo tempo, proprio per un problema di chili e massa muscolare dovette abbandonare il cuore l&rsquo;area di rigore, ma fu comunque protagonista di un eccellente carriera. Quanto a Retegui ha lampi da bomber vero, ma levarlo dall&rsquo;area di rigore &egrave; come togliere un pesce dall&rsquo;acqua.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Fortunatamente quella dell&rsquo;Olimpico era per il Genoa una contesa dal sapore platonico</strong>, avendo da tempo la squadra rossobl&ugrave; raggiunto l&rsquo;obiettivo. Evento assai raro essendo i tifosi del Grifone abituati da sempre a convivere con scariche continue di adrenalina per una promozione raggiunta sul filo di lana o salvezze strappate per i capelli all&rsquo;ultimo minuto dell&rsquo;ultima giornata di campionato. Insomma, chi ha la fortuna di tifare Genoa ad un finale di stagione cos&igrave; tranquillo non &egrave; davvero abituato. E a Gilardino e ai suoi giocatori va dato anche merito di aver giocato ogni partita con grande determinazione e senza regalare niente a nessuno (vedi le vittorie con Cagliari e Sassuolo o il pareggio di San Siro col Milan). Insomma, tutto il contrario del Lecce, che da quando ha raggiunto la salvezza matematica ne ha perse due consecutive in casa, e del Monza che ha da tempo mollato i pappafichi al punto da farsi scavalcare dal Genoa. Ma si sa che in Italia va cos&igrave;.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Domenica ci sar&agrave; la passerella finale contro il Bologna dell&rsquo;ex Thiago Motta, genio incompreso al Ferraris</strong>. Preziosi che aveva avuto l&rsquo;intuizione di affidargli la panchina poi non ha avuto la forza di supportarlo e c&rsquo;&egrave; stato addirittura il rischio che venisse sostituito da Diego Lopez. Aveva provato a difenderlo solo il ds Capozucca, ottenendo il risultato di essere a sua volta cacciato. Poi tutta l&rsquo;attenzione si concentrer&agrave; sul calcio mercato. I tifosi del Genoa sono ormai rassegnati a perdere Gudmundsson, ma c&rsquo;&egrave; il rischio di veder partire anche Martinez, portiere europeo per struttura fisica e modo interpretare il ruolo e la cui valutazione ormai sfiora i 30 milioni. Il modello Atalanta prevede di creare un circolo virtuoso in cui le plusvalenze vengono in buona parte parzialmente reinvestite per creare nuove plusvalenze, gli scout rossobl&ugrave; sono al lavoro da tempo per individuare i Gudmundsson e i Martinez di domani.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>I dubbi sull&rsquo;operato dei 777 Partners</strong>, che emergono soprattutto a Liegi con una situazione di grande tensione tra i tifosi dello Standard e la propriet&agrave; americana, non sembrano riguardare il Genoa dove i risultati sportivi stanno andando oltre pi&ugrave; rosea previsione e parallelamente si sta portando avanti un piano di risanamento economico. &Egrave; per&ograve; legittimo che i tifosi rossobl&ugrave; vigilino con la stessa grande attenzione che hanno storicamente riservato a tutte le precedenti propriet&agrave;.</div>
<div>&nbsp;</div>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, Gilardino a caccia del record di Gasp: ma ora trasparenza su programmi e strategie]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[&Egrave; bastato un quarto d&rsquo;ora di vero Genoa per mettere sotto il Sassuolo che, se sperava (e spera tuttora) di evitare la serie B giocando con questo animus pugnandi,...]]></description>
			<pubDate>Mon, 13 May 2024 13:35:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div>&Egrave; bastato un quarto d&rsquo;ora di vero Genoa per mettere sotto il Sassuolo che, se sperava (e spera tuttora) di evitare la serie B giocando con questo animus pugnandi, pu&ograve; gi&agrave; iniziare a programmare la prossima stagione trai cadetti. Allo zio Balla a Genova vogliamo bene proprio come lo si vuol allo zio saggio e sul quale sai sempre di poter contare nei momenti di difficolt&agrave;, ma il suo Sassuolo &egrave; sembrato una squadra rassegnata. Nemmeno aver chiuso il primo tempo immeritamente in vantaggio in virt&ugrave; di un rigore trovato grazie al Var ha dato quella scossa di adrenalina indispensabile per provare a salvarsi.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>I primi quarantacinque minuti, anche a causa del grande caldo, erano stati giocati su ritmi balneari. E se ci pu&ograve; stare per una squadra come il Genoa che ha da tempo centrato il suo obiettivo questo non &egrave; ammissibile per chi ha una delle ultime chance per provare ad evitare una clamorosa retrocessione. Il protagonista del primo tempo &egrave; stato il Var che ha annullato il gol del Genoa per un tocco di braccio impercettibile e ininfluente di Retegui. Il Var Marini ha dovuto vedere e rivedere pi&ugrave; volte l&rsquo;azione per capire se il tocco ci fosse davvero. E a noi sinceramente qualche dubbio &egrave; rimasto. Quanto al rigore per l&rsquo;intervento involontario di De Winter col la punta del piede sul tacco dello scarpino di Laurenti&eacute; si parla di &ldquo;danno procurato&rdquo;. E con lo stesso criterio allora avrebbe dovuto essere sanzionato lo sgambetto su Gudmundsson nell&rsquo;area di rigore del Sassuolo.</div>
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<div>Dettagli. Alla fine il Genoa, dove Thorsby sta crescendo in maniera esponenziale tanto da ritenerlo indispensabile per gli equilibri del centrocampo, ha vinto meritamente ed ora &egrave; a ridosso di quei 48 punti realizzati da Gasperini il primo anno di serie A. Quel Genoa spicc&ograve; poi il volo verso l&rsquo;Europa e dunque i presupposti sono sicuramente incoraggianti. Intanto si ripartir&agrave; da Gilardino e questa &egrave; sicuramente una garanzia. Ha la stessa voglia di crescere e di stupire che aveva Gasperini.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Nel calcio va dato atto che vige la meritocrazia. Nessuno ti regala niente: se arrivi ad essere un giocatore o un allenatore di serie A, vuol dire che te lo sei guadagnato. Stima, affidabilit&agrave; e affetto: Gilardino ha costruito la sua credibilit&agrave; mattone dopo mattone. Era importante che societ&agrave; e tecnico fissassero insieme l&rsquo;obiettivo da raggiungere ovvero dare continuit&agrave; a quanto fatto in questa stagione. Riconfermarsi non &egrave; mai semplice, occorre consolidare lo status di centroclassifica per provare a crescere gradualmente ben sapendo come sia impegnativo a certi livelli fare lo step successivo.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ai 777 Partners, travolti la settimana scorsa da una valanga di rumors, almeno per quanto riguarda il Genoa va dato atto (Shevchenko a parte) di non aver sbagliato un colpo: serie A centrata al primo tentativo (il famoso &ldquo;only one year&rdquo;) e successivo primato tra tutte le neopromosse dei maggiori cinque campionati europei. Ma al di l&agrave; del risultato sportivo alla propriet&agrave; americana va anche riconosciuta la sensibilit&agrave; di aver subito compreso come il Genoa abbia radici profonde nel tessuto sociale di Genova e dunque squadra e citt&agrave; devono essere quasi un&rsquo;entit&agrave; unica. In Italia hanno compiuto un vero e proprio capolavoro sportivo e di immagine, ma altrettanto non gli &egrave; riuscito in Belgio con lo Standard. L&rsquo;obiettivo &egrave; l&rsquo;autosostenibilt&agrave; che non sar&agrave; raggiunta prima della stagione 2025-26. E allora il sacrificio di uno, al massimo due pezzi pregiati deve essere messo in preventivo con l&rsquo;auspicio di creare quel circolo virtuoso che permetta di investire su nuovi potenziali plusavalenze parte di quanto incassato. Proprio in virt&ugrave; del grande credito che i 777 godono presso la tifoseria il silenzio non &egrave; il modo migliore per rispondere alla ridda di voci che li vorrebbero in difficolt&agrave; economica. Ora i tifosi si aspettano che la societ&agrave;, forte dei risultati sportivi ottenuti in questi due anni, spieghi con trasparenza programmi e strategie. &Egrave; un passaggio dovuto.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il Genoa contro il Sassuolo ha giocato con i nomi delle mamme sulle maglie dei giocatori. Dolores, quella di Martinez, non evocava buoni auspici. Molto meglio quella di Ankeye, entrato nel finale: Stella!</div>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, quando un pareggio a San Siro diventa un’occasione persa]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Fortunatamente, a San Siro contro il Milan, il Genoa giocava solo per il prestigio e in palio non c&rsquo;erano punti pesanti. Altrimenti ci sarebbe stato da mangiarsi le mani...]]></description>
			<pubDate>Mon, 06 May 2024 13:30:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div><strong>Fortunatamente, a San Siro contro il Milan, il Genoa giocava solo per il prestigio e in palio non c&rsquo;erano punti pesanti.</strong> Altrimenti ci sarebbe stato da mangiarsi le mani per non essere riusciti a gestire con un po&rsquo; pi&ugrave; di attenzione una partita che aveva visto passare per due volte in vantaggio i ragazzi di Gilardino. Intendiamoci, il 3 a 3 finale va pi&ugrave; che bene. &Egrave; piaciuto l&rsquo;atteggiamento. &Egrave; stato un Genoa coraggioso, a volte persino spavaldo come dimostrano i due clamorosi contropiede che ha subito quando era in vantaggio per due a uno. La squadra &egrave; cresciuta sul piano del gioco rispetto al girone d&rsquo;andata, quando i risultati arrivavano attraverso un&rsquo;idea di calcio molto pi&ugrave; utilitaristico e speculativo. Ora la palla gira veloce, la manovra &egrave; fluida, l&rsquo;area di rigore avversaria attaccata con tre o anche quattro giocatori e dunque Retegui non &egrave; pi&ugrave; lasciato da solo l&agrave; davanti. Insomma, la famosa mano dell&rsquo;allenatore c&rsquo;&egrave; e si vede.</div>
<div><br />La riconferma di Gilardino per la prossima stagione (contratto biennale e dunque anche per la stagione 2025-26) non &egrave; dunque che la logica conseguenza dei risultati ottenuti dalla squadra rossobl&ugrave; da quando il tecnico di Biella dalla Primavera &egrave; stato promosso alla prima squadra. Del resto &egrave; ci&ograve; che torna maggiormente pi&ugrave; utile sia alla societ&agrave;, che va avanti nel segno della continuit&agrave;, e allo stesso Gilardino, che in qualunque altra piazza (Firenze compresa) avrebbe dovuto ricominciare da capo e rifarsi da zero quella credibilit&agrave; che a Genova si &egrave; costruito attraverso una promozione e la conquista dello scettro di migliore neopromossa nei cinque campionati europei pi&ugrave; importanti.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Il sondaggio di stasera al Derby del Luned&igrave; pone questo interrogativo: quale deve essere l&rsquo;obiettivo per la prossima stagione?</strong> <em><strong>A</strong></em> <strong>Ancora una salvezza tranquilla, <em>B</em> bisogna puntare all&rsquo;Europa. Personalmente voto la prima.</strong> &Egrave; ovvio che a tutti piacerebbe fare le Coppe, ma &egrave; sempre pericoloso bruciare le tappe e la crescita deve avvenire per gradi. E proprio queste sono le direttive in arrivo da Miami. Ripetersi non &egrave; mai facile, la parola d&rsquo;ordine &egrave; consolidamento. Poi con la possibilit&agrave; di operare sul mercato e il traguardo dell&rsquo;autosostenibilit&agrave; sempre pi&ugrave; vicino il Genoa potr&agrave; ad alzare l&rsquo;asticella.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Ma torniamo alla partita di San Siro che il Genoa ha affrontato senza cinque giocatori di primissimo piano</strong>: Bani, Messias, Malinowski, Gudmundsson e Vitinha. Sulle palle alte (due gol su tre subiti di testa) la contraerea rossobl&ugrave; &egrave; andata in crisi e dunque &egrave; inevitabile sostenere che l&rsquo;assenza che ha inciso maggiormente sia sicuramente stata quella di Bani che, perso a gennaio Dragusin, restava l&rsquo;unica torre della retroguardia genoana. Forse per questo andava anticipato l&rsquo;ingresso di Cittadini, che dopo la cessione di Dragusin era stato preso proprio per garantire centimetri in caso di emergenza. Ma il giocatore che, in questa fase finale della stagione un po&rsquo; tutti vorrebbero vedere schierato a tempo pieno, &egrave; Vitinha per capire se fare su di lui un investimento importante.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Se Gudmunsson, destinato probabilmente a partire, &egrave; un fuoriclasse</strong>, il portoghese dal canto &egrave; un potenziale fuoriclasse. Questo almeno diceva il suo curriculum prima del brusco stop di Marsiglia e per questo va seguito e valutato con grande attenzione. Ha altre caratteristiche rispetto a Gudmundsson ma con Retegui potrebbe formare una coppia comunque intrigante ed efficace. Quanto all&rsquo;argentino abbiamo capito perch&eacute; scalpitava per tirare i rigori. La sua &egrave; stata un&rsquo;esecuzione perfetta. Del resto i numeri dicono che in Argentina aveva uno score di 12 centri su 13 tiri.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Spiace per lo zio Balla, ma domenica al Sassuolo non si faranno regali</strong>. E non solo per il club neroverde &egrave; considerato un parvenu da chi, come i tifosi del Genoa, fanno parte dell&rsquo;aristocrazia del calcio italiano. Anche se la vendetta &egrave; un piatto che va servito freddo, quattro anni possono essere pi&ugrave; che sufficienti. &Egrave; il 29 luglio 2020, l&rsquo;interminabile campionato segnato dall&rsquo;interruzione per il Covid, il Genoa di Nicola ha assolutamente bisogno di punti ma Berardi e compagni non hanno piet&agrave;: finisce 5 a 0. E la B a quel punto sembrava davvero vicinissima.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>&ldquo;Vae victis&rdquo;, url&ograve; Brenno, re dei Galli, dopo essere entrato a Roma. Guai ai vinti!</strong></div>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, avanti tutta con Gilardino. A meno che Moggi non faccia Don Rodrigo]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[E dire che il Genoa, gi&agrave; matematicamente salvo dopo i risultati della domenica, avrebbe dovuto avere motivazioni limitate mentre per il Cagliari avrebbe dovuto essere la...]]></description>
			<pubDate>Tue, 30 Apr 2024 12:20:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div>E dire che il <strong>Genoa,</strong> gi&agrave; matematicamente salvo dopo i risultati della domenica, avrebbe dovuto avere motivazioni limitate mentre per il <strong>Cagliari</strong> avrebbe dovuto essere la partita della vita. In campo invece c&rsquo;&egrave; stato solo il <strong>Genoa.</strong> Il dominio di <strong>Badelj</strong> e compagni &egrave; stato assoluto, la malcapitata squadra sarda &egrave; stata travolta dal punto di vista tecnico, tattico e atletico. &Egrave; stata la pi&ugrave; bella prestazione di tutta la stagione, sul piano del gioco ancora pi&ugrave; convincente rispetto al 4 a 1 sulla <strong>Roma,</strong> quando il Genoa aveva dilagato nel finale dopo aver a lungo sofferto.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Una vittoria nel segno di <strong>Morten.</strong> &Egrave; il nome di battesimo di <strong>Thorsby</strong> e <strong>Frendrup</strong> e non a caso la traduzione letterale di Morten &egrave; guerriero. Non solo hanno segnato i primi due gol ma hanno anche impresso alla partita un ritmo importante e dettato i tempi della pressione sui portatori di palla avversari, permettendo a <strong>Badelj</strong> di dedicarsi unicamente a cucire il gioco che &egrave; poi ci&ograve; che gli riesce meglio.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Proprio l&rsquo;eccellente prestazione di <strong>Thorsby,</strong> che ha corso, tamponato, vinto contrasti, preso tutte le palle di testa, in un paio di occasioni ha provato ad inventarsi rifinitore e ha segnato il gol che ha sbloccato la partita, &egrave; la dimostrazione che nel calcio ci sta tutto ed il contrario di tutto. C&rsquo;&egrave; spazio per tutte le opinioni che comunque prima o poi saranno avvalorate o smentite. Cos&igrave;, di fronte ad un Thorsby che giganteggiava in mezzo al campo, le reazioni sono state opposte. La prima: grande <strong>Gilardino</strong> che ha avuto l&rsquo;intuizione di preferirlo a <strong>Strootman!</strong> La seconda: ma come ha fatto Gilardino a dargli cos&igrave; poco spazio e a dimenticarselo a lungo in panchina? Scelte tattiche, equilibrio di spogliatoio: ci sono svariate motivazioni dietro le decisioni di un allenatore. Di certo la percentuale di errore di Gilardino, che pure era un esordiente in <strong>Serie A</strong>, &egrave; stata minima. La riconferma se l&rsquo;&egrave; guadagnata sul campo con i risultati ma anche mandando sempre in campo una squadra estremamente solida e pratica che faceva la partita che gli era stato chiesto di fare eseguendo alla lettera le disposizioni del tecnico. Ma al di l&agrave; di stima, affetto, gratitudine e riconoscenza, valori importanti ma che spesso nel calcio vengono ignorati, proseguire con <strong>Gilardino</strong> &egrave; anche la scelta pi&ugrave; logica e razionale. Il prossimo dovr&agrave; essere un anno nel segno della continuit&agrave; con consolidamento come parola d&rsquo;ordine. E allora probabilmente nessun allenatore &egrave; in grado di svolgere meglio questo compito rispetto a Gilardino che conosce la squadra, la propriet&agrave;, l&rsquo;ambiente ed &egrave; ben voluto e stimato dalla gente.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Sarebbe pericoloso fare voli pindarici, il passaggio dall&rsquo;aurea mediocritas del centroclassifica ad un posto in <strong>Europa</strong> &egrave; un salto che va programmato, servono tempo e pazienza. Il <strong>Bologna</strong> ha una propriet&agrave; importante, <strong>Saputo</strong> ha rilevato la societ&agrave; del 2014 ma solo dopo 10 anni ha potuto festeggiare il ritorno in Europa da dove per altro il club felsineo mancava da 22 anni. E <strong>l&rsquo;Udinese?</strong> &Egrave; ininterrottamente in Serie A dal 1995 e tutti si riempiono la bocca col <strong>&ldquo;modello Pozzo&rdquo;,</strong> ma dopo le tre stagioni dal 2010 al 2013 <strong>(Guidolin</strong> in panchina) con un quarto, un terzo e un quinto posto, poi il miglior piazzamento &egrave; stato il dodicesimo posto con 47 punti della stagione 2021-22.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong><em>&ldquo;Gilardino? Questa stagione &egrave; merito suo, perderlo sarebbe doloroso&rdquo;,</em></strong> ha dichiarato il presidente <strong>Zangrillo</strong> a fine partita, di fatto anticipando una firma che potrebbe arrivare gi&agrave; nei prossimi giorni. E <strong>Gilardino</strong> ha confermato: <strong><em>&ldquo;C&rsquo;&egrave; stima ed affetto reciproci, presto ci siederemo ad un tavolo con la societ&agrave; per trovare l&rsquo;accordo&rdquo;.</em></strong></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Insomma, questo matrimonio s&rsquo;ha da fare.<strong> A meno che Alessandro Moggi non voglia vestire i panni di Don Rodrigo.</strong></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>(Foto Genoa Cfc - Facebook)</em></div>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, Retegui spalla di Ekuban. E Gudmundsson troppo lontano dall’area]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-retegui-spalla-di-ekuban-e-gudmundsson-troppo-lontano-dall-area-71333</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Bello (ma non bellissimo) a met&agrave; il Genoa che gioca il primo tempo meglio di una Lazio, che ha in campo due separati in casa (Felipe Anderson e Luis Alberto), ma poi...]]></description>
			<pubDate>Sat, 20 Apr 2024 10:30:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Bello (ma non bellissimo) a met&agrave; il Genoa che gioca il primo tempo meglio di una Lazio, che ha in campo due separati in casa (Felipe Anderson e Luis Alberto), ma poi nella ripresa evapora clamorosamente sino a dissolversi. E non regge nemmeno la scusante della stanchezza per aver giocato luned&igrave; quando ci sono squadre che mettono insieme pi&ugrave; di cinquanta partite a stagione, per altro &egrave; auspicabile che prima o poi anche il Genoa abbia di questi problemi.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Sulla spinta di chi, primo fra tutti Arrigo Sacchi, lo invita ad essere pi&ugrave; offensivo sostenendo che il Genoa debba dare di pi&ugrave; per quanto riguarda la costruzione del gioco, Gilardino cambia l&rsquo;assetto tattico e schiera due punte pi&ugrave; Gudmundsson, ottenendo l&rsquo;unico risultato di togliere certezze e punti di riferimento sicuri ad una squadra che con un sistema di gioco ormai super collaudato nelle ultime 9 trasferte ha perso una solta volta (a San Siro a causa del rigore farlocco fischiato a Barella), un ruolino di marcia che non avevano il Genoa di Bagnoli ed il miglior Genoa di Gasperini, ed in totale aveva perso soltanto 3 partite delle ultime 16 (in casa con Atalanta e Monza e a Milano con l&rsquo;Inter). Dati oggettivi, mentre il concetto di bel gioco &egrave; estremamente soggettivo oltre ad essere fine a s&eacute; stesso.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Non &egrave; il tormentone &ldquo;resta, non resta&rdquo; che pu&ograve; destabilizzare Gilardino, anche perch&eacute; probabilmente &egrave; lui stesso a non aver ancora preso una decisione, semmai &egrave; lo stillicidio di essere considerato un &ldquo;non giochista&rdquo; e voler assolutamente dimostrare il contrario che, in questo finale di stagione, pu&ograve; creare qualche problema.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Contro la Lazio ha pesato in maniera importante la necessit&agrave; di dover fare tirare il fiato a Badelj che &egrave; tutta la stagione che canta e porta la croce. Strootman ha una straordinaria personalit&agrave; ma, avendo altre caratteristiche, non pu&ograve; certo essere il metronomo in grado di dettare i tempi alla squadra. La societ&agrave; come alternativa futura al croato ha pensato a Bohinen che per&ograve;, sino a questo momento, ha messo insieme tre presenze per complessivi 30 minuti (un minuto col Lecce, 5 con la Juventus a Torino e 24 a Verona).</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La partita del Genoa si &egrave; chiusa al 46&rsquo; del primo tempo quando Ekuban ha concluso nella maniera pi&ugrave; sciagurata possibile un contropiede 3 contro 1. Gudmundsson andava servito subito, poi il difensore della Lazio &egrave; stato bravo a chiudergli la linea di passaggio costringendolo a tirare e con un angolo di porta molto ridotto. Nel secondo tempo il Genoa non &egrave; pi&ugrave; esistito. La Lazio &egrave; cresciuta sino a diventare padrona del gioco, conquistando il centrocampo dove il Genoa era costantemente in inferiorit&agrave; numerica. Andava probabilmente fatto qualche cambio prima e invece le prime sostituzioni sono arrivate soltanto subito dopo il gol sub&igrave;to. Badelj ha dato il cambio a Strootman ed Ankeye a Ekuban, confermando l&rsquo;assetto con due attaccanti. Se non altro per&ograve; Retegui &egrave; tornato a fare il centravanti vero e non la &ldquo;spalla&rdquo; di Ekuban. Era infatti toccato all&rsquo;italoargentino il lavoro sporco di andare a fare a sportellate in giro per il campo, confidando evidentemente nella vena realizzativa di Ekuban.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Oltre all&rsquo;impiego da seconda punta di Retegui anche portare cos&igrave; lontano dall&rsquo;area di rigore Gudmunsson, ovvero il miglior realizzatore del Genoa, ha destato qualche perplessit&agrave;. Se a Firenze aveva fatto la mezzala, contro la Lazio &egrave; stato di fatto un tuttocampista ed &egrave; capitato spesso che, capendo la difficolt&agrave; della squadra ad iniziare la manovra a causa dell&rsquo;assenza di Badelj, retrocedesse a fare il play. Certamente lodevole l&rsquo;abnegazione, ma l&igrave; Albert, il re del dribbling, diventa uno come tanti.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>(foto Facebook Genoa Cfc)</em></div>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, a Firenze un altro capolavoro di Gilardino. Mazzoleni, ancora tu… Ma non dovevamo non vederci più?]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-a-firenze-un-altro-capolavoro-di-gilardino-mazzoleni-ancora-tu-ma-non-dovevamo-non-vederci-piu-71088</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Per fortuna il Genoa, gi&agrave; salvo e con il primato della neopromossa con il maggior numero di punti nei cinque pi&ugrave; importanti campionati europei, a Firenze giocava...]]></description>
			<pubDate>Tue, 16 Apr 2024 12:40:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Per fortuna il Genoa, gi&agrave; salvo e con il primato della neopromossa con il maggior numero di punti nei cinque pi&ugrave; importanti campionati europei, a Firenze giocava solo per l&rsquo;onore e non per la classifica. Perch&eacute; il rigore (sacrosanto) su Retegui prima accordato e poi cancellato dal Var fa gridare allo scandalo. Il famigerato Video Assistant Referee, ormai usato in modo improprio, &egrave; diventato uno strumento diabolico. Questo in Italia perch&eacute; in Europa, come &egrave; dimostrato nelle coppe, si ricorre al Var solo in casi estremi tenendo cio&egrave; fede ai principi che ne avevano favorito l&rsquo;introduzione.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ci hanno sempre raccontato la favoletta che il Var non pu&ograve; intervenire per valutare il vigore dei corpo a corpo perch&eacute; quello nessuno pu&ograve; farlo meglio di chi &egrave; sul campo soprattutto (come nel caso di Firenze) se &egrave; posizionato a pochi metri dall&rsquo;azione. Perch&eacute; Mazzoleni ha allora ritenuto di doversi intromettere? Si sono stupiti persino gli ex arbitri utilizzati per commentare le partite in tv. Ma allora il mitico protocollo &egrave; carta straccia?</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La dinamica del corpo a corpo tra Kayode e Retegui &egrave; chiarissima. Il difensore della Fiorentina prova a trattenere l&rsquo;attaccante genoano che per&ograve; riesce a liberarsi, Kayode a questo punto afferra Retegui con una presa da rugby e letteralmente lo ribalta a terra. De Marco &egrave; l&igrave;, a pochi passi, e nessuno meglio di lui pu&ograve; aver avuto percezione dell&rsquo;intensit&agrave; della prima spinta di Kayode e della seconda di Retegui. Mazzoleni per&ograve; lo richiama al monitor e a quel punto &egrave; inevitabile che un ragazzo di 31 anni, alla sua prima partita in serie A, subisca la pressione di uno dei mammasantissima dell&rsquo;Aia. Mazzoleni poi si perder&agrave; la gomita con cui Kouam&egrave; aprir&agrave; la faccia a Bani: rosso tutta la vita! Anche se ha smesso di arbitrare da diversi anni, continua a fare danni. Almeno per quanto riguarda il Genoa. Come dimenticarsi del rigore concesso alla Juventus per un fallo di Papastathopoulos su Del Piero che, sempre che ci fosse, era comunque stato commesso fuori area?</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Una direzione di gara pesantemente condizionata dal Var non cancella per&ograve; l&rsquo;ennesima prestazione ricca di personalit&agrave; del Genoa sul campo di una squadra che, almeno sulla carta, poteva disporre di pi&ugrave; qualit&agrave; e talento. La stessa partita che il Genoa aveva gi&agrave; giocato a Roma con la Lazio, a Bologna, a Napoli, a San Siro con l&rsquo;Inter e a Torino con la Juve. La squadra di Gilardino scende in campo sapendo sempre la partita che vuole fare ma anche quella che non vuole permettere di fare all&rsquo;avversario.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Lo scorso 19 agosto, all&rsquo;esordio in campionato, era sembrato esserci una distanza siderale tra una neopromossa ed una squadra reduce dalla finale di Conference League. Ora il divario si &egrave; quasi annullato. Il Genoa &egrave; conscio delle proprie possibilit&agrave;, ha maturato una grande autostima e va a giocarsela alla pari contro qualunque avversario. E fa un po&rsquo; sorridere sentire qualche commentare, ma anche qualche tifoso, sostenere che quello di Gilardino &egrave; un &ldquo;non gioco&rdquo;. Non stendere tappeti rossi al passaggio degli avversari e un punto di partenza importante sul quale poi provare a sviluppare la propria partita. E intanto Gudmundsson &egrave; tornato ad esprimersi su livelli alti. Quando ha messo gi&ugrave; con delicatezza un pallone che scendeva dal cielo dopo un rinvio di 60 metri di Martinez, agli esteti del calcio ha ricordato Mariolino Corso.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Rester&agrave; Gilardino al Genoa? Il tormentone rischia di andare avanti ancora parecchio perch&eacute; la societ&agrave; rossobl&ugrave; non ha preso una decisione in merito e nemmeno il tecnico che, non &egrave; un mistero, &egrave; nei piani proprio della Fiorentina. In mezzo tante chiacchiere e, come ha denunciato anche il presidente Zangrillo, anche notizie destabilizzanti. Il Genoa non offerto a Gilardino un contratto di tre anni ad un milione a stagione come &egrave; stato fatto circolare a Milano. Ma chi aveva convenienza a mettere in giro questa voce non vera?</div>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[È tornato il Genoa made in Gilardino. E ora vendetta tremenda vendetta con la Viola]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Ecco di nuovo il Genoa che conoscevamo. Quello tosto, compatto e granitico. Quello che magari concede poco allo spettacolo, ma chiude tutti gli spazi, non fa giocare gli...]]></description>
			<pubDate>Mon, 08 Apr 2024 12:05:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Ecco di nuovo il Genoa che conoscevamo. Quello tosto, compatto e granitico. Quello che magari concede poco allo spettacolo, ma chiude tutti gli spazi, non fa giocare gli avversari ed &egrave; pronto a castigarti. &Egrave; il Genoa made in Gilardino che forse non scalder&agrave; i cuori degli esteti del calcio ma porta risultati.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ed ecco di nuovo anche il Gilardino che conoscevamo ed apprezzavano. Riflessivo, mai sopra le righe e attento a ponderare le risposte, anche a costo di sembrare banale. Per questo l&rsquo;estemporanea sparata alla vigilia della partita con il Frosinone aveva stupito un po&rsquo; tutti. Forse (anzi, probabilmente) &egrave; stato mal consigliato. Di sicuro si &egrave; pentito di dichiarazioni che oltre a non essere piaciute alla societ&agrave; non sono state gradite nemmeno dai tifosi. Perch&eacute; &egrave; chiaro che se Gilardino ha dato molto al Genoa, anche il Genoa ha dato molto a Gilardino, concedendogli fiducia dopo l&rsquo;esonero col Siena che faceva la serie C solo perch&eacute; era stato ripescato dalla D.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Nella conferenza stampa che precedeva la partita di Verona il mister rossobl&ugrave; ha saputo fare reset. &Egrave; tornato l&rsquo;allenatore che ai giornalisti non regala un titolo per&ograve; ha il grande pregio di tenere l&rsquo;ambiente unito e sereno: &ldquo;Basta parlare di futuro, nella mia testa c&rsquo;&egrave; solo il Genoa. In questo momento ho talmente tante situazioni da pensare per ogni singolo giocatore e per la squadra che tutte le mie energie sono concentrate proprio su questo obiettivo&rdquo;. Erano proprio le parole che i tifosi rossobl&ugrave; volevano ascoltare.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Sar&agrave; un caso ma con la quiete dopo la tempesta il Genoa &egrave; tornato a quella vittoria che mancava dal 24 febbraio, quando, a Marassi, Retegui e Bani mandarono al tappeto l&rsquo;Udinese. Colpito a freddo, il Genoa, proprio come era successo a Salerno, ha saputo ribaltare il risultato. Il gol di Bonazzoli &egrave; stato un gentile omaggio di Martinez che ha completamente sbagliato nel valutare il tempo dell&rsquo;uscita, ma in ogni caso il saldo tra dare ed avere del portierone spagnolo resta abbondantemente in attivo. I gol del pareggio l&rsquo;ha segnato Ekuban, che continua ad essere in scadenza di contratto e che, se vorr&agrave; restare al Genoa, dovr&agrave; sensibilmente abbassarsi l&rsquo;ingaggio rispetto al milione (netto) di euro che sono un retaggio della gestione Preziosi. Il gol della vittoria porta la firma di Gudmundsson, arrivato cos&igrave; al dodicesimo centro in campionato, anche se ha onestamente ammesso: &ldquo;&Egrave; stata la mia peggior partita col Genoa&rdquo;.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Paolo Zerbini, chiamandolo &ldquo;grissino&rdquo;, l&rsquo;ha invece indicato come migliore in campo. Per altro il frizzante e pirotecnico conduttore di Diretta Stadio ha sempre ammesso di non capire molto di calcio ma di essere invece (almeno cos&igrave; sostiene lui) un grande competente di pallanuoto. Garbarini, andando con la mente a quando era soprannominato Custer e trasformava l&rsquo;area di rigore in una trincea, ha invece indicato Bani: &ldquo;Di testa le ha prese tutte lui&rdquo;. Onofri e Elio Signorelli il voto pi&ugrave; alto l&rsquo;hanno danno ad Ekuban. E, sottointesa, c&rsquo;era una stilettata polemica nei confronti di chi l&rsquo;aveva criticato, quando non la prendeva mai. Per Andrea Torti il migliore &egrave; stato Vazquez che ha propiziato il gol di Gudmundsson e ha colpito la parte alta della traversa. In totale sono gi&agrave; sei i legni centrati dal messicano e sar&agrave; certamente come sosteneva il mitico Fuffo Bernardini, ovvero che il palo &egrave; un tiro sbagliato, ma di sicuro la dea bendata sembra avere un conto in sospeso col difensore messicano. In Italia nessuno pu&ograve; vantare lo stesso record. In Europa numeri pi&ugrave; alti li hanno solo Nunez del Liverpool (nove) e Wirtz del Bayer Leverkusen (sette).</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>E ora sotto con la Fiorentina in un giorno anomalo (luned&igrave;) e in un orario ancora pi&ugrave; anomalo (18.30). Le ultime due partite con la squadra viola sono finite con un bilancio negativo che pi&ugrave; negativo non si pu&ograve;: zero punti, dieci gol passivo ed un solo all&rsquo;attivo. L&rsquo;ultima volta al Franchi fin&igrave; sei a zero. Esonerato Shevchenko, la panchina era stata affidata a Konko in attesa dell&rsquo;arrivo dell&rsquo;italo-tedesco Labbadia che per&ograve; all&rsquo;ultimo momento cambi&ograve; idea e si tir&ograve; indietro. Cos&igrave; dal cappello a cilindro di Spors salt&ograve; fuori Blessin. Lo scorso 19 agosto esordio choc in campionato: 1 a 4. E allora &egrave; venuto il momento di prendersi una rivincita, a reclamare vendetta &egrave; soprattutto quell&rsquo;impietoso sei a zero. Non hanno avuto piet&agrave; di una squadra allo sbando: guai ai vinti!</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>A Firenze sono certi che Gilardino firmer&agrave; per il club viola, ma in questo senso la partita &egrave; tutta da giocare. Ed il tecnico di Biella far&agrave; bene a tenere a mente le sagge parole di Perinetti: &ldquo;Il mio consiglio &egrave; di stabilizzarsi in una piazza dove gli vogliono bene ed &egrave; soprattutto stimato&rdquo;. A Firenze lo ricordano come grande bomber, ma il Gilardino allenatore per i tifosi della Fiesole &egrave; ancora tutto da scoprire.</div>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, peggiore prestazione dell'anno. E Gilardino ha bisogno di un amico]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Siccome siamo tutti d&rsquo;accordo sul fatto che la prima di campionato con la Fiorentina non faccia testo, quella di sabato con il Frosinone, anche tenendo conto del valore...]]></description>
			<pubDate>Sun, 31 Mar 2024 12:05:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div><strong>Siccome siamo tutti d&rsquo;accordo sul fatto che la prima di campionato con la Fiorentina non faccia testo</strong>, quella di sabato con il Frosinone, anche tenendo conto del valore dell&rsquo;avversario, &egrave; certamente stata la peggior prestazione stagionale del Genoa. &ldquo;Non siamo scesi in campo&rdquo;, ha commentato sconsolato Alfa, reduce dal successo di Sanremo ed in attesa di partire il 5 aprile con il suo tour.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Poche idee (o forse nessuna), distanza siderale trai vari reparti ed i giocatori in maglia gialla che arrivano sempre prima sulle seconde palle</strong>. Anche con Lecce e Monza, sempre a Marassi, la squadra di Gilardino nel primo tempo non era entrata in partita, ma nella ripresa si era riaccesa la luce. Contro il Frosinone invece &egrave; stato black out totale per tutti i 90 minuti pi&ugrave; i 7 di recupero, la traversa di Messias ed il rigore procurato e trasformato da Gudmundsson sono stati due lampi nel buio. A proposito del rigore vanno fatte due considerazioni. La prima &egrave; che &egrave; stato bello vedere Retegui prendere in mano la palla ma questa volta per consegnarla di persona ad Albert. Pace fatta davanti a 31 mila spettatori. E non &egrave; un caso se, potendo calciare in serenit&agrave;, Gudmundsson sia tornato a riproporre un&rsquo;esecuzione impeccabile. La seconda &egrave; che l&rsquo;incertissimo arbitro Sacchi (che comunque non ha inciso sul risultato) l&rsquo;ha fischiato solo perch&eacute; l&rsquo;assistente Laudato, ritenendolo solare, era andato a prendere la posizione che i guardalinee devono assumere in occasione di un rigore. Ma Sacchi si &egrave; superato quando dopo non aver visto un fallo da rigore evidente ne ha visto uno invece che non c&rsquo;era. A salvarlo questa volta &egrave; stato il Var: quella palla Thorsby di mano non l&rsquo;aveva toccata. <strong>La prossima volta dovr&agrave; in ogni caso fare pi&ugrave; attenzione perch&eacute; se salti con le braccia alte basta niente per combinare la frittata.</strong></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Ma torniamo alla partita</strong>. Dopo un primo tempo in balia degli avversari, con il Frosinone costantemente in superiorit&agrave; numerica in mezzo al campo, tutti si aspettavano che Gilardino corresse ai ripari. In fondo la soluzione l&rsquo;aveva gi&agrave; bella che pronta, con Lecce e Monza infatti, passando a quattro dietro, era riuscito a ribaltare la situazione togliendo il pallino di mano agli avversari. Ma per far posto a Malinovski, invece che un difensore, &egrave; uscito Spence che certamente non aveva brillato (ma chi lo aveva fatto a parte Frendrup, Vazquez e Bani?), Messias &egrave; stato tolto dal centrocampo, ovvero la posizione di campo dove incide di pi&ugrave;, ed &egrave; stato messo a fare il terzino sinistro. La conferma di un quadro tattico incerto &egrave; stato proprio il tourbillon di ruoli a cui si &egrave; dovuto adattare il brasiliano che poi ha fatto il centravanti al posto di Retegui e infine il terzino destro al posto di Sabelli.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Non sono (ovviamente) d&rsquo;accordo con il mio amico Massimiliano Lussana quando sostiene che Retegui sia stato il peggiore in campo</strong>. Credo che le caratteristiche del bomber italo-argentino siano note a tutti e dunque anche a Massimiliano: &egrave; un centravanti d&rsquo;area di rigore. &ldquo;Vede la porta, la sente&hellip;&rdquo;, &egrave; stato detto e ridetto. E allora uno cos&igrave; lo devi sfruttare per quelle che sono le sue qualit&agrave;. Che senso ha avere Retegui se poi nell&rsquo;area di rigore avversaria non entri mai? L&rsquo;iniziativa ce l&rsquo;aveva sempre il Frosinone come dimostra il fatto che nel solo primo tempo il Genoa abbia dovuto rifugiarsi per ben sette volte in calcio d&rsquo;angolo.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Viene per&ograve; anche da chiedersi se, alla luce di quanto &egrave; successo venerd&igrave; in conferenza stampa, abbia senso vivisezionare la partita contro la squadra di Di Francesco. <strong>La vera partita probabilmente la si gioca fuori dal campo e le parole del tecnico genoano non sono piaciute alla societ&agrave; e nemmeno a molti tifosi</strong>. Tanto pi&ugrave; che arrivavano dopo che Luciano Moggi aveva sentenziato che il prossimo allenatore della Fiorentina sar&agrave; Gilardino. E lui &egrave; sicuramente uno bene informato visto che &egrave; il figlio che ne cura gli interessi.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&ldquo;&Egrave; normale che se un giocatore o un allenatore &egrave; in scadenza di contratto ci siano voci e giornalisti che ne parlano in modo positivo. Ed &egrave; anche normale per il percorso che stiamo facendo. Un aspetto importante &egrave; che quando mi sieder&ograve; con la societ&agrave; sar&agrave; per l'aspetto tecnico perch&eacute; voglio e vorr&ograve; capire quali saranno gli obiettivi in uscita e quelli in entrata. Questo &egrave; chiaro". Queste le dichiarazioni che Gilardino poteva evitarsi e non solo perch&eacute; si era alla vigilia di una partita. &Egrave; stato interpretato come un voler mettere pressione alla societ&agrave;. E anche voler dettare delle condizioni. Invece dovrebbe essere chiaro che se il Genoa deve molto a Gilardino anche Gilardino, che ne veniva dall&rsquo;esonero col Siena, deve molto al Genoa.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Sabato in tribuna c&rsquo;era anche un elegantissimo Luca Bizzarri. Sta ottenendo un grande successo con il suo show &ldquo;Non hanno un amico&rdquo; che teorizza come nei momenti di grande confusione ognuno di noi avrebbe bisogno di un amico che lucidamente dia il consiglio giusto. Ma se l&rsquo;amico &egrave; Alessandro Moggi tutto diventa pi&ugrave; complicato.</strong></div>
<div>&nbsp;</div>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Juve-Genoa, Allegri ha visto un'altra partita. E per un Vitinha così vale la pena fare un sacrificio]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[L&rsquo;ultima vittoria sul campo della Juventus era datata 20 gennaio 1991 con un gol del grande Skuhravy. Per altro un campo sempre avaro per i rossoblu visto che Tomasone...]]></description>
			<pubDate>Mon, 18 Mar 2024 13:20:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div><strong>L&rsquo;ultima vittoria sul campo della Juventus era datata 20 gennaio 1991</strong> con un gol del grande Skuhravy. Per altro un campo sempre avaro per i rossoblu visto che Tomasone aveva rotto un tab&ugrave; che durava dal 1937. <strong>Mai come questa volta negli ultimi anni la squadra &egrave; andata vicina all&rsquo;impresa</strong>, anche se un poco lucido e sempre pi&ugrave; insofferente Allegri in sala stampa ha risposto piccato: &ldquo;Il Genoa non ha mai tirato in porta&hellip;&rdquo;. Peccato che per la <em>Gazzetta dello Sport</em>, dunque un interlocutore super partes, Szczesny sia stato il migliore della Juventus. Viene dunque da chiedersi come sia possibile che il migliore sia il portiere di una squadra la cui avversaria non ha mai tirato in porta. Ma evidentemente Allegri ha visto un&rsquo;altra partita.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La sfida di Torino con la Juventus certifica definitivamente che il Genoa non deve pi&ugrave; essere considerato come una brillante neopromossa capace di exploit importanti quanto estemporanei, ma <strong>pu&ograve; a tutti gli effetti essere considerato uno stabile e nobile inquilino del centroclassifica con proiezioni estremamente interessanti per quanto riguarda i campionati che verranno</strong>. Insomma, si prospetta un futuro stimolante. Tutto questo acclarato che il Genoa questo campionato lo finir&agrave; al dodicesimo posto perch&eacute; la distanza dal Torino undicesimo (7 punti) &egrave; incolmabile cos&igrave; come lo &egrave; il vantaggio sul Lecce tredicesimo (6 punti).</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Al di l&agrave; del risultato positivo &egrave; il piglio e l&rsquo;autorevolezza con il quale &egrave; stato affrontato un avversario sulla carta decisamente pi&ugrave; attrezzato che &egrave; piaciuto. Come a San Siro con l&rsquo;Inter, dove a fare la differenza era stato l&rsquo;ottuso arbitro Ayroldi, e al Maradona col Napoli. Partite che il Genoa ha affrontato con coraggio rifiutando il ruolo di vittima predestinata.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Al motto &ldquo;i buoni giocatori devono sempre andare in campo&rdquo;, che era stato il mantra lanciato la settimana scorsa da Stefano Eranio al <em>Derby del Luned&igrave;,</em> Gilardino all&rsquo;Allianz Stadium ha addirittura schierato <strong>tutti assieme appassionatamente Retegui, Vitinha, Gudmundsson e Messias</strong>. A restare fuori &egrave; stato solo Malinovskyi che ha perso il posto da titolare dopo la sua miglior partita in rossobl&ugrave; (Atalanta a Marassi) e non l&rsquo;ha ritrovato nemmeno dopo il sontuoso secondo tempo in cabina di regia con il Monza.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Nel calcio di Gilardino al primo posto viene il gruppo. Coeso e granitico gli ha permesso di rimediare lo <strong>scempio di Blessin, che gli aveva lasciato un&rsquo;armata Brancaleone allo sbando</strong>, centrando la promozione diretta e di affrontare col piglio giusto la categoria superiore nonostante la partenza choc con la Fiorentina. All&rsquo;equilibrio dello spogliatoio il mister rossobl&ugrave; &egrave; stato sempre molto attento, ci sono gerarchie da rispettare. Ci sta allora che chi arriva debba mettere in preventivo di fare anticamera. Era successo per gli acquisti del mercato estivo: i vari Malinovskyi, De Winter, Martin, Thorsby e Kutlu (discorso a parte per Messias infortunato). <strong>Cos&igrave; nel girone d&rsquo;andata ci sono state partite che il Genoa ha giocato con nove undicesimi della squadra della serie B</strong> pi&ugrave; Vazquez, rientrato dal prestito alla Cremonese. Ci sta anche allora che abbiano fatto panchina gli innesti arrivati dal mercato invernale. E tra gli investimenti di gennaio va inserito anche Malinovskyi per il quale la societ&agrave; ha deciso di far valere in anticipo il diritto di riscatto. Un impegno economico importante (7 milioni), chiaramente in prospettiva futura.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il vero salto di qualit&agrave; il Genoa l&rsquo;ha fatto proprio nel mercato di gennaio dando anche una panchina e dunque ricambi di spessore ad una squadra che aveva poche alternative di qualit&agrave; rispetto agli undici iniziali, tanto &egrave; vero che Gilardino faceva pochissime sostituzioni in corso d&rsquo;opera e spesso soltanto nelle ultime battute della partita. <strong>Ora il Genoa ha una rosa completa che le permette di giocarsela senza timore reverenziale con qualunque avversario</strong>.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Vitinha e Spence sono giocatori dalle grandissime potenzialit&agrave;. Non si finisce per caso in top club europei come l&rsquo;Olympique Marsiglia (per 30 milioni bonus!) ed il Tottenham. Significa avere qualit&agrave; importanti. A Torino sono partiti dall&rsquo;inizio e poi gara in corso sono entrati oltre a Malinovskyi anche Cittadini, Bohinen e Ankeye, all&rsquo;esordio assoluto con la maglia rossobl&ugrave;. &Egrave; evidente che si sta gi&agrave; lavorando per il futuro. E per trattenere in rossobl&ugrave; Vitinha, che ha tecnica, velocit&agrave; e generosit&agrave; (a Torino ha corso perfino pi&ugrave; di Frendrup macinando un totale di 10.829 metri), <strong>i 777 sono pronti ad un investimento importante esercitando il diritto di riscatto che &egrave; stato fissato a 25 milioni (trattabili)</strong>. Lo stesso vale per Spence cha ha una velocit&agrave; impressionante e piedi educatissimi ma come sostiene Eranio, che proprio nel ruolo dell&rsquo;inglese era stato inventato da Scoglio e poi era passato sotto la cura di maestri come Bagnoli e Sacchi, deve imparare movimenti senza e con la palla e tempi di inserimento. Anche per Cittadini, che ha i centimetri e la forza fisica di Dragusin, forse converrebbe fare un investimento. E le partite che mancano alla fine del campionato serviranno appunto per capirlo.</div>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Ora però Vitinha deve giocare e stop alle sceneggiate Gudmundsson-Retegui]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Per una neopromossa il primo anno di serie A passa anche attraverso prestazioni sconcertanti come quelle contro il Monza. Nei due tempi si sono viste in campo due formazioni...]]></description>
			<pubDate>Sun, 10 Mar 2024 13:00:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div><strong>Per una neopromossa il primo anno di serie A passa anche attraverso prestazioni sconcertanti</strong> come quelle contro il Monza. Nei due tempi si sono viste in campo due formazioni completamente diverse per atteggiamento, mentalit&agrave; e intensit&agrave;, &egrave; lo scotto al noviziato che devono pagare squadra e allenatore. Ma &egrave; solo attraverso gli errori che si cresce. Ed il Genoa ha una posizione di classifica che gli pu&ograve; anche permettere di sbagliare qualcosa.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Il primo tempo di sabato &egrave; stato inquietante.</strong> Dopo i due gol in 18 minuti, la cassandra Lussana che avevo a fianco ha sentenziato: &ldquo;Finisce come contro la Fiorentina&rdquo;. In realt&agrave; &egrave; stato il bis della partita col Lecce, quando dopo un primo tempo completamente passivo, il Genoa aveva saputo ribaltare il risultato. Questa volta, per&ograve;, non c&rsquo;&egrave; stato lieto fine. &ldquo;Raggiunto il 2 a 2 potevamo accontentarci del pareggio. Forse ho sbagliato, ma non me l&rsquo;ha sono sentita di frenare la voglia di vincere che aveva la squadra&rdquo;, ha commentato Gilardino. E ha fatto bene perch&eacute; il coraggio &egrave; la qualit&agrave; che i tifosi apprezzano maggiormente di questa squadra che soltanto cinque giorni prima a San Siro se l&rsquo;era andata a giocare alla pari con i futuri campioni d&rsquo;Italia.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Gilardino si &egrave; anche preso tutte le colpe dell&rsquo;orribile primo tempo</strong> in cui il Genoa &egrave; stato completamente in balia degli avversari. I centrocampisti del Monza sembravano sioux che sbucavano da tutte le parti. Frendrup, da solo, faceva un pressing generosissimo ma inutile: correva all&rsquo;impazzata dietro al pallone ma non lo prendeva mai. Badelj e Strootman allargavano le braccia, non riuscivano a capire perch&eacute; quelli del Monza erano sistematicamente di pi&ugrave;. Gli esterni (Messias e Sabelli) non stringevano. Troppo larga e con una distanza siderale trai reparti la squadra rossobl&ugrave; per pensare di opporre una valida resistenza. Gilardino &egrave; stato efficace nelle contromisure ed il Genoa del secondo tempo &egrave; stato tutta un&rsquo;altra cosa. Merito certamente della qualit&agrave; dei tre (Malinowski, Vitinha e Spence) che sono entrati in campo dal primo minuto, ma anche di una diversa impostazione tattica. La difesa a quattro, a cui Gilardino era ricorso gi&agrave; negli ultimi venti minuti del primo tempo, ha permesso di annullare l&rsquo;inferiorit&agrave; numerica a centrocampo.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Gi&agrave; si era intuito che Vitinha avesse talento e anche voglia di riscattarsi dopo l&rsquo;anno non brillante vissuto a Marsiglia.</strong> Per qualcuno l&rsquo;attaccante portoghese, che di certo non pu&ograve; continuare a restare in panchina, rischia di rappresentare un problema per Gilardino che un posto ora dovr&agrave; trovarglielo. Invece avere un giocatore di qualit&agrave; in pi&ugrave; &egrave; sempre una risorsa. Come lo &egrave; Spence che ha una facilit&agrave; di corsa straordinaria. Perch&eacute; quando entri nel giro di club importanti come l&rsquo;Olympique Marsiglia e il Tottenham certamente hai valori notevoli. Per la cronaca Dragusin in Premiere ha sino a questo momento giocato soltanto 8 minuti divisi in presenze (5 minuti, 2 minuti e un minuto). Quanto a Malinowki si &egrave; piazzato a fare il regista davanti alla difesa, con grande precisione e pulizia di tocco, e ha permesso a Badelj di alzare il proprio raggio d&rsquo;azione.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Insomma a Gilardino, che come anticipato da <em>Telenord</em> venerd&igrave; ha incontrato Blazquez e ha posto le basi per la riconferma la prossima stagione, le soluzioni non mancano. Ora ha infatti un&rsquo;ampia possibilit&agrave; di scelta. E occorrer&agrave; vedere all&rsquo;opera anche Cittadini perch&eacute; in difesa l&rsquo;assenza di Vazquez (un altro regalo di Ayroldi) si &egrave; fatta sentire pi&ugrave; di quanto fosse lecito attendersi. Vogliacco, che era stato uno straordinario protagonista della cavalcata verso la serie A dello scorso anno, sta infatti patendo il salto di categoria. &nbsp;Ma una delle priorit&agrave; di Gilardino &egrave; anche evitare in futuro le sceneggiate Retegui-Gudmundsson ogni volta che viene assegnato un rigore a favore del Genoa. Ritrovarsi con due giocatori sul dischetto col pallone in mano non capita nemmeno in Terza Categoria. Ed &egrave; normale che dopo quella stucchevole tarantella chi va a tirare non abbia la serenit&agrave; giusta. Infatti, dopo il fischio dell&rsquo;arbitro, Gudmundsson ha aspettato diversi secondi, cercando di ritrovare la concentrazione, prima di calciare.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Infine un applauso a Barella. Dopo la simulazione di San Siro e le piroette clownesche ha chiesto scusa. Non &egrave; da tutti ammettere di aver sbagliato e fare marcia indietro. Ha ragione il presidente Zangrillo: &ldquo;Bravo Barella, hai confermato di essere un campione&rdquo;.</div>
<div>&nbsp;</div>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa: luci a San Siro, ma decide il killer Ayroldi]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-luci-a-san-siro-ma-decide-il-killer-ayroldi-68943</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Sdegno o soddisfazione: dopo San Siro qual &egrave; il sentimento che prevale? Bisogna compiacersi di come il Genoa abbia interpretato la partita con l&rsquo;Inter, ma di questo...]]></description>
			<pubDate>Tue, 05 Mar 2024 11:30:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Sdegno o soddisfazione: dopo <strong>San Siro</strong> qual &egrave; il sentimento che prevale? Bisogna compiacersi di come il <strong>Genoa</strong> abbia interpretato la partita con <strong>l&rsquo;Inter,</strong> ma di questo e della crescita esponenziale di tutta la squadra ne tratteremo pi&ugrave; avanti. Non si pu&ograve; infatti non soffermarsi sul clamoroso errore dell&rsquo;arbitro <strong>Ayroldi</strong> che ha di fatto consegnato alla squadra nerazzurra una partita che non meritava di vincere. Bene ha fatto il presidente <strong>Zangrillo</strong> ad abbandonare per protesta la tribuna d&rsquo;onore di San Siro e a non rilasciare dichiarazioni. Le parole infatti, di fronte al reiterarsi di certe decisioni, risultano inutili esercizi dialettici. Errare &egrave; umano, ma casualmente il 90 per cento degli errori &egrave; sempre verso una direzione che, sempre fortuitamente, coincide con il potere. Contro il <strong>Milan</strong> &egrave; stato convalidato un gol di <strong>Pulisic</strong> che si era fermato la palla con un braccio, contro l&rsquo;Inter all&rsquo;andata non &egrave; stata annullato da <strong>Doveri</strong> (ieri a San Siro era l&rsquo;avar) il gol di <strong>Arnautovic</strong> dopo che <strong>Strootman</strong> era stato allontanato dal pallone con una vigorosa spinta a due mani sulla schiena e ieri, infine, il capolavoro di <strong>Ayroldi.</strong> E siccome ci hanno insegnato che tre coincidenze fanno una prova, diventa quasi impossibile che si tratti di un caso.</div>
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<div>In una cosa <strong>Lotito</strong> ha ragione: il sistema fa acqua. Sistema dentro il quale lui per altro ci sguazza da anni. &Egrave; un sistema perverso che ha portato gli arbitri a non prendere mai decisioni contro le grandi squadra. Perch&eacute; se poi <strong>Inter, Milan o Juventus</strong> li ricusano, sono tagliati fuori da un certo tipo di partite e di conseguenza non fanno carriera. E dunque le societ&agrave; medio-piccole diventano carne da macello.</div>
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<div>Per altro <strong>Ayroldi</strong> &egrave; stato pi&ugrave; realista del re perch&eacute; era un&rsquo;impresa quasi impossibile riuscire a non cancellare il rigore dopo la chiamata del Var. <strong>Frendrup</strong> prende la palla e se qualcuno commette fallo &egrave; <strong>Barella</strong> che affonda (con malizia) i tacchetti sulla coscia del centrocampista genoano. La dinamica era chiarissima, la giustificazione che al video non gli sarebbe stata mostrata l&rsquo;immagine migliore non regge. Resta da capire cosa gli abbia frullato per la testa nel rifiutare il suggerimento di due colleghi (uno, <strong>Doveri,</strong> di grande esperienza) che gli volevano fare capire che stava prendendo un abbaglio. A questo punto c&rsquo;&egrave; da meravigliarsi del fatto che <strong>Ayroldi</strong> non abbia commesso il delitto perfetto ovvero estrarre il secondo cartellino giallo nei confronti di <strong>Frendrup.</strong> Perch&eacute; se per lui quello continuava ad essere fallo, allora doveva scattare l&rsquo;ammonizione nei confronti del giocatore danese.</div>
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<div>L&rsquo;indignazione per una pessima direzione di gara non ha per&ograve; scavallato oltre i <strong>Giovi.</strong> C&rsquo;&egrave; chi paragona l&rsquo;errore del rigore all&rsquo;ammonizione di <strong>Lautaro.</strong> Ma lasciarsi cadere in area cos&rsquo;&egrave; se non simulazione? E vogliamo allora parlare del cartellino giallo a <strong>Vasquez</strong> che gli far&agrave; saltare la partita col <strong>Monza.</strong> Ma la grancassa mediatica suona solo quando sono danneggiate le grandi squadra o la squadra che ha come presidente il proprietario del pi&ugrave; venduto quotidiano sportivo italiano. E si finisce allora per tornare ad un sistema che cos&igrave; proprio non funziona.</div>
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<div>Ma San Siro ha anche consegnato ai tifosi genoani la certezza che la loro squadra ha fatto un definitivo salto di qualit&agrave;. Contro i futuri campioni d&rsquo;Italia era un esame importante ed il <strong>Genoa</strong> l&rsquo;ha passato pieni voti. Personalit&agrave;, coraggio, un&rsquo;identit&agrave; tattica precisa ma anche una crescita esponenziale di tutti i giocatori. <strong>Gilardino</strong> sta facendo un eccellente lavoro, gliene danno atto tifosi, media e certamente anche la societ&agrave;. Ma questo non vuole dire mettere fretta alla propriet&agrave; americana per quello che riguarda il rinnovo. Certamente <strong>Gilardino</strong> pu&ograve; essere l&rsquo;allenatore col quale provare a dare vita ad un ciclo importante, ma la firma sul contratto dovr&agrave; avvenire senza forzature e con entrambe le parti che abbiano ben chiaro cosa ciascuno vuole dall&rsquo;altro. In questo momento non si vedono all&rsquo;orizzonte allenatori che al <strong>Genoa</strong> possano dare pi&ugrave; certezze di <strong>Gilardino</strong> e viceversa non c&rsquo;&egrave; una piazza che possa garantire al mister di Biella quell&rsquo;affetto e quella credibilit&agrave; che si &egrave; costruito senza proclami ma col lavoro ed i risultati.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Indietro non si torna, il <strong>Genoa</strong> ha avviato un processo di crescere che prevede nei prossimi anni tutta una serie di step. Occorrer&agrave; una programmazione efficace e soprattutto tanta pazienza, perch&eacute; arrivata al centro classifica poi ogni posizione da salire &egrave; come una montagna da scalare. Ma la strada &egrave; quella giusta e la conferma paradossalmente &egrave; arrivata da una sconfitta firmata <strong>Ayroldi.</strong></div>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, Retegui: un gol da cineteca dedicato al ct Spalletti]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-retegui-un-gol-da-cineteca-dedicato-al-ct-spalletti-68564</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Uno stadio felice. Uno mondo, quello Genoa, felice. E la felicit&agrave; &egrave; qualcosa di estremamente pi&ugrave; profondo e solido rispetto all&rsquo;euforia dopo una...]]></description>
			<pubDate>Sun, 25 Feb 2024 12:30:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Uno stadio felice. Uno mondo, quello Genoa, felice</strong>. E la felicit&agrave; &egrave; qualcosa di estremamente pi&ugrave; profondo e solido rispetto all&rsquo;euforia dopo una vittoria che ti proietta ai sette cieli. &Egrave; bello essere genoani e gridarlo ai quattro venti. &nbsp;C&rsquo;&egrave; una squadra dai meccanismi perfetti che sembra un orologio svizzero, ma soprattutto c&rsquo;&egrave; la convinzione che si stanno mettendo le basi per un progetto vero e non millantato come purtroppo troppe volte in passato.<br />&nbsp;<br />Il genoano felice pu&ograve; sembrare un&rsquo;anomalia ma non lo &egrave;, il mugugno non abita pi&ugrave; qua. Merito di una societ&agrave; che ha allargato gli orizzonti, non si ha paura di pensare in grande. E merito del ricambio generazionale che c&rsquo;&egrave; stato in Gradinata Nord. Ora sono i giovani col loro entusiasmo ad essere trainanti ed i meno giovani sono ben contenti di essere trainati e buttare a mare il loro antico pessimismo. La maledizione di Villa Pantelli non esiste pi&ugrave;, i ragazzi che popolano la Nord nemmeno sanno cosa sia.<br />&nbsp;<br />La vittoria sull&rsquo;Udinese &egrave; stata meno facile di quanto possano lasciar intendere il punteggio ed un secondo tempo giocato in scioltezza grazie ai due gol di vantaggio e all&rsquo;uomo in pi&ugrave;. Di fronte il Genoa aveva un avversario che due settimane prima aveva vinto a Torino con la Juventus. Una squadra estremamente fisica, ma anche con una buona propriet&agrave; di palleggio. E infatti i primi venti 20 minuti non sono stati semplici, poi il Genoa &egrave; cresciuto ed il capolavoro di Retegui ha cambiato l&rsquo;inerzia del match.<br />&nbsp;<br /><strong>Al di l&agrave; del gol da cineteca, l&rsquo;argentino &egrave; stato protagonista di una partita straordinaria</strong>. Ha giocato con e per la squadra, nel finale ha rinunciato ad un gol quasi sicuro per passare la palla a Gudmundsson. Un gesto di grande altruismo che dovrebbe finalmente mettere a tacere le voci per quali i due sarebbero come separati in casa. Ma l&rsquo;islandese, che per altro ha confezionato lo splendido assist che ha permesso a Bani di chiudere la partita, &egrave; in uno di quei momenti in cui il gol proprio non ne vuole sapere di arrivare. Capita anche ai migliori attaccanti. Passer&agrave;. L&rsquo;importante &egrave; non intestardirsi a cercarlo a tutti i costi.<br />&nbsp;<br /><strong>Spalletti convocher&agrave; Retegui in Nazionale? Non &egrave; un problema del Genoa, ma solo del ct.</strong> Sbaglia per&ograve; chi pensa: &ldquo;Meglio se non lo chiama, cos&igrave; ce lo godiamo solo noi&rdquo;. La dimensione internazionale &egrave; un passaggio imprescindibile per chi ha le qualit&agrave; per diventare un grande giocatore. Serve al giocatore, ne accresce l&rsquo;autorevolezza e l&rsquo;autostima. E di riflesso ne trarrebbe un importante giovamento anche il Genoa.<br />&nbsp;<br /><strong>I 48 punti che il neopromosso Genoa di Gasperini ottenne nella stagione 2007-08 sono alla portata del neopromosso Genoa di Gilardino</strong>. Ci sono molte analogie, anche questa squadra ha l&rsquo;opportunit&agrave; di aprire un ciclo. Ora l&rsquo;ultima cosa di cui si sente il bisogno &egrave; arrovellarsi nel dilemma Gilardino s&igrave; &ndash; Gilardino no. La societ&agrave; stabilir&agrave; tempi e modi per discutere del rinnovo presentando al tecnico un progetto ad ampio respiro. E l&rsquo;allenatore decider&agrave; se programmi e obiettivo coincidono con le sue aspettative.<br />&nbsp;<br />Intanto luned&igrave; a San Siro, in casa dei futuri campioni d&rsquo;Italia, questo Genoa pu&ograve; giocarsi la partita senza timori reverenziali e con la forza di chi ha tutto da guadagnare e niente da perdere. Con un Retegui cos&igrave; e se Gudmundsson dovesse tornare quello di un mese fa ci si potrebbe anche divertire.</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Genoa, a Napoli 21 mesi dopo ed è tutta un’altra musica]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[La partita che lo consacra definitivamente come una squadra da centroclassifica e non pu&ograve; dunque tra coloro che devono avere la salvezza come unico obiettivo &egrave;...]]></description>
			<pubDate>Sun, 18 Feb 2024 12:30:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div>La partita che lo consacra definitivamente come una squadra da centroclassifica e non pu&ograve; dunque tra coloro che devono avere la salvezza come unico obiettivo &egrave; significativo che il Genoa la giochi a Napoli. Vale a dire in quello stadio dove il 15 maggio 2022 venne sancita matematicamente la retrocessione in serie B. Sono passati soltanto ventuno mesi eppure sembrano anni luce. Ci sono ancora Bani, Badelj, Gudmundsson, Frendrup, Vazquez ed Ekuban, ma &egrave; tutto un altro Genoa. C&rsquo;&egrave; una societ&agrave; che ha saputo limitare al minimo sindacale il periodo di apprendistato e gli inevitabili errori che si commettono quando ci si imbatte in una materia al momento sconosciuta.</div>
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<div>E poi c&rsquo;&egrave; Alberto Gilardino che di questa crescita rapida e importante ha certamente molti meriti. Perch&eacute; senza la promozione in &ldquo;only one year&rdquo;, che con l&rsquo;ottuso Blessin era diventata un&rsquo;utopia, il progetto rischiava se non di saltare quanto meno di avere un rallentamento.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&ldquo;Compattezza, personalit&agrave; e coraggio&rdquo;, questo aveva chiesto Gilardino alla sua squadra preparando la partita di Napoli. Missione compiuta. La vittoria &egrave; sfumata solo al novantesimo, ma l&rsquo;invito agli inguaribili malati di tafazzismo &egrave; di non guardare il dito ma la luna. Il Genoa 13 dei 31 gol al passivo li ha subiti nell&rsquo;ultimo quarto d&rsquo;ora e sono 14 i punti sfumati nelle ultime battute. Ma se si guarda la luna non si pu&ograve; non vedere la crescita costante e significativa di una squadra che ha affrontato il suo primo campionato di serie A andando oltre le aspettative sia come classifica ma anche per come sa stare in campo.</div>
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<div>Proprio Frendrup &egrave; la dimostrazione chiara della crescita del Genoa e del lavoro di Gilardino. L&rsquo;amico Maurizio Michieli mi ha preso a lungo in giro perch&eacute;, pi&ugrave; o meno un anno fa di questi tempi, del centrocampista danese scrissi testualmente: &ldquo;Avesse anche i piedi giocherebbe nel Manchester City&hellip;&rdquo;. I piedi non si possono smontare e sostituirli con dei nuovi, per&ograve; certamente ci si pu&ograve; lavorare. E, dopo Napoli, Gilardino ha tenuto ad una precisazione: &ldquo;La crescita di Frendrup premia il lavoro di tutti questi mesi, andava migliorata la qualit&agrave; del primo controllo e del primo passaggio&rdquo;. &Egrave; ai vertici delle classifiche per i palloni recuperati e i contrasti vinti, ha confezionato 4 assist e sabato ha segnato il suo primo gol in serie A, ma sino a qualche mese fa passava solo la palla indietro e si avventurava al massimo in qualche breve passaggio orizzontale. Essere riuscito ad esaltare le qualit&agrave; non solo atletiche e di incontrista di Frendrup, che definisce un giocatore &ldquo;box to box&rdquo; (ovvero da un&rsquo;area di rigore all&rsquo;altra) &egrave; solo uno dei grandi meriti dell&rsquo;allenatore rossobl&ugrave;. Ha trovato il ruolo ideale per Gudmundsson semplicemente non assegnandogli un ruolo, ma dandogli la possibilit&agrave; di muoversi in campo a suo piacimento. E poi c&rsquo;&egrave; la crescita esponenziale di Martinez, Bani e di Vazquez, la seconda giovinezza di Badelj e Strootman, il rilancio a livelli d&rsquo;eccellenza di Malinowski ed il recupero di Ekuban che da molti non era considerato un giocatore da serie A. E soprattutto c&rsquo;&egrave; un gruppo straordinariamente coeso. Ora come deve essere abile a gestire l&rsquo;abbondanza come lo era stato a fronteggiare l&rsquo;emergenza. C&rsquo;&egrave; Vitinha, che come contro Empoli ed Atalanta &egrave; entrato bene, che preme. Non &egrave; stato buono, invece, l&rsquo;impatto sulla partita di Malinowski che, dopo la grande prestazione con l&rsquo;Atalanta, probabilmente si aspettava di essere riconfermato. E Strootman e Cittadini, entrati al 90&rsquo;, forse avrebbero potuto essere utilizzati un po&rsquo; prima.</div>
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<div>Mazzari non si smentisce mai e regala sempre qualche perla di simpatia, proprio come quando era alla guida della Sampdoria di Garrone e rivaleggiava con Gasperini nei derby: &ldquo;Ci gira male, al primo sbadiglio prendiamo gol&rdquo;. Un commento che non bisogno di commenti.</div>
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<div>Infine un appunto sull&rsquo;arbitro Sacchi. Una direzione di gara di quella di una volta, all&rsquo;antica. Quando gli arbitri erano casalinghi soprattutto quando la squadra ospitante era un big. Al 42&rsquo; del primo tempo Sacchi ammonisce Kvaratskhelia che lo manda a quel paese con un plateale movimento del braccio. E poi cos&igrave; succede? Ecco cosa annota la Gazzetta dello Sport: &ldquo;Dopo l&rsquo;esposizione del giallo ripete il gesto. Sacchi non vede, oppure finge di non vedere e perdona&rdquo;.</div>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa coraggioso e determinato, solo applausi a Gilardino e ai suoi ragazzi]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Passer&agrave; alla storia e non solo perch&eacute; &egrave; stata e probabilmente lo rimarr&agrave; per molto tempo, la partita pi&ugrave; lunga nella storia del Genoa. Quella...]]></description>
			<pubDate>Mon, 12 Feb 2024 13:05:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Passer&agrave; alla storia e non solo perch&eacute; &egrave; stata e probabilmente lo rimarr&agrave; per molto tempo, <strong>la partita pi&ugrave; lunga nella storia del Genoa</strong>. Quella con <strong>l&rsquo;Atalanta</strong> verr&agrave; anche ricordata per il lungo e caloroso <strong>applauso</strong> che, subito <strong>dopo il terzo gol bergamasco, &egrave; partito dalla Nord</strong> ed &egrave; stato poi condiviso da tutto lo stadio. Un riconoscimento alla determinazione e al coraggio col quale il Genoa si &egrave; battuto contro un avversario qualitativamente e fisicamente pi&ugrave; forte. Un divario che per 88 minuti, ovvero sino all&rsquo;occasione per pareggiare che <strong>Gudmundsson</strong> non ha sfruttato, sul campo era stato annullato. <strong>Poi, nel maxi recupero, l&rsquo;Atalanta ha colpito impietosamente</strong> altre due volte una squadra tutta sbilanciata in avanti con un 4-2-4 a trazione maxi anteriore.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ancora una volta<strong> il Genoa &egrave; stato Ettore, eroe epico generoso ma perdente</strong>. Ma questo alla sua gente non dispiace:<strong><em> &ldquo;Quelli che se perdi non fa niente&rdquo;.</em></strong> Anche se il risultato &egrave; negativo, il tifoso rossobl&ugrave; apprezza la volont&agrave; di giocarsela alla pari contro avversari sulla carta pi&ugrave; quotati, premia la squadra che in campo d&agrave; tutto e va anche oltre quelle che sono le sue possibilit&agrave;. E non a caso, <strong>dopo 42 anni</strong>, ci si ricorda ancora, <strong>dopo un Genoa-Udinese terminato 3 a 2 per i friulan</strong>i, gli applausi calorosi che a fine partita salutarono l&rsquo;uscita dal campo di <strong>Onofri</strong> e compagni.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>&nbsp;La partita &egrave; come se fosse finita 2 a 1, i gol di Zappacosta e soprattutto quello di Toure</strong> (che senso ha avuto il recupero del recupero quando ormai il risultato era di 3 a 1?) non <strong>contano.</strong> Il maestro <strong>Gasperini</strong> per vincere la sfida con l&rsquo;allievo <strong>Gilardino</strong> ha avuto bisogno di quelle che i cronisti di una volta definivano prodezze balistiche. <strong>De Ketelaere</strong> si &egrave; inventato un gol da cineteca, ma tutta la sua partita &egrave; stata superlativa (e dire che <strong>Maldini</strong> &egrave; stato cacciato con ignominia per averlo portato al <strong>Milan),</strong> e <strong>Koopmeiners</strong> ha pennellato su punizione.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>In mezzo c&rsquo;&egrave; stato il gol di <strong>Malinovskyi</strong> che ha sfoderato il suo gran mancino ed anche in questo caso si &egrave; trattato di una conclusione sul quale il portiere dell&rsquo;Atalanta non ha potuto nulla. Proprio <strong>Carnesecchi</strong> &egrave; stato, ovviamente insieme a De Ketelaere, il migliore della squadra di <strong>Gasperini</strong> e questo la dice lunga su quanto il Genoa abbia saputo mettere in <strong>difficolt&agrave;</strong> l&rsquo;Atalanta.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Vitinha,</strong> che ha confermato l&rsquo;impressione positiva lasciata nei pochi minuti in cui era stato in campo a Empoli, &egrave; entrato solo al 92&rsquo; e qualcuno si &egrave; domandato se non fosse stato il caso di anticipare il suo ingresso. Ma il calcio &egrave; fatto anche e soprattutto di equilibrio tattico e questo non va certo ricordato a Gilardino che ha sempre mandato in campo squadre estremamente compatte e con le giuste distanze. Dunque non saranno molte le occasioni in cui vedere in campo contemporaneamente <strong>Retegui</strong> e <strong>Vitinha</strong> che sono complementari come caratteristiche ma difficilmente il Genoa potrebbe permettersi un ulteriore attaccante come <strong>Gudmundsson.</strong> E intanto c&rsquo;&egrave; anche <strong>Messias,</strong> finalmente recuperato, che preme. Insomma, Gilardino, che contro Salernitana e Lecce, era stato bravissimo a fronteggiare l&rsquo;emergenza deve essere altrettanto abile a gestire l&rsquo;abbondanza.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>In mattina fuori dalla Nord era stata inaugurata la <strong>targa</strong> in ricordo di <strong>Pippo Spagnolo</strong> ed era stato uno di quei momenti molto genoani dove si scaldano i cuori e affiorano tanti ricordi. C&rsquo;erano i suoi ragazzi, anche se ormai coi capelli grigi.<strong> &ldquo;I to figgeu&rdquo;</strong> come scritto nello striscione che ha fatto da sfondo alla cerimonia insieme a quello storico, datato 1970, <strong>&ldquo;Ieri, oggi, domani sempre genoani&rdquo;</strong>. C&rsquo;erano i rappresentanti delle istituzioni<strong> (l&rsquo;assessore allo sport Alessandra Bianchi)</strong> e della societ&agrave; e soprattutto c&rsquo;erano tanti genoani alla inaugurazione della targa realizzata dall&rsquo;Associazione dei Club e voluta da tutto il popolo rossobl&ugrave; a dieci anni della morte.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong><em>&ldquo;Sei genoano e vuoi anche vincere&hellip;&rdquo;.</em></strong> Per&ograve; quando si gioca come contro l&rsquo;Atalanta &egrave; giusto uscire tra gli <strong>applausi.</strong></div>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa: archiviato il caso Gudmundsson, sfida a Gasperini con un Vitinha in più]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-archiviato-il-caso-gudmundsson-sfida-a-gasperini-con-un-vitinha-in-piu-67617</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Per i 777 Partners quella conclusa &egrave; stata la settimana pi&ugrave; lunga da quando hanno rilevato la propriet&agrave; del Genoa. La vicenda Gudmundsson era estremamente...]]></description>
			<pubDate>Sun, 04 Feb 2024 13:20:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Per i 777 Partners quella conclusa &egrave; stata la settimana pi&ugrave; lunga da quando hanno rilevato la propriet&agrave; del Genoa. La vicenda Gudmundsson era estremamente delicata e da gestire con grande cautela, proprio come ha fatto il management che Josh Wander ha voluto a Genova per gestire il club pi&ugrave; antico d&rsquo;Italia. Del resto sino a questo momento hanno sbagliato molto poco, sia sul campo che a livello di immagine. Piuttosto suona strano che il semplice fatto che la Fiorentina abbia fatto un&rsquo;offerta (respinta al mittente come pure il relativo rilancio) abbia autorizzato qualche tifoso a commenti del tipo &ldquo;si stava meglio quando si stava peggio&hellip;&rdquo;. Dimenticando che quando si stava peggio, dalla stagione 2011-12 a quella 2020-21, se si eccettuano i tre campionati con Gasperini, la salvezza acciuffata per i capelli ed in maniera quanto meno rocambolesca era la regola.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Sia al Derby del Luned&igrave; che a We are Genoa ero stato chiaro: Gudmundsson alla Fiorentina il Genoa non lo ceder&agrave; mai. Un conto &egrave; vendere i propri gioielli al Tottenham o al Bayern Monaco (i due top club europei che hanno dato vita all&rsquo;asta per Dragusin) ed un conto, con tutto il rispetto, alla Fiorentina, una societ&agrave; con la quale si conta, in tempi abbastanza ristretti, di poter competere alla pari per quanto riguarda i risultati sportivi.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La vicenda Gudmundsson qualche riflessione comunque la merita. Come non rilevare il becero complottismo di chi &egrave; persino arrivato a sostenere che non ci fosse stata nessuna offerta ma era tutta solo una manovra per destabilizzare l&rsquo;ambiente? Perch&eacute; invece che sfoggiare una dietrologia che non porta da nessuna parte non si &egrave; sottolineato con orgoglio il no secco da parte della propriet&agrave; americana? Sabato all&rsquo;ingresso della tribuna di Empoli ho incocciato un&rsquo;icona viola come Giancarlo Antognoni. Parlando con Ceccherini (Calciomercato.com e spesso ospite del Derby del Luned&igrave;), si &egrave; lasciato andare: &ldquo;Sono venuto a vedere sto c&hellip;o di Gudmundsson. Diglielo a Barone (il dg della Fiorentina ndr) che nel mondo ci sono anche altri giocatori&hellip;&rdquo;. E il fastidio tradito da Antognoni per il fatto che la Fiorentina non abbia chiuso una trattativa di mercato con un club che sino a poco tempo fa non avrebbe avuto la forza di dirgli di no, da genoano non ha potuto che darmi un certo compiacimento.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ora tifosi rossobl&ugrave; potranno vedere all&rsquo;opera il tridente delle meraviglie: Gudmundsson, Retegui e Vitinha. Il quarto d&rsquo;ora che l&rsquo;attaccante portoghese ha giocato a Empoli hanno riempito il cuore dei quasi 4 mila genoani arrivati in Toscana. Soprattutto si &egrave; avuto la netta percezione che il ragazzo, pagato un anno 31 milioni dall&rsquo;Olympique Marsiglia, non ha vissuto il trasferimento al Genoa come un declassamento, ma come una grande opportunit&agrave; per rilanciarsi. &Egrave; entrato motivatissimo, scattando a ripetizione e mettendo in apprensione i difensori avversari che la palla la sparavano via per non rischiare. Un attaccante che d&agrave; profondit&agrave; e che certamente pu&ograve; essere complementare a Retegui. E con un ispirato Gudmundsson alle spalle ci sar&agrave; solo da divertirsi.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il problema sar&agrave; trovare gli equilibri giusti per non lasciare troppo scoperta la difesa, ma Gilardino, che si dimostrato maestro di buon senso, certamente trover&agrave; la quadra. Il pareggio di Empoli &egrave; utile per la classifica, rappresenta un altro passettino verso la salvezza. Resta il rammarico di aver diviso la posta in palio con un avversario qualitativamente molto inferiore.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Proprio per il buon senso a cui si faceva riferimento prima, Gilardino non ha tolto Frendrup dal centrocampo e ha insistito su Spence sulla corsia laterale. Dopo un primo tempo in cui le due squadre non avevano dato vita al minimo sussulto, nella ripresa l&rsquo;ingresso di Ekuban ha permesso di rimodellare il Genoa che &egrave; passato ad un pi&ugrave; offensivo 3-4-1-2. Ma lo zero a zero non si &egrave; schiodato nonostante le occasioni di Retegui, Spence e Gudmundsson.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>E domenica la grande sfida con l&rsquo;Atalanta di Gasperini. Con un Vitinha in pi&ugrave;.</div>]]></content:encoded>
			
		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, un altro capolavoro di Gilardino. Per Ekuban un gol alla Gigi Riva]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-un-altro-capolavoro-di-gilardino-per-ekuban-un-gol-alla-gigi-riva-67318</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/genoa-un-altro-capolavoro-di-gilardino-per-ekuban-un-gol-alla-gigi-riva-67318</guid>
			<description><![CDATA[E, ora, per favore basta iniziare tutte le volte il discorso dicendo che Gilardino &egrave; un bravo allenatore. &Egrave; una premessa sbagliata, quasi a voler allontanare un...]]></description>
			<pubDate>Mon, 29 Jan 2024 13:05:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div><strong>E, ora, per favore basta iniziare tutte le volte il discorso dicendo che Gilardino</strong> &egrave; un bravo allenatore. &Egrave; una premessa sbagliata, quasi a voler allontanare un dubbio che non ha ragione di essere. Gilardino &egrave; a tutti gli effetti un allenatore di e da serie A. Punto.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Non si dice in continuazione che Allegri e Simone Inzaghi sono bravi allenatori</strong> perch&eacute; &egrave; scontato che lo siano. Poi certamente, come tutti i comuni mortali, commettono degli errori ed &egrave; giusto che vengano sottolineati. Lo stesso deve valere per Gilardino. Altrimenti lo si continua a far sentire un &ldquo;allenatore ad interim&rdquo; proprio come quando rilev&ograve; in panchina Blessin. Invece non lo &egrave; pi&ugrave; dalla notte di Santo Stefano del 2022 quando il Genoa espugn&ograve; il San Nicola di Bari e inizi&ograve; la sua entusiasmante rincorsa verso la serie A. Dunque venga solo giudicato per come la sua squadra si &egrave; espressa sul campo e senza quel peloso preambolo.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Queste due settimane di grande emergenza numerica Gilardino</strong> ha saputo gestirle come il pi&ugrave; consumato dei mister. E sono arrivati sei punti che consolidano la leadership del Genoa nella parte destra della classifica. Tanto che qualcuno parla gi&agrave; di Conference League, perch&eacute; il tifoso genoano, si sa, ha il mugugno facile ma anche una fantasia e una capacit&agrave; di sognare come pochi.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Eventualmente si potr&agrave; discutere su quanto sia societario, ma quanti allenatori lo sono davvero?</strong> Dopo la ferma presa di posizione alla vigilia della partita di Salerno, anche prima del match casalingo col Lecce, Gilardino ha voluto fare alcune precisazioni: &ldquo;Sono arrivati giovani che hanno poca o nessuna esperienza di serie A. Sono giocatori che a me e allo staff toccher&agrave; migliorare singolarmente. Ci vorranno tempo e pazienza&rdquo;. &nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Sotto ogni latitudine i rapporti tra societ&agrave; e allenatori viaggiano</strong> sempre sul filo del rasoio, non &egrave; semplice far coincidere le rispettive esigenze e aspettative. Ad eccezione di qualche inevitabile momento di frizione (capita anche nelle migliori famiglie) sino a questo momento i 777 e Gilardino sono stati abili nella mediazione e nel trovare un punto di incontro.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>La strategia della propriet&agrave; americana, che punta all&rsquo;autosostenibilit&agrave;,</strong> &egrave; chiara: investire su prospetti che abbiano margine di crescita e possano garantire plusvalenze. &nbsp;Del resto basta guardare al mercato del gennaio 2022, il primo dell&rsquo;era 777. Arrivarono otto giocatori e tutti con quelle caratteristiche: Gudmundsson, Frendrup, Ostigard, Hefti, Yeboah, Amiri, Calafiori, e Piccoli. C&rsquo;&egrave; chi &egrave; esploso, chi ha avuto bisogno di tempo per emergere e chi invece ha fallito. Ma tutti, almeno sulla carta, erano potenziali giocatori di prospettiva. In questo senso &egrave; stata fatta una sola eccezione, nell&rsquo;estate 2002 con l&rsquo;ingaggio dell&rsquo;ormai trentatreenne Ilksanker. Ma era svincolato e dunque &egrave; stato preso a costo zero e su espressa richiesta di Blessin.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Gli ultimi arrivi sono in linea con la politica dei 777.</strong> David Ankeye, 21 anni, nigeriano che giocava nel campionato moldavo con lo Sheriff Tiraspol ed &egrave; stato soffiato ai norvegesi del Molde che vantavano una prelazione. Fisicamente strutturato (&egrave; alto un metro e 91), Ankeye quest&rsquo;anno in Europa League ha incontrato due volte la Roma. In campionato ha segnato 5 gol (13 le presenze), mentre In Europa League tra qualificazioni e torneo vero e proprio ha realizzato 3 gol (10 presenze). Franz Stolz, 22 anni, &egrave; un portiere che arriva dalla serie B austriaca. Giorgio Cittadini 21 anni, difensore, &egrave; di propriet&agrave; dell&rsquo;Atalanta. &Egrave; in prestito ma si pu&ograve; lavorare sulla possibilit&agrave; che non sia in rossobl&ugrave; solo di passaggio.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>La vittoria in rimonta sul Lecce &egrave; stato scontato paragonarla a quella di Sinner</strong> a Melbourne. Il secondo tempo del Genoa, dopo che nel primo il passivo era stato limitato grazie ad uno straordinario Martinez, &egrave; stato entusiasmante. Gilardino ha azzeccato le sostituzioni e la disposizione tattica in campo, proponendo addirittura quattro moduli diversi (decisivo all&rsquo;inizio del secondo tempo il passaggio dall&rsquo;iniziale 3-5-2 al 4-3-3). Retegui &egrave; cresciuto ed &egrave; tornato ai livelli di inizio stagione, ma c&rsquo;&egrave; un giocatore su cui in molti (per primo il sottoscritto) devono fare ammenda: Caleb Ekuban. Il suo gol spettacolare, che &egrave; diventato persino uno sticker whatsapp, ha vagamente ricordato quello, passato alla storia, in rovesciata di Gigi Riva al Vicenza.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>E il leggendario Rombo di Tuono, che era un patrimonio</strong> di tutti e non solo dei tifosi del Cagliari, la Nord l&rsquo;ha saluto con uno striscione pieno di affetto e nostalgia: In questo calcio alla deriva / solo applausi a Gigi Riva.</div>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa: buona la prima senza Dragusin, ma ora plusvalenza generi plusvalenza ]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-buona-la-prima-senza-dragusin-ma-ora-plusvalenza-generi-plusvalenza-66662</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Come i recenti fatti di Acca Larenzia hanno confermato siamo un popolo di nostalgici, di &ldquo;quando c&rsquo;era lui, caro lei&rdquo; e di &ldquo;si stava meglio quando si...]]></description>
			<pubDate>Sun, 14 Jan 2024 10:45:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Come i recenti fatti di Acca Larenzia hanno confermato siamo un popolo di nostalgici, di &ldquo;quando c&rsquo;era lui, caro lei&rdquo; e di &ldquo;si stava meglio quando si stava peggio&rdquo;. Al punto che la cessione di Dragusin sui social e nei bar (luogo antico per socializzare ma dove l&rsquo;interlocutore ha un volto e un nome) oltre a tutta una serie di comprensibili mugugni, perch&eacute; non &egrave; mai bello vedersi cedere il giocatore migliore, ha scatenato in qualcuno anche il rimpianto per gli anni in cui al vertice della societ&agrave; c&rsquo;era Enrico Preziosi. Quelli in cui i giocatori migliori venivano comunque venduti ed il debito aumentava.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>E c&rsquo;&egrave; stato qualche scricchiolio anche da parte di chi, solo qualche giorno prima, macabramente dichiarava che &ldquo;chi attacca i 777 dovr&agrave; passare sul mio cadavere&rdquo;.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Sosteneva l&rsquo;immenso Pippo Spagnolo (immenso per aver sempre avuto una visione per quanto riguarda il mondo Genoa proiettata in avanti): &ldquo;Anche il migliore dei presidenti non potr&agrave; mai essere il presidente ideale perch&eacute; comunque per noi tifosi dovrebbe fare qualcosa in pi&ugrave;. Lui &egrave; il padrone e noi siamo il sindacato&rdquo;. Per&ograve;, conscio che ci sono momenti in cui &egrave; indispensabile fare cassa, fu proprio Pippo che convinse Turone ad accettare il trasferimento al Milan (&ldquo;lo devi fare per il bene del Genoa&hellip;), quando Ramon gli and&ograve; a bussare alla porta di casa perch&eacute; di andare via non ne voleva sapere.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>E allora sulla cessione di Dragusin al Tottenham alcuni concetti vanno ribaditi. Il primo &egrave; che i 777 non sono un ente di beneficenza, ma una holding che ha come fine primario ed unico quello di fare bussinnes. Non sono venuti da Miami a Genova per far divertire il signor Parodi o il signor Sciaccaluga ma per guadagnare. Un progetto ambizioso e che richieder&agrave; tempi lunghi. Al momento per&ograve; tutti gli step sono stati rispettati: ristrutturazione del debito e piano di risanamento, serie A riconquistata al primo tentativo e, da neopromossa, girone d&rsquo;andata chiuso a met&agrave; classifica con 21 punti.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il mantra dei 777 &egrave; l&rsquo;autostenibilit&agrave;. Lo stanno ripetendo sistematicamente ed a una gestione dove entrate e uscite si pareggiano si arriva soltanto con il sacrificio (mirato e non compulsivo) di qualche pezzo pregiato. Ed &egrave; fondamentale poi che il ricavato delle cessioni sia in parte destinato a ripianare il deficit lasciato alla precedente gestione ma sia soprattutto utilizzato per investire su quei giocatori che dovranno essere le plusvalenze del futuro. Insomma, si dovr&agrave; creare un circolo virtuoso dove plusvalenza genera plusvalenza.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il punto fondamentale &egrave; uno solo: le aspettative della propriet&agrave; americana deve coincidere con quella della tifoseria. Ed &egrave; proprio ci&ograve; che al momento sta accadendo. Tifoseria che, &egrave; palese, non deve pensare di competere con Tottenham e Bayern Monaco (non due nomi a caso: sono i due club che hanno dato vita all&rsquo;asta per Dragusin). La crescita del Genoa dovr&agrave; infatti avvenire per gradi.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Senza il suo miglior elemento, la difesa rossobl&ugrave; ha retto l&rsquo;urto del Torino che &egrave; una delle squadre pi&ugrave; in forma del momento. &ldquo;Finir&agrave; uno a zero per il Toro e far&agrave; gol Zapata che se l&rsquo;avesse marcato Dragusin sicuramente non avrebbe segnato&hellip;&rdquo;, qualcuno l&rsquo;avr&agrave; sicuramente pensato. Pochi, per&ograve;. Le nuove generazioni che stanno riempiendo la Nord (semplicemente spettacolare la coreografia in ricordo di Faber) hanno insegnato a pensare positivo anche ai meno giovani abbandonando il tradizionale pessimismo e fastidio: la maledizione di Villa Piantelli non esiste pi&ugrave;. Come annotammo in questa rubrica tempo addietro.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&Egrave; finita zero a zero, quello che era il risultato perfetto almeno per Annibale Frossi, campioni olimpico nel 1936 con l'Italia di Pozzo e successivamente raffinato editorialista sportivo. E la squadra che &egrave; andata pi&ugrave; vicina al gol &egrave; stata proprio il Genoa. Gilardino, pur confermandosi allenatore pratico e concreto, non ha avuto timore di lasciare inizialmente in panchina un giocatore importante come Fendrup: &ldquo;Ma sapevo che sarebbe stata una partita che si sarebbe giocata soprattutto sulle seconde ma anche sulle terze palle. E allora avevo bisogno di pi&ugrave; qualit&agrave; a centrocampo perch&eacute; serviva qualcuno che quelle palle sporche le pulisse&rdquo;. Cos&igrave; hanno giocato contemporaneamente Badely, Malinovsky, Messias e Gudmundsson in un 3-5-2 che spesso e volentieri diventava 3-4-2-1. Malinovsky ha giocato la sua miglior partita in rossobl&ugrave; ed &egrave; stato il migliore in campo. Retegui non ha segnato ma la sua prestazione &egrave; stata incoraggiante. &Egrave; in ripresa, presto arriver&agrave; anche il gol.</div>
<div>&nbsp;</div>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Gilardino supera l'esame Thiago Motta. Ora il mercato da vivere senza isterismi]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Anche se qualcuno si ostina a cercare a tutti i costi il pelo nell&rsquo;uovo, Gilardino ha superato a pieni voti anche l&rsquo;esame Thiago Motta ovvero l&rsquo;allenatore...]]></description>
			<pubDate>Sat, 06 Jan 2024 16:50:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Anche se qualcuno si ostina a cercare a tutti i costi il pelo nell&rsquo;uovo, <strong>Gilardino</strong> ha superato a pieni voti anche l&rsquo;esame <strong>Thiago Motta</strong> ovvero l&rsquo;allenatore emergente che pi&ugrave; sta lasciando il segno in questa stagione. Per quelli che <strong><em>&ldquo;&egrave; acerbo&rdquo; e &ldquo;non &egrave; ancora pronto per la serie A&rdquo;,</em></strong> il consiglio &egrave; di rivedersi il primo tempo che il Genoa ha giocato a Bologna: <strong>perfetto.</strong> Semplicemente perfetto. Per come ha interpretato la partita con coraggio e personalit&agrave;, ma anche per organizzazione. In campo le distanze erano quelle giuste, ogni giocatore sapeva esattamente cosa fare e le linee di passaggio erano sistematicamente chiuse. Cos&igrave; il possesso palla del Bologna (65 per cento) &egrave; risultato inevitabilmente sterile.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il gol di <strong>Gudmundsson</strong> &egrave; stato il premio di una prestazione importante. Una rete che ha ricordato quella (ahinoi) segnata da <strong>Gabbiadini</strong> a <strong>Perin</strong> in un <strong>derby.</strong> Perch&eacute; quelle punizioni laterali calciate tese in mezzo, diventano micidiali se nessuno le intercetta e finiscono la loro corsa nello specchio della porta. La punizione l&rsquo;aveva conquistata Messias, schierato da Gilardino terzino sinistro. Una mossa che ha spiazzato Motta che da quella parte aveva messo Posch, bravo ad attaccare ma non a difendere. E se <strong>Messias</strong> &egrave; stato attento e diligente su Orsolini, quando ha potuto ripartire ha fatto a fette il malcapitato Posch. Dribbling a rientrare e voil&agrave; l&rsquo;austriaco veniva regolarmente saltato.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Gudmundsson</strong> &egrave; stato il migliore in campo. In tanti <strong>romanticamente</strong> lo avvicinano a <strong>Meroni,</strong> ma ricorda molto di pi&ugrave; un&rsquo;altra ala venuta come lui dal freddo: lo svedese <strong>Kurt Hamrin</strong> detto <strong>&ldquo;uccellino&rdquo;.</strong> Per la cronaca in serie A segn&ograve; 191 gol ed &egrave; il nono marcatore di tutti i tempi.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Altro grande protagonista &egrave; stato <strong>Martinez.</strong> Da questa rubrica, anche quando in molti avanzano perplessit&agrave;, l&rsquo;abbiamo sempre sostenuto: per modo di interpretare il gioco e struttura fisica &egrave; un portiere di dimensione europea.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il pareggio di <strong>Bologna</strong> vale oro anche se chiaramente rimane l&rsquo;amaro in bocca per aver subito il gol del pareggio al quinto minuto di recupero. Purtroppo il secondo tempo non &egrave; stato all&rsquo;altezza del primo. Il Bologna ha preso sempre pi&ugrave; campo, costringendo il Genoa a schiacciarsi dietro. La differenza l&rsquo;hanno fatta i cambi. Quelli del Bologna hanno dato alla squadra una marcia in pi&ugrave; permettendo di tenere i ritmi sempre pi&ugrave; alti. Quelli di Gilardino, che aveva la panchina cortissima a causa dell&rsquo;influenza che ha decimato la squadra, non hanno portato beneficio alcuno. Anzi. Vedi <strong>Retegui...</strong></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il suo impatto col calcio italiano era stato devastante, ma dopo l&rsquo;infortunio di Udine &egrave; iniziato un calvario di cui non si vede la fine. &Egrave; l&rsquo;ombra di se stesso, un giocatore in piena crisi psicofisica. A Bologna non ha tenuto un pallone. &Egrave; quando il terminale offensivo non riesce a difendere la palla, permettendo alla squadra di salire e alla difesa di tirare il fiato, fatalmente gli avversari ti schiacciano nella tua area di rigore. Gli altri cambi sono stati <strong>Haps</strong> per un esausto per Messias e Maturro per l&rsquo;acciaccato <strong>Vasquez.</strong> Haps, nel mischione che ha portato al gol del Bologna, ha pensato bene di lasciarsi cadere a terra dopo un corpo a corpo con De Silvestri reclamando un fallo che non c&rsquo;era. Ma sono altre le occasioni in cui l&rsquo;arbitro <strong>Colombo</strong> (quello dell&rsquo;assist al Bari nella partita di Pisa) non ha convinto. Ci sono infatti molti dubbi sul corner che ha propiziato il pareggio e probabilmente c&rsquo;era anche un fallo su <strong>Martinez,</strong> al quale &egrave; stato impedito di saltare e ha potuto solo dare un pugnetto alla palla mandandola in calcio d&rsquo;angolo. Ma &egrave; stata tutta la direzione di gara di Colombo che nel complesso non &egrave; piaciuta a cominciare dall&rsquo;ammonizione a Vasquez dopo appena 35 minuti per aver tardato una rimessa laterale. Per non parlare della punizione (inventata) che ha portato al gol di Calafiori annullato per fuorigioco. Un arbitraggio cos&igrave; casalingo da essere imbarazzante, sembrava di essere tornati negli anni 70.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Il Genoa vira a 21 punti</strong>, certamente col rammarico di qualche punto perso per strada ma tutti alla vigilia ci avrebbero messo la firma (la scorsa stagione c&rsquo;&egrave; stato chi punti ne ha fatti 19 in tutto il campionato). Il margine sulla zona rossa &egrave; di sicurezza ed il rigore che Henry in Inter-Verona ha mandato sul palo &egrave; stato un bel regalo delle Befana. I tifosi genoani che hanno seguito la diretta avranno avuto un sussulto sul divano nel sentire Marcolini su Dazn sostenere che rigori vanno tirati con maggiore cattiveria. Proprio lui che nello spareggio di Firenze col Padova lo calci&ograve; senza rincorsa, condannando il Genoa alla retrocessione.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>E ora il mercato. Va seguito con attenzione ma senza isterismi.<strong> I 777 si sono guadagnati con i fatti credibilit&agrave; e stima e non la metteranno certo a repentaglio.</strong> Un sacrificio potrebbe essere necessario, ma &egrave; importante che il tesoretto venga reinvestito per generare un ulteriore tesoretto. &Egrave; solo cos&igrave; che si pu&ograve; arrivare alla tanta agognata autosostenibilit&agrave;.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>E per capire le prospettive di un giocatore occorrono tanta pazienza e tempo. Prendiamo <strong>Calafiori.</strong> <strong>&ldquo;Sembra Nesta!&rdquo;,</strong> ha esclamato un mio amico vedendolo giocare venerd&igrave; sera. Nel <strong>Genoa</strong> due stagioni fa invece sembrava uno <strong>zombie,</strong> collezion&ograve; solo tre spezzoni di partita per 80 minuti complessivi. E quello stesso anno <strong>Dragusin</strong> fu mandato via dalla Sampdoria a gennaio e non brill&ograve; nemmeno a <strong>Salerno.</strong> Ora vale 30 milioni.</div>
<div>&nbsp;</div>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, Gilardino impacchetta Inzaghi. Ma Doveri è una calamità]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-gilardino-impacchetta-inzaghi-ma-doveri-e-una-calamita-66062</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Com&rsquo;&egrave; possibile che un arbitro, per di pi&ugrave; di lungo corso come Doveri, non veda Bisseck che spinge via Strootman con entrambe le mani appoggiate sulla...]]></description>
			<pubDate>Sat, 30 Dec 2023 10:20:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Com&rsquo;&egrave; possibile che un arbitro, per di pi&ugrave; di lungo corso come Doveri, non veda Bisseck che spinge via Strootman con entrambe le mani appoggiate sulla schiena? E com&rsquo;&egrave; anche possibile che Piccinini (per inciso quello che in Genoa Milan convalid&ograve; il gol di mano di Pulisic) al Var non ritenga di intervenire? Mauro Bergonzi, il fuoriclasse tra gli ex arbitri passati a fare gli opinionisti televisivi, al Derby del Luned&igrave; ha pi&ugrave; volte sottolineato come per Doveri questa sia un&rsquo;annata particolarmente travagliata: &ldquo;E&rsquo; fuori forma. Mettiamola cos&igrave;&hellip;&rdquo;. Quanto a Piccinini non ha avuto la personalit&agrave; per intervenire a correggere un collega pi&ugrave; esperto e quotato.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>In piena era tecnologica gi&agrave; nell&rsquo;intervallo, dunque appena pochi minuti dopo il fattaccio, a Marassi girava il video del fallo di Bisseck su Strootman. Del fatto che Doveri l&rsquo;avesse combinata grossa ne era cos&igrave; al corrente tutto lo stadio, compresa la Nord che era a 100 metri dal fattaccio e dove, tra uno sventolio di bandiere e l&rsquo;altro, la partita pi&ugrave; che vedersi si intravede. Probabilmente quel video l&rsquo;ha visto anche Doveri che cos&igrave; &egrave; rientrato in campo in pieno stato confusionale ed il suo secondo tempo &egrave; stato un calvario. Nonostante la sua consolidata sudditanza psicologica, &egrave; riuscito persino a scatenare le proteste dei giocatori dell&rsquo;Inter per un fallo laterale che onestamente il Genoa aveva battuto almeno una decina di metri pi&ugrave; avanti e che aveva innescato una pericolosa ripartenza di Gudmundsson. Nonostante non abbia sanzionato col giallo un paio di entrate durissime su Martinez, ha invece ammonito Dragusin per un fallo su Sommer, il portiere dell&rsquo;Inter che aveva perso palla. Il difensore rumeno aveva cercato di intervenire senza alcuna intenzione di far male e non in maniera particolarmente rude. &Egrave; il primo giallo del suo campionato, sverginato alla diciottesima giornata: niente male per il difensore di una squadra neopromossa e che ha la salvezza come obiettivo.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ma dilungarsi sulla pessima prestazione di Doveri, rischia di far passare in secondo piano i meriti del Genoa che ha giocato per lunghi tratti di partita alla pari contro la squadra favorita per la vittoria finale del campionato. Gilardino &egrave; partito con 9 undicesimi della passata stagione: De Winter e Martin gli intrusi. &nbsp;Un Genoa costruito attorno alla personalit&agrave; e al mestiere di Badelj e Strootman che Gilardino ha inizialmente preferito a Malinovskyi &Egrave; il gruppo il segreto del tecnico rossobl&ugrave;: coeso, compatto, ferocemente determinato per centrare il risultato. E di questo gruppo Badelj e Strootman sono i leader.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Gilardino ha vinto la sfida con Simone Inzaghi. Quello che ha sfidato l&rsquo;Inter &egrave; stato il Genoa che tutti i tifosi speravano di vedere. Coraggioso e generoso, ma anche organizzato e duttile tatticamente. In svantaggio ha saputo rimontare una squadra che le partite una volta sbloccate le mette in ghiaccio e difficilmente si fa rimontare. Ma questo Genoa da battaglia &egrave; stato pi&ugrave; forte anche dell&rsquo;anatema che Pier Luigi Gambino, in tribuna stampa, aveva lanciato poco prima che le squadre scendessero in campo: &ldquo;L&rsquo;Inter il risultato &egrave; solito sbloccarlo tra il 40&rsquo; ed il 45&rsquo; del primo tempo. E poi nelle prime battute della ripresa mette a segno il raddoppio&rdquo;. Immediatamente sono partiti gli scongiuri di rito ma effettivamente al 42&rsquo; &egrave; arrivato il gol di Arnautovic. Senonch&eacute; il Genoa grazie a Dragusin la partita l&rsquo;ha rimessa in pista gi&agrave; nel maxi recupero del primo tempo.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>E alla faccia di chi lo accusa di essere un difensivista, Gilardino ha provato anche a vincere inserendo, ad una dozzina di minuti dal termine, Messias al posto di Martin. Terzino proprio come nel finale della partita della Juventus. Quanto a Martin &egrave; stata certamente la sua miglior prestazione genoana, ha sfornato cross in quantit&agrave; industriale dalla corsia di sinistra. Piuttosto stupisce come Inzaghi, che dovrebbe essere al corrente del disagio dello spagnolo in fase difensiva, dalla sua parte abbia messo Darmian e non un giocatore che attaccandolo potesse metterlo in difficolt&agrave;.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ekuban, che mercoled&igrave; al Genovese in occasione dello spettacolo dei Bruciabaracche aveva fatto il pieno di selfie e di autografi, ha giocato una buona partita a conferma di quanto il gol per un attaccante sia importante: gli d&agrave; fiducia, autostima ed entusiasmo. Ed in questo momento in campo vanno il miglior Ekuban ed il peggior Retegui, nemmeno una lontana controfigura del centravanti che aveva avuto un impatto devastante sul campionato italiano.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Con la rosa al completo, Gilardino ha provato a giocarsela anche con la panchina (nemmeno questa volta per&ograve; a ha fatto tutti e cinque le sostituzioni). I cambi gli potevano dare la possibilit&agrave; di giocare un&rsquo;altra partita nella partita, non voleva escludersi a priori alcuna possibile variante e cos&igrave; ha portato tutti i giocatori a sua disposizione (compreso il giovane Fini), rinunciando al terzo portiere Sommariva.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Martinez &egrave; rimasto stoicamente in campo nonostante l&rsquo;infortunio per poi stramazzare a terra al fischio finale dopo otto minuti di recupero. Col portiere azzoppato (in teoria Gilardino avrebbe avuto ancora un cambio a disposizione) si &egrave; tornati al calcio di una volta dove le partenze da dietro erano considerate un sacrilegio e dei rinvii dal fondo (&ldquo;meali&rdquo; alla genovese) non doveva occuparsi il portiere. Il primo l&rsquo;ha calciato Bani, il secondo Malinovskyi quando la partita era ormai agli sgoccioli: una botta impressionante a spedire la palla il pi&ugrave; lontano possibile.<br />L&rsquo;ultima annotazione riguarda la terza maglia, quella color oro. E non solo per sottolineare che porta fortuna: &egrave; ancora imbattuta nonostante gli avversari siano stati il Napoli campione d&rsquo;Italia e Juventus ed Inter ovvero le due pretendenti allo scudetto. A molti tifosi genoani non piace non perch&eacute; sia brutta ma perch&eacute; nell&rsquo;immaginario collettivo il Genoa ha una sola maglia: rossobl&ugrave;. Una presa di posizione pi&ugrave; che legittima, ma anche i pi&ugrave; intransigenti custodi della tradizione devono riflettere sul tentativo da parte della propriet&agrave; americana di esportare il brand Genoa anche fuori dall&rsquo;Italia. In questo senso va intesa la mossa di ingaggiare Rita Ora (star inglese con 16 milioni di follower su Instagram) per il lancio della campagna &ldquo;Dark Golden Side of City&rdquo;. E al proposito le parole dell&rsquo;amministratore delegato Andres Blazquez sono particolarmente utili: &ldquo;Il Genoa &egrave; un club storico con origini e realt&agrave; cosmopolite. Il nostro impegno &egrave; esporre il Genoa ad un nuovo pubblico, quello di tutto il mondo&rdquo;.</div>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, la favola di Ekuban: il brutto anatroccolo che diventa cigno  ]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-la-favola-di-ekuban-il-brutto-anatroccolo-che-diventa-cigno-65875</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/genoa-la-favola-di-ekuban-il-brutto-anatroccolo-che-diventa-cigno-65875</guid>
			<description><![CDATA[Quarant&rsquo;anni fa Eddie Murphy e Dan Aykroyd sbancavano i botteghini con un film destinato a diventare un cult: Una poltrona per due. E l&rsquo;attento settore della...]]></description>
			<pubDate>Sun, 24 Dec 2023 17:20:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Quarant&rsquo;anni fa Eddie Murphy e Dan Aykroyd sbancavano i botteghini con un film destinato a diventare un cult: Una poltrona per due. E l&rsquo;attento settore della comunicazione del Genoa non poteva non prendere al volo quella bella storia natalizia per celebrare la vittoria col Sassuolo. Un post nel quale con un abile fotomontaggio Gudmundsson &egrave; diventato Aykroyd e al volto di Ekuban &egrave; stato sovrapposto a quello di Murphy.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&Egrave; stato proprio stato Ekuban il grande protagonista della partita che ha regalato ai tifosi genoani il regalo pi&ugrave; gradito. &Egrave; il giocatore al quale vogliono bene tutti i tifosi del Genoa in virt&ugrave; di quella loro naturale predisposizione a stare sempre dalla parte degli ultimi e dei pi&ugrave; indifesi. Il suo score con la maglia del Genoa &egrave; agghiacciante: 56 presenze e solo 4 gol.&nbsp; La favola del Natale rossobl&ugrave; vede proprio Ekuban protagonista. Dopo un primo tempo in linea con le prestazioni precedenti ha segnato il gol della vittoria, sfruttando le sue caratteristiche di contropiedista. Deve fare un monumento a Gilardino che ha continuato a dargli fiducia nonostante tutta una serie di prestazioni deludenti. Un po&rsquo; di fortuna gliel&rsquo;ha portata il sottoscritto che nell&rsquo;intervallo tra il primo ed il secondo tempo nel collegamento con Paolo Zerbini a Diretta Stadio invocano la sostituzione con Puscas e si sa che certe prese di posizioni spesso si trasformano in veri e propri boomerang. Tutto questo ha permesso a Claudio Onofri, al momento del gol, di esibirsi nel pezzo migliore del suo repertorio: alzarsi e fingere di abbandonare lo studio.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il gol di Ekuban mi d&agrave; anche l&rsquo;occasione di rispondere ad un affezionato telespettatore di Telenord, Fabio Alessandrini, tifoso rossobl&ugrave;&agrave; che ha visto giocare Cini e Traspedini e dunque di centravanti che non fanno gol se ne intende (Cini aveva segnato solo in serie C ed una rete soltanto in B). Nei giorni scorsi ha fatto pervenire alla redazione un messaggio estremamente garbato, ma allo stesso tempo molto incisivo, a favore di Ekuban. Mi &egrave; molto piaciuto l&rsquo;affetto con sui si &egrave; schierato a favore di &ldquo;un giocatore du zena che protegger&ograve; sempre&rdquo;. Una bella lezione di stile e di attaccamento ai colori sociali.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il Natale 2023 passer&agrave; dunque alla storia del Genoa come quello di Ekuban: &ldquo;Non conosce realmente le sue grandi qualit&agrave;, quando le scoprir&agrave; diventare un giocatore devastante&rdquo;, ha confidato Gilardino facendo comprendere che non era un capriccio la sua ostinazione a dargli fiducia anche quando sbagliava gli stop ed i passaggi pi&ugrave; elementari. Ekuban &egrave; in scadenza del ricco contratto triennale (un milione netto a stagione) che gli era stato fatto firmare dalla precedente propriet&agrave; con tanto di robusta commissione per il suo procuratore. L&rsquo;estate scorsa gli era stata offerta l&rsquo;opportunit&agrave; di andare a giocare in Francia ma Ekuban aveva preferito restare al Genoa. Ora ha poco pi&ugrave; di quattro mesi per ottenere il rinnovo di contratto.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Gilardino fa bene ed elogiarlo, ma non esageri. Il rischio &egrave; che possa passare il messaggio che col recupero di Retegui, il Genoa l&agrave; davanti possa andare bene cos&igrave;. Al Genoa serve comunque un&rsquo;alternativa al centravanti argentino, nonostante la trasformazione di Ekuban da brutto anatroccolo a cigno. L&rsquo;italo ghanese non &egrave; infatti un attaccante d&rsquo;area di rigore.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>A Gilardino il Natale porta fortuna. Lo scorso anno, il giorno di Santo Stefano, vincendo a Bari riusc&igrave; a togliere la non certo gratificante etichetta di allenatore ad interim dal suo status. E l&rsquo;albero di Natale l&rsquo;ha ispirato nel ridisegnare nel secondo tempo la squadra per cercare di rimontare il gol del Sassuolo. A Reggio Emilia il Genoa ha giocato una partita molto simile a quelle di Frosinone e Monza che fin&igrave; per perdere anche se il pareggio gli sarebbe stato fin stretto. Questa volta ha finalmente avuto dalla sua quel pizzico di fortuna che in altre occasioni gli era mancato.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Un Natale cos&igrave; i tifosi del Genoa non se lo sarebbero potuto nemmeno immaginare. &Egrave; il pi&ugrave; bello che potevano desiderare, pienamente soddisfacente a 360 gradi.</div>
<div>&nbsp;</div>
<p class="default-style">Venerd&igrave; sera c&rsquo;&egrave; l&rsquo;Inter e sar&agrave; durissima in un Ferraris gremito. Ma una classifica che vede di nuovo un rassicurante margine di sicurezza rispetto alla zona retrocessione permetter&agrave; al Genoa di giocare con la forza dei nervi distesi di chi ha tutto da guadagnare e niente da perdere. E chiss&agrave; che Ekuban, dopo essersi sbloccato, non faccia un altro miracolo.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, l'Avvelenata di Gilardino  dedicata ai leoni da tastiera]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-l-avvelenata-di-gilardino-dedicata-ai-leoni-da-tastiera-65599</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[&ldquo;Voi critici, voi personaggi austeri, militanti severi chiedo scusa a vossia&hellip;&rdquo;. &Egrave; un passaggio dell&rsquo;Avvelenata che Francesco Guccini, scrisse nel...]]></description>
			<pubDate>Sun, 17 Dec 2023 10:55:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div>&ldquo;Voi critici, voi personaggi austeri, militanti severi chiedo scusa a vossia&hellip;&rdquo;. &Egrave; un passaggio dell&rsquo;Avvelenata che Francesco Guccini, scrisse nel 1976, quando dunque non esistevano ancora i mitici leoni di tastiera ma al massimo &ldquo;un Bertoncelli o un prete a sparare cazzate&rdquo;. La sua &ldquo;avvelenata&rdquo; Alberto Gilardino l&rsquo;ha proposta in due tempi. Prima a parole, gioved&igrave; in occasione della conferenza stampa di presentazione della partita, e poi coi fatti venerd&igrave; sera al Ferraris. A quelli convinti del fatto che, alla guida di una squadra neopromossa e a lungo privata di alcuni dei suoi giocatori migliori, avrebbe potuto e dovuto fare meglio, Gilardino ha risposto in maniera decisa: &ldquo;Ho letto attacchi sul web riguardo le sostituzioni, ma o lascio dentro giocatori che hanno i crampi e si stirano oppure si sta parlando del nulla. Sui social si scrivono spesso cose non carine, ti insultano. Bisogna per&ograve; capire che siamo nell'era della tecnologia e allora occorre essere lucidi e comprendere prima di tutto chi hai dall'altra parte come interlocutore. Io alleno un grande club e in un momento importante della mia carriera, &egrave; giusto che se le cose non vanno bene io sia criticato. A inizio stagione per&ograve; nessuno mi aveva chiesto di vincere il campionato o di andare in Champions. Quindi calma e cautela nei giudizi&rdquo;.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Quanto al Bertoncelli (critico musicale trai pi&ugrave; noti in quegli anni) locale, Gilardino avrebbe potuto lanciare qualche frecciata a Massimiliano Lussana e alla sua Puntina ma ha signorilmente glissato.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;I leoni da tastiera sono stati poi zittiti (quanto meno per una settimana) sul campo. Bello, aggressivo, coraggioso &egrave; stato proprio il Genoa che i tifosi vogliono vedere. All&rsquo;assenza di Retegui (a proposito quante illazioni sul suo infortunio e allora forse sarebbe opportuno che la societ&agrave; facesse chiarezza con un comunicato ufficiale), Gilardino ha provato ad ovviare schierando contemporaneamente in attacco Gudmundsson e Messias, di fatto come giocare con due falsi nueve per non dare punti di riferimento alla Juventus. Nel secondo tempo, con un gol da recuperare, occorreva per&ograve; occupare di pi&ugrave; l&rsquo;area di rigore e Gilardino si &egrave; giocato la carta Ekuban. Ed &egrave; stata la mossa che ha permesso al Genoa di ribaltare l&rsquo;inerzia della partita. Un cambio vincente, dunque, da parte dell&rsquo;allenatore a cui veniva proprio contestata una scarsa lettura della partita con relative sostituzioni non particolarmente azzeccate.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>L&rsquo;ingresso di un attaccante di ruolo ha comportato lo spostamento di Messias addirittura a laterale mancino, ruolo che nel primo tempo era stato svolto da Vazquez. E il campo &egrave; stato la prova provata che Stefano Eranio al Derby del luned&igrave; aveva ragione quando sosteneva che &ldquo;Messias pu&ograve; fare tutto, anche il terzino perch&eacute; ha gamba, forza e resistenza&rdquo;. La presenza di una punta vera ha permesso a Gudmundsson di tornare a fare quello che sa fare meglio, che non &egrave; certo l&rsquo;attaccante ma il fantasista che si muove a tutto campo senza dare punti di riferimento agli avversari.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Con la Juventus di mezzo la direzione di Massa &egrave; stata vivisezionata al microscopio a caccia dell&rsquo;errore. Effettivamente ci stava l&rsquo;espulsione di Malynowski per l&rsquo;entrata a piede a martello su Yildiz, ma la partita era ormai finita ed il mancato rosso non si pu&ograve; certo dire che abbia inciso sul risultato. Quanto al tocco con la mano di Bani &egrave; stato scritto e detto tutto ed il contrario di tutto (far&agrave; come al solito chiarezza Mauro Bergonzi al derby), tra le posizioni pi&ugrave; singolari &egrave; quella della Gazzetta dello Sport: &ldquo;Era rigore al 60 per cento&hellip;&rdquo;. Se potessi aggiungere un po&rsquo; di emocoticon, quelle con la faccia inorridita e le mani in testa. Piuttosto &egrave; stata ignorata l&rsquo;entrata, in piena area di rigore, di Cambiaso su Vazquez che qualcuno dubbio ce lo ha lasciato. &nbsp;&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>L&rsquo;infortunio nel finale a Messias &egrave; l&rsquo;unica nota stonata di un a serata in cui il Genoa ha saputo rialzare la testa: un grande giocatore ma fragile come uno Swarovski. &ldquo;Vogliamo che gi&agrave; a Bologna il 5 gennaio ci sia in campo qualche nuovo acquisto&rdquo;, ha ribadito l&rsquo;ad Andres Blazquez. Intanto, per&ograve;, ci sono Sassuolo (in trasferta) e Inter (a Marassi), servono punti ma soprattutto a Marassi, spinta dal suo popolo questa squadra, che ha asfaltato la Roma, pareggiato con Napoli e Juventus e perso immeritatamente col Milan, ha dimostrato di sapere tenere testa alle grandi.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Chiudiamo rassicurando i tifosi genoani: non esiste un caso Zangrillo, effettivamente non era in tribuna a Marassi perch&eacute; bloccato a lette dalla febbre. &ldquo;Non posso pi&ugrave; nemmeno ammalarmi&hellip;&rdquo;, &egrave; stato il suo laconico commento.</div>]]></content:encoded>
							<media:content url="https://telenord.it/img/uploads/2023/12/articolo-65599/gilardino-6.jpg" type="image/jpeg"/>
				
		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, Gilardino come Beckett. Finale di partita da teatro dell'assurdo]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-gilardino-come-beckett-finale-di-partita-da-teatro-dell-assurdo-65314</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Il libro che Alberto Gilardino tiene sul comodino &egrave; "Finale di partita" di Samuel Beckett l'inventore del Teatro dell'Assurdo. Ed &egrave; proprio nei finali di partita,...]]></description>
			<pubDate>Mon, 11 Dec 2023 13:10:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il libro che Alberto Gilardino tiene sul comodino &egrave; "Finale di partita" di Samuel Beckett </strong>l'inventore del <strong>Teatro dell'Assurdo</strong>. Ed &egrave; proprio nei finali di partita, che spesso hanno dell'assurdo, che l'allenatore genoano rischia di vanificare tutto ci&ograve; che di buono la sua squadra produce per oltre ottanta minuti. <strong>Certi dati sono inquietanti </strong>e ormai non si pu&ograve; pi&ugrave; parlare di coincidenze. A <strong>Monza </strong>infatti &egrave; andata proprio come <strong>con Torino, Lecce, Napoli, Udinese, Milan e Frosinone</strong>. Se le partite finissero <strong>all'83' il Genoa sarebbe quarto in classifica</strong> <strong>e invece &egrave; sestultimo </strong>con solo quattro punti di margine dalla zona rossa e con un calendario, prima del giro di boa, da fare tremare i polsi<strong>: Juventus e Inter a Marassi, Sassuolo e Bologna in trasferta.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le partite ormai si giocano in 16, <strong>i subentrati hanno un ruolo determinante</strong>. Ma i cambi di Gilardino per qualcuno sono tardivi o comunque inappropriati. Si pu&ograve; discutere certamente sulla qualit&agrave; di una panchina che il tecnico rossobl&ugrave; evidentemente non ritiene all'altezza se anche a <strong>Monza </strong>vi ha fatto ricorso solo nel finale ed utilizzando unicamente tre giocatori (il terzo cambio, quello di <strong>Messias</strong>, &egrave; stato obbligato dall'infortunio del brasiliano) invece dei cinque previsti dal regolamento. Per altro non pu&ograve; non suscitare qualche perplessit&agrave; l'ostracismo nei confronti di <strong>Thorsby </strong>e <strong>Kutlu</strong>, che provengono da squadre (Union Berlino e Galatassaray) che anche grazie al loro apporto hanno conquistato l'accesso alla Champions League. Per altro erano entrati in campo a causa degli infortuni a <strong>Badelj </strong>e <strong>Strootman </strong>gi&agrave; nel primo tempo con la <strong>Roma</strong>, quella che nell'immaginario collettivo dei tifosi rossobl&ugrave; &egrave; considerata la partita dell'anno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E siccome il calcio sa essere crudele e beffardo la statistica dice anche che il Genoa &egrave; la squadra di tutta la <strong>Serie A </strong>ad aver <strong>subito pi&ugrave; gol da giocatori entrati dalla panchina</strong>. Con quello di <strong>Mota Carvalho </strong>in totale sono 10.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A <strong>Monza</strong>, come a <strong>Frosinone, </strong>il <strong>Genoa </strong>ha perso una partita in cui gi&agrave; il pareggio gli sarebbe andato stretto. Nel secondo tempo in campo c'era una squadra sola e forse proprio questo ha ingolosito Gilardino che, contro un avversario falcidiato dalle assenze, ha provato a vincere. Ha inserito <strong>Fini</strong>, che &egrave; un attaccante esterno, al posto di <strong>Haps</strong>, un laterale, ma soprattutto, proprio come a Frosinone, ha cambiato modulo nelle ultime battute. E la scelta &egrave; risultata nuovamente fatale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il gol subito ricorda beffardamente proprio quello di Frosinone. Gli avversari hanno sfondato sulla corsia di sinistra genoana (era successo pure a Cagliari in occasione del gol di <strong>Zappa</strong>) e sulla passa messa al centro <strong>De Winter </strong>era troppo distante dall'avversario, dimenticando che si chiama marcatura a zona perch&eacute; bisogna andare ad uomo della propria zona di competenza. Le non esaltanti prestazioni di De Winter, che comunque viene preferito a <strong>Vogliacco</strong>, non possono che aumentare il rimpianto per l'infortunio che costringe <strong>Bani </strong>ai box.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Errare humanum est, perseverare autem diabolicum</strong>. Gilardino non si &egrave; fatto guidare dalla saggezza degli antichi. Oltre a cambiare nuovamente la disposizione tattica in una partita di cui la sua squadra aveva pieno controllo, ha insistito nel proporre <strong>Hefti </strong>che non &egrave; proprio quel che si suol dire un talismano. Ogni volta che entra il Genoa finisce per prendere gol. Questa volta non &egrave; stato lui a combinare la frittata, anche se grida vendetta una triangolazione che non &egrave; riuscito a chiudere con <strong>Gudmundsson</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Certi errori di inesperienza non possono far dimenticare l'eccellente lavoro svolto da <strong>Gilardino</strong>, non solo nella passata stagione ma anche in quella in corso, affrontata spesso con tante assenze pesanti. E a questo proposito va osservato come <strong>Retegui </strong>sia formalmente in campo, ma &egrave; come se ci fosse la sua controfigura considerato quanto sia ancora lontano da una condizione accettabile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Chi ora contesta e chiede la testa del tecnico &egrave; probabilmente tra coloro che questa estate, mentre la societ&agrave; rifletteva se dare fiducia a Gilardino anche in Serie A oppure puntare su un allenatore che conosceva meglio la categoria, faceva pressione perch&eacute; venisse riconfermato l'allenatore della promozione</strong>. Prese di posizione umorali, condizionate dall'ultimo risultato e non da una visione pi&ugrave; di prospettiva. Proprio per questo Gilardino, in attesa del mercato, va messo nella condizione di operare nella massima serenit&agrave;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Venerd&igrave; c'&egrave; la <strong>Juventus</strong>. Una di quelle partite impossibili, che hanno sempre storicamente esaltato la voglia di sfida del <strong>Grifone</strong>. E se la <strong>Nord </strong>spinger&agrave; come nel finale della partita con <strong>l'Empoli</strong>, ci potrebbe anche scappare l'impresa. <strong>Altrimenti calma, non sono certo queste le partite da cui passa la salvezza del Genoa.</strong></p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, il brutto viene adesso. Calendario durissimo, poi finalmente il mercato]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-il-brutto-viene-adesso-calendario-durissimo-poi-finalmente-il-mercato-65019</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Ora bisogna soprattutto fare quadrato perch&eacute; il Genoa, prima che riaprano le liste di trasferimento e possa dunque colmare le lacune evidenziate in questi primi turni di...]]></description>
			<pubDate>Mon, 04 Dec 2023 09:50:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Ora bisogna soprattutto fare quadrato perch&eacute; il <strong>Genoa,</strong> prima che riaprano le liste di trasferimento e possa dunque <strong>colmare</strong> le <strong>lacune</strong> evidenziate in questi primi turni di <strong>campionato,</strong> &egrave; atteso da un <strong>calendario durissimo.</strong> Per altro la partita con <strong>l'Empoli,</strong> che con un pizzico di attenzione in pi&ugrave; la squadra di <strong>Gilardino</strong> avrebbe potuto comunque vincerla, non ha evidenziato nulla che non fosse ormai arcinoto.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>E iniziamo allora con la rosa corta non tanto numericamente quanto qualitativamente. Ogni volta che Gilardino <strong>cambia</strong> in corsa la squadra <strong>peggiora</strong> e, se per qualcuno &egrave; per via di una non buona <strong>lettura</strong> del <strong>match</strong> da parte dell'allenatore, la causa va invece ricercata nel fatto che chi <strong>entra</strong> dalla <strong>panchina</strong> non assicura nemmeno lontanamente la <strong>qualit&agrave;</strong> di chi sta giocando titolare. Peggio ancora quando la cosiddetta riserva deve giocare dall'inizio perch&eacute; il titolare &egrave; indisponibile. Il caso pi&ugrave; eclatante &egrave; ovviamente quello di <strong>Retegui,</strong> ma anche l'assenza di <strong>Bani</strong> sta pesando di pi&ugrave; di quanto fosse lecito aspettarsi. Discorso a parte per <strong>Gudmundsson</strong> che ha in <strong>Messias</strong> un sostituto pi&ugrave; che degno, anche se sarebbe certamente preferibile se potessero giocassero assieme. Purtroppo per&ograve; il brasiliano solo a dicembre &egrave; tornato ad essere disponibile.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La priorit&agrave; sul mercato non riguarda solo il vice <strong>Retegui.</strong> La scelta di Gilardino di avanzare <strong>Vasquez</strong> sulla linea dei centrocampisti, la dice infatti lunga sulla considerazione che l'allenatore ha di <strong>Martin,</strong> gi&agrave; date tempo fuori dai radar, e di <strong>Haps.</strong> Serve un <strong>laterale sinistro completo</strong> ovvero che sappia fare le due fasi, quella difensiva (come Vasquez) e quella offensiva (possibilmente con cross migliori di quelli di Haps). E occorrono altri due pezzi: <strong>un'alternativa</strong> a destra a <strong>Sabelli</strong> e un play che possa dare il <strong>cambio</strong> a <strong>Badelj,</strong> che a febbraio compir&agrave; 35 anni e non &egrave; pensabile possa cantare e portare la croce per 38 partite.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Dicevamo che la partita con l'Empoli non ha fatto altro che ribadire concetti stranoti. <strong>Messias,</strong> ancora inevitabilmente a corto di condizione, per un quarto d'ora ha fatto Messias: ha saltato l'uomo, ha creato superiorit&agrave;, ha sparigliato le carte in campo. Insomma, ha semplicemente fatto quello per cui era stato acquistato. Con un pizzico di fortuna avrebbe anche potuto segnare, ma la palla si &egrave; stampata all'incrocio. Un gol che avrebbe ricordato quello del sampdoriano <strong>Genzano</strong> nel derby del 16 marzo 1980: conclusione da fuori strozzata per terra e palla che si era impennata scavalcando beffarda <strong>Girardi,</strong> Ma certi colpi di fortuna al Genoa sono vietati.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Anche <strong>Malinovskyi</strong> <strong>&egrave; tornato a fare il Malinovskyi</strong> (anche se con solo con un'ora di autonomia) ed il suo sinistro nelle ultime due partite ha gi&agrave; lasciato il segno. Due gol con due conclusioni da fuori ovvero proprio quello per cui era stato acquistato.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ora la domanda cruciale &egrave; quanto tempo ci vorr&agrave; per avere <strong>Messias</strong> e Malinovskyi al top della condizione e soprattutto quando potremo rivedere un <strong>Retegui</strong> che sia almeno al 60/70 per cento?</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Con un po' pi&ugrave; di concentrazione e attenzione per&ograve; contro l'Empoli i tre punti si sarebbero comunque potuti portare a casa. A tradire &egrave; stata la difesa, il reparto decisivo per la promozione in serie A e che anche in avvio di stagione si era dimostrato particolarmente affidabile. <strong>Dragusin, Bani</strong> e <strong>Vasquez</strong> avevano infatti retto botta anche nella massima serie. Contro <strong>l'Empoli</strong> per&ograve; <strong>Bani</strong> era in tribuna e <strong>Vasquez</strong> dirottato sulla fascia per ovviare alla carenze assortite di <strong>Haps</strong> e <strong>Martin.</strong> Cos&igrave; senza gli abituali punti di riferimento anche Dragusin ha finito per non esprimersi non al meglio. <strong>Vogliacco</strong> sul cross di <strong>Kovalenko</strong> si &egrave; perso <strong>Cancellieri</strong> (entrambi i giocatori dell'Empoli erano entrati nel secondo tempo a conferma di quanto ormai la panchina sia decisiva) e <strong>De Winter,</strong> un po' a sorpresa promosso come perno centrale della difesa a tre, per tutta la partita &egrave; stato passivo su Caputo, accontentandosi di non farlo girare ma lasciandogli prendere sempre posizione e lavorare la palla. Proprio come in occasione dell'azione che ha portato al gol toscano.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>E ora, prima dei rinforzi di gennaio, ci sono <strong>Monza</strong> (in trasferta), <strong>Juventus</strong> (in casa) <strong>Sassuolo</strong> (in trasferta) e <strong>Inter</strong> (in casa). E servono <strong>punti.</strong></div>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, #iostoconMartinezePuscas e ovviamente con Gilardino]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-io-sto-con-martinez-e-puscas-e-ovviamente-con-gilardino-64681</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/genoa-io-sto-con-martinez-e-puscas-e-ovviamente-con-gilardino-64681</guid>
			<description><![CDATA[La caccia al colpevole, attivit&agrave; molto praticata sotto ogni latitudine calcistica e non solo nella Genova capitale del mugugno, dovrebbe fermarsi per un mese ed evitare...]]></description>
			<pubDate>Mon, 27 Nov 2023 12:55:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div>La<strong> caccia al colpevole</strong>, attivit&agrave; molto praticata sotto ogni latitudine calcistica e non solo nella <strong>Genova capitale del mugugno</strong>, dovrebbe fermarsi per un mese ed evitare sino alla riapertura del mercato di cercare ad ogni costo il <strong>capro espiatorio</strong>. Senza <strong>Retegui, Gudmundsson, Bani</strong> ed ora anche <strong>Strootman</strong> &egrave; piena emergenza ed &egrave; indispensabile limitare i danni. Cos&igrave; nelle prossime partite con <strong>Empoli</strong> (a Marassi) e <strong>Monza</strong> (trasferta) &egrave; fondamentale fare punti: ne servono almeno tre. Il <strong>Genoa</strong> sar&agrave; poi infatti atteso da un calendario complicatissimo: <strong>Juventus</strong> e <strong>Inter</strong> in casa, <strong>Sassuolo</strong> e <strong>Bologna</strong> in trasferta.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Senza contare che quando il folletto islandese ed il bomber argentino (l'ultimo spezzone di partita l'ha giocato il 25 ottobre a Marassi contro la Salernitana) rientreranno non saranno certamente subito al top della condizione e questo vale anche per <strong>Messias</strong> che finalmente &egrave; tornato in campo. Intanto c'&egrave; un <strong>Malinovskyi</strong> in pi&ugrave;, non pi&ugrave; anonimo ma finalmente protagonista sfruttando il suo gran tiro dalla distanza.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>I puristi e gli amanti del bel gioco frenino per un attimo i loro ardori e lascino libero <strong>Gilardino</strong> di praticare il suo calcio che forse non sar&agrave; spettacolare ma gli sta permettendo di ottenere il massimo alla guida di una neopromossa. Certo, <strong>perdere</strong> partite come quella di <strong>Frosinone</strong> fa male. Ed i complimenti dell'allenatore avversario suonano beffardi. Il Genoa meritava almeno il pareggio e non &egrave; il caso di gettare la croce addosso a <strong>Martinez.</strong> Non c'&egrave; numero uno al mondo che non faccia almeno un paio di errori a campionato, ma un portiere mentalmente solido lo metabolizza subito, come &egrave; stato nel caso di Martinez sulle conclusioni di <strong>Ibrahimovic</strong> e <strong>Marchizza.</strong> Piuttosto siccome il gol subito &egrave; chiaramente imputabile al sole che aveva negli occhi e gli ha nascosto la palla, viene da domandarsi perch&eacute; i portieri in generale non abbiano pi&ugrave; la vecchia e cara abitudine di usare il capellino. Lo considerano un po' da sfigati, ma poi le conseguenze sono queste.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Anche su <strong>Puscas</strong> certi giudizi sono stati spietati. Ed &egrave; singolare l'indulgenza collettiva nei confronti di <strong>Ekuban</strong> mentre al centravanti della nazionale rumena non si perdona niente. A Frosinone si &egrave; battuto, ha giocato anche in funzione della squadra e non &egrave; non stato fortunato quando ha calciato a rete a colpo sicuro ma la palla &egrave; andata a sbattere su <strong>Okoli</strong> che aveva disperatamente provato a fare muro. E comunque ancora una volta la palla gol l'ha avuta, a conferma che in area di rigore sa come muoversi.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Piuttosto stasera al <strong>Derby del Luned&igrave;</strong> all'amico <strong>Lussana</strong> reduce da <strong>Brasile-Inghilterra</strong> (pardon,<strong> era Sampdoria-Spezia...</strong>) chieder&ograve; perch&eacute; di <strong>Borini</strong> scrive <strong><em>&ldquo;sbaglia s&igrave; due gol ma &egrave; l&igrave; nel posto dove farli&rdquo;</em></strong>. E invece<strong><em> bacchetta Puscas: &ldquo;non segna nemmeno per sbaglio&rdquo;.</em></strong></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ancora una volta il Genoa ha buttato punti preziosi negli ultimissimi minuti della partita. Proprio come col <strong>Torino</strong> (94'), <strong>Napoli</strong> (84') <strong>Lecce</strong> (83'), <strong>Udinese</strong> (92'), <strong>Milan</strong> (87') e <strong>Frosinone</strong> (94'). Agata Christie diceva che tre indizi fanno una prova, qui gli indizi sono addirittura sei. Ma la domanda da porsi &egrave;: <strong>Gilardino sbaglia i cambi oppure sono i giocatori della panchina a non essere all'altezza della Serie A?</strong> Personalmente propendiamo per la seconda ipotesi ed &egrave; importante allora che a gennaio vengano operati acquisti mirati anche perch&eacute; &egrave; ormai acclarato che le partite si giocano in sedici.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Quanto ai tre cambi di Frosinone all'88' sar&agrave; interessante sentire<strong> la lezione di professor Onofri domani sera a We are Genoa</strong>, accompagnata da 4 istantanee che mettono a fuoco come erano (mal)disposti i giocatori del Genoa in occasione del secondo gol del Frosinone. 1) Il cambio di modulo da 3-5-1-1 a 4-4-2 comporta movimenti di pressing diversi ed &egrave; complicato per chi &egrave; appena entrato assimilarli in pochi minuti. 2) C'&egrave; allora un'incomprensione sul da farsi tra Galdames e Vazquez. Galdames dovrebbe seguire Soul&egrave; e Vazquez in caso di eventuale passaggio a Brescianini salire in pressione su di lui. 3) Ma Vazquez &egrave; in ritardo a contrastare il passaggio di Soul&egrave; e Galdames &egrave; sorpassato da Brescianini sul quale esce allora Dragusin, lasciando scoperta la zona centrale dell'area di rigore. 4) De Winter deve intuire il pericolo a centro area e scalare pi&ugrave; in fretta e meglio su Monterisi, lasciando a sua volta scalare Sabelli sull'attaccante rimasto in linea sul secondo palo.</div>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, due vittorie importanti: riduzione del debito e tredicesimo posto]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-due-vittorie-importanti-riduzione-del-debito-e-tredicesimo-posto-63995</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Togliamoci subito il dente e affrontiamo l'argomento concordato. Niente di scandaloso e di cui provare imbarazzo. La notizia girava gi&agrave; da qualche giorno e poteva...]]></description>
			<pubDate>Sun, 12 Nov 2023 10:25:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Togliamoci subito il dente e affrontiamo l'argomento concordato. Niente di scandaloso e di cui provare imbarazzo. La notizia girava gi&agrave; da qualche giorno e poteva diventare una bomba ad orologeria se fatta deflagrare nell'imminenza di una partita fondamentale per il campionato della squadra di Gilardino. Soprattutto questo accordo, concluso con l'Agenzia dell'Entrate lo scorso 31 ottobre e presentato in tribunale il 2 novembre, se non spiegato con cura, poteva destare un allarmismo ingiustificato. Alla fuga di notizie (mirata) &egrave; stata fortunatamente messa la sordina, anche perch&eacute; &egrave; tutto il contrario rispetto a come qualcuno cercava di farla passare. E' una procedura linearissima e che non presenta alcun lato oscuro. Intanto cominciamo col dire che &egrave; una pratica gi&agrave; utilizzata da altri club. E per quanto riguarda il Genoa occorre fare una premessa ed anche un distinguo. La premessa &egrave; che ai 777 Partners vecchia propriet&agrave; ha lasciato un pesantissimo fardello di debiti ed in particolare quello con l'Agenzia dell'erario ammontava a 106 milioni di euro. Perch&eacute; mai allora non avvalersi della nuova procedura per quanto riguarda il Codice della crisi d'impresa (ex art. 63)? Ne pagher&agrave; cos&igrave; 37 ed in comode rate decennali.<br />&nbsp;<br />Il distinguo &egrave; che la propriet&agrave; americana ha scelto di non utilizzare questo strumento che la legge gli mette a disposizione per quanto i debiti con i privati e soprattutto per con i fornitori locali. Ogni posizione &egrave; stata tratta singolarmente e i tempi di pagamento sono molto meno dilatati di quelli che avrebbero potuto essere attraverso l'ex art. 63 del Codice della crisi di impresa.<br />&nbsp;<br />Anche le limitazioni per quanto riguarda le due prossime sessioni di mercato non preoccupano la dirigenza rossobl&ugrave;, comunque ben conscia che a gennaio la squadra dovr&agrave; essere rinforzata con due/tre elementi. Ogni operazione in entrata dovr&agrave; essere compensata da una in uscita in modo da non provocare un saldo negativo. In estate potr&agrave; forse essere sacrificato un pezzo pregiato (ma questo sarebbe stato a prescindere dal Concordato), ma a gennaio non si muover&agrave; nessuno e ci sono comunque varie possibilit&agrave; per rinforzare la squadra. Ricordate Sanabria? Preziosi lo ottenne in prestito gratuito dal Betis per 18 mesi con diritto di riscattato (poi non esercitato) per 20 milioni.<br />&nbsp;<br />Ma veniamo al calcio giocato, quello che soprattutto interessa ai tifosi. Contro i Verona era vietato sbagliare. Ci sono partite in cui i punti valgono doppio. Non &egrave; una frase fatta. &Egrave; matematica. Ora in classifica il Genoa ha sei punti di vantaggio sui giallobl&ugrave; veneti, ma se malauguratamente questa partita l'avesse persa, ora le due squadre sarebbero appaiate ad otto punti in classifica. Ed era cos&igrave; importante vincere che si pu&ograve; tranquillamente passare sopra al fatto che &egrave; stato il pi&ugrave; brutto Genoa visto a Marassi in questo campionato, ovviamente a parte la partita d'esordio con la Fiorentina che &egrave; ormai acclarato che non fa testo. Persino Gudmundsson si &egrave; espresso sottotono, ma &egrave; impensabile che ogni volta possa cantare e portare la croce. In avanti Gilardino ha nuovamente dato fiducia ad Ekuban che, se non altro, questa volta almeno ha tirato in porta e non &egrave; stato fortunato perch&eacute; ha centrato il palo. Puscas sembrerebbe penalizzato dalla sua capacit&agrave; di entrare bene a partita in corso, mentre il compagno si demoralizza se parte dalla panchina. Effettivamente gli bastano pochi minuti per procurarsi una palla gol. Ne ha avute due, una dietro l'altra, anche all'inizio del secondo tempo ma anche in questo caso non ha avuto miglior sorte rispetto alle partite con Milan, Atalanta e Cagliari. Sembra un sortilegio, non resta che sperare che si sblocchi al pi&ugrave; presto. Ma speriamo soprattutto che, come viene dato per scontato, per la partita di Frosinone sia disponibile Retegui. Senza Mateo &egrave; un Genoa al 20 per cento delle due potenzialit&agrave; offensive.<br />&nbsp;<br />La partita con Verona l'ha decisa Dragusin che di mestiere fa il difensore, ma che anche l'anno scorso era stato pi&ugrave; volte decisivo. Dragusin &egrave; stato di gran lunga il migliore in campo, seguito da Vazquez, anche lui un muro l&agrave; dietro, e l'eterno Badelj che gioca con l'abc del calcio sottobraccio. Qualcuno a 34 anni e 8 mesi lo vorrebbe pi&ugrave; dinamico e veloce, ma allora giocherebbe in una squadra che fa la Champions. Il Genoa invece venerd&igrave; era composto per 10 undicesimi dagli stessi giocatori che c'erano lo scorso anno in serie B. L'intruso &egrave; Vazquez che era a Cremona e che con la maglia rossobl&ugrave; in B c'era retrocesso l'anno prima. Gilardino, per&ograve;, ha saputo creare un gruppo straordinariamente coeso che ha patito il salto di categoria solo la prima partita con la Fiorentina e che a tutti i costi vuole raggiungere l'obiettivo. La classifica &egrave; assolutamente in linea con l'obiettivo dichiarato che &egrave; quello, al primo anno di serie A, di una salvezza tranquilla: 14 punti e 7 squadre alle spalle. Ma alla ripresa del campionato il Genoa giocher&agrave; a Frosinone, a Marassi con l'Empoli e a Monza. Sono tre scontri diretti. Quelli che non si possono sbagliare perch&eacute; i punti in palio valgono doppio.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, Gilardino senza panchina. E gennaio è ancora lontano]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-gilardino-senza-panchina-e-gennaio-e-ancora-lontano-63724</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[La differenza l'ha fatta la panchina. Ancora una volta. Come a Torino e a Lecce, quando la sconfitta matur&ograve; nelle ultime battute, come a Marassi col Napoli che ha...]]></description>
			<pubDate>Mon, 06 Nov 2023 11:35:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div>La differenza l'ha fatta la panchina. Ancora una volta. Come a Torino e a Lecce, quando la sconfitta matur&ograve; nelle ultime battute, come a Marassi col Napoli che ha rimontato due gol. Ormai le partite si giocano in sedici. Quella che doveva essere una soluzione temporanea per fronteggiare l'emergenza Covid, non solo &egrave; diventata definitiva ma incide in maniera pesante sul risultato che, per statistica, si decide per almeno il 70 per cento dei casi nell'ultima mezz'ora. Si fa presto ad accusare Gilardino di non fare i cambi o di farli tardivi. Le seconde linee purtroppo hanno dimostrato di non essere all'altezza. L'aveva confermato anche la partita di Coppa Italia di mercoled&igrave;. Per avere ragione della Reggiana, Gilardino aveva dovuto far entrare Gudmundsson, Badelj e Dragusin e tenere in campo Strootman per 120 minuto. E Gudmundsson &egrave; stato decisivo nei supplementari proprio come nel 2008 lo era stato Milito con il Ravenna.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>I gol del Cagliari portano la firma di Viola e Zappa, entrati a partita in corso. Haps, uno dei subentrati del Genoa, si &egrave; invece dimenticato di Zappa che era il suo contraltare sulla fascia. Liberissimo ha potuto prendere la mira e segnare la rete che deciso la partita. Ranieri si permette il lusso di mandare in panchina quattro centravanti: Petagna, Pavoletti, Lapadula e Shomurodov. E sar&agrave; anche pronto per il carrello dei bolliti, come Massimiliano Lussana, il Mughini del Bisagno, sostiene da tempo al Derby del luned&igrave;, per&ograve; il coraggio non gli manca di certo se nel tridente d'attacco, al posto dei mostri sacri, schiera due ragazzi del 2002: Oristanio e Luvumbo.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Gilardino invece non ha un giocatore di ruolo che ritiene affidabile per sostituire Retegui. A Cagliari &egrave; partito con Gudmundsson falso nueve e poi ha dato spazio a Puscas che &egrave; considerato la riserva della riserva, ovvero di Ekuban, e dunque &egrave; pi&ugrave; che normale che abbia quale problema di autostima. Per&ograve; Puscas ha i movimenti dell'attaccante d'area di rigore, sa essere al posto giusto nel momento giusto. Purtroppo per lui ma soprattutto per il Genoa, non riesce a capitalizzare questo suo istinto innato. E non &egrave; nemmeno fortunato. Carnesecchi a Bergamo ha fatto un'uscita straordinaria per tempismo: gli era gi&agrave; addosso quando l'attaccante del Genoa ha caricato il tiro. A Cagliari paradossalmente ha stoppato la palla troppo bene, gli &egrave; rimasta incollata al piede, troppo sotto, e ha perso un tempo di gioco.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>I 777 hanno ben chiaro come operare sul mercato invernale. Non serve solo un vice Retegui, ma anche un vice Badelj. E due laterali, uno a destra e uno a sinistra. Sabelli sta sorprendendo tutti in positivo, al punto che i compagni lo chiamano Sabellao, alla brasiliana. Ma serve comunque un'alternativa di qualit&agrave;. A sinistra Martin ha dimostrato di non essere all'altezza, quanto ad Haps ignora completamente la fase difensiva e non &egrave; un particolare da poco in una squadra che ha come obiettivo la salvezza.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ma, prima di gennaio, ci sono ancora sette partite: Verona, Empoli, Juventus e Inter a Marassi, Frosinone, Monza e Sassuolo in trasferta. E, dopo solo tre punti nelle ultime quattro partite, lo scontro diretto di venerd&igrave; col Verona &egrave; uno snodo fondamentale. Partite come questa &egrave; importante vincerle, ma &egrave; soprattutto fondamentale non perderle.</div>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Gudmunsson incanta, Retegui fa tremare, Ekuban ormai è un "inkuban"]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Appena terminata la partita e in attesa di collegarmi con Beppe Nuti ed i suoi ospiti per Stadio Goal, le decine di tifosi del Genoa che, all'esterno dello stadio Ferraris, mi...]]></description>
			<pubDate>Sat, 28 Oct 2023 14:00:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Appena terminata la partita e in attesa di collegarmi con Beppe Nuti ed i suoi ospiti per Stadio Goal, le decine di tifosi del <strong>Genoa</strong> che, all'esterno dello stadio Ferraris, mi sfilavano accanto ripetevano tutti la stessa litania: <strong>&ldquo;Basta Ekuban!&rdquo;.</strong> E purtroppo anche l'attaccante, che ha avr&agrave; pur giocato 83 partite partite nel <strong>campionato turco</strong> segnando 20 gol ma ha limiti tecnici impressionanti, si &egrave; ormai convinto di non essere adeguato alla <strong>Serie A</strong>. Demoralizzato e sfiduciato ha rinunciato anche a rincorrere gli avversari e fare pressing ovvero l'unica cosa per cui poteva in qualche modo essere utile alla squadra. La sua prestazione &egrave; stata impalpabile anche per quanto riguarda l'impegno ed &egrave; cos&igrave; venuta meno anche l'abusata retorica che comunque<strong><em> &ldquo;&egrave; uno che suda la maglia&rdquo;</em></strong>. L'immagine della resa all'ennesimo passaggio sbagliato, uno facile facile verso <strong>Gudmundsson:</strong> ha allargato sconsolato le braccia. Come a dire, soprattutto a se stesso:<strong><em> &ldquo;Non ne sto azzeccando una&rdquo;.</em></strong></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Di fatto il Genoa ha giocato in dieci tutto il secondo tempo e ha finito per soffrire il tentativo di rimonta della <strong>Salerntitana.</strong> Cos&igrave; di fronte ad un primo tempo perfetto c'&egrave; stata una ripresa imperfetta, ma il pareggio sarebbe stata un premio eccessivo per la squadra di <strong>Inzaghi.</strong> Dia nel recupero si &egrave; divorato un gol fatto, la sua posizione sarebbe per&ograve; stata comunque da rivedere al <strong>Var (Frendrup</strong> poteva forse tenerlo in gioco ma si parla di centimetri). E sono arrivati tre punti fondamentali certamente per l'autostima ma soprattutto per la classifica</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La faccia di <strong>Ramon Turone,</strong> a fine partita fuori dalla stadio <strong>Ferraris</strong> nel collegamento con Stadio Goal, valeva pi&ugrave; di qualunque commento. Alla gente, addetti ai lavori compresi, &egrave; rimasto impresso il secondo tempo <strong><em>&ldquo;da inkuban&rdquo;</em></strong>, ma &egrave; anche vero che quei favolosi primi quarantacinque minuti hanno confermato tutte le potenzialit&agrave; del Genoa quando pu&ograve; giocare al completo. E fondamentale sono i due giocatori che la squadra rossobl&ugrave; non si pu&ograve; permettere di passare a nessun avversario: <strong>Gudmundsson</strong> (almeno sino a quando non sar&agrave; recuperato Messias) e <strong>Retegui. Insostituibili!</strong></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Gilardino</strong> &egrave; stato a lungo indeciso se far giocare il centravanti argentino oppure tenerlo ancora precauzionalmente a riposo. Ha fatto bene o ha fatto male a rischiarlo? Ovviamente <strong>il via libera &egrave; arrivato col consenso non solo dei medici ma anche della societ&agrave;</strong>, trattandosi di un investimento economico importante. E' vero che ancora un turno di riposo gli avrebbe sicuramente giovato, ma &egrave; altrettanto vero che senza <strong>Retegui</strong> in campo il <strong>Genoa</strong> la partita non l'avrebbe vinta e questi tre punti erano di fondamentale importanza. Non ha partecipato all'azione del gol (passaggio in verticale di <strong>Malinovsky</strong> e magia di Gudmundsson), ma la sua presenza in campo ha dato forza, morale e convinzione alla squadra. Gli ha permesso di credere che quella era una partita che si poteva, si doveva vincere. Retegui ha tenuto palla, ha fatto salire la squadra e si &egrave; anche prodotto in un numero di altissima scuola. Un tiro che &egrave; partito secco e rapido come una frustata, <strong>Ochoa</strong> &egrave; riuscito a toccare la palla con la punta delle dita mandandola sul palo. Il portiere messicano, che lo scorso era stato protagonista di una stagione straordinaria ma che quest'anno sembrava essersi dimenticato di come si fa a parare, aveva sfoderato gi&agrave; un primo miracolo dopo appena due minuti sul colpo di testa a botta sicura di Dragusin. E subito dopo c'era stato il palo di Badelj.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Insomma, una partenza sprint da parte di una squadra estremamente convinta della proprie possibilit&agrave;. Non altrettanto si pu&ograve; dire del <strong>Genoa</strong> del secondo tempo che, una volta che verificato che ogni volta che arrivava davanti la palla irrimediabilmente tornava indietro, istintivamente ha arretrato il baricentro a difesa del preziosissimo gol di <strong>Gudmundsson.</strong></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Nella ripresa, senza <strong>Retegui,</strong> &egrave; stato tutto un altro Genoa. Nei prossimi giorni si capir&agrave; se potr&agrave; giocare a <strong>Cagliari.</strong> Solo un problema psicologico dopo un infortunio (a Udine) che avrebbe potuto essere molto pi&ugrave; serio? Normale che avesse un po' di preoccupazione. Dopo ogni contrasto si toccava il ginocchio e quella vistosa fasciatura, stile anni 70, era un modo per cercargli di dare un po' pi&ugrave; sicurezza. Una sorta di coperta di <strong>Linus.</strong></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Retegui</strong> e <strong>Gudmundsson</strong> sono una coppia splendidamente assortita che possono davvero portare in alto il Genoa. Col folletto islandese nell'immaginario collettivo, a sessant'anni di distanza, il leggendario <strong>Gigi Meroni</strong> ha trovato il suo erede in maglia rossobl&ugrave;.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il rientro di <strong>Badelj</strong> &egrave; stato eccellente e non c'&egrave; stato alcun calo di ritmo. Se tutti si muovono e si propongono per il regista diventa tutto pi&ugrave; semplice e la palla gira veloce. In difesa solite straordinarie prestazioni di <strong>Dragusin</strong> (nemmeno un'ammonizione in questo avvio di stagione a conferma del suo strapotere fisico) e <strong>Vasquez.</strong> E <strong>Vogliacco</strong> al 91' &egrave; entrato alla grande. Concentrato, determinato. E' andato a proporsi in sovrapposizione sulla destra ed &egrave; perfino andato a pressare il portiere.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ora la <strong>Coppa Italia.</strong> E sarebbe sciocco interpretarla come un obbligo fastidioso. Pu&ograve; essere invece un'opportunit&agrave;, nonostante una formula al solito penalizzante verso i club di fascia medio-bassa. Se infatti mercoled&igrave; il <strong>Genoa</strong> dovesse eliminare la <strong>Reggiana,</strong> poi dovrebbe vedersela con la <strong>Lazio</strong> e successivamente la <strong>Roma</strong> (partite di sola andata all'Olimpico). Prima di un'eventuale semifinale (andata e ritorno) con <strong>Juventus</strong> o <strong>Napoli.</strong></div>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa: Var, che furto! Ma venerdì inizia il vero campionato ]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-var-che-furto-ma-venerdi-inizia-il-vero-campionato-63145</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Il Var &egrave; come la dinamite. Alfred Nobel aveva messo la sua scoperta al servizio dell'industria mineraria e ma pi&ugrave; si sarebbe immaginato l'uso che ne avrebbero...]]></description>
			<pubDate>Mon, 23 Oct 2023 15:00:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div><strong>Il Var &egrave; come la dinamite</strong>. Alfred <strong>Nobel</strong> aveva messo la sua scoperta al servizio dell'industria mineraria e ma pi&ugrave; si sarebbe immaginato l'uso che ne avrebbero fatto i terroristi. Ecco che l'ormai famigerata<strong> Video Assistant Referee</strong>, nata con tanti buoni propositi, ha finito per essere uno strumento perverso. Mettiamoci anche poi che il destino si diverte a fare in modo la stessa squadra, a distanza di una sola partita, subisca due interpretazioni opposte riguardo a due situazioni identiche. E allora il caos &egrave; totale.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Al <strong>Bar Sport</strong> chiunque pu&ograve; esprimere la sua opinione, cos&igrave; per sgombrare il campo da interpretazioni che potrebbero sembrare faziose, ci rimettiamo al parere dell'esperto. Ecco<strong> Luca Marelli</strong>,<strong> ex arbitro di serie A e talent arbitrale di Dazn</strong>, cos'ha dichiarato dell'episodio che ha deciso <strong>Atalanta-Genoa:</strong><em>&nbsp;&ldquo;Ci sono due elementi da sottolineare. Il primo &egrave; che l&rsquo;on field review: non ha senso. Trattandosi di una valutazione oggettiva, non si doveva valutare assolutamente nulla, la sensazione &egrave; Abbattista non si voleva prendere la responsabilit&agrave; di una decisione. Il secondo &egrave; la mancanza di certezza che Lookman abbia toccato il pallone, non lo possiamo sapere. Non c&rsquo;&egrave; un&rsquo;immagine certa che ci sia stato un tocco di mano di Lookman. A mio parere, doveva essere confermata la decisione di campo, come avvenuto in Genoa-Milan, in occasione del gol di Pulisic. Quindi, la rete era da annullare. Non c&rsquo;era profondit&agrave; in Genoa-Milan, non c&rsquo;&egrave; neanche in questo caso. Non abbiamo una prova certa&ldquo;.</em></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Per altro<strong> il varista Abbattista</strong> si &egrave; anche fatto sfuggire <strong>il fallo commesso in partenza d'azione su Haps</strong>. Non &egrave; scappato invece a <strong>Mauro Bergonzi</strong> che alla <strong>Domenica Sportiva</strong> ha impietosamente dimostrato che Abbattista non fosse decisamente in giornata. Tra l'altro si &egrave; anche dimostrato poco furbo. Visto che l'intervento su Haps era palesemente irregolare avrebbe avuto la possibilit&agrave; di tagliare la testa al toro visto e considerato che non c'era chiarezza riguardo al tocco di mano di <strong>Lookman.</strong> Se il gol fosse stato annullato comunque per il fallo precedente nessuno avrebbe avuto nulla da ridire (per altro anche il secondo gol di <strong>Ederson</strong> &egrave; viziato da un evidente fallo in partenza).</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Detto della nuova chiamata del Var sfavorevole al <strong>Genoa</strong> non si pu&ograve; non sottolineare la partita gagliarda e coraggiosa che la squadra rossobl&ugrave; ha giocato contro un avversario certamente di maggiore qualit&agrave;. <strong>Gilardino</strong> di fronte a <strong>Gasperini</strong> non ha sfigurato. Ha accettato di sfidare il maestro con le sue armi, ha giocato uno contro uno, &egrave; andato a pressare alto e non ha pensato solo a difendersi. Invece che il <strong>4-5-1</strong> con <strong>Gudmundsson</strong> falso nueve col quale aveva inizialmente giocato contro il Milan, ha optato per un <strong>3-5-1-1</strong> con <strong>Ekuban</strong> in campo dal primo minuto. Per un'ora il Genoa se l'&egrave; giocata alla pari. La differenza l'hanno fatta i cambi. E non &egrave; la prima volta che c'&egrave; chi sostiene che quelli di Gilardino siano stati tardivi e non tutti azzeccati. Ma come si fa a non considerare che i subentranti di Gasperini si chiamano <strong>Miranchuk, Muriel, Pasalic, Kolasinac e Hateboer</strong> e di certo Gilardino non pu&ograve; usufruire di cotanta abbondanza. Si arrangia, fa quello che pu&ograve;. Del resto che mancasse un vice Retegui era noto dalle 20.01 del primo settembre. Ed <strong>Ekuban,</strong> ormai &egrave; acclarato, non &egrave; un giocatore da serie A. Siamo cos&igrave; sicuri che <strong>Puscas</strong> sia peggio? Nel quarto d'ora complessivo che &egrave; stato in campo nei finali di partita con <strong>Milan</strong> e <strong>Atalanta</strong> ha avuto due palle gol. Vero che non ha saputo sfruttarle, ma il fatto che comunque fosse nel posto giusto nel momento giusto dimostra che quanto meno sente la porta. Ed &egrave; molto pi&ugrave; centravanti di <strong>Ekuban</strong> che nei 193 minuti nei quali &egrave; stato schierato da Gilardino non si &egrave; procurato nemmeno un'occasione da rete, dimostrando di essere sempre posto sbagliato nel momento. <strong>Retegui</strong> &egrave; insostituibile. Ma se sar&agrave; certamente in campo a <strong>Cagliari,</strong> non sono molte le possibilit&agrave; che giochi venerd&igrave; contro la <strong>Salernitana.</strong> Con i legamenti del ginocchio c'&egrave; da procedere con grande cautela.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La prestazione di Bergamo &egrave; piaciuta e parecchio anche alla <strong>societ&agrave;</strong> che a fine partita ha fatto i <strong>complimenti</strong> a <strong>Gilardino:</strong> <em>&ldquo;E' stato fantastico giocare senza alcun timore reverenziale contro l'Atalanta. Ma ora, venerd&igrave; sera, inizia il nostro campionato...&rdquo;</em></div>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Il Genoa si ispira all'Olanda di Cruijff, ma deve inchinarsi a Piccinini]]></title>
			<link>https://telenord.it/il-genoa-si-ispira-all-olanda-di-cruijff-ma-deve-inchinarsi-a-piccinini-62505</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/il-genoa-si-ispira-all-olanda-di-cruijff-ma-deve-inchinarsi-a-piccinini-62505</guid>
			<description><![CDATA[Una partita che sar&agrave; ricordata negli anni perch&eacute; in questo Genoa Milan, conclusosi con un'immeritata sconfitta, c'&egrave; tutto dell'epica rossobl&ugrave; con il...]]></description>
			<pubDate>Mon, 09 Oct 2023 10:45:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Una partita che sar&agrave; ricordata negli anni perch&eacute; in questo Genoa Milan, conclusosi con un'immeritata sconfitta, c'&egrave; tutto dell'epica rossobl&ugrave; con il Grifone che sfida oltre che l'avversario anche il destino. Il Genoa &egrave; Ettore eroe coraggioso, generoso e sfortunato al punto che il centravanti del Milan si infila la maglia del portiere e al minuto 104 si inventa la parata che salva il risultato. I tifosi genoani da quasi cent'anni sono in attesa che la ruota giri, ma sar&agrave; &egrave; sempre pi&ugrave; difficile che accada almeno sino a quando non si combatter&agrave; ad armi pari.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ma prima di passare alla sgradevole direzione di gara di Piccinini non si pu&ograve; non sottolineare come il Genoa, seppure in formazione largamente rimaneggiata, abbia tenuto botta alla squadra prima in classifica. Pioli pensava fosse una passeggiata e cos&igrave;, dopo Dortmund, ha fatto ricorso al turn over lasciando in panchina Leao, Pulisic, Giroud e Calabria. Ha capito per&ograve; ben presto che se voleva provare a vincere la partita doveva schierare tutti i titolari. Di fronte aveva infatti un Genoa che non mollava un centimetro. Una squadra, intensa, determinata, coraggiosa. Insomma, il Genoa che piace ai tifosi. Ed &egrave; stupefacente come Gilardino abbia saputo gestire con grande perizia una situazione di emergenza. Come un grande chef che trova mezzo vuoto il frigorifero ma prepara ugualmente una grande cena. Che non potesse disporre di Messias l'ha appreso solo poche ore prima dell'inizio della partita eppure in campo &egrave; andata una squadra che sapeva perfettamente cosa fare e come muoversi. Il Genoa ha fatto esattamente la partita che si era prefissa, anche se non era semplice recitare a soggetto su un canovaccio che non era mai stato provato. Ovviamente con le dovute proporzioni, il Genoa sembrava la grande Olanda degli anni 70 senza ruoli fissi e con tutti giocatori universali. Gudmundsson, falsissimo nueve, ha provato a fare Cruyff e i difensori del Milan, che lo andavano a prendere a uomo anche quando era lontanissimo dalla porta, l'hanno randellato senza piet&agrave;. Il 4-5-1 iniziale prevedeva un tourbillon frenetico ma tutti si muovevano con un sincronismo quasi perfetto. Paradossalmente ha creato pi&ugrave; problemi alla difesa del Milan questo schieramento che di fatto non prevedeva nemmeno un attaccante che non il 5-3-2 sul quale il Genoa si &egrave; rimodellato dopo l'ingresso di Ekuban (nel convulsissimo finale con dentro anche Puscas e modulo 4-3-3).</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Non si pu&ograve; non sottolineare la crescita esponenziale di Vazquez, altro diamante grezzo valorizzato al meglio da Gilardino, prima di puntare i riflettori su Marco Piccinini, 40 anni, ingegnere edile ed arbitrio della sezione di Forl&igrave;. Ha sbagliato tutto quello che poteva sbagliare e casualmente in una direzione sola. Mi dispiace la reazione di Claudio Onofri che conosco come libero pensatore e proprio per questo dovrebbe accettare che anche gli altri possano avere un libero pensiero che non &egrave; necessario che collimi col suo. Come tutti noi &egrave; rimasto affezionato ad un romantico calcio in bianco e nero che non esiste pi&ugrave;. Il regolamento cambia quasi ogni anno, quello attuale prevede che il tocco di mano, anche il pi&ugrave; involontario, che prelude ad un gol comporti l'automatico annullamento del gol stesso. E' sbagliato il regolamento? Pu&ograve; darsi. Ma nell'anno di grazia 2023 il gol di Pulisic andava annullato. Senza se e senza ma.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Procediamo con ordine. Dopo pochi minuti Piccinini grazie Tomori che trattiene vistosamente Gudmundsson. Gli passa vicino e lo avverte: &ldquo;Alla prossima ti ammonisco&rdquo;. Passa qualche minuto e Tomori, nella met&agrave; campo genoana, abbatte Gudmundsson e anche in questo caso il richiamo &egrave; solo verbale. Inciso: se la stessa indulgenza l'avesse avuta anche Rapuano a Lecce, che nei primi otto minuti ha ammonito prima De Winter e poi Martin, il Genoa non avrebbe giocato per un'ora in dieci. Per altro De Winter per una trattenuta su Leao a 70 metri dalla porta rossobl&ugrave; &egrave; stato subito prontamente ammonito. Come alla prima occasione &egrave; scattato il giallo per Martinez per perdita di tempo, ma la stessa severit&agrave; non c'&egrave; stata nei confronti di Maignan e di Leao che, prima di battere una rimessa laterale, &egrave; passato dal bar a prendersi un caff&egrave;.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Se pu&ograve; essere soggettiva l'interpretazione sul rigore reclamato da Vazuqez (&egrave; il messicano che cerca la gamba di Florenzi o viceversa?), &egrave; clamoroso l'errore sull'uscita kamikaze di Maignan che prima abbatte Ekuban e subito dopo fa strike buttando gi&ugrave; anche Gudmundsson. Piccinini, con la palla che &egrave; stata ricacciata lontana dai difensori del Milan, d&agrave; il meglio (o il peggio) concedendo al Genoa un'astrusa regola del vantaggio. Ma cosa pu&ograve; esserci di pi&ugrave; vantaggioso di una punizione dal limite dell'area con l'espulsione del portiere?</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Mi spiace, Claudio, ma per Piccinini &egrave; stata proprio una serata no.</div>]]></content:encoded>
							<media:content url="https://telenord.it/img/uploads/2023/10/articolo-62505/genoa_gessi_pulisic.jpg" type="image/jpeg"/>
				
		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, Gudmundsson sembra il nuovo Meroni. Gilardino: "Serve a me, è incedibile"]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[I professionisti del mugugno, coloro i quali (fortunatamente una categoria trai tifosi genoani sempre pi&ugrave; esigua) il bicchiere a prescindere lo vogliono vedere mezzo...]]></description>
			<pubDate>Mon, 02 Oct 2023 12:50:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div>I <strong>professionisti</strong> del <strong>mugugno,</strong> coloro i quali (fortunatamente una categoria trai tifosi genoani sempre pi&ugrave; esigua) il bicchiere a prescindere lo vogliono vedere mezzo vuoto, dopo <strong>Udine</strong> parlano di due punti persi ignorando o facendo finta di ignorare alcune verit&agrave; inconfutabili e dimenticandosi anche che il <strong>Genoa</strong> era sceso in campo, grazie al <strong>&ldquo;trattamento di favore&rdquo;</strong> riservatogli dalla Lega Calcio, appena due giorni dopo la sfida con la <strong>Roma.</strong> La considerazione pi&ugrave; banale &egrave; che, alla vigilia del doppio turno Roma-Udinese, non ci sarebbe stato nessuno che non avrebbe sottoscritto i quattro punti. E domenica alle 14.59 probabilmente il <strong>pareggio</strong> sarebbe stato bene <strong>accettato</strong> da molti.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Certo, &egrave; quanto mai fastidioso prendere, come a <strong>Torino,</strong> un <strong>gol nel recupero</strong>. E se ci mettiamo quelli in zona <strong>Cesarini</strong> col <strong>Napoli</strong> e a <strong>Lecce</strong> sono complessivamente sei i punti sfumati suol filo di lana. Ma i riscontri positivi compensano ampiamente l'amarezza per una vittoria sfumata quando ormai sembrava meritamene acquisita. Intanto ed &egrave; la considerazione pi&ugrave; importante, dopo la partenza choc con la <strong>Fiorentina,</strong> questa squadra ha dimostrato di poter affrontare a testa alta la<strong> Serie A</strong>, nonostante sia formata da tanti elementi che vengono dal campionato cadetto. Non solo pu&ograve; riuscire a centrare l'obiettivo minimo della salvezza ma pu&ograve; anche regalare emozioni e e soddisfazioni. Ha anche trovato continuit&agrave; di prestazioni e di risultati e questo &egrave; un altro punto di arrivo importante.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La notte con la <strong>Roma</strong> rester&agrave; negli annali e pazienza se il maldestro colpo di testa di <strong>Matturro</strong> ha privato il Genoa della vittoria. <strong>Udine</strong> poi ha consacrato definitivamente <strong>Albert Gudmundsson</strong> a livello di top player. Ha segnato una doppietta (i gol sarebbero stati tre se l'occhio impietoso del Var non avesse scovato un millimetrico fuorigioco di Haps in avvio di azione) nello stadio dove prima di lui avevano lasciato il segno con una doppietta <strong>Fontolan</strong> e <strong>Aguilera</strong> (stagione 1989-90) e <strong>Borriello</strong> (2007-08) addirittura con una tripletta. <em>&ldquo;Io Meroni non l'avevo mai visto giocare, ma con la fantasia Gudmundsson me lo immagino proprio come lui&rdquo;,</em> mi ha confessato un <strong>emozionatissimo Pinuccio Brenzini.</strong>&nbsp;E <strong>Gilardino</strong> prova a nascondere il suo gioiello: &ldquo;<em>Piano con gli elogi. Non osanniamolo troppo, altrimenti me lo portano via e a me serve tremendamente&rdquo;.</em></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il timore di <strong>Gilardino</strong> &egrave; che a gennaio qualcuno possa fare un'offerta folle per quello che non &egrave; solo il giocatore del campionato italiano con il maggior numero di dribbling riusciti, ma ha anche preso confidenza col gol. In estate c'era stata un'offerta del <strong>Sassuolo</strong> che con il bonus arrivava intorno ai 12 milioni ma &egrave; stata respinta al mittente. Il <strong>Genoa</strong> i suoi giocatori non li svende pi&ugrave; come accadeva in un recente passato e non ha nemmeno intenzione di barattarli per altri tre o quattro pseudo campioncini in omaggio alla finanza creativa. Tutti i club italiani<strong> (Inter, Milan, Juventus e Napoli compresi)</strong> sono obbligati a generare <strong>plusvalenze</strong> per provare a tenere i bilanci in ordine e a questa regola non sfugge nemmeno<strong> il Genoa dei 777</strong>. Ma i giocatori verranno ceduti quando avranno raggiunto il top della valutazione e non alla prima offerta. Insomma, i tempi sono cambiati.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Tornando a Gudmundsson ha anche interrotto una maledizione: il Genoa in Serie A non andava in gol con un <strong>tiro da fuori dal 15 maggio 2021 (Shomurodov a Marassi contro l'Atalanta)</strong>. I successivi 38 gol sono stati tutti segnati da dentro l'area di rigore. Anche <strong>Dragusin</strong> &egrave; in crescita esponenziale, ma il suo procuratore (quello che non voleva farlo scendere in serie B e invece venire al Genoa &egrave; stata la fortuna del ragazzo) esagera quando dice che c'&egrave; stata un'offerta da 40 milioni. Il personaggio &egrave; <strong>folcloristico</strong> e sarebbe anche divertente se non fosse che ogni volta che si muove sembra un elefante in cristalleria. Chi invece non sta tenendo fede alle aspettative &egrave; <strong>Martinez.</strong> Non fa i miracoli ai quali ci aveva abituato lo scorso anno (vedi le parate su <strong>Salcedo</strong> a Bari e su canotto a <strong>Marassi</strong> contro la Reggina, ma questo non vuol dire tirarlo in ballo ogni volta che il Genoa subisce un gol. Certamente la sua uscita sul corner di <strong>Samardzic</strong> non &egrave; stata impeccabile ma questo non autorizzava <strong>Matturro,</strong> che non era pressato, a buttare di testa la palla nella porta sguarnita. <strong>Martinez</strong> qualche uscita la sbaglia (molte poche per la verit&agrave;) ma semplicemente perch&eacute; la fa. La stragrande maggioranza dei portieri ormai, proprio per il timore di essere lapidati, resta ancora sulla linea di porta e di sicuro non sbaglia.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>(Foto Facebook Genoa CFC)</div>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa alla Gasperini: Gilardino distrugge Mourinho]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-alla-gasperini-gilardino-distrugge-mourinho-62075</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Un altro capolavoro di Gilardino, dopo quello con la Lazio e quello (a met&agrave;) col Napoli. Per affondare la Roma schiera un Genoa alla Gasperini e non solo perch&eacute;...]]></description>
			<pubDate>Fri, 29 Sep 2023 12:30:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un altro capolavoro di <strong>Gilardino,</strong> dopo quello con la <strong>Lazio</strong> e quello (a met&agrave;) col <strong>Napoli.</strong> Per affondare la <strong>Roma</strong> schiera un <strong>Genoa</strong> alla <strong>Gasperini</strong> e non solo perch&eacute; torna alla <strong>difesa a tre</strong>. <strong>Duelli ad uomo a tutto campo</strong> al punto che &egrave; capitato che <strong>Dragusin</strong> andasse a pressare su <strong>Pellegrini</strong> fino al limite dell'area di rigore avversaria: <em>&ldquo;Volevo andare sui loro riferimenti perch&eacute; sapevo che tra le linee avrebbero potuto metterci in difficolt&agrave; con Pellegrini e Dybala&rdquo;.</em> Il <strong>Genoa</strong> sta bene fisicamente e si &egrave; potuto permettere questa partita di <strong>altissima intensit&agrave;</strong>, ma ha anche uno spirito di squadra granitico che &egrave; poi quello che lo scorso anno ha permesso di rimediare alla disastrosa gestione <strong>Blessin</strong> e centrare la <strong>promozione.</strong> Tutti per uno, uno per tutti: ma per davvero, non a chiacchiere.<br />&nbsp;<br />In campo <strong>contro la Roma ci sono 8 giocatori della squadra della serie B</strong>, poi c'&egrave; <strong>Vazquez</strong> che &egrave; rientrato dal prestito alla Cremonese. Di fatto l'unico nuovo negli undici di partenza &egrave; cos&igrave; <strong>Retegui</strong> che Beppe <strong>Nuti</strong> paragona a <strong>Batitusta</strong> e l'accostamento, partita dopo partita, non sembra poi cos&igrave; un'eresia. Di sicuro in area di rigore &egrave; una sentenza. Il suo gol, al di l&agrave; dello slalom irresistibile di <strong>Gudmundsson</strong> e della ispirata sponda al volo di <strong>Thorsby,</strong> &egrave; anche stilisticamente pregevole. E poi lotta, combatte, aiuta la squadra anche in fase di copertura. Chi pi&ugrave; spende meno spende: meglio un giocatore vero da 12 milioni (pi&ugrave; bonus) che tre mezzi giocatori da 4 milioni.<br />&nbsp;<br />Ma il voto pi&ugrave; alto in pagella &egrave; per <strong>Gudmundsson.</strong><em> &ldquo;Uno cos&igrave; nel Real Madrid non sfigurerebbe&rdquo;</em>, ha esclamato Claudio <strong>Onofri</strong> nella diretta in Stadio Goal. Poi, ma solo mezzo gradino pi&ugrave; sotto, <strong>Dragusin,</strong> che passa con estrema disinvoltura dallo scontro di forza a Torino con <strong>Zapata</strong> a <strong>Pellegrini</strong> che svaria per tutto il campo. Straordinari anche <strong>Vazquez</strong> e <strong>Frendrup.</strong> E si &egrave; subito inserito subito molto bene <strong>Messias</strong> che ha confermato di essere il giocatore che mancava al Genoa: talentuoso ma anche tatticamente affidabile. Finita la partita &egrave; andato a farsi un <strong>selfie</strong> sotto la Nord. Per lui, che sino a 24 anni scaricava elettrodomestici e giocava nei campionati Uisp, dopo quelle con <strong>Crotone</strong> e <strong>Milan</strong> riparte una nuova avventura. E gli si pu&ograve; perdonare (ma solo perch&eacute; si era sul 4 a 1),<strong> l'eccesso di egoismo</strong> che l'ha portato a cercare la doppietta, avventurandosi in un'azione personale invece che servire Gudmundsson e Retegui.<br />&nbsp;<br />Non &egrave; piaciuto invece l'arbitro <strong>Orsato</strong> che pure &egrave;, di gran lunga, il miglior direttore di gara italiano. Ha graziato <strong>Pellegrini</strong> per un intervento da dietro su <strong>Sabelli</strong> che poi ha dovuto essere sostituito (ci stava almeno il giallo) e ha permesso a <strong>Mancini</strong> di rifilare nel giro di pochi minuti due gomitate a Kutlu. Il secondo giallo non &egrave; arrivato e cos&igrave; <strong>Mourinho,</strong> per non rischiare, nell'intervallo l'ha lasciato negli spogliatoi.<br />&nbsp;<br /><strong>I professionisti del mugugno</strong> Gilardino questa volta l'avevano <strong>contestato</strong> addirittura prima della partita: <em>&ldquo;Ma come si fa andare in campo con cinque difensori?</em>&rdquo;. Il Gila <strong>dopo aver dato scacco matto a Sarri e Garcia dal punto di vista della strategia ha per&ograve; annientato anche Mourinho</strong> che contro il Genoa non aveva mai perso. E si spera che adesso che possa essere finalmente giudicato come un allenatore che (come tutti i suoi colleghi) qualche volta sbaglia ma spesso ci azzecca e non come un perenne precario della panchina. Non ha avuto paura, per avere pi&ugrave; copertura sulla fascia sinistra, a giocarsi la carta <strong>Matturro</strong> che lo scorso aveva messo assieme soltanto 56 minuti (11 a Benevento e il primo tempo di Parma) ma che in estate era stato protagonista con l'Under 20 dell'Uruguay diventata campione del mondo. Strada facendo Gilardino dopo avere perso <strong>Badelj</strong> e <strong>Strootman,</strong> i professori ai quali aveva dato le chiavi del centrocampo, si &egrave; trovato costretto a giocare un'altra partita. L'impostazione tattica non &egrave; cambiata ma &egrave; mutata per&ograve; la modalit&agrave; di esecuzione con due giocatori, <strong>Thorsby</strong> e Kubtlu, molto meno pensanti ma pi&ugrave; dinamici. Il norvegese ha poi quella capacita di inserimento che diventa preziosa per una squadra come il Genoa che ha il suo difetto maggiore nel &ldquo;riempire&rdquo; poco l'area di rigore avversaria. E cos&igrave; &egrave; stato determinante in occasione del secondo gol con la sponda a <strong>Retegui,</strong> ha segnato il terzo e in scivolata &egrave; arrivato a pochi centimetri dalla palla che poi &egrave; arrivata a <strong>Messias</strong> (quarto gol).<br />&nbsp;<br />Per un'assurda gestione di anticipi e posticipi da parte della <strong>Lega Calcio</strong> il Genoa ha solo due giorni di giorni per recuperare le energie e presentare ad <strong>Udine</strong> una squadra all'altezza di un avversario che vale molto pi&ugrave; della sua classifica (con la <strong>Fiorentina</strong> dove il risultato avrebbe dovuto essere al contrario). Comunque la partita di gioved&igrave; sera a Marassi rester&agrave; nella storia. Bello, intenso e spettacolare: <strong>belin che Genoa!</strong><br />&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, il capolavoro di Gilardino: così ha scacciato il fantasma di Tudor]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-il-capolavoro-di-gilardino-cosi-ha-scacciato-il-fantasma-di-tudor-61562</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Gi&ugrave; il cappello! La partita col Napoli &egrave; stata un capolavoro di Gilardino. Non solo si &egrave; dimostrato un eccellente stratega, disponendo sul campo le sue...]]></description>
			<pubDate>Sun, 17 Sep 2023 19:40:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Gi&ugrave; il cappello! La partita col Napoli &egrave; stata un capolavoro di Gilardino. Non solo si &egrave; dimostrato un eccellente stratega, disponendo sul campo le sue pedine in modo da tenere sotto scacco il Napoli, ma ha anche dimostrato di avere grande coraggio. La formazione con la quale ha affrontato la squadra campione d'Italia ha stupito tutti, verosimilmente anche i vertici societari. Mi ha ricordato quella che, al primo anno di serie A, Gasperini mand&ograve; in campo contro l'Udinese a Marassi. Fosse andata male Preziosi l'avrebbe cacciato e invece quel giorno &egrave; stato messo il primo mattone per costruire la squadra che sarebbe arrivata in Europa. Poi il Gasp alla guida dell'Atalanta concesse il bis proprio contro il Napoli. &ldquo;Quando mi anticip&ograve; la formazione pensavo fosse impazzito&rdquo;, confess&ograve; il presidente Percassi.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Anche Gilardino ha spiazzato tutti. E se perdere contro il Napoli ci sarebbe potuto stare, diverso sarebbe stato perdere rinnegando di fatto una buona parte del mercato operato dalla societ&agrave; lasciando in panchina Malinowsky, Thorsby , Kutlu e Haps. Cos&igrave; in campo sono andati 8 undicesimi della squadra della serie B, quella con cui Blessin rischiava di non essere nemmeno promosso: Retegui, De Winter e Martin. E pure i cambi sono stati centellinati. Se ormai le partite si giocano in sedici, Gilardino ha preferito giocarla in quattordici. Con un cambio solo per ognuno dei tre slot a disposizione evidentemente ritenendo di non avere in panchina soluzioni ugualmente affidabili. Qualcuno ha contestato la sostituzione di Sabelli. Generosissimo ma non sempre lucido, al punto da farsi trovare qualche volta addirittura pi&ugrave; &ldquo;alto&rdquo; di Gudmundsson e della stesso Retegui, aveva speso tantissimo e non ne aveva pi&ugrave;. Cos&igrave; &egrave; entrato Malinowsky che certo non &egrave; un giocatore di fascia e tanto meno di contenimento. Ma Gilardino non ne aveva altri. Hefti, dopo Torino, non &egrave; infatti al momento proponibile. Semmai forse &egrave; stata tardiva la sostituzione di Martin (43'st), che aveva finito da tempo la benzina ed era in grande difficolt&agrave; con Politano, ma Vazquez, che altrimenti avrebbe giocato titolare, era rientrato dal Sud America soltanto da un giorno.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Lunga vita a Badelj e Stootman che, vanno sicuramente dosati e preservati, ma ai quali nessuno pu&ograve; insegnare calcio. Sono stati testa e cuore del Genoa. A loro Gilardino ha affidato la squadra ed &egrave; stato ripagato. Garcia &egrave; stato salvato solo da due lampi di Raspadori e Politano, che non a caso giocano in nazionale, e sul due pari l'occasione per vincere la partita l'ha avuta il Genoa. Ma Thorsby e Retegui sul cross di Gudmundsson non ci sono arrivati per un niente.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il presidente Zangrillo, con un iperbole forse eccessiva, ha dichiarato che non scambierebbe Retegui con Osimhen. Di sicuro il centravanti argentino &egrave; stato giudicato, sia in positivo che in negativo, frettolosamente un po' da tutti. C'era una conoscenza troppo superficiale per poter dare giudizi definitivi. E Retegui lo stiamo piacevolmente scoprendo partita dopo partita. Non solo vede la porta come i centravanti veri, ma gioca con e per la squadra e non si risparmia. Soprattutto &ldquo;ha ampi margini di miglioramento&rdquo; come aveva sottolineato Gilardino appena Retegui era arrivato in Italia. Ed &egrave; significativo che Spalletti (non Mancini che col suo &ldquo;famolo strano&rdquo; ha fatto sprofondare la Nazionale negli abissi) dopo una settimana di allenamenti nelle gerarchie azzurre l'abbia fatto passare davanti ad Immobile.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Gilardino era partito in serie B con l'antipatica qualifica di allenatore ad interim ma gli era bastato un mese per convincere tutti che era l'uomo giusto al posto giusto. Anche in serie A per qualcuno era un precario e alzi la mano chi non ha mai sentito i bisbigli che volevano Tudor preallertato per la panchina rossobl&ugrave;. Ma Gilardino sta ancora una volta dimostrando di essere l'uomo giusto al posto giusto.</div>
<div>&nbsp;</div>]]></content:encoded>
							<media:content url="https://telenord.it/img/uploads/2023/09/articolo-61562/gila.jpg" type="image/jpeg"/>
				
		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, non è solo colpa di Hefti: mercato incompleto]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-non-e-solo-colpa-di-hefti-mercato-incompleto-61016</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[La caccia al colpevole &egrave; lo sport nazionale, in qualunque circostanza (pubblica, privata e anche sportiva) si cerca sempre e comunque un responsabile. E, dopo...]]></description>
			<pubDate>Mon, 04 Sep 2023 13:20:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: x-large;">La caccia al colpevole &egrave; lo sport nazionale, in qualunque circostanza (pubblica, privata e anche sportiva) si cerca sempre e comunque un responsabile. E, dopo l'amarissima sconfitta di Torino, sarebbe sin troppo facile regalare al popolo la testa di Silvan Hefti che, dopo la promozione, si &egrave; fatto una testa di capelli ossigenati come Nino Manfredi in &ldquo;Pane e cioccolata&rdquo; quando, da immigrato, voleva vedere la partita della Nazionale in un bar in Svizzera ma non facendo trasparire che fosse italiano. Al di l&agrave; della sua bizzarra acconciatura effettivamente Hefti, da quando Gilardino, al 41' del secondo tempo, l'ha fatto entrare in campo al posto di Sabelli, non ne ha azzeccata una. Tre volte su tre Radonjic l'ha puntato e lo ha saltato come un birillo. L'ultima &egrave; stata fatale. Detto che i compagni avrebbero dovuto ormai capire la sua inadeguatezza a fronteggiare il talentuoso serbo e che occorreva andare a raddoppiarlo perch&eacute; altrimenti cos&igrave; per lui era troppo facile. E detto anche che essendo chiamato a compiti esclusivamente difensivi a quel punto sarebbe stato pi&ugrave; utile Biraschi, per altro sciagurato nella partita con la Fiorentina, Hefti ha deciso in negativo una partita che vedeva nello zero a zero il risultato pi&ugrave; naturale visto tra due squadre che in campo avevano prodotto zero. Tra l'altro in diretta nel post partita con Stadio Gol con Palo Zerbini ho sentito un tifoso definire Martinez &ldquo;una statua di sale&rdquo; sul missile terra-aria che Radonijc, da non pi&ugrave; di quattro metri, ha indirizzato all'incrocio dei pali. Bene, sarebbe stato gol anche se trai pali ci fosse stato il portiere di Saturno ovvero un marziano.</span></p>
<p><span style="font-size: x-large;">L'involuzione di Hefti, che due stagioni fa in Champions, con la maglia dello Young Boys, aveva segnato un gol all'Atalanta, &egrave; un mistero. In We are Genoa chiederemo a Claudio Onofri, che &egrave; sempre stato un suo estimatore, di spiegare come un giocatore possa regredire in questo modo. Lo scorso anno per spiegare il deludente rendimento di Hefti c'era anche chi aveva messo in giro la voce che avesse problemi di pubalgia, una leggenda.</span></p>
<p><span style="font-size: x-large;">Per&ograve; occorre andare oltre la rabbia per un gol evitabilissimo e porsi anche delle altre domande. Per esempio perch&eacute; Hefti era in campo? E la risposta &egrave; semplicissima: perch&eacute; non &egrave; arrivato quel terzino destro (adesso li chiamano esterni bassi) che dal primo giorno di apertura del mercato era stato individuato come un elemento indispensabile per tappare quello che in serie A sarebbe stato un buco se non una voragine. Si &egrave; andati tutta l'estate dietro a Zanoli ma alla fine Garcia non l'ha fatto partire da Napoli. Addirittura si &egrave; rinunciato ad un onesto mestierante come lo spagnolo Lirola (128 partite in A pi&ugrave; 53 nel Marsiglia), nonostante quella con l'Olympique fosse un'operazione a costo zero (tutto l'ingaggio a carico del club francese) perch&eacute; la societ&agrave; cercava qualcosa di meglio. E adesso, almeno sino a gennaio, si deve considerare Sabelli titolare a tutti gli effetti.</span></p>
<p><span style="font-size: x-large;">Quello del Genoa &egrave; stato un mercato contraddittorio. Sontuoso per certi aspetti perch&eacute; Retegui, il centravanti della Nazionale, Malynoski e Messias sono giocatori importanti e possono certamente alzare il tasso di qualit&agrave; della squadra. E anche Kutlu, nello spezzone di partita in cui &egrave; stato in campo, ha fatto vedere buone cose. Ma &egrave; un mercato incompleto. Oltre al terzino destro manca sicuramente un attaccante che possa giocare con Retegui o sostituirlo quando l'ex Tigre, che &egrave; in campo ininterrottamente da gennaio, dovr&agrave; inevitabilmente tirare il fiato. Dopo aver provato Ekuban, Gilardino dovr&agrave; dare una chance anche a Puscas ma la serie A rischia di essere una categoria che non fa per loro.</span></p>
<p><span style="font-size: x-large;">Avrebbe anche fatto comodo un difensore di esperienza che guidasse tutto il reparto arretrato. E' vero che, a Roma con la Lazio e a Torino, il Genoa ha subito un solo e per di pi&ugrave; nel recupero, ma Gilardino &egrave; costato costretto a proteggere la difesa con una vera e propria linea Maginot e se questo ha certamente giovato a Bani e Dragusin ha invece influito negativamente sulla manovra offensiva. Insomma, &egrave; la classica coperta che a seconda di dove la tiri lasci qualcosa scoperto. E in questo momento a Gilardino preme soprattutto coprirsi le spalle.</span></p>
<p><span style="font-size: x-large;">Retegui non ha brillato, ma gli sono arrivati pochissimi palloni e aveva sempre attaccato alle costole Buongiorno che marca come si faceva una volta quando gli stopper seguivano ovunque i centravanti. Qualche palla di pi&ugrave; per&ograve; poteva reggerla e questo sembra il messaggio che gli ha lanciato Strootman quando a met&agrave; del secondo tempo gli si &egrave; rivolto allargando le braccia. Quanto all'olandese e a Badelj mi sono stupito a leggere alcune pagelle in cui non arrivano nemmeno alla sufficienza (ma il calcio &egrave; bello proprio perch&eacute; sono ammesse tutte le opinioni). Hanno cantato e portato la croce. Badelj ha commesso un solo errore e ha gli &egrave; costato il giallo. Strootman ha lottato come un leone, arrivando ad un passo dal rosso. Se il Torino ha costruito poco e niente &egrave; grazie al filtro operato dal centrocampo del Genoa. E forse non &egrave; un caso che abbia sfondato quando Badelj e Strootman erano usciti.</span></p>
<p><span style="font-size: x-large;">Ora ci sono due settimane di tempo per preparare la partita col Napoli. E il dilemma &egrave;: schierare una squadra pi&ugrave; propositiva e rischiare l'imbarcata oppure affidarsi ad un altro catenaccio? La via giusta, sempre se possibile, ovviamente sta nel mezzo. Ma Gilardino ha gli uomini per farlo?</span></p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, non avere fretta: non si può sbagliare nella scelta del centravanti]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Il sessantacinque per cento dei tifosi rossobl&ugrave;, che ha risposto al sondaggio proposto dal Derby del Luned&igrave;, auspica che il Genoa concluda al pi&ugrave; presto...]]></description>
			<pubDate>Tue, 04 Jul 2023 12:45:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Il sessantacinque per cento dei tifosi rossobl&ugrave;, che ha risposto al sondaggio proposto dal Derby del Luned&igrave;, auspica che il Genoa concluda al pi&ugrave; presto l'acquisto del centravanti titolare per la prossima stagione e lo vorrebbe gi&agrave; in partenza per il ritiro di Moena. Personalmente mi schiero col rimanente trentacinque per cento perch&eacute; la fretta &egrave; spesso cattiva consigliera. E non si pu&ograve; fare a fare a meno di ricordare che l'attaccante che pi&ugrave; ha inciso nella storia del <strong>Genoa</strong> degli ultimi trent'anni &egrave; arrivato all'ultimo secondo di calcio mercato. Anzi, probabilmente a tempo scaduto. Mi riferisco a <strong>Diego Milito</strong> e a quel contratto lanciato a pallonetto nel box della Lega quando le porte ormai erano state chiuse. Era gi&agrave; stata giocata la prima giornata di campionato, che il Genoa aveva perso a Catania, e <strong>Gasperini</strong> aveva passato l'estate a rifiutare tutti i centravanti che gli erano stati proposti per sostituire <strong>Borriello,</strong> riscattato dal Milan a peso d'oro: <em><strong>&ldquo;Piuttosto mi arrangio con Oliveira finto nueve&rdquo;</strong></em>. E al Cibali aveva dato seguito alla sua minaccia.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nessuno pretende un bomber come il Principe ma certamente quella del centravanti &egrave; una scelta da non sbagliare, soprattutto da parte di una neopromossa che &egrave; chiamata ad affrontare una stagione piena di incognite come per esempio valutare se patiranno o meno il salto di categoria quei giocatori che in serie B hanno spadroneggiato <strong>(Gudmundsson, Dragusin, Martinez e Vogliacco</strong> su tutti). La scelta del centravanti va dunque ponderata con grandissima attenzione perch&eacute;, come ripete spesso <strong>Pantaleo Corvino</strong>, il decano dei direttori sportivi, si pu&ograve; sbagliare la scelta della moglie ma chi &egrave; chiamato ad allestire una squadra di calcio non pu&ograve; sbagliare quella del centravanti.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tre saranno gli attaccanti centrali a disposizione di Gilardino la prossima stagione. E, al momento, l'unico nome sicuro &egrave; quello di <strong>George Puscas,</strong> 27 anni e 4 gol nelle 25 presenze della passata stagione, riscattato per un milione e 800 mila euro dal Reading. Teoricamente nelle gerarchie iniziali &egrave; il numero tre, l'attaccante da panchina pronto all'uso, da gettare nella mischia per sfruttare la sua capacit&agrave; di entrare subito in partita. Il numero due sar&agrave; un giovane di prospettiva sul quale lavorare che va aspettato e non caricato di eccessive responsabilit&agrave;. In lizza ci sono soprattutto <strong>Lorenzo Colombo</strong> di propriet&agrave; del Milan (5 gol in 33 presenze al Lecce dov'era in prestito nella passata stagione) e <strong>Chukwubuikem</strong>&nbsp;<strong>Ikwuemesi,</strong> ventiduenne nigeriano di 1 metro e 95 di altezza che gioca in Slovenia nel Celje.</p>
<p style="font-weight: 400;">Responsabilit&agrave; che invece si dovr&agrave; assumere chi avr&agrave; l'onore e onere di essere il centravanti del nuovo Genoa. Una scelta fondamentale, assolutamente da non sbagliare e dunque ci sta che la societ&agrave; si prenda tutto il tempo che ritiene necessario. Soprattutto se la soluzione <strong>Piatek</strong> non dovesse convincere pi&ugrave; di tanto. &Egrave; la pi&ugrave; praticabile anche se non particolarmente economica, in ballo infatti 3 milioni e mezzo (netti) di ingaggio pi&ugrave; l'acquisto del cartellino dai &ldquo;cugini&rdquo; dell'Hertha Berlino.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tutto definito, invece, per quanto riguarda i portiere. Confermatissimo <strong>Martinez,</strong> il suo vice sar&agrave; <strong>Leali</strong> come anticipato in una recente puntata del Derby del Luned&igrave;. Il 30 giugno scadeva il suo contratto con l'Ascoli ed il Genoa &egrave; stato abilissimo a prenderlo a parametro zero. Quando a 19 anni dal Brescia approd&ograve; alla Juventus venne definito &ldquo;il nuovo Buffon&rdquo;, ha fatto una carriera importante ma non ai livelli che ci si poteva aspettare dopo che da ragazzo veniva considerato un predestinato. Un dodicesimo come lui &egrave; comunque un lusso. Il terzo sar&agrave; il genovesissimo Daniele <strong>Sommariva,</strong> 26 anni, che quel ruolo nel Genoa aveva gi&agrave; ricoperto con <strong>Gasperini.</strong> L'anno scorso era a Pescara, dietro a Plizzari e D'Aniello. Ha il grande vantaggio di essere cresciuto nel settore giovanile (il Genoa l'aveva prelevato poco pi&ugrave; che bambino dal Multedo). Ricordiamo infatti l'obbligo di inserire nella lista dei 25 quattro giocatori cresciuti nel vivaio.</p>
<p style="font-weight: 400;">Chi sar&agrave; il prossimo arrivo? Sembra caldissima la pista che porta a <strong>Zanoli,</strong> lo scorso anno in prestito dal Napoli alla Sampdoria (22 presenze e 2 gol). Anche in questo caso la formula dovrebbe essere quella del prestito. Con Zanoli a destra e Martin a sinistra le corsie laterali hanno trovato interpreti autorevoli. A questo punto occorrer&agrave; capire chi tra <strong>Sabelli</strong> e <strong>Hefti</strong> rimarr&agrave; come rincalzo di Zanoli mentre a sinistra potrebbe arrivare <strong>Corrado,</strong> scuola Inter, che a Terni ha disputato un campionato estremamente positivo.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, obiettivo salvezza tranquilla poi l'asticella sarà alzata]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-obiettivo-salvezza-tranquilla-poi-l-asticella-sara-alzata-58047</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[
Tanti giocatori monitorati, tantissimi quelli offerti. Il Genoa sul mercato si muove con estrema cautela, tenendo conto che, dopo aver centrato l'obiettivo &ldquo;only one...]]></description>
			<pubDate>Tue, 20 Jun 2023 11:15:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr">
<p><span style="color: #111111;"><span style="font-family: sans-serif;">Tanti giocatori monitorati, tantissimi quelli offerti. <strong>Il Genoa sul mercato si muove con estrema cautela</strong>, tenendo conto che, dopo aver centrato l'obiettivo &ldquo;only one years&rdquo;, &egrave; partita quella politica di contenimento dei costi che in quindici anni dovr&agrave; portare la societ&agrave; rossobl&ugrave; ad essere autosostenibile. <strong>L'obiettivo dichiarato &egrave; una posizione di classifica che vada dal decimo al quindicesimo posto. Per i prossimi due anni si punta ad una salvezza tranquilla, poi l'asticella verr&agrave; alzata</strong>.</span></span></p>
<p><span style="color: #111111;"><span style="font-family: sans-serif;">Il nodo cruciale &egrave; quello del centravanti. E la propriet&agrave; americana per quanto riguarda il bomber non bada a spese. E' disposta anche ad un prestito oneroso, senza dunque alcuna possibilit&agrave; di capitalizzare in un secondo tempo il proprio investimento. Ma &egrave; troppo importante disporre di un uomo gol di sicuro affidamento. Saranno tre i centravanti a disposizione di Gilardino: una prima punta importante, un giovane di grande prospettiva e Puscas, considerato l'attaccante ideale per la panchina.</span></span></p>
<p><span style="color: #111111;"><span style="font-family: sans-serif;">Piatek, dopo il gran rifiuto del gennaio 2022 quando prefer&igrave; andare alla Fiorentina (ma ora pare che la colpa sia stata esclusivamente del procuratore) brama per tornare nell'unico posto, Polonia a parte, dove ha fatto gol. Nella lista c'&egrave; anche Mateta del Crystal Palace, 26 anni, un gigante di un metro e 92 centimetri che piace anche al Torino e costa 8 milioni, non pochi considerato che nelle ultime stagioni non &egrave; stato particolarmente prolifico. Le alternative sono Zapata dell'Atalanta, che sta bene fisicamente &egrave; un top player, e l'irrequieto Nzola dello Spezia. Per quanto riguarda l'attaccante giovane il primo nome della lista &egrave; quello di Stiven Shpendi, 20 anni, nato ad Ancona e nazionale Under 21 albanese. Quest'anno nel Cesena ha segnato 12 gol, piace anche alla Juventus che per&ograve; lo utilizzerebbe nella Under 23. C'&egrave; poi anche l'ipotesi di riportare Pellegri al Genoa ed il diretto interessato sarebbe entusiasma dalla possibilit&agrave; di ritornare ad indossare la maglia della squadra del cuore.</span></span></p>
<p><span style="color: #111111;"><span style="font-family: sans-serif;">A centrocampo Badelj pur di restare si &egrave; ridotto l'ingaggio. Occorrer&agrave; per&ograve; trovare un'alternativa, verosimilmente un giovane che avrebbe tutto da imparare da un professore come il trentaquattrenne giocatore croato. Per questo il ds Ottolini, che viene dalla Juventus, punta deciso su Miretti, ventenne di Pinerolo che ha fatto tutta la trafila nelle giovanili bianconere. Prodotto della cantera juventina e particolarmente apprezzato da Ottolini, &egrave; anche l'austriaco Ervin Omic, 20 anni e quest'anno in prestito al Wolsberger. E' stato offerto, ma senza sollevare particolari entusiasmi, Vilar (25 anni) che, dopo l'avvio deludente con la maglia della Samp, ha finito la stagione nel Getafe. Rientra alla Roma che per&ograve; sta cercandogli una sistemazione. Non &egrave; da scartare l'ipotesi che, come vice Badelj, dalla Primavera venga promosso Lipani (leva 2005).</span></span></p>
<p><span style="color: #111111;"><span style="font-family: sans-serif;">Rimarranno sicuramente Frendrup (a meno di offerte da capogiro) e Jagiello, che ha allungato il contratto. E finir&agrave; per restare anche Sturaro che il 30 giugno va in scadenza. C'&egrave; ancora differenza tra domanda e offerta ma la volont&agrave; reciproca delle parti &egrave; trovare un accordo. Strootman continua ad essere indeciso se fare ancora un anno al Genoa, come da contratto, oppure tornare in patria e finire la carriera allo Sparta Rotterdam. Ha ricevuto un'offerta anche dai brasiliani del Fortaleza ma difficilmente verr&agrave; presa in considerazione.</span></span></p>
<p><span style="color: #111111;"><span style="font-family: sans-serif;">Piace tantissimo Adrian Tameze del Verona, un carrarmato che quest'anno ha saltato una sola partita. La concorrenza, in primis del Sassuolo, su Prati della Spal, protagonista nel recente Mondiale Under 20, &egrave; agguerritissima. Nel mirino di tanti club di serie A c'&egrave; anche l'argentino Zapelli, 21 anni, centrocampista del Belgrano con caratteristiche prettamente offensive. E poi c'&egrave; Gagliardini ed in questo caso il vantaggio certo sarebbe non ritrovarsi come avversario un giocatore che ha il gol facile quando gioca contro il Genoa (5 i gol all'attivo).</span></span></p>
<p><span style="color: #111111;"><span style="font-family: sans-serif;">Il portiere di riserva potrebbe essere Perilli (28 anni), se col Verona andr&agrave; in porto lo scambio con Semper che a gennaio era saltato all'ultimo momento. Perilli ha giocato una sola partita, ma &egrave; stato determinante nello 0 a 0 al Picco contro lo Spezia, risultato decisivo nell'economia del campionato delle due squadre.</span></span></p>
<p><span style="color: #111111;"><span style="font-family: sans-serif;">In serie B in tanti vogliono Coda che dove va vince il campionato. Potrebbe spuntarla il Modena. Ballardini a Cremona vuole a tutti i costi che venga riscattato Galdames. Il giovane difensore Marcandalli (leva 2002) rientrato dal prestito al Pontedera andr&agrave; alla Reggiana, mentre Fossati (2003), che ha segnato 15 gol nel Borgosesia in serie D, dovrebbe essere girato al Novara.</span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Mercato Genoa: Martin è il primo colpo; riscattato Martinez, fatta per Haps]]></title>
			<link>https://telenord.it/mercato-genoa-martin-e-il-primo-colpo-riscattato-martinez-fatta-per-haps-57681</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Il primo colpo del nuovo Genoa &egrave; Aaron Martin (nella foto), 26 anni, terzino sinistro spagnolo che gioca nel Mainz e che il 30 giugno va in scadenza. Domani &egrave;...]]></description>
			<pubDate>Fri, 09 Jun 2023 17:10:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #111111;"><span style="font-family: sans-serif;">Il primo colpo del nuovo Genoa &egrave; <strong>Aaron Martin </strong>(nella foto), 26 anni, terzino sinistro spagnolo che gioca nel Mainz e che il 30 giugno va in scadenza. Domani &egrave; prevista la firma del contratto. Per lui, che veniva considerato una grande promessa (era titolare nell'Under 21 spagnola con la quale ha vinto gli Europei del 2019 che si erano disputati in Italia) &egrave; pronto un contratto triennale. In questa stagione ha collezionato 28 presenze e segnato 5 reti (3 su calcio di punizione). <strong>Ottolini &egrave; in missione per chiudere per un altro laterale mancino</strong>, la politica del Genoa &egrave; infatti quella dei &ldquo;doppioni&rdquo; ovvero due potenziali titolari per ogni ruolo. Il ds genoano ha incontrato emissari del Venezia <strong>cercando di trovare un accordo per Haps</strong>, che si &egrave; infortunato in allenamento (rottura del perone). Il suo &egrave; stato un contributo forzatamente limitato: soltanto 4 presenze. Il Genoa per&ograve; vorrebbe comunque confermarlo, a patto che il club veneto scenda rispetto al milione e 800 mila euro che a suo tempo era stato pattuita come cifra per esercitare l'obbligo di riscatto. Il giocatore, dal canto suo, &egrave; disposto ad abbassarsi l'ingaggio che aveva a Venezia (1,2 milioni netti).</span></span></p>
<p><span style="color: #111111;"><span style="font-family: sans-serif;">Definita con reciproca soddisfazione, nonostante il tentativo di forzatura da parte di Alessandro Moggi, la pratica per il rinnovo di un contratto che in realt&agrave; c'era gi&agrave;, i 777 Partners e <strong>Gilardino</strong> possono concentrarsi su un mercato dal quale dovr&agrave; uscire una squadra in grado di classificarsi tra il decimo ed il quindicesimo posto ovvero l'obiettivo che societ&agrave; e tecnico hanno fissato insieme. Al di l&agrave; del luogo comune (abusato ma efficace) secondo il quale in serie A si pratica un altro sport rispetto alla B, &egrave; innegabile che la squadra rossobl&ugrave; dovr&agrave; essere rafforzata adeguatamente.</span></span></p>
<p><span style="color: #111111;"><span style="font-family: sans-serif;"><strong>PORTIERI</strong> &ndash; Scontata la riconferma di Martinez, che ha disputato un girone di ritorno straordinario, per il il quale con la promozione &egrave; anche scattato l'obbligo di riscatto. Partir&agrave; invece Semper per il quale le richieste non mancano. E potrebbe tornare d'attualit&agrave; lo scambio col Verona che a gennaio si &egrave; interrotto quando ormai mancavano solo le firme: Adrian Semper in giallobl&ugrave; e Simone Perilli (28 anni) al Genoa.</span></span></p>
<p><span style="color: #111111;"><span style="font-family: sans-serif;"><strong>DIFENSORI</strong> &ndash; Ne servono sei. Tre sono i riconfermatissimi Dragusin, Vogliacco e Bani. Uno potrebbe essere Vazquez che rientra dal prestito alla Cremonese ed un altro Alan Matturro (leva 2004) che sta disputando un Mondiale Under 20 straordinario (l'Uruguay &egrave; arrivato in finale con l'talia). Ne manca uno e necessariamente dovr&agrave; essere di grande personalit&agrave; ed esperienza. In &ldquo;casa&rdquo; c'&egrave; Omar Aiderete, ventiseienne paraguiano di propriet&agrave; dell'Herta Berlino (club dei 777) e che nella scorsa stagione ha giocato in prestito con gli spagnoli del Getafe.</span></span></p>
<p><span style="color: #111111;"><span style="font-family: sans-serif;"><strong>LATERALI</strong> &ndash; A destra c'&egrave; l'ipotesi Lirola, 25 anni e tante aspettative mai confermate. Ha vestito le maglie di Juventus, Sassuolo, Fiorentina e Olympique Marsiglia. La scorsa stagione ha giocato (poco) nell'Elche, a gennaio il suo trasferimento al Monza sembrava cosa fatta ma &egrave; saltato in dirittura d'arrivo.</span></span></p>
<p><span style="color: #111111;"><span style="font-family: sans-serif;">A sinistra, fatta Martin, ora si cerca di riconfermare Haps. Il primo nome della lista era quella di Emanuele Valeri, 25 anni, di propriet&agrave; della Cremonese: &ldquo;grande gamba e buon piede assicura&rdquo;, Ballardini. Ma la richiesta di 5 milioni &egrave; stata ritenuta eccessiva.</span></span></p>
<p><span style="color: #111111;"><span style="font-family: sans-serif;"><strong>CENTROCAMPO</strong> &ndash; Rinnovati i contratti a Badelj e Jagiello, si tratta con l'agente Carlo Volpi per quello di Sturaro. Strootman ha ancora un anno di contratto, ma vorrebbe fare l'ultima stagione in patria. La societ&agrave; rossobl&ugrave; per&ograve; insiste per non perderlo. Piace moltissimo Adrian Bernab&egrave;, 22 anni, cresciuto nella cantera del Barcellona e poi voluto da Guardiola a Manchester dove per&ograve; ha faticato a ritagliarsi uno spazio. Mezzala dal tocco raffinato, a Parma l'aveva portato Maresca, che era il secondo di Guardiola al City.</span></span></p>
<p><span style="color: #111111;"><span style="font-family: sans-serif;">E poi c'&egrave; la suggestione Isco, 31 anni, l'ex Real Madrid vincitore di 5 Champions League e 4 Mondiali per Club, che Andres Blazquez, l'ad del Genoa conosce molto bene per averlo frequentato a Siviglia, club del quale i 777 possiedono una quota sia pura di minoranza. E Blazquez nei giorni scorsi &egrave; volato a Madrid. Forse non solo un caso.</span></span></p>
<p><span style="color: #111111;"><span style="font-family: sans-serif;"><strong>ATTACCO</strong> &ndash; Due i centravanti nel mirino del club rossobl&ugrave;. Uno &ldquo;pronto subito&rdquo; e l'altro di prospettiva. Galliani sta provando a convincere il suo amico Zangrillo a puntare su Petagna, reduce da una stagione a Monza caratterizzata da pi&ugrave; che ombre che luci, ma non &egrave; un profilo che suscita particolari entusiasmi. Impraticabile dal punto di vista economico l'ipotesi Scamacca che l'estate scorsa &egrave; stato pagato dal West Ham 35 milioni pi&ugrave; bonus ed ha un ingaggio tra i 3 e i 4 milioni netti. Coda ha diverse richieste dalla serie B e partir&agrave; sicuramente, rester&agrave; invece Puscas per il quale &egrave; scattato l'obbligo di riscatto col Reading e che &egrave; considerato un attaccante ideale per la panchina. Sar&agrave; la terza punta.</span></span></p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, il capolavoro dei 777: Serie A riconquistata in un solo anno e tifoseria ricompattata. E per Criscito non poteva esserci finale migliore]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-il-capolavoro-dei-777-serie-a-riconquistata-in-un-solo-anno-e-tifoseria-ricompattata-e-per-criscito-non-poteva-esserci-finale-migliore-56972</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Il vero capolavoro i 777 lo hanno compiuto fuori dal terreno di gioco. Perch&eacute; se tornare in serie A in &ldquo;only one year&rdquo;, evento per altro nella storia del...]]></description>
			<pubDate>Sun, 21 May 2023 18:05:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Il vero capolavoro i 777 lo hanno compiuto fuori dal terreno di gioco. Perch&eacute; se tornare in serie A in &ldquo;only one year&rdquo;, evento per altro nella storia del Genoa accaduto in una sola occasione e mai nel dopoguerra, rappresenta gi&agrave; un'impresa, &egrave; stupefacente che in cos&igrave; poco tempo siano riusciti ad instaurare un legame cos&igrave; profondo con la citt&agrave; e la tifoseria. Hanno capito che orgoglio e dignit&agrave; non sono solo vecchi e abusati slogan, hanno portato idee e freschezza nel marketing e nella comunicazione. Il Genoa made in Usa non solo ha riconquistato la serie A, ma ha dato un impulso straordinario a chi tifa per il Grifone. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, si &egrave; ricompattata la tifoseria (anche se la stucchevole e, visti i risultati, incomprensibile diatriba Blessin s&igrave; Blessn no qualche incomprensione l'ha creata) e soprattutto c'&egrave; stata un'iniezione di forze fresche. Tanti ragazzi tifano Genoa, al punto che si pu&ograve; sostenere come la squadra pi&ugrave; antica d'Italia abbia la tifoseria pi&ugrave; giovane.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Un lavoro eccellente che arriva dopo anni e anni in cui tra societ&agrave; e tifosi il distacco si era acuito in maniera irreparabile. Se il Genoa di Preziosi era sempre pi&ugrave; distante dalle esigenze e dallo spirito di chi tifa Genoa, gli americani hanno subito interpretato aspettative e desideri. Certamente avere un presidente tifoso come Alberto Zangrillo, come sottolineato da alcuni striscioni nella Nord, ha permesso di entrare subito in sintonia con la gente. Quella di venerd&igrave; &egrave; stata una serata indimenticabile. Ferraris sold out, come era gi&agrave; accaduto con l'Ascoli, a dimostrare che, al di l&agrave; dell'avvenimento sportivo, tra chi tifa Genoa c'&egrave; tanta voglia di aggregazione e condivisione.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La partita con un pirotecnico 4 a 3 finale non &egrave; stata solo una passerella trionfale. Intanto ha regalato una favola bellissima come quella vissuta da Mimmo Criscito. Cos&igrave; straordinaria da sembrare scritta a tavolino. E come se gli fosse stata donata la lampada di Aladino con tre desideri da esaudire: chiudere la carriera nel Genoa, riportarlo in serie A e, nella partita dell'addio al calcio, segnare su rigore nella porta maledetta. Ed &egrave; successo proprio cos&igrave;. Criscito, a Portofino nel Derby del Luned&igrave;, aveva annunciato che contro il Bari almeno un minuto lo avrebbe giocato: &ldquo;Anche con una gamba sola!&rdquo;. Gilardino con grande sensibilit&agrave; nel recupero ha inserito sia lui che l'esordiente portiere Agostino (leva 2002). Potendo correre poco e soprattutto non scattare, si &egrave; schierato in attacco, come nel calcio degli anni 60, quello senza sostituzioni, quando si metteva all'ala lo zoppo di turno. E siccome il calcio si diverte ad inventare storie fantastiche, ecco, proprio all'ultimo secondo, il rigore per il fallo su Badelj. E' l'ultima palla della sua carriera, la porta la stessa di quel maledetto 30 aprile 2022 (il Genoa sarebbe retrocesso anche col pareggio, anche se per certa letteratura quell'errore &egrave; stato decisivo). Mimmo non pu&ograve; permettersi di calciare di potenza perch&eacute; rischierebbe di strapparsi. La rincorsa &egrave; lenta, una finta e Frattali va da una parte e la palla morbida dall'altra nell'angolino alla sinistra del portiere. Quello dove aveva calciato tutti i rigori ad eccezione proprio di quello nel derby.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ora Criscito far&agrave; l'allenatore dei ragazzi e alle giovani promesse rossobl&ugrave;, oltre che alla tecnica di base, sapr&agrave; insegnare i valori che deve avere chi indossa quella maglia. Quelli che un'altra bandiera, Marco Rossi, ai margini nella gestione Preziosi e promosso team manager dai 777, ha portato nello spogliatoio della prima squadra. Anche se c'&egrave; stato il lieto fine resta tuttora di difficile comprensione come Blessin non sia riuscito a sfruttare Criscito come una risorsa importante, capendo come il suo attaccamento alla maglia poteva essere un esempio per tutti i compagni. Al di l&agrave; del contributo che Criscito avrebbe potuto fornire sul campo soprattutto se, non avendo pi&ugrave; la gamba per fare tutta la fascia, fosse stato schierato sulla linea dei difensori come dimostrato dalla monumentale partita che ha giocato contro il Perugia.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Venerd&igrave; &egrave; dunque stata una passerella trionfale. Per&ograve; ha offerto anche comunque alcuni interessanti spunti tattici di riflessione. Sia a Frosinone che contro la squadra di Mignani, Gilardino ha tolto un centrocampista e ha inserito un trequartista in pi&ugrave;: Salcedo e Aramu dietro a Ekuban in Ciociaria, Gudmundsson e Salcedo alle spalle di Coda venerd&igrave; scorso. Tenendo anche certamente conto di una concentrazione meno feroce, considerato che l'obiettivo era stato raggiunto, non si pu&ograve; non rilevare che l'imperforabile difesa del Genoa abbia preso sei gol in due partita. E' la vecchia storia della coperta che se la tiri verso i piedi resti col busto scoperto e viceversa. Questo conferma quanto oculata e saggia sia stata la scelta di Gilardino di blindare il reparto arretrato mettendo davanti a Bani, Vogliacco e Dragusin, per altro protagonisti di una stagione eccezionale, una solida barriera di centrocampisti a protezione.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Quale sar&agrave; il modulo per la serie A? Intanto qualcosa si sta gi&agrave; cominciando a muovere a livello di mercato. In arrivo due esterni bassi: il mancino brasiliano (con passaporto italiano) Lucas Piton Crivellaro, 22 anni di propriet&agrave; dei cugini del Vasco da Gama, e Alessandro Zanoli, lui pure ventiduenne che il Napoli a gennaio ha prestato alla Sampdoria.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Foto: Facebook Genoa CFC&nbsp;</strong></div>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, una sconfitta di cui fare tesoro: c'è chi non è pronto alla Serie A]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[La sconfitta lascia sempre l'amaro in bocca soprattutto quando ormai non ci si era pi&ugrave; abituati. L'ultima battuta d'arresto del Genoa (a Parma) era infatti datata 5...]]></description>
			<pubDate>Mon, 15 May 2023 10:30:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La sconfitta lascia sempre l'amaro in bocca</strong> soprattutto quando ormai non ci si era pi&ugrave; abituati. L'ultima battuta d'arresto del <strong>Genoa</strong> (a Parma) era infatti datata 5 febbraio. Quasi cento giorni (98 per l'esattezza) senza sconfitte durante i quali la squadra di <strong>Gilardino</strong> &egrave; stata protagonista di una cavalcata straordinaria che gli ha permesso di arrivare alla <strong>Serie A</strong> senza dover passare dalla roulette russa dei play off. Alla sconfitta in una partita dal valore ormai unicamente platonico, i tifosi hanno reagito in due modi diversi. C'&egrave; chi non vuole che in alcun modo la festa, appena cominciata, venga scalfita dal risultato di una partita che tra l'altro il <strong>Genoa,</strong> oltre ad averla affrontata in formazione sperimentale, ha poi dovuto giocare in inferiorit&agrave; numerica per oltre un'ora. E c'&egrave; chi sostiene che comunque sono emerse alcune indicazioni tecniche di cui fare tesoro. La verit&agrave;, come spesso accade, probabilmente sta nel mezzo. E' giusto che i tifosi in questo momento pensino solo a fare festa. Mai il Genoa nel dopoguerra era riuscito a risalire subito al primo colpo, le retrocessioni infatti erano state dolorose e difficili da metabolizzare. Ma &egrave; anche corretto <strong>non sottovalutare come sia emerso e non certamente solo da questa partita che alcuni giocatori rischiano di non essere idonei per la serie A</strong>, tanto &egrave; vero che sedevano sistematicamente in panchina. L'involuzione di <strong>Hefti,</strong> che con lo <strong>Young Boys</strong> faceva la <strong>Champions,</strong> &egrave; inspiegabile. <strong>Yalcin,</strong> al quale pantaloncini e maglietta stavano stretti in maniera imbarazzante, &egrave; visibilmente sovrappeso e quanto all'efant du pays <strong>Salcedo,</strong> cresciuto nella cantera e che tutti i tifosi seguono con affetto e simpatia, certe occasioni per mettersi in mostra non deve lasciarsele sfuggire.</p>
<p>La societ&agrave; &egrave; gi&agrave; al lavoro per pianificare le strategie del mercato. L'obiettivo delle prossime due stagioni &egrave; una salvezza tranquilla per poi crescere anno dopo anno. <strong>Molto attenti ai report statistici i manager dei 777</strong> sanno benissimo come storicamente le squadre neopromosse patiscano il salto di categoria (in media due retrocesse sono squadre che vengono dalla serie B). <strong>La riconferma di Gilardino</strong>, non per riconoscenza ma perch&eacute; ha dimostrato di avere idee e un'ottima gestione del gruppo, &egrave; solo il <strong>primo passo</strong>. Quello successivo sar&agrave; mettergli disposizione una rosa in linea con l'obiettivo di salvarsi possibilmente non all'ultimo minuto dell'ultima giornata di campionato come accadeva negli ultimi anni della gestione Preziosi.</p>
<p><strong>Mimmo Criscito</strong> si &egrave; fatto <strong>tatuare</strong> su una gamba la data del <strong>ritorno</strong> del <strong>Genoa</strong> in<strong> Serie A</strong> (6-5-2023) e la scritta<strong> &ldquo;tutto tornA&rdquo; con la A a caratteri cubitali</strong> e mezza in rosso e mezza in blu. Decisamente pi&ugrave; tempo ha dovuto aspettare<strong> Vincenzo Torrente,</strong> antica bandiera rossobl&ugrave;, sono infatti passati 26 anni da Ravenna. <strong>Mandorlini sabato &egrave; retrocesso col Mantova in serie D</strong> dopo aver perso con l'Albinoleffe ai play out che avrebbe potuto evitare se all'ultima di campionato, in casa proprio contro il Padova di Torrente, avesse ottenuto almeno un pareggio. Trai due c'erano state schermaglie dialettiche prima della partita e soprattutto dopo. Mandorlini, che evidentemente avvertiva presagi nefasti, era sbottato: <strong><em>&ldquo;Torrente ha rosicato 25 anni, &egrave; talmente idiota che fatica a capire certe cose&rdquo;.</em> </strong>Vincenzo non si &egrave; scomposto: <strong><em>&ldquo;Erano stati i comportamenti da censurare non certo che il Ravenna avesse giocato la sua partita. E Mandorlini era anche stati espulso&rdquo;.</em></strong> Ma chi dei due veramente non capisce?</p>
<p><strong>Un altro grande ex, Marco Nappi, ha sfiorato l'impresa con l'Arzachena (serie D).</strong> E' uscito ai play off contro la Casertana, penalizzato dal regolamento che prevede la partita secca in casa della squadra meglio classificata nella regular season (un solo punto a favore dei campani).<strong> E' finita 3 a 3 con una clamorosa traversa e un palo nei supplementari colpiti dall'Arzachena.</strong></p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, i passi fondamentali di una straordinaria cavalcata: dalla promessa di Zangrillo all'impatto Gilardino]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Gioco, partita, incontro: come diceva il mitico Guido Oddo, uno dei telecronisti della grande Rai, per suggellare la vittoria in una sfida di tennis. Il Genoa ha sfruttato il...]]></description>
			<pubDate>Sun, 07 May 2023 12:00:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div><strong>Gioco, partita, incontro: come diceva il mitico Guido Oddo</strong>, uno dei telecronisti della grande Rai, per suggellare la vittoria in una sfida di tennis. Il Genoa ha sfruttato il primo match ball che gli offriva il calendario ed &egrave; ritornato subito in serie A. Un'impresa se &egrave; vero che nel dopoguerra non era mai successo e che il Grifone le sue retrocessioni le doveva metabolizzare con anni di meditazioni in purgatorio. Hanno, dunque, imparato in fretta i 777. E questa non pu&ograve; che essere una prospettiva estremamente incoraggiante per un futuro che tutti i genoani si attendono diverso dall'ultimo decennio vissuto sulle montagne russe di una non programmazione e di un diciassettesimo posto finale da raggiungere in qualche modo come obiettivo.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Nella straordinaria cavalcata rossobl&ugrave; ci sono alcuni passaggi fondamentali.</strong> Il primo risale ancora alla stagione scorsa. E' il 15 maggio ed il Genoa, perdendo a Napoli, &egrave; matematicamente in serie B. Il giorno stesso c'&egrave; il grido di dolore di Alberto Zangrillo che qualcuno, equivocando, ritiene semplicemente lo sfogo di un presidente troppo tifoso frustrato per la retrocessione della sua squadra: &ldquo;<em>Dobbiamo chiedere scusa ai tifosi. Abbiamo commesso degli errori ed ora &egrave; soprattutto importante fare autocritica e capire dove abbiamo sbagliato&rdquo;.</em></div>
<div>E' l'inizio di una settimana decisiva, c'&egrave; il rischio che le strategie societarie puntino su un mercato estivo che ricordi quello di gennaio troppo proiettato a medio-lungo termine. La linea Spors si contrappone a quella mediterranea portata avanti da Zangrillo e dall'amministratore delegato Blazquez. Josh Wander, il grande capo dei 777, media tra le due parti e da quel &ldquo;compromesso storico&rdquo; vengono messe le basi per allestire una squadra che torni subito in serie A. Zangrillo cos&igrave;, appena sei giorni dopo Napoli, al termine del corteo dell'orgoglio rossobl&ugrave; pu&ograve; salire su un palchetto improvvisato alla Foce ed esclamare l'ormai celebre: <em>&ldquo;Only one year&rdquo;.</em> Sar&agrave; il tormentone di tutta la stagione e comparir&agrave; anche sulle magliette celebrative, indossate da squadra e dirigenza a fine partita, e sul pullman scoperto che raggiunger&agrave; De Ferrari tra due ali di folla festante. <em>&ldquo;Sapevo che mi stavo prendendo un grosso rischio e che poteva essere un pericoloso boomerang che mi si poteva ritorcere contro. Ma era quello che i tifosi volevano sentire ed io prima di espormi avevo chiesto ed ottenuto certezze assolute in proposito&rdquo;.</em></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Oltre a Coda l'istant team prevede anche Strootman, Puscas, Aramu</strong> e la conferma di Badelj, che ha un ingaggio da alta serie A (un milione e 400 mila euro), Sturaro, Gudmundsson, Bani, Fendrup e Hefti. Tra i giocatori che la Juve propone in cambio di Cambiaso la scelta, decisamente azzeccata, cade su Dragusin. Spors poi &egrave; pronto a giurare sulle qualit&agrave; di Martinez, portiere che nel Lipsia stava ammuffendo a fare panchina a Gulacsi, ma che aveva gi&agrave; esordito nella Nazionale maggiore spagnola. Vogliacco, Sabelli e Jagiello rientrano dai prestiti. Per la corsia di sinistra si punta su Pajac, che per&ograve; sar&agrave; messo fuori combattimento dalla rottura del crociato. Arrivano anche gli svincolati Yalcin e Ilsanker, che ha un passato importante con l'Eintracht Francoforte e la nazionale austriaca.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Ma ad un certo punto sorge il dubbio che quella che avrebbe</strong> dovuto essere una corazzata non &egrave; proprio un'invincibile armata. Il contorto 4-2-2-2 di Blessin non convince soprattutto i giocatori e poco a poco il tecnico tedesco perde completamente la fiducia dello spogliatoio. Il pareggio in casa col Como &egrave; un campanello d'allarme, poi c'&egrave; la sconfitta di Perugia ma a Blessin viene incredibilmente concessa una prova d'appello, nonostante il campionato si fermi e ci siano i presupposti migliori per cambiare. Si riparte ed una squadra ormai alla deriva perde in casa col Cittadella.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>E mai sconfitta fu pi&ugrave; provvidenziale. Il ceo Blazqez a Sestri Levante</strong> ha un abboccamento con Andreazzoli, il direttore sportivo Ottolini contatta Ranieri ma alla fine la scelta cade su Gilardino che inizialmente ha la qualifica di allenatore &ldquo;ad interim&rdquo;. Vince all'esordio con il Sudtirol, pareggia ad Ascoli, batte in casa il Frosinone e la sera di Santo Stefano, a Bari, ecco un altro passaggio fondamentale verso la serie A. Il Genoa vince 2 a 1 in casa di un'avversaria diretta ed in un colpo solo cancella quella postilla &ldquo;ad interim&rdquo; e fa del tecnico arrivato dalla Primavera l'allenatore a tutti gli effetti della squadra che marcer&agrave; spedita verso la serie A.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Gilardino oltre ad abbandonare il bizzarro modulo adottato da Blessin</strong> e affidarsi al 3-5-2, promuovendo titolare Vogliacco che era stato misteriosamente relegato tra le riserve, fa diventare granitico un gruppo alla deriva. Ha impressionato come, dopo la vittoria di Cittadella (esattamente un girone dopo la Caporetto di Blessin), sotto la curva hanno festeggiato con genuino trasporto insieme ai compagni anche Tour&egrave;, che pure non ha ancora fatto nemmeno un minuto, ed Hefti che dalla Champions e passato alla panchina in serie B.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Ma quella sera a Bari, il Genoa ha ritrovato un giocatore</strong> che era stato accantonato e che invece diventer&agrave; un altro straordinario protagonista: Josep Martinez. Aveva avuto un inizio incerto perch&eacute;, chiuso da Gulacsi, nel Lipsia non giocava da tempo ed il suo &egrave; un ruolo dove la tensione da gestire nella partita non &egrave; allenabile durante la settimana. A Bari ha giocato con 39 di febbre solo perch&eacute; Semper era rimasto a Genova con l'influenza. Ed &egrave; stata la svolta: il calcio &eacute; pieno di sliding doors. La parata all'ultimo secondo, inchiodando sulla linea il colpo di testa di Salcedo, ha ricordato quella di Zoff su Oscar al Mondiale dell'82. Nella sua magica stagione ci sono altre due perle: lo straordinario colpo di reni sul pallonetto di Canotto contro la Reggina a Marassi e la parata da portiere di pallamano su Odogwu a Bolzano. Fortissimo coi piedi non si limita a rinvii perfetti, ma scova linee di passaggio come se fosse un regista. E' un portiere &ldquo;europeo&rdquo; per struttura e per il modo di interpretare il ruolo, va infatti sempre a cercare la palla alta anche nelle aree pi&ugrave; affollate.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>I campionati si vincono con la difesa: Genoa e Frosinone</strong> lo hanno confermato. E se Martinez ha sicuramente disputato una stagione straordinaria e siamo tutti d'accordo sul fatto che all'azione difensiva per essere efficace devono partecipare anche centrocampisti e attaccanti, ma non si &egrave; la squadra che ha subito meno gol e con pi&ugrave; clean sheet all'attivo se non si ha una linea arretrata d'eccellenza. E l&agrave; dietro davvero non &egrave; passato uno spillo: Bani, Vogliacco e Dragusin sono stati monumentali.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Gilardino ha saputo riproporre al meglio tre vecchietti straordinari</strong> come Sturaro, Badelj e Strootman che in mezzo al campo hanno dettato legge e ha anche trovato la posizione ideale per Gudmundsson. Seconda punta con facolt&agrave; di spaziare per il campo a suo piacimento. I numeri dicono che ha ottenuto 48 punti sui 63 disponibili (su 21 partite ne ha vinte 14, pareggiate 6 e perso soltanto a Parma). Insomma, l'ex mister ad interim la riconferma in serie A se l'&egrave; guadagnata sul campo.</div>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, Serie A sempre più vicina. Nonostante i rigori mancanti e un Gilardino poco ispirato]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[La Serie A &egrave; sempre pi&ugrave; vicina! La matematica dice che se il Genoa fa 4 punti nelle prossime due partite (Ascoli a Marassi e trasferta a Frosinone), lo scontro...]]></description>
			<pubDate>Mon, 01 May 2023 19:30:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Serie A &egrave; sempre pi&ugrave; vicina!</strong> La matematica dice che<strong> se il Genoa fa 4 punti nelle prossime due partite</strong> (Ascoli a Marassi e trasferta a Frosinone), lo scontro diretto dell'ultima giornata diventerebbe una passerella trionfale per <strong>Sturaro</strong> e compagni. Se poi, sabato a <strong>Modena,</strong> il <strong>Bari</strong> non dovesse andare oltre il pari, tre punti col <strong>Frosinone</strong> significherebbero la promozione matematica.</p>
<p><strong>Non si copre di gloria il Genoa a Bolzano</strong> ma in virt&ugrave; del<strong> contemporaneo pareggio del Bari in casa contro il Cittadella</strong>, ed &egrave; questa la cosa pi&ugrave; importante, compie un<strong> passo probabilmente decisivo verso la promozione.</strong> Non convince la squadra, stranamente lenta ed involuta. <strong>Per una volta non convincono nemmeno i cambi di Gilardino. E soprattutto non convince l'arbitro Di Bello.</strong></p>
<p>Ma procediamo con ordine. Nel civettuolo stadio <strong>Druso,</strong> con le fisarmoniche a suonare in campo prima della partita e con la tradizionale cassetta di mele consegnate dal capitano <strong>Tait</strong> a <strong>Sturaro,</strong> non c'&egrave; il solito Genoa. <strong>Il clima da festa paesana non c'entra, piuttosto &egrave; l'atteggiamento tattico del Sudtirol</strong> che mette in imbarazzo la squadra rossobl&ugrave;. Squadra stretta e corta, tutte le linee di passaggio chiuse preventivamente. E la palla gira lenta, troppo lenta. Ci sono anche troppi errori di disimpegno, non abituali per chi in precedenza aveva ben altre percentuali di passaggi riusciti. Addirittura il Genoa, che in porta ha tirato pochissimo (il clamoroso palo interno di <strong>Gudmundsson</strong> &egrave; l'unico sussulto), nel primo tempo ha rischiato di andare sotto se <strong>Martinez</strong> non avesse regalato un'altra perla ad una stagione che, dopo le incertezze iniziali dovute al fatto di non aver giocato per troppo tempo, si pu&ograve; tranquillamente definire strepitosa. Su <strong>Odogwu,</strong> che da pochi metri ha calciato a botta sicura, si &egrave; comportato come un portiere di pallamano: ha fatto un balzo in avanti cercando contemporaneamente con le braccia e col corpo di aumentare il pi&ugrave; possibile il volume del corpo sperando di essere colpito. Ed &egrave; andata proprio cos&igrave;, l'attaccante del Bari l'ha centrato su un tacco. Sicuramente fortunato ma anche bravo.</p>
<p><strong>Capitolo Gilardino.</strong> Il tecnico ha capito che occorreva cambiare l'inerzia della partita ma, se nelle 19 precedenti partite della sua gestione i cambi era sempre stati assolutamente condivisibili, questa volta ha sorpreso tutti sostituendo <strong>Coda</strong> nell'intervallo. Al suo posto ha messo dentro Ekuban che di fatto, ad eccezione dell'episodio del rigore non concesso, non &egrave; mai entrato in partita. Rinunciare a Coda &egrave; sempre un sacrificio e si &egrave; rivelato utopistico affidarsi ad <strong>Ekuban</strong> come terminale offensivo e dunque col compito di reggere palla per favorire gli inserimenti da dietro.<em> &ldquo;Coda non di discute</em> &ndash; <strong>ha spiegato Gilardino</strong> &ndash; <em>ma a me in quel momento occorreva un altro tipo di giocatore. Loro erano stati bravi a non concederci profondit&agrave; e cos&igrave; a noi serviva un attaccante che la profondit&agrave; se l'andasse a cercare&rdquo;</em>. Tutto per&ograve; &egrave; rimasto a livello di intenzioni. E contro un avversario molto fisico &egrave; anche apparso tardivo l'inserimento di <strong>Jagiello,</strong> tanto pi&ugrave; che <strong>Sturaro</strong> e <strong>Strootman</strong> avevano spesso moltissimi.</p>
<p><strong>E veniamo all'arbitro Di Bello.</strong> Ma come ha fatto a non fischiare il fallo di mano di <strong>Masiello</strong> nel primo tempo? Il braccio era largo e la palla lo colpisce in pieno. In questo calcio surreale abbiamo visto fischiare interventi con il braccio molto meno aperto. Per non andare troppo indietro, basti a ripensare a <strong>Pisa-Bari</strong> di domenica scorsa e all'intervento di <strong>Caracciolo</strong> giudicato da <strong>rigore.</strong> Moltissimi anche i dubbi per un intervento in area di Zaro ai danni di Ekuban che &egrave; costata l'espulsione al mister Gilardino. <em>&ldquo;Il difensore &egrave; rimasto fermo, non si &egrave; mosso&rdquo;</em>, &egrave; stata <strong>la spiegazione di Di Bello.</strong> Sta di fatto che in nessuno dei due episodi contestati Mariani, lui pure internazionale, ha ritenuto di dover intervenire. E cos&igrave; <strong>Gilardino</strong> non ha ancora avuto l'onore di vedere un rigore assegnato alla sua squadra.<strong> Tutto questo mentre a Bari veniva negato da Massa di Imperia un rigore solare al Cittadella.</strong></p>
<p><strong>Ma ormai la corazzata Genoa &egrave; quasi in porto.</strong> E i numeri ribadiscono l'eccezionale lavoro svolto dal tecnico di Biella.<strong> Su 20 partite ne ha vinte 13, pareggiate 6 e persa una soltanto</strong>. E con quello di ieri sono<strong> venti su 35 le partite in cui la porta del Genoa &egrave; rimasta inviolata.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>(foto Facebook Genoa Cfc)</strong></em></p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Rigori ed espulsioni pro-Bari, ma che ce ne importa: siamo il Genoa. E vinciamo anche "di corto muso"]]></title>
			<link>https://telenord.it/rigori-ed-espulsioni-pro-bari-ma-che-ce-ne-importa-siamo-il-genoa-e-vinciamo-anche-di-corto-muso-55992</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Vietato girarsi a guardare quello che succede dietro. Sarebbe un segnale di debolezza assolutamente non giustificato dall'autoritario cammino della squadra rossobl&ugrave; che...]]></description>
			<pubDate>Mon, 24 Apr 2023 11:05:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div><strong>Vietato girarsi a guardare quello che succede dietro</strong>. Sarebbe un segnale di debolezza assolutamente non giustificato dall'autoritario cammino della squadra rossobl&ugrave; che nelle <strong>19 partite con Gilardino</strong> alla guida (in pratica un intero girone) <strong>ha conquistato 44 punti,</strong> perdendo una sola volta (a <strong>Parma),</strong> pareggiando cinque match e vincendo tutti gli altri. Insomma, il <strong>Genoa</strong> ha la possibilit&agrave;, dopo <strong>Cittadella</strong> pi&ugrave; che mai, di essere artefice del proprio destino. La matematica dice che<strong> con sette punti nelle ultime quattro partite il Genoa sar&agrave; promosso</strong> e di punti ne basterebbero anche soltanto quattro a patto di non perdere lo scontro diretto col Bari all'ultima di campionato.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>&ldquo;Un indizio &egrave; un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova&rdquo;,</em> per&ograve; questo lo sosteneva<strong> Agatha Christie</strong>, probabilmente la pi&ugrave; grande giallista di sempre. Per carit&agrave; nessuno vuole credere ai complotti interplanetari, certo, per&ograve;, che &egrave; curioso come ultimamente il <strong>Bari</strong> usufruisca con straordinaria regolarit&agrave; de<strong>l vantaggio dell'uomo in pi&ugrave;, spesso e volentieri corredato anche da un calcio di rigore</strong>. Quello che &egrave; successo a <strong>Pisa,</strong> poi, &egrave; un qualcosa ai confini della realt&agrave; per quanto riguarda la direzione di gara del giovane e dunque inesperto arbitro <strong>Colombo</strong> che &egrave; cugino d'arte. E' <strong>parente infatti di Raffaele Colombo</strong> (sembra sia stato proprio lui a convincerlo ad intraprendere la carriera arbitrale) che in Liguria conosciamo molto bene per essere uno dei direttori di gara di pallanuoto pi&ugrave; quotati (anche se in un recente Lavagna - Sori ha sollevato non poche polemiche). L'autorevole e imparziale Gazzetta dello Sport, con il suo inviato <strong>Nicola Binda</strong>, ha bocciato con un <strong>4</strong> la direzione di gara dell'arbitro di Como, giudicando<strong> frettolosa l'espulsione di Nagy</strong> (si era appena al 13') e non potendo fare a meno di sottolineare come nell'azione che ha portato al rigore decisivo ci sia stato un<strong> tocco dell'arbitro e dunque il gioco andava fermato</strong>. Deve essere anche un tipino permaloso il signor Colombo che i<strong>n una partita del campionato Primavera riusc&igrave; a far squalificare per proteste Paolo Maldini</strong> al quale tutto il mondo del calcio ha sempre riconosciuto grandi valori di sportivit&agrave; ed educazione. Permaloso al punto da rispondere piccato ai dirigenti del Pisa che a fine partita chiedevano spiegazione del perch&eacute; non avesse fermato il gioco: <em>&ldquo;Andatevi a leggere il regolamento... Non sono obbligato spetta a me decidere se farlo o meno...&rdquo;.</em> Certo che &egrave; a sua discrezione, come lo &egrave; annullare o meno un gol segnato con la mano. Ma se non lo fa commette un errore da matita blu. <strong>Un errore gravissimo di valutazione, ma non un errore tecnico</strong>. E dunque non &egrave; prevista la ripetizione della partita</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>E dire che, per una volta, anche il Genoa aveva potuto fare il Bari ovvero usufruire di un'espulsione a favore e godere del vantaggio dell'uomo in pi&ugrave;. E col vantaggio della superiorit&agrave; numerica il campo diventa in discesa come proprio la partita di Cittadella dimostra. I numeri, cos&igrave; indigesti a certi miei compagni di viaggio nelle trasmissioni sportive di Telenord, dicono che <strong>il Bari ha avuto per 12 volte (record della categoria) un avversario sanzionato col cartellino rosso</strong> (<strong>12 anche i rigori a favore</strong>, anche questo &egrave; un primato ma da condividere col Palermo). Tutto questo quando il Genoa di Gilardino aspetta di calciare ancora il suo primo rigore.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Il Gila si &egrave; meritato sul campo la tessera numero 2 del club dei risultatisti,</strong> la numero 1 spetta di diritto ad Allegri che &egrave; anche il socio fondatore. <strong>La vittoria per &ldquo;corto muso&rdquo; di Cittadella</strong> &egrave; arrivata attraverso una partita non spettacolare ma estremamente efficace. Del resto proporre bel gioco contro un avversario <strong>&ldquo;brutto, sporco e cattivo&rdquo;</strong>, proprio come nella tradizione del calcio di provincia di una volta, era estremamente complicato. Attribuivano a <strong>Nereo Rocco, il mitico Paron</strong> che nella vicina Padova aveva inventato il catenaccio, questa affermazione per caricare i suoi giocatori: <em>&ldquo;Daghe a tuto quel che se move su l'erba. Se xe el balon, no importa&rdquo;</em>. Bene, <strong>Gorini</strong> ai suoi giocatori deve aver dato pi&ugrave; o meno lo stesso input. Il direttore sportivo <strong>Marchetti</strong> se l'&egrave; presa con <strong>l'arbitro Dionisi dell'Aquila,</strong> ma il direttore di gara di fronte a certe rudezze tipiche del calcio degli anni 50, all'insegna di<strong><em> &ldquo;o gamba o palla&rdquo;</em></strong>, non ha fatto altro che applicare il regolamento. Anzi, all'inizio ha provato a essere tollerante e manca un giallo per un'entrata durissima di <strong>Salvi su Criscito</strong> (giusto applicare la regola del vantaggio ma, terminata l'azione, doveva estrarre il giallo). Piuttosto &egrave; <strong>umoristica l'ammonizione a Coda</strong> (accolta in maniera plateale dal tecnico Gorini come se fosse un dono piovuto dal cielo), il centravanti del Genoa ha provato una conclusione al volo ma ha involontariamente colpito il difensore avversario che era stato bravo e svelto ad anticiparlo.<strong> Alla fine sono stati nove i cartellini gialli rimediati dal Cittadella contro i due del Genoa</strong>, per altro il Bari avr&agrave; modo di godere anche di questa situazione perch&eacute; nel prossimo turno affronter&agrave; proprio la squadra veneta che si ritrover&agrave; con tre giocatori squalificati.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Dopo l'espulsione di <strong>Giraudo</strong> molti si aspettavano <strong>Puscas</strong> in campo gi&agrave; dal primo minuto, ma<strong> Gilardino ha provato a non abbandonare quel 3-5-2</strong> che gli permette di rischiare pochissimo (a Cittadella c'&egrave; stato il diciannovesimo clean sheet della stagione). Ha deciso di aumentare la batteria d'attacco solo al 18' della ripresa, inserendo oltre all'attaccante rumeno anche <strong>Dragus, inventandolo terzino al posto di Criscito</strong>, per dare pi&ugrave; spinta sulla fascia. Mosse perfettamente riuscite, anche se, sfondando dalla sua parte, il Cittadella ha creato l'unica seria opportunit&agrave; per pareggiare.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>E ora tutti a Bolzano o sul divano davanti alla tv. E il Bari? Ma chi se ne importa. Noi siamo il Genoa!</strong></div>
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<div><span style="text-decoration: underline;"><em>(foto Facebook - Genoa Cfc)</em></span></div>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, la calma è la virtù dei forti e di... Alberto Gilardino]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[La calma &egrave; la virt&ugrave; dei forti e dunque anche di Alberto Gilardino. I cinque giorni post Como erano stati vissuti in citt&agrave; in omaggio ai due pi&ugrave;...]]></description>
			<pubDate>Sun, 16 Apr 2023 15:10:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div>La calma &egrave; la virt&ugrave; dei forti e dunque anche di Alberto Gilardino. I cinque giorni post Como erano stati vissuti in citt&agrave; in omaggio ai due pi&ugrave; classici stereotipi genoani ovvero quelli che vedono sempre ombre nefaste perch&eacute; &ldquo;siamo stati destinati in eterno ad un destino cinico e baro&rdquo; e quelli che invece &ldquo;va tutto bene madama la marchese&rdquo; e chiamano i pompieri solo quando ormai la casa &egrave; bruciata. E se Gilardino rifugge dal classico tafazzismo rossobl&ugrave;, sa anche che prevenire &egrave; meglio che curare e che certi campanelli d'allarme non potevano essere ignorati. Il rientro di Bani (in maschera) &egrave; coinciso con l'assenza per squalifica di Vogliacco, ma non era pensabile riproporre nella linea difensiva Ilsanker che a Como aveva fatto pi&ugrave; danni della grandine. E cos&igrave; dietro, nella difesa a tre, &egrave; andato un ragazzino di trentasei anni e mezzo che ha giocato una partita semplicemente stratosferica. La capacit&agrave; di leggere in anticipo lo sviluppo dell'azione &egrave; sempre stata una prerogativa di Criscito alla quale si aggiungono tecnica, personalit&agrave; ed esperienza. In fondo &egrave; andato a fare quello che gli riesce meglio perch&eacute; era evidente che sulla fascia non pu&ograve; pi&ugrave; garantire spinta ed accelerazioni. Ed infatti l'unica sbavatura di una partita praticamente perfetta c'&egrave; stata nel recupero quando ha tentato un'improbabile discesa sulla corsia di sinistra.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ma &egrave; stata la giornata magica di altri due grandi vecchi. Badelj sembra Mandrake perch&eacute; ha fatto sparire la palla da sotto il naso degli avversari e la &ldquo;lavatrice&rdquo; Strootman ha pulito palloni come quando giocava nella Roma a fianco di Totti. Dopo aver sbloccato il risultato di testa con Fendrup, che probabilmente sarebbe nel Manchester City se sapesse usare anche il sinistro che invece utilizza solo la mattina per scendere dal letto, si sono aperte praterie dove le ripartenze del Genoa avrebbe potuto essere letali. E se, dopo aver essersi divorati due, tre, quattro gol gi&agrave; fatti, c'era gi&agrave; qualcuno che temeva che il &ldquo;solito destino cinico e baro&rdquo; fosse in agguato &egrave; arrivato il quarto gol in stagione di Dragusin a chiudere la partita. Il ventunenne difensore rumeno, che Gilardino ha schierato come centrale della difesa a tre per sostituire Vogliacco, ha tutto per diventare un top player: struttura, personalit&agrave;, attenzione e anche una discreta velocit&agrave; se rapportata al metro e 91 di altezza.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Proprio Dragusin con Martinez, lui pure destinato ad una carriera importante, dovranno essere i punti fermi della squadra della prossima stagione. Per scaramanzia non si nomina la categoria, ma non si pu&ograve; non osservare che i punti di vantaggio sul Bari, che &egrave; rimasto l'unico altro competitor per il secondo posto, sono saliti a sei e le giornate da giocare sono cinque. Cos&igrave; nel prossimo turno (Genoa a Cittadella e Bari a Pisa) potr&agrave; essere sufficiente fare lo stesso risultato della squadra pugliese.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Qualcuno si &egrave; adombrato per le parole di Di Cesare: &ldquo;Gilardino ha una rosa con un monte ingaggi di 33 milioni parla di sogno...&rdquo;. In realt&agrave; questa uscita a gamba tesa del capitano del Bari, che non &egrave; riuscito a nascondere il nervosismo per un traguardo che ormai si sta vedendo sfuggire di mano, sa tanto di dichiarazione di resa. E siccome &egrave; difficile saper perdere ecco che Di Cesare straparla, anche perch&eacute; da giocatore dovrebbe affrontare tematiche tecnico tattiche e certe considerazioni eventualmente lasciarle al tecnico Mignani o ai suoi dirigenti.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il Bari contro il Como, che ha bissato il risultato ottenuto contro il Genoa questa volta per&ograve; i due gol facendoseli rimontare, la rete del pareggio l'ha segnata al 95' e al 100', su corner, ha sfiorato il gol del clamoroso 3 a 2. A Marassi la partita era finita ormai da sei minuti e al San Nicola si continuava a giocare. Come in quel lontano 1981, quando il il Genoa aveva battuto l'Atalanta ma all'Olimpico la partita della Lazio, che si contendeva punto a punto col Grifone la serie A, non finiva mai. Cambiano i tempi, ma non le emozioni. Allora tutti con l'orecchio alla radiolina, ieri tutti al telefonino a seguire con Sky Go la diretta. La voce di Ezio Luzzi gel&ograve; i 15 mila genoani che erano a Bergamo: &ldquo;Rigore per Lazio!&rdquo;. Ma poi: &ldquo;Rincorsa di Chiodi... Tiro... Palo!&rdquo;. Alla faccia del destino cinico e baro.</div>
<div>&nbsp;</div>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, Coda si sblocca e Martinez fa le parate del destino: la Serie A è più vicina con l'abbraccio dei 30mila]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-coda-si-sblocca-e-martinez-fa-le-parate-del-destino-la-serie-a-e-piu-vicina-con-l-abbraccio-dei-30mila-55345</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Canotto ha rischiato ancora di essere galeotto, proprio come all'andata. Ma Martinez ha sfoderato una parata da fantascienza che ha salvato la vittoria e vale mezza serie A....]]></description>
			<pubDate>Sat, 01 Apr 2023 17:00:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div><strong>Canotto ha rischiato ancora di essere galeotto</strong>, proprio come all'andata. Ma <strong>Martinez ha sfoderato una parata da fantascienza</strong> che ha salvato la vittoria e vale<strong> mezza serie A</strong>. Proprio all'ultimo minuto del recupero <strong>come era successo a Bari</strong> nella notte di Santo Stefano sul colpo di testa di <strong>Salcedo</strong> che, dopo qualche settimana, <strong>sarebbe diventato suo compagno di squadra</strong>. Due svolte fondamentali nella stagione del Genoa che abbiamo paura a definirle sliding doors viste le pesante sanzioni annunciate verso chi utilizza parole straniere al posto di quelle italiane. E speriamo solo che il nostro amato Genoa non debba tornare a chiamarsi Genova come accadde dal 1929 al 1945.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il grande fascino del calcio sta proprio nel saper proporre belle storie come quella che ha per protagonista il portiere spagnolo. Contestato ad inizio stagione e ora <strong>uno dei grandi protagonista della volata del Genoa</strong> verso la serie A.<strong> Da queste colonne l'abbiamo sempre sostenuto</strong>, il suo non era un problema n&eacute; fisico n&eacute; tecnico. Semplicemente<strong> nel Lipsia era stato troppo tempo senza giocare</strong>, alle spalle di Gulacsi, il titolare della nazionale ungherese. Ed un portiere pu&ograve; lavorare sin che vuole durante la settimana, ma <strong>la tensione che bisogna gestire in partita non &egrave; allenabile</strong>. Martinez ha struttura fisica, personalit&agrave;, non ha paura di uscire anche quando l'area &egrave; affollata e non ha solo un buon piede ma vede le linee di passaggio come fosse un regista arretrato. Ha grande prospettiva, con lui <strong>un altro giocatore rossobl&ugrave; che ha davanti a s&eacute; un futuro ad altissimo livello &egrave; Dragusin</strong> che ha solo ventuno anni e incredibili margini di miglioramento.<strong> Pu&ograve; ripercorrere la strada di Skriniar,</strong> che aveva avuto un impatto traumatico col campionato italiano, ma che ora ha raggiunto una valutazione intorno ai 40 milioni. Altro giocatore da seguire con estremo interesse &egrave; <strong>Vogliacco</strong> che sta crescendo partita dopo partita. Per lui garantisce <strong>Mimmo Criscito</strong>. <em>&ldquo;E' fortissimo, far&agrave; sicuramente bene anche in serie A&rdquo;,</em> mi ha detto durante la festa al Little Club di qualche giorno fa.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Tra i due miracoli di Martinez sono passati solo tre mesi e sembra invece un passato lontanissimo</strong>. A Bari sedeva in panchina un <strong>allenatore definito ad interim</strong>, che cercava di rimettere insieme i cocci di quella che avrebbe dovuta essere una corazzata ma faticava a prendere le misure di un campionato per definizione molto complicato e che diventava ancor di pi&ugrave; ostico se affrontato con poche e confuse e senza il minimo senso di autocritic<strong>a. Con la Reggina &egrave; andato in campo un gruppo splendidamente coeso che vuole</strong>, fortissimamente vuole, centrare l'obiettivo e che per farlo profonde sudore, sangue e nasi rotti (vedi Bani). I <strong>numeri</strong> (e quelli, si sa, non mentono mai) sono l&igrave; a confermare lo straordinario lavoro di Gilardino. Sono sei le partite nelle quali la squadra rossobl&ugrave; non prende gol e<strong> l'ultimo a segnare a Martinez, a Modena, era stato Puscas...</strong> Il portiere spagnolo ha tenuto inviolata la sua porta <strong>14 volte sulle 23 partite giocate</strong>. Sessantanove erano i giorni di astinenza di <strong>Coda,</strong> un record negativo per uno come lui abituato a timbrare con grande regolarit&agrave;. E, considerato che siamo in tema di numeri, non va dimenticato questo: <strong>30.755</strong>. Sono gli <strong>spettatori</strong> (tra paganti e abbonati) presenti al <strong>Ferraris.</strong> E, con tutti il rispetto, l'avversario era la <strong>Reggina.</strong> Cosa succeder&agrave; quando al Ferraris verranno a giocare <strong>il Napoli, il Milan o la Juventus</strong>. Tutto questo quando &egrave; partito il progetto per un nuovo e modernissimo stadio da trentamila posti, ma che rischia di essere troppo piccolo per il ritrovato entusiasmo del popolo rossobl&ugrave;.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il Genoa, del resto &egrave; una costante di tutta la stagione, ha faticato a sbloccare il risultato. <strong>Gilardino</strong> ha elaborato una squadra molto equilibrata che copre bene in difesa e che non si trova mai inferiorit&agrave; numerica in mezzo al campo, ma riempie l'area avversaria con pochi giocatori.<strong> In occasione del gol il Genoa aveva due soli giocatori impegnati nella fase offensiva</strong>. <strong>Sturaro e Coda</strong> che ha fatto una magia, mandando la palla a baciare il palo interno della porta di Colombi. Diventa tutto pi&ugrave; semplice una volta passati in vantaggio e non solo perch&eacute; <strong>Gudmundsson,</strong> negli spazi si esalta e ha spunti irresistibili. Cos&igrave; il Genoa si &egrave; costruito tre clamorose occasioni per raddoppiare ed evitare di doversi, al 97', affidare a San Martinez. Ma <strong>Coda, Badelj e Vogliacco</strong> non sono riusciti a portare il colpo del ko.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ed &egrave; gi&agrave; da serie A la coreografia con stadio al buio ed il bagliore di migliaia di torce dei telefonini e tutti a cantare<strong> "Guasto d'amore"</strong> insieme a <strong>Bresh</strong> in maglia d'antan col<strong> il numero 2 di Vincenzo Torrente</strong> e sponsor Festival Crociere.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>(foto Pescatore/Tucci)</em></div>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, a Brescia il delitto perfetto di Gilardino: difesa solida e logica in campo]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[A Stadio Gol mi &egrave; toccata la prestigiosa sedia di Claudio Onofri, che era in missione a Brescia, e ho cercato di immedesimarmi nel grande guru rossobl&ugrave;,...]]></description>
			<pubDate>Sun, 19 Mar 2023 13:35:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>A Stadio Gol mi &egrave; toccata la prestigiosa sedia di Claudio Onofri,</strong> che era in missione a Brescia, e ho cercato di immedesimarmi nel grande guru rossobl&ugrave;, dispensando a piene mani ottimismo, buonismo e saggezza. A inizio trasmissione, al Genoa, che doveva ancora scendere in campo, mi sembrava banale chiedere soprattutto tanta pazienza perch&eacute; in serie B non esistono partite facili e diventa tutto pi&ugrave; complicato se per la foga di sbloccare il risultato disgraziatamente vai sotto. Il Genoa la pazienza l'ha avuta, meno chi seguiva la partita da casa e anche chi era in studio. Commenti negativi, anche feroci, alla fine del primo tempo. Eppure sul campo si stava verificando proprio quello che Gilardino aveva lucidamente studiato a tavolino. Dover fare a meno di Puscas, bloccato nel riscaldamento proprio come era capitato a Coda in occasione della partita con la Spal, ha poi ridotto ulteriormente il potenziale offensivo del Genoa. Puscas era stato fondamentale contro la Ternana, scattando a ripetizione per attaccare la profondit&agrave; aveva allungato la difesa avversaria creando spazi dove non solo si inseriva Gudmundsson ma anche centrocampisti e persino difensori. Salcedo &egrave; tecnico e scaltro in area di rigore a rubare il tempo ai difensori avversari, proprio com'&egrave; accaduto in occasione del gol che ha sbloccato il risultato, ma altre caratteristiche.</p>
<p><strong>Sul campo la partita &egrave; andata proprio come Gilardino voleva</strong> che andasse e la conferma viene dal fatto che le prime sostituzioni le ha effettuate al 66'. Il tecnico rossobl&ugrave; aveva pianificato il delitto perfetto: non prendere gol affidandosi ad una difesa che non fa passare uno spillo soprattutto per quanto riguarda il gioco aereo, riuscire a sbloccare il risultato e poi sfruttare le praterie che il Brescia avrebbe dovuto inevitabilmente concedere per cercare il pareggio. Il Genoa &egrave; andato di goleada anche avendo fuori Coda e Puscas, i suoi due centravanti. Chi aveva ironizzato sul termine corazzata sta incominciando a ricredersi: il Genoa ha la miglior difesa del campionato (19 gol al passivo come il Frosinone) e ci sta prendendo gusto a vincere di goleada. Bastava mettere in campo la squadra seguendo una logica e con ogni giocatore al posto giusto in base alle sue caratteristiche, invece che ritenere un criterio imprescindibile le proprie convinzioni tecnico-tattiche. Molti avvicinano Gilardino a Prandelli che, per tanti anni, &egrave; stato il suo allenatore alla Fiorentina, ma la ricerca continua della semplicit&agrave; lo avvicina molto a Bagnoli. Prendiamo le sostituzioni. Sono quelle che avrebbe fatto anche un tifoso seduto sul divano davanti alla tv: esce Jagiello ed entra Sturaro, esce Strootman ed entra Fendrup, esce Salcedo ed entra Ekuban. Non si recita a soggetto. E' tutto come da copione, forse senza lampi di fantasia, ma tutto estremamente efficace. Diffidare da allenatori che vogliono stupire con effetti speciali, a maggior ragione se non hai la capacit&agrave; per farlo. Di Scoglio e Gasperini ne capita uno ogni vent'anni. E allora, proprio come sosteneva l'Osvaldo, il calcio &egrave; soprattutto semplicit&agrave;.</p>
<p><strong>Siccome l'appetito vien mangiando, c'&egrave; chi si &egrave; messo in testa</strong> di fare la corsa sul Frosinone che ha ridotto sei i punti di vantaggio, &egrave; atteso da un calendario estremamente complicato e soprattutto c'&egrave; da capire come la squadra di Grosso reagir&agrave; al quel momento fisiologico di crisi che nel corso di una stagione, prima o poi, capita a tutti. Noi riteniamo invece fondamentale il fatto che il Genoa abbia la possibilit&agrave; di essere artefice del proprio destino: la serie A dipende solo ed esclusivamente da quello che faranno Sturaro e compagni, a prescindere dai risultati di Bari, Sudtirolo e compagnia varia.</p>
<p><strong>Ora, piuttosto, a destare preoccupazione &egrave; il ginocchio di Puscas.</strong> E' vero che alla ripresa del campionato dopo la sosta sar&agrave; di nuovo disponibile Coda, ma inevitabilmente avr&agrave; bisogno di tempo per arrivare al top della condizione. E poi con Puscas la squadra ha assimilato un modo di giocare che non potr&agrave; essere riproposto con Coda terminale offensivo. Ma Gilardino con calma e serenit&agrave; ha dimostrato di riuscire sempre a a trovare la soluzione giusta.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, un primo tempo perfetto e la porta ormai blindata. Per la Serie A è corsa a due col Bari]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-un-primo-tempo-perfetto-e-la-porta-ormai-blindata-per-la-serie-a-e-corsa-a-due-col-bari-54789</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Piano piano Gilardino &egrave; riuscito a togliere al Genoa tutti quei difetti che si portava dietro da inizio stagione. La palla gira veloce, l'area viene riempita con...]]></description>
			<pubDate>Mon, 13 Mar 2023 12:25:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Piano piano <strong>Gilardino &egrave; riuscito a togliere al Genoa tutti quei difetti che si portava dietro da inizio stagione</strong>. La palla gira veloce, l'area viene riempita con pi&ugrave; giocatori e i cross arrivano finalmente dal fondo e non pi&ugrave; &ldquo;alti e molli&rdquo; dalla trequarti. Con buona pace di tutti coloro i quali avevano ironizzato sul termine <strong>&ldquo;corazzata&rdquo;,</strong> con Gilardino, il <strong>precario</strong> che era stato assunto ad interim in attesa di capire come muoversi, ci sono i numeri a testimoniare la qualit&agrave; assoluta della squadra oltre che l'eccellente lavoro del tecnico. Perch&eacute;, come sosteneva il <strong>professor Scoglio,</strong> il calcio &egrave; matematica e i numeri non mentono mai. Da quando<strong> non c'&egrave; pi&ugrave; l'allenatore che se perdeva dava la colpa ai giocatori definendoli dilettanti,</strong> il Genoa ha ottenuto <strong>31 punti dei 42 disponibili,</strong> vincendo 9 partite su 14, pareggiandone 4 e perdendone una soltanto. <strong>Ha segnato 20 reti e ne ha subite soltanto 6</strong> (tenendo sempre la porta inviolata nelle 8 partite giocate a Marassi). E se, come recita un vecchia regola, i campionati si vincono non prendendo gol, <strong>il Genoa &egrave; sulla buona strada</strong>. Quella rossobl&ugrave; &egrave; la seconda miglior difesa del campionato, 19 gol subiti contro i 18 del Frosinone (27 le reti al passivo del Bari) che, poi, ha anche il miglior attacco (38 reti all'attivo contro le 26 del Genoa e le 45 del Bari).</p>
<p>Per qualcuno il Genoa contro la <strong>Ternana</strong> non ha <strong>brillato</strong> e, per carit&agrave;, nel calcio tutte le opinioni sono legittime. A nostro modestissimo parere, invece, il primo tempo del Genoa &egrave; stato semplicemente perfetto, tanto che <strong>persino Gilardino, solitamente sempre molto parco di complimenti, per una volta si &egrave; lasciato andar</strong><strong>e</strong>:<em> &ldquo;Quella dei primi quarantacinque minuti &egrave; stata assolutamente una delle nostre migliori prestazioni. Siamo stati bravi nel palleggio, a proporre gioco e a trovare soluzioni offensive. Cerchiamo di giocare pi&ugrave; in verticale, <strong>Puscas</strong> &egrave; stato efficace nell'allungare la difesa avversaria e i nostri centrocampisti sono stati pronti ad inserirsi negli spazi che si creavano. Il mestiere e la tecnica di <strong>Strootman</strong> e <strong>Sturaro</strong> sono determinanti. E <strong>Badelj,</strong> ora che sta bene, garantisce equilibrio e qualit&agrave; in fase di impostazione&rdquo;.</em></p>
<p>I pi&ugrave; bei complimenti sono arrivati da <strong>Lucarelli,</strong> l'allenatore avversario. Lui pure ha poi sottolineato lo straordinario lavoro di <strong>Puscas</strong> che ha &ldquo;strappato&rdquo; in avanti a ripetizione dando profondit&agrave; e mettendo in crisi la difesa avversaria<em>: &ldquo;Ci siamo abbassati perch&eacute; loro ci hanno fatto abbassare, se ti attaccano la profondit&agrave;, sei costretto a rinculare. Quando un avversario &egrave; pi&ugrave; forte bisogna essere corretti nel riconoscerlo. Il Genoa &egrave; una grande squadra e poi col pubblico che ha non gioca in dodici ma in tredici&rdquo;.</em></p>
<p>Nel secondo tempo pur soffrendo la Ternana, che ha attaccato molto ma senza mai tirare in porta, il Genoa si &egrave; visto annullare due gol (per netto fuorigioco quello di <strong>Puscas,</strong> per un fallo molto discutibile su <strong>Di Tacchio</strong> quello di <strong>Badelj)</strong> e ha avuto un'occasione clamorosa con <strong>Sturaro</strong> che, a dimostrazione di aver recuperato la migliore condizione, dopo aver vinto un duello di forza si &egrave; presentato solo davanti Iannarilli, molto bravo in uscita a chiudergli lo specchio della porta.</p>
<p>Non si pu&ograve; sorvolare sulla sconcertante prestazione dell'arbitro <strong>Camplone</strong> che a <strong>Marassi,</strong> senza coprirsi di gloria, aveva gi&agrave; diretto <strong>Genoa-Parma</strong> (3 a 3). Come abbiamo visto, i numeri non sono mai bugiardi e i soli 5 falli fischiati a favore del Genoa, che ha giocato un primo tempo tutto all'attacco, ed i 15 fischiati contro, valgono pi&ugrave; di qualunque commento. Pensate se lo stesso score ci fosse per un <strong>Milan-Bologna</strong> a San Siro o per uno <strong>Juventus-Monza</strong> all'Allianz?</p>
<p>Non ce ne voglia <strong>Skuhravy,</strong> che continua a ritenere il <strong>Sudtirol</strong> una mina cos&igrave; vagante da poter anche ambire alla promozione diretta, ma la lotta per il secondo posto &egrave; ormai circoscritta a <strong>Genoa</strong> e <strong>Bari.</strong> Con tre punti di vantaggio (di fatto quattro virt&ugrave; dello scontro diretto a favore), la squadra rossobl&ugrave; &egrave; pi&ugrave; che mai artefice del proprio destino. <strong>Sturaro</strong> e compagni sono attesi dall'insidiosissima trasferta di <strong>Brescia,</strong> poi la sosta permetter&agrave; di recuperare due pedine estremamente preziose come <strong>Coda</strong> e <strong>Aramu,</strong> consentendo a <strong>Gilardino</strong> maggiori soluzioni offensive. Ormai il 3-5-1-1, anche perch&eacute; interpretato alla perfezione, dovrebbe essere il modulo definitivo. Il <strong>Genoa</strong> ora &egrave; soprattutto squadra e <strong>Gilardino</strong> &egrave; riuscito a coinvolgere rendendoli protagonisti il maggior numero di giocatori. Qualcuno (inevitabile con le rose pletoriche del calcio moderno) &egrave; inevitabilmente finito ai margini. Vedi Yalcin e Dragus. Quanto a <strong>Matturro</strong> ha solo 18 anni e non era ancora pronto per un compito cos&igrave; impegnativo.</p>
<p><strong>L'ultima considerazione va fatta per i 27.524 spettatori del Ferraris</strong> (508 venivano da Terni) e non solo per il tifo col quale, come ha sottolineato Lucarelli, hanno trascinato la squadra. Emozionante e commovente &egrave; stato il religioso e assoluto silenzio con cui tutto lo stadio hanno partecipato al minuto di silenzio in ricordo delle<strong> vittime di Cutro</strong>. L'ennesima dimostrazione di grande umanit&agrave; e civilt&agrave; del popolo genoano.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, la prima vittoria da "corazzata" e la credibilità di Gilardino]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-la-prima-vittoria-da-corazzata-e-la-credibilita-di-gilardino-54641</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Alla vigilia quello con il Cosenza fanalino di coda veniva definito un match pieno di trappole, insidie e trabocchetti. Salvo poi, dopo il secco quattro a zero con il quale...]]></description>
			<pubDate>Tue, 07 Mar 2023 15:30:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla vigilia<strong> quello con il Cosenza fanalino di coda veniva definito un match pieno di trappole,</strong> insidie e trabocchetti. Salvo po<strong>i, dopo il secco quattro a zero</strong> con il quale &egrave; stata liquidata la squadra calabrese, che appena cinque giorni prima aveva ribaltato la <strong>Reggina</strong> nel <strong>derby,</strong> sostenere che era stata una <strong>vittoria agevole contro un avversario inesistente.</strong> A parte che nel calcio, non esistendo la controprova, tutte le opinioni sono rispettabili, non si possono negare due dati di fatto. <strong>Il Cittadella come valori non vale certo molto di pi&ugrave; del Cosenza eppure era venuto a Marassi a dare lezione di calcio</strong> ad una squadra che semplicemente non era una squadra ma undici calciatori che giocavano ognuno per conto suo. <strong>Secondo: l'autorevolezza col quale il Genoa, dopo il momentaneo sorpasso del Bari,</strong> si &egrave; ripreso il secondo posto &egrave; indice di quanto tutto il gruppo (chi gioca ma anche molti di quelli che vanno in panchina) sia ferocemente sul pezzo. Come ha dimostrato platealmente Strootman che non ha staccato la spina nemmeno sul quattro a zero e scaricava il suo furore agonistico con chiunque gli capitasse a tiro: avversari, compagni, arbitro.</p>
<p>Ci sono partite in cui, si dice, c'&egrave; tutto da perdere e niente da guadagnare e questa col <strong>Cosenza,</strong> dove il <strong>Genoa</strong> era solo obbligato a vincere, era apparentemente una di questa. Invece la perentoriet&agrave; con la quale <strong>Badelj</strong> e compagni si sono sbarazzati dell'avversario &egrave; stato un passo avanti importante per l'autostima di una squadra che sembra finalmente aver preso coscienza dei propri mezzi. E' stata la prima vittoria della stagione da <strong>&ldquo;corazzata&rdquo;,</strong> quella etichetta che al Genoa era stata appiccicata ad inizio stagione e che, considerati i risultati altalenanti, ad un certo punto veniva usata quasi per dileggio. Ma nulla accade per caso, se il Genoa riesce finalmente ad esprimersi appieno per quelle che sono le sue potenzialit&agrave;, &egrave; perch&eacute; ha un'organizzazione di gioco. C'&egrave; un modo di stare in campo che la squadra interpreta in maniera rigorosa perch&eacute; gli piace e lo condivide.</p>
<p><strong>Al Derby del Luned&igrave;</strong> c'&egrave; stato chi come <strong>Skuhravy</strong> e <strong>Nicolini,</strong> a inizio partita, ha espresso le proprie perplessit&agrave; sul fatto che, in quella che era una partita da vincere a tutti i costi, <strong>Gilardino</strong> non abbia schierato un altro attaccante a fianco di <strong>Puscas.</strong> Ma <strong>Coda</strong> e <strong>Aramu</strong> sono ko ed <strong>Ekuban</strong> &egrave; appena riemerso trai convocati dopo il lungo stop dovuto all'operazione al tendine. <strong>Salcedo</strong> &egrave; una carta da giocarsi da partita in corso, rimanevano cos&igrave; <strong>Yalcin</strong> e <strong>Dragus</strong> che evidentemente il tecnico non ritiene, quanto meno al momento, utili alla causa. Per&ograve;, proprio a conferma di un'organizzazione di gioco che sta crescendo partita dopo partita, il <strong>Genoa</strong> &egrave; riuscito ad attaccare l'area con diversi giocatori non lasciando pi&ugrave;, come accadeva in passato, il centravanti da solo in mezzo ad un nugolo difensori avversari.</p>
<p><strong>Certamente verr&agrave; anche il momento in cui il Genoa giocher&agrave; a due punte.</strong> Attenzione, per&ograve;, perch&eacute; qualcuno dovr&agrave; uscire e non sar&agrave; certamente Gudmundsson che schierato tra le linee ha spunti inarrestabili. E' possibile allora che si torni ad una difesa a quattro passando cos&igrave; dall'attuale 3-5-2 al 4-3-1-2.</p>
<p>Decider&agrave; <strong>Gilardino</strong> che la sua <strong>credibilit&agrave;</strong> se la sta costruendo partita dopo partita. Per lui parlano i numeri, ha fatto <strong>28 punti su i 39 disponibili nelle tredici partite della sua gestione</strong>: 8 vittorie, 4 pareggi ed una sola sconfitta. Il suo Genoa ha segnato 19 reti e ne ha subite 6 (tutte in trasferta). E i numeri dicono anche che <strong>Martinez</strong> ha pi&ugrave; del 50 per cento di clean sheet ovvero partite senza prendere gol (11 su su 20).</p>
<p><strong>Parma e Cagliari</strong> sono troppo distanti per ambire alla promozione diretta, ma eventualmente saranno bruttissimi clienti ai play off. Il <strong>Sudtirol</strong> &egrave; indietro di tre punti che virtualmente sono quattro a meno che non vinca con tre gol di scarto nella gara di ritorno a <strong>Bolzano.</strong> Ormai la lotta per il secondo posto &egrave; ristretta a <strong>Genoa</strong> e <strong>Bari.</strong> Un emozionante testa a testa che rischia di decidersi nello scontro diretto in programma al <strong>Ferraris</strong> all'ultima giornata di campionato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>(foto Genoa Cfc - Facebook)</em></p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Genoa, l'utile punto di Cagliari e la doppia occasione in casa per sigillare il secondo posto]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Raramente un pareggio, come quello ottenuto dal Genoa a Cagliari, &egrave; stato risultato pi&ugrave; utile. Con lo zero a zero alla Unipol Domus la squadra di Ranieri &egrave;...]]></description>
			<pubDate>Thu, 02 Mar 2023 13:35:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div><strong>Raramente un pareggio, come quello ottenuto dal Genoa a Cagliari, &egrave; stato risultato pi&ugrave; utile.</strong> Con lo zero a zero alla Unipol Domus la squadra di <strong>Ranieri</strong> &egrave; stata definitivamente <strong>tagliata fuori dalla lotta per il secondo posto</strong> e se ci mettiamo che la sera precedente il <strong>Parma</strong> si era fatto harakiri perdendo in casa col <strong>Pisa,</strong> le due squadre, che come organici erano quelle maggiormente da temere, ora possono ambire a raggiungere la promozione unicamente attraverso i<strong> play off.</strong> Una roulette russa dove le sei partecipanti si elimineranno colpo dopo colpo e l'unica sopravvissuta salir&agrave; in <strong>Serie A</strong>.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>A questo punto la lotta per il secondo posto dovrebbe essere un testa a testa tra <strong>Genoa</strong> e <strong>B</strong>ari che &egrave; dietro di un punto, ma &egrave; come se fossero due avendo i rossobl&ugrave; il vantaggio negli scontri diretti (quanto vale la parata all'ultimo secondo di <strong>Martinez</strong> su <strong>Salcedo</strong> che, ironia della sorta, ora si trova a benedire quella prodezza del portiere spagnolo). Anche se <strong>Skuhravy</strong> scommette sul <strong>Sud Tirol</strong> (al Derby e a We are Genoa non perde occasione per ribadirlo) la squadra altoatesina, nonostante il grande lavoro di <strong>Bisoli</strong> (l'ha presa ultima in classifica con zero punti dopo quattro partite) non sembra avere lo spessore tecnico per reggere sino alla fine. Senza contare che probabilmente la societ&agrave; non &egrave; pronta ad effettuare un ulteriore salto di categoria: lo stadio di <strong>Bolzano</strong> non &egrave; attrezzato per la serie A e dovrebbero cos&igrave; emigrare a <strong>Verona</strong> (154 chilometri di distanza). La <strong>Reggina</strong> &egrave; in caduta libera e deve venire a <strong>Marassi</strong> (in anticipo venerd&igrave; 31 marzo), il <strong>Pisa</strong> &egrave; 6 punti indietro ed &egrave; in svantaggio negli scontri diretti. Insomma, il rischio &egrave; che possa essere decisivo lo scontro diretto che si giocher&agrave; all'ultima di campionato al Ferraris.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Intanto il fatto che il <strong>Genoa</strong> sia artefice del proprio destino e non debba fare la corsa su nessuno &egrave; un punto di partenza fondamentale. Ora <strong>Badelj</strong> e compagni sono attesi da un<strong> doppio turno casalingo (Cosenza e Ternana)</strong> che potrebbe permettere di allungare sulle inseguitrici. Attenzione per&ograve; che, al di l&agrave; dell'abusato luogo comune, in Serie B non esistono davvero partite facile. Il <strong>Cosenza,</strong> dal 90' al 92', ha ribaltato il risultato con la Reg<strong>g</strong>ina e ha scoperto un giovanissimo uomo gol, <strong>Marco Nasti</strong> (in prestito dal Milan). La <strong>Ternana</strong> ha ritrovato <strong>Lucarelli</strong> e col suo conducator in panchina ha fatto tremare il <strong>Palermo</strong> alla Favorita. Servono sei punti, ma per vincere occorre fare gol e abbiamo visto invece come il Genoa, che pu&ograve; contare su una difesa d'acciaio, faccia grande fatica in fase offensiva, soprattutto quando si tratta di sbloccare il risultato. Si vive sulle fiammate di <strong>Gudmundsson,</strong> che per&ograve; a Cagliari si &egrave; acceso poco. E anche in Sardegna il Genoa ha tirato pochissimo in porta: una conclusione di <strong>Puscas</strong> nel primo tempo ed una di Gudmundsson nella ripresa. Anche se l'occasione migliore &egrave; quella che &egrave; capitata a <strong>Sabelli.</strong> Si &egrave; fatto murare da un difensore dopo aver tentato un improbabile dribbling a rientrare, finendo per ritrovarsi la palla sul sinistro, invece che servire <strong>Salcedo</strong> che aveva preso posizione a centro area.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il punto di <strong>Cagliari,</strong> oltre ad essere utilissimo, ha confermato quando <strong>Gilardino</strong> sia veloce nel leggere le partite e anche ad ammettere, senza presunzione, i suoi errori. Dopo essere stato costretto a rinunciare a Bani, ha ritenuto di cambiare quell'assetto tattico <strong>(3-5-2)</strong> che nel primo tempo aveva funzionato ottimamente contro quella che era l'unica soluzione offensiva del Cagliari: il lancio lungo. Vogliacco si staccava, come il libero di una volta, e assicurava l'adeguata protezione a <strong>Bani</strong> e <strong>Dragusin.</strong> Passando a quattro i difensori erano come i trapezisti del circo senza rete e hanno rischiato due volte di sfracellarsi a terra (clamoroso il quasi rigore di Sabelli e subito dopo c'&egrave; stata un'altra punizione dal limite con ammonizione questa volta ai danni di <strong>Vogliacco</strong>). Ma, senza l'ostinazione teutonica di chi &egrave; pronto ad andare a sbattere contro un muro pur di dimostrare di avere ragione, Gilardino &egrave; subito ritornato sui suoi passi, inserendo Haps a sinistra e portando <strong>Criscito</strong> a fare il centrale di sinistra della difesa a tre.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il Genoa, dunque, torna da Cagliari con un punto preziosissimo e con la convinzione di poter centrare la promozione diretta. Certo, soprattutto ora che ci sono diversi infortunati, aumenta il rammarico di non aver saputo sfruttare adeguatamente il mercato di gennaio. Maturro non entra nemmeno quando non ci sono pi&ugrave; difensori a disposizione ed il contributo di <strong>Dragus</strong> al momento &egrave; stato nullo. A fine mese, alla ripresa del campionato dopo la sosta, per&ograve; oltre a <strong>Coda</strong> ed <strong>Aramu</strong> potrebbe essere nuovamente disponibile <strong>Ekuban</strong> dopo l'operazione al tendine. Generoso e forte fisicamente <strong>in Serie B pu&ograve; fare la differenza.</strong></div>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, i millennials di Gilardino: Dragusin, Lipani e Salcedo scardinano le resistenze della Spal]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[La prima vittoria della stagione con tre gol di scarto rischia di non rendere l'idea della difficolt&agrave; che il Genoa ha incontrato per superare una Spal modesta, ma molto...]]></description>
			<pubDate>Sun, 26 Feb 2023 13:35:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La prima vittoria della stagione con tre gol di scarto rischia di non rendere l'idea della difficolt&agrave; che il <strong>Genoa</strong> ha incontrato per superare una <strong>Spal</strong> modesta, ma molto chiusa e poco propensa a concedere spazi. Del resto, quando attacchi l'area con due soli giocatori (Puscas e Jagiello) e ti trovi sei avversari a difendere, la contesa non pu&ograve; che essere impari. In organico mancano giocatori che accompagnino l'azione e si inseriscano senza palla, <strong>Gudmundsson</strong> (ieri a tratti incontenibile), cos&igrave; come pure Aramu, in area predilige andarci palla al piede, e i centrocampisti (ad eccezione di <strong>Jagiello</strong>) proprio non ci vanno. Cos&igrave;, nonostante la squadra di Gilardino abbia da subito impresso al match una buona intensit&agrave; e girasse la palla in modo veloce, diventa inevitabile fare fatica a sbloccare il risultato. Nonostante la qualit&agrave; del gioco sia lievitata, le difficolt&agrave; sono le stesse di inizio stagione quando a Marassi il Genoa ha inanellato una lunga serie di pareggi. La differenza la fanno le palle inattive. Con Blessin si era arrivati ad un centinaio di calci d'angolo senza cavare un ragno dal buco, adesso sono due partite di fila che <strong>Dragusin</strong> non solo si permette di annullare il centravanti avversario ma va di testa a sbloccare il risultato su calcio d'angolo. Evidentemente sta dando i suoi frutti, il lavoro di Alex Clapham, l'inglese che, reduce dell'esperienza coi brasiliani del Vasco da Gama, i 777 a fine novembre avevano affiancato a Blessin, dopo aver constatato come non venivano sfruttati a dovere corner e calci di punizione, che, secondo le statistiche, dovrebbero originare oltre il 60 per cento delle segnature di una squadra.</p>
<p>Sul piatto della bilancia il Genoa di <strong>Gilardino</strong> mette anche uno spirito di squadra ed una coesione del gruppo che prima latitavano. L'esempio viene dai pi&ugrave; anziani, giocatori con grandi carriere alle spalle ma ancora con la voglia di essere determinanti e di fare da punto di riferimento per i pi&ugrave; giovani. Non a caso, a fine partita, Gilardino ha voluto fare un elogio speciale proprio a loro tre: &ldquo;Milan, Kevin e Stefano&rdquo;. Sono l'anima della squadra. Badelj, 55 presenze con la nazionale croata, nel 2018 &egrave; stato vicecampione del mondo, Strootman, 48 presenze con la nazionale olandese, &egrave; stato il pi&ugrave; giovane capitano nella storia degli orange, e Sturaro, che non giocava una partita intera praticamente da un anno (Genoa-Torino il 18 marzo 2022) con la Juventus ha vinto 4 scudetti, 4 Coppe Italia. Nonostante acciacchi assortiti hanno ancora voglia di combattere e di gettare il cuore oltre l'ostacolo come dimostrano, al 92', i 40 metri di scatto di Strootman per offrire una soluzione di passaggio a Gudmundsson in occasione del secondo gol. Una corsa che, oltre a fruttare la rete della sicurezza, &egrave; anche pregna di significati. Se Frendrup non fosse stato messo ko da un attacco gastrointestinale per l'olandese sarebbe stata la terza panchina di fila, ma tutte accettate con una professionalit&agrave; straordinaria.</p>
<p>Il sabato di <strong>Marassi</strong>, oltre ai tre grandi vecchi, ha portato alla ribalta anche due giovanissimi: <strong>Eddie Salcedo </strong>e <strong>Luca Lipani</strong>, cresciuti grazie alla sapiente supervisione di Michele Sbravati in quella che era la mitica cantera Barabino &amp; Partners alla Sciorba e che, un bel giorno, Enrico Preziosi decise di chiudere senza che se ne siano mai comprese appieno le ragioni. Salcedo nella gerarchie del fantasista di scorta da utilizzare a partita in corsa, ha scalzato Yalcin e Dragus ovvero un acquisto inutile ed uno che rischia di esserlo. Per Eddie, nato a Sestri Ponente da genitori colombiani e che il Genoa aveva prelevato dai pulcini del Merlino Circolo 8 Marzo, &egrave; come vivere una favola: &ldquo;Il gol sotto la Nord lo sognavo da quando ero un bambino&rdquo;. E per una volta si pu&ograve; allora giustificare il cartellino giallo per la maglia levata e lanciata in cielo.</p>
<p>A detta di molti, compreso Mancini, il ct della Nazionale,<strong> Lipani</strong> &egrave; un predestinato. Gilardino, che lo conosce bene avendolo allenato nella Primavera, non vedeva l'ora di farlo esordire. Stava entrando gi&agrave; nella partita col Palermo, ma l'arbitro ha fischiato la fine prima. Contro la Spal, a conferma di quanto lo stimi, l'ha buttato nella mischia al posto di Badelj, il giocatore che d&agrave; equilibrio a tutta la squadra, quando il risultato era ancora in bilico.</p>
<p>Nemmeno il tempo di gustarsi la vittoria che Gilardino &egrave; gi&agrave; con la testa a cuocere per preparare la trasferta di<strong> Cagliari</strong>. Una partita importantissima, non perdere vorrebbe dire mantenere un margine di sicurezza pi&ugrave; che rassicurante sulla squadra di Raineri che, insieme al Parma, resta come organico l'avversario pi&ugrave; attrezzato.</p>
<p><em><strong>(Credits foto: Pagina Facebook Genoa CFC)</strong></em></p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, l'obbligo della media inglese e la logica delle staffette Coda-Puscas]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-l-obbligo-della-media-inglese-e-la-logica-delle-staffette-coda-puscas-54226</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Il mercato di gennaio non ha impresso quella svolta che poteva permettere al Genoa di inserire il turbo. Serviva un attaccante con le caratteristiche di Lasagna capace di dare...]]></description>
			<pubDate>Mon, 20 Feb 2023 14:30:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il mercato di gennaio non ha impresso quella svolta che poteva permettere al Genoa di inserire il turbo.</strong> Serviva un attaccante con le caratteristiche di <strong>Lasagna</strong> capace di dare profondit&agrave; e attaccare gli spazi e che ieri, con il <strong>Modena</strong> costretto a scoprirsi per rimontare il gol sub&igrave;to, avrebbe potuto essere devastante. Il <strong>Genoa</strong> in<strong> Serie A</strong> ci arriver&agrave; ma passettino dopo passettino, ormai &egrave; acclarato che non sar&agrave; una marcia trionfale. Ed &egrave; in quest'ottica che si deve ragione. Il punto di Modena, anche se ha lasciato molti rammarichi, va allora considerato estremamente positivo.</p>
<p>La squadra rossobl&ugrave; stava addirittura rischiando di perdere una partita che si era messa subito in discesa. Il gol di <strong>Dragusin,</strong> dopo appena sei minuti, ha illuso che il pi&ugrave; fosse fatto i tremila tifosi che erano a <strong>Modena,</strong> quelli a casa davanti alla tiv&ugrave; ma forse anche la squadra in campo. In fondo il Genoa ha sempre fatto fatica a sbloccarlo il risultato, ma non a difenderlo. Quando in porta hai <strong>Martinez,</strong> che ormai &egrave; una sicurezza, e davanti a lui due gladiatori come <strong>Bani</strong> e <strong>Dragusin,</strong> la convinzione (errata) &egrave; stata che quel golletto te lo potevi portare sino alla fine. Un meccanismo mentale inconscio pericolosissimo, non si &egrave; cercato il secondo gol e si &egrave; permesso al Modena di prendere coraggio e campo.</p>
<p>Qualcuno ha attaccato <strong>Gilardino</strong> perch&eacute; &egrave; partito con <strong>Coda</strong> in panchina, per&ograve; quando gioca dall'inizio c'&egrave; chi critica il tecnico genoano perch&eacute; non punta su <strong>Puscas.</strong> Ma ci sta che provi a coinvolgere il maggior numero di giocatori, facendoli sentire tutti potenziali titolari. La cosa curiosa semmai &egrave; che chi dei entri partendo dalla panchina giochi sempre meglio di chi si era inizialmente guadagnato la fiducia del tecnico. E' successo con <strong>Coda</strong> (gol a <strong>Venezia</strong> e assist per <strong>Bani</strong> a <strong>Modena</strong> da subentrante) e per <strong>Puscas</strong> (gol a <strong>Benevento</strong> e assist per <strong>Jagiello</strong> col <strong>Palermo</strong> da subentrante). Anche se non sempre il campo dice che si sono rivelate azzeccate, le scelte di <strong>Gilardino</strong> hanno sempre e comunque una loro logica. Fa eccezione l'eccessivo credito che sta continuando a dare a Yalcin che sicuramente avr&agrave; grandi qualit&agrave; ma al momento risultano totalmente inespresse. Cos&igrave; impalpabile per i 27 minuti (recupero compreso) in cui &egrave; rimasto in campo da vanificare di fatto la superiorit&agrave; numerica che si era venuta a creare dopo l'espulsione di <strong>Oukhadda.</strong></p>
<p>La politica dei piccoli passi non pu&ograve; per&ograve; prescindere dalla vittoria sabato contro la <strong>Spal,</strong> anche perch&eacute; nel successivo turno infrasettimanale ci sar&agrave; la madre di tutte le partite: lo scontro diretto di <strong>Cagliari.</strong> Inutile girarci intorno, &egrave; la squadra sarda il grande competitor per il secondo posto. Ha qualit&agrave; importanti ed un allenatore di straordinaria esperienza. Vincere sabato e non perdere mercoled&igrave; lo scontro diretto vorrebbe dire tenere a sette punti il rivale pi&ugrave; pericoloso. Un margine di sicurezza importante quando mancherebbero undici giornate al termine del campionato.</p>
<p>Battere la <strong>Spal,</strong> una squadra allestita per lottare per la promozione e che si trova invece in piena zona retrocessione, &egrave; il primo step e non sar&agrave; semplicissimo. <strong>Oddo,</strong> un altro campione del mondo del 2006 come <strong>Gilardino,</strong> ha preso il posto di <strong>De Rossi</strong> e in casa contro il <strong>Como</strong> non &egrave; andato oltre il pareggio. Una rosa pletorica (tra gli altri <strong>Nainggolan</strong> e gli ex rossobl&ugrave; <strong>Fetfatzidis,</strong> <strong>Pepito Rossi e Zuculini</strong>) con tanti giocatori acciaccati o fuori condizione, ma l'errore pi&ugrave; grande sarebbe sottovalutarli.</p>
<p>Anche perch&eacute; adesso il Genoa &egrave; condannato a rispettare la media inglese: vincere in casa (7 partite) e pareggiare in trasferta (6 partite). Vorrebbero dire 27 punti che sommati agli attuali 43 fa 70 punti. <strong>Ovvero Serie A garantita.</strong></p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, la difesa continua a essere una sicurezza. Sturaro e Badelj imprescindibili per Gilardino]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-la-difesa-continua-a-essere-una-sicurezza-sturaro-e-badelj-imprescindibili-per-gilardino-54020</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Un sabato da leoni per i tifosi genoani che, forti dei tre punti presi a spese del Palermo la sera precedente, si sono permessi il lusso di seguire le partite in programma come...]]></description>
			<pubDate>Sun, 12 Feb 2023 17:55:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un sabato da leoni per i tifosi genoani che, forti dei tre punti presi a spese del Palermo la sera precedente, si sono permessi il lusso di seguire le partite in programma come chi ha solo da guadagnare perch&eacute; le avversarie dirette erano state messe nelle condizioni di fare risultato a tutti i costi. Ed &egrave; andata pi&ugrave; che bene. Hanno vinto il Frosinone, che ormai sembra fare corsa a s&eacute; (ma &egrave; fisiologico che un momento di flessione in un campionato capiti a tutti), ed il Cagliari, soffrendo ed inferiorit&agrave; numerica, ma la Reggina ha perso la quarta partita su cinque, il Sudtirol &egrave; stato bloccato in casa dal Como, mentre Ternana e Parma hanno pareggiato lo scontro diretto. Il vantaggio del Genoa sulle pi&ugrave; immediate inseguitrici &egrave; salito a quattro punti e dunque il secondo posto sarebbe salvo anche nella malaugurata e bizzarra ipotesi di una penalizzazione per aver adottato un percorso previsto dal Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza. Resta da comprendere (o forse si comprende benissimo) perch&eacute; il sistema calcio stia provando a mettere i bastoni tra le ruote ad una delle poche realt&agrave; che, invece dei soliti maneggi, ha portato soldi veri. Novantadue sono i milioni di euro che i 777 hanno speso per il Genoa. E non c'&egrave; giorno che in sede non arrivi un decreto ingiuntivo. Antichi creditori (soprattutto procuratori) che si fanno avanti, sapendo che adesso la societ&agrave; rossobl&ugrave; &egrave; in grado di far fronte agli impegni.</p>
<p>La vittoria col Palermo, squadra organizzata e con alcune eccellenti (per la categoria) individualit&agrave;, ha confermato che il Genoa non pu&ograve; fare a meno di Badelj che sar&agrave; anche al 50 per cento ma ha cos&igrave; tanto fosforo da potersi permettere di andare piano. Era stato criticato anche a Benevento, l'unica partita dalla ripresa del campionato dopo la sosta natalizia, in cui il Genoa si era reso protagonista di un'ottima prestazione (almeno relativamente al primo tempo). Ma non era una contraddizione sostenere che se una squadra aveva giocato bene il suo regista era stato invece insufficiente? Il croato &egrave; l'unico giocatore in rosa che veda il gioco, sappia dettare i tempi e giochi in verticale. Mettere Strootman a fare quel lavoro vorrebbe anche dire rendere un cattivo servizio all'olandese.</p>
<p>Ma venerd&igrave; ci sono state anche altre conferma. A cominciare dall'importanza di Sturaro che &egrave; l'anima della squadra. Uno che non tira mai indietro la gamba e sa essere trainante per i compagni. Non &egrave; un caso che il celebre gegenpressing di herr Blessin si sia sgonfiato come un palloncino una volta che non c'era pi&ugrave; il furore agonistico di Sturaro a stimolare i compagni ad andare a caccia del pallone.</p>
<p>Altra conferma la solidit&agrave; del reparto arretrato. Soltanto 17 i gol subiti (soltanto il Frosinone con 13 ha fatto meglio, al terzo posto ci sono Reggina e Cagliari con 24 reti al passivo). Bani &egrave; un gigante, Dragusin cresce partita dopo partita e Martinez da tempo ormai da brutto anatroccolo si &egrave; trasformato in cigno. Proprio vero che il calcio vive di sliding doors. Se Semper, prima di Bari, non fosse stato messo ko da un attacco influenzale, Martinez per il Genoa era considerarsi perso. Tranquillizziamo i tifosi rossobl&ugrave; che temono, a fine stagione, il ritorno del portiere spagnolo al Lipsia. E' in prestito ma c'&egrave; una clausola che prevede l'obbligo di riscatto da parte del Genoa in caso di promozione in serie A.</p>
<p>Un'altra conferma, questa volta in negativo &egrave; arrivata da Coda. E' sicuramente presto per affermare che sia arrivato ai&hellip;. Titoli di Coda, ma &egrave; certamente ben lontano dal bomber che sino allo scorso anno segnava carrettate di gol. Che sia l'ombra di s&eacute; stesso Gilardino, che di mestiere faceva il centravanti ed ha vinto anche un Mondiale, se n'&egrave; accorto. Nel big match di Bari l'aveva tenuto inizialmente in panchina e anche col Venezia, alla ripresa del campionato, Coda era rimasto inizialmente fuori per poi per&ograve; risultare decisivo. Erano i giorni in cui sembrava destinato ad essere ceduto al Benevento e la societ&agrave; aveva infatti chiuso per Henry. Altra sliding doors: il centravanti francese del Verona si rompe il crociato, salta l'acquisto e di conseguenza anche la cessione di Coda che da grande professionista a Benevento va in campo da titolare e segna il gol che sblocca il risultato (il raddoppio a due secondi dal fischio finale &egrave; di Puscas). Gilardino le sta provando tutte per recuperarlo, ma non &egrave; da escludere che domenica a Modena parta titolare Puscas che sta bene fisicamente ed &egrave; super reattivo.</p>
<p>Trasferta delicatissima quella di Modena contro un avversario in ripresa e che all'andata, pur perdendo, aveva dimostrato buone trame di gioco. Ma al seguito del Grifone ci sar&agrave; la solita invasione di tifosi al seguito. Quelli per i quali il Genoa &egrave; &ldquo;un guasto d'amore&rdquo;.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa versione Blessin: un incubo. I nuovi non fanno la differenza, ma Gila non scarica la squadra]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Un incubo: &egrave; tornato Blessin! Purtroppo, per&ograve;, non &egrave; un brutto sogno. Il problema non &egrave; la prima sconfitta nelle otto partite della gestione...]]></description>
			<pubDate>Mon, 06 Feb 2023 11:40:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un incubo: &egrave; tornato Blessin!</strong> Purtroppo, per&ograve;, non &egrave; un brutto sogno. <strong>Il problema non &egrave; la prima sconfitta</strong> nelle otto partite <strong>della gestione Gilardino</strong>, ma <strong>un'involuzione</strong> a livello di gioco, iniziata gi&agrave; nella partita col <strong>Venezia,</strong> che ha portato<strong> il Genoa ad uscire da Parma senza aver effettuato nemmeno un tiro nello specchio della porta.</strong> Nessun movimento senza palla, nessuna sovrapposizione sulle fasce, nessuno che salti l'uomo e crei situazione di superiorit&agrave; numerica, un'infinit&agrave; di sterili passaggetti in orizzontale: insomma, quanto di peggio si era visto quando in panchina c'era il profeta del gegenpressing. L'unica differenza &egrave; nello stile con il quale i due allenatori si sono presentati in conferenza stampa. <strong>Dopo Perugia, Blessin aveva scaricato tutte le colpe sulla squadra:</strong> <em>&ldquo;I miei giocatori sembrano dei dilettanti&rdquo;</em>.<strong> Gilardino invece si &egrave; assunto tutte le responsabilit&agrave;:</strong> <em>&ldquo;La colpa &egrave; solo mia. Ho sbagliato a preparare la partita, evidentemente non sono riuscito a trasmettere ai miei giocatori quello che volevo da loro me&rdquo;.</em></p>
<p>Nonostante la sconfitta il Genoa resta secondo, ma se la <strong>Reggina</strong> &egrave; in piena crisi (tre sconfitte nelle ultime quattro partite), si stanno pericolosamente rifacendo sotto squadre importanti come <strong>Palermo</strong> e <strong>Parma</strong> che sembravano tagliate fuori dalla possibilit&agrave; di centrare la promozione senza passare dalla roulette russa dei play off (su sei squadre ne sopravviver&agrave; solo una). E in corsa resta sempre anche il <strong>Cagliari,</strong> anche se <strong>Ranieri</strong> non ha portato quel cambio di passo che il presidente <strong>Giulini</strong> si sarebbe augurato.</p>
<p>Inevitabile, dopo la sconfitta di Parma, chiedersi se sia stata sfruttata al meglio l'opportunit&agrave; di un mercato che avrebbe consentito di mettere un paio di tasselli determinanti. Sono arrivati cinque giocatori <strong>(Haps, Criscito, Maturro, Salcedo e Dragus)</strong>, ma chi tra loro &egrave; in grado di fare davvero la differenza? <strong>Lasagna</strong> era il giocatore che poteva spostare davvero gli equilibri.<em> &ldquo;La colpa &egrave; nostra se la trattativa non &egrave; andata in porto, loro ci hanno effettivamente provato sino all'ultimo&rdquo;,</em> ammette <strong>Francesco Marroccu, direttore generale del Verona ed ex Genoa</strong>. Il club era disposto a pagare al <strong>Verona</strong> il valore di ammortamento, dunque pi&ugrave; del prezzo di mercato. <em>&ldquo;Noi</em> &ndash; spiega Marroccu &ndash; <em>se l'avessimo ceduto al reale valore commerciale attuale avremmo realizzato una minusvalenza che a bilancio non ci saremmo potuti permettere&rdquo;</em>. Ma a fare saltare l'affare &egrave; saltato l'improvviso dietrofront della <strong>Salernitana.</strong> Non ha pi&ugrave; ceduto <strong>Bonazzoli</strong> al Verona che a quel punto si &egrave; visto costretto a bloccare il trasferimento di Lasagna.</p>
<p>Il velocissimo attaccante del Verona avrebbe potuto fare la differenza, anche perch&eacute; come caratteristiche sarebbe stato la spalla ideale di <strong>Coda</strong> ed eventualmente anche di <strong>Puscas.</strong> Ma c'erano anche altre soluzioni, per esempio Joao Pedro e Caprari). Certo tutti giocatori dai costi importanti, ma la <strong>serie A</strong>, proprio come ribadito pi&ugrave; volte dai <strong>777,</strong> ha un valore inestimabile economico ed anche sportivo. Per definire la trattativa che poteva dare al Genoa una spinta in pi&ugrave; verso la seria A era importante non ridursi all'ultimo giorno, anche perch&eacute; in questo modo si sono chiuse le porte a tutte le possibili soluzioni alternative. Resta allora da capire se le due famose anime della societ&agrave; siano riuscite a trovare una linea condivisa. Ed &egrave; significativo che <strong>Blessin,</strong> dopo l'intervista al quotidiano tedesco<strong> T-online</strong> <em>(&ldquo;il presidente voleva un allenatore italiano, ha costantemente esercitato pressioni e spingeva per cambiare allenatore&rdquo;)</em>, non sia ancora stato <strong>multato.</strong> La libert&agrave; di pensiero ed espressione &egrave; un fondamento imprescindibile della societ&agrave; civile, ma in una societ&agrave; di calcio non funziona cos&igrave;. Un tesserato prima di rilasciare dichiarazioni deve chiedere l'autorizzazione e non ci sono precedenti di un allenatore che abbia sparato a zero sul proprio presidente senza conseguenze. <em>&ldquo;Ha semplice detto ci&ograve; che sentiva&rdquo;</em>, ha tagliato corto <strong>Spors, il suo pigmalione.</strong></p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, problema corsie esterne e il sacrificio di Aramu e Gudmundsson: ma Gilardino si prende il secondo posto]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Il Grifone vola primo in classifica con Bresh ed il suo &ldquo;Guasto d'amore&rdquo; e, per quanto riguarda il campo, &egrave; secondo da solo in un campionato complicato come...]]></description>
			<pubDate>Mon, 30 Jan 2023 11:40:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div><strong>Il Grifone vola primo in classifica con Bresh ed il suo &ldquo;Guasto d'amore&rdquo;</strong> e, per quanto riguarda il campo, &egrave; secondo da solo in un campionato complicato come quello di serie B dove cadono Reggina e Bari e dove &egrave; addirittura fuori dai play off il Parma che sulla carta ha forse l'organico pi&ugrave; qualitativo del campionato cadetto. Giocatori come Vazquez (140 presenze nel Siviglia), l'ex Ansaldi, Dennis Man e Mihaila sono decisamente fuori categoria. Proprio la squadra emiliana sar&agrave; il prossimo avversario del Genoa, una trasferta difficilissima, ma la strada imboccata da Gilardino sembra quella giusta nonostante col Pisa il primo tempo sia stato decisamente sottotono.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Gilardino, non avendo avuto il precampionato a disposizione,</strong> certe situazioni ha modo di testarle unicamente in campionato o in Coppa Italia come a Roma quando ha avuto conferma che il futuro della squadra non poteva prescindere dalla difesa a tre. Ha provato a far convivere Badelj, che &egrave; l'unico regista di ruolo in rosa, e Strootman che per&ograve; in questo momento vanno troppo piano (soprattutto il croato) per poter pensare ad utilizzarli in coppia. L'unico modo per farli giocare assieme era passare al 3-5-2 con un altro esperimento quello di Coda e Puscas in campo dall'inizio. In questo modo si &egrave; per&ograve; precluso la possibilit&agrave; di ricorrere a quel jolly che gli aveva fatto vincere sia la partita col Venezia che quella di Benevento ovvero sostituire in corsa il centravanti titolare e buttare nella mischia quello rimasto in panchina che risulter&agrave; poi l'uomo del match (Coda col Venezia e Puscas a Benevento). <em>&ldquo;Si possono schierare contemporaneamente due attaccanti d'area di rigore </em>&ndash; ha sottolineato Skuhravy domenica sera a We are Genoa<em> &ndash; ma devi rifornirli con continui cross dalla fasce. Allo Sparta Praga, prima di venire in Italia, giocavo insieme ad un attaccante che aveva la mia stessa struttura fisica. E insieme abbiamo fatto valanghe di gol, per&ograve; in area piovevano cross a raffica&rdquo;.</em></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>E' l'annoso problema di inizio stagione: il Genoa sulle corsie esterne</strong> &egrave; praticamente inesistente. Tra l'altro il 3-5-2 impone giocatori che coprano l'intera fascia. Compito in questo momento improponibile per l'involutissimo Hefti, ma anche per Criscito che a 36 anni compiuti conserva sempre un piede mancino educatissimo ma al quale non si pu&ograve; certo chiedere di andare su e gi&ugrave; come quando era un giovanotto.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Gilardino, che, come avevamo visto anche in passato,</strong> le partite le sa leggere lucidamente, ha corretto in corsa l'assetto tattico della sua squadra e il Genoa ha cominciato a prendere campo anche prima che il Pisa rimanesse in dieci. Il sacrificio iniziale di Gudmundsson, pur riconoscendo al Gila l'apprezzabile tentativo di far sentire tutti titolari e avere cos&igrave; un gruppo di 16-17 giocatori sempre sulla corda, &egrave; stato forzato. E' l'unico in grado di sparigliare, saltando l'uomo e creando una situazione di superiorit&agrave; numerica. Difficile rinunciare ad un giocatore cos&igrave;, al punto che si era addirittura sparsa la voce (infondata) che avevo un attacco febbrile alla vigilia della partita. E anche Aramu, pur nella sua discontinuit&agrave;, ha un sinistro prezioso, se non altro calcia corner e punizioni come da manuale. Quando si &egrave; trattato di togliere uno dei due centravanti, Gilardino ha sacrificato Puscas, ma Coda davvero non era in giornata e nel finale ha indispettito tutti (compagni compresi) calciando da tutte le posizione e non prendendo mai la porta.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Sulla classifica del Genoa, come sappiamo pende la spada di Damocle</strong> di una possibile penalizzazione. Due punti? Un punto? O soltanto una forte multa come nella convinzione del club rossobl&ugrave;? Il Genoa ha presentato un piano di ristrutturazione del debito secondo una legge recentissima (&egrave; stata pubblica sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 15 luglio) ed &egrave; in attesa che il Tribunale omologhi il percorso indicato dalla societ&agrave; rossobl&ugrave;. Nel caso dovesse accettato, poi &egrave; complicato che una giustizia domestica come quella della Figc si possa sostituire a quella dello Stato. Il problema di fondo &egrave; per&ograve; un altro. La Federazione era al corrente della strategia del Genoa e non ha mai mosso obiezioni, poi per&ograve;, all'improvviso, qualcuno ha fatto avere ad un quotidiano sportivo carte che avrebbe dovuto essere secretate. E in societ&agrave; hanno parecchi sospetti su chi sia stato il mandante. A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca..</div>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, la (giusta) fretta di Martinez e l'abilità di Gilardino nel gestire i centravanti]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Quando, proprio all'inizio dell'ultimo minuto di recupero, Martinez si &egrave; affrettato a rimettere in gioco il pallone dagli studi di Telenord, con tutta la banda di Diretta...]]></description>
			<pubDate>Mon, 23 Jan 2023 12:20:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Quando, proprio <strong>all'inizio dell'ultimo minuto di recupero, Martinez si &egrave; affrettato a rimettere in gioco</strong> il pallone dagli studi di Telenord, con tutta la banda di Diretta Gol, da vecchio genoano, che partite al 94' ne ha perse tante ma vinte davvero poche, ho urlato: <strong>&ldquo;Ma che fretta hai!!!&rdquo;.</strong> Temevo la grande beffa. Quella partita, che <strong>Badelj</strong> e compagni avevano stradominato per tutto il primo tempo, avevo paura di perderla e mi tenevo stretto il pareggio. Ma senza la rapidit&agrave; di <strong>Martinez</strong> nell'effettuare la rimessa dal fondo, il gol di <strong>Puscas</strong> (minuto 93 e 58 secondi) non ci sarebbe stato, l'arbitro avrebbe fischiato la fine prima. Faccio pubblica ammenda. Ha avuto ragione <strong>Martinez</strong> che, dopo un avvio incerto si &egrave; ripreso alla grande e non riesco a dimenticare le lacrime di <strong>Bari</strong> che confermano quanto complicato debba essere stato ritrovare lo stato di forma, soprattutto mentale, che l'aveva portato addirittura alla nazionale spagnola. Ma soprattutto ha avuto ragione <strong>Gilardino</strong> che, oltre a ricompattare il gruppo e a liberare testa e muscoli dei giocatori portando nello spogliatoio una ventata di salutare freschezza e serenit&agrave;, ha dato alla squadra una mentalit&agrave; vincente indispensabile a chi gioca per ottenere la promozione diretta senza passare dalla roulette russa dei play off. Il Genoa di <strong>Blessin</strong> in <strong>serie A</strong> si era specializzato a non far giocare gli avversari e, volenti o nolenti, &egrave; con la stessa mentalit&agrave; che aveva approcciato il campionato cadetto, tanto che i gol arrivavano col contagocce. Gilardino non solo ha modificato il <strong>modulo</strong> (difesa a tre), ma il suo Genoa ha cambiato radicalmente <strong>l'approccio alla partita</strong>. Prova sempre e comunque ad imporre il suo gioco: su qualunque campo e contro qualunque avversario. E con lui, che &egrave; stato un grande bomber, gli attaccanti si esaltano. Gli d&agrave; i consigli giusti (&ldquo;mi ha esortato ad attaccare di pi&ugrave; il primo palo, cos&igrave; posso fare ancora pi&ugrave; gol&rdquo;, ha confidato Coda), ma soprattutto li mette in condizioni di sfruttare al meglio le loro caratteristiche. <strong>Coda e Puscas sono centravanti d'area</strong> di rigore e come tale vanno utilizzati. Ma il vero miracolo di Gilardino &egrave; riuscire a gestire <strong>due centravanti importanti senza scatenare invidie e gelosie.</strong> <strong>Contro il Venezia esce Puscas, entra Coda e segna. A Benevento esce Coda (dopo aver fatto gol) entra Puscas e segna.</strong> Da segnalare anche positivamente il fatto che entrambi, nonostante fossero ex, ai loro gol abbiano esultato e non abbiano ipocritamente nascosto le proprie emozioni come purtroppo &egrave; diventato uso comune.</p>
<p style="font-weight: 400;">Gilardino ha dimostrato non solo di essere bravo a leggere la partita in corsa, ma anche di fare tesoro delle indicazioni che gli vengono fornite dai 90 minuti giocati, analizzando con lucidit&agrave; pro e contro. Cos&igrave;, nonostante la vittoria, ha compreso che rispetto alla partita col Venezia qualcosa andava cambiato. E' partito dall'inizio con la difesa a tre, ma soprattutto, a costo di sacrificare un mostro sacro come <strong>Strootman,</strong> ha schierato l'unico regista che al momento ha in rosa: <strong>Badelj.</strong> In molti hanno criticato il croato che oggettivamente &egrave; ancora lontano dalla forma migliore. Ma se il Genoa a Benevento ha disputato i migliori 45 minuti della stagione significa che chi era deputato a dettare i tempi di gioco, pur essendo ancora al 50 per cento, ha svolto egregiamente il suo lavoro. Va anche segnalato l'ottima prestazione di <strong>Vogliacco,</strong> che deve essere considerato un titolare nel caso si dovesse proseguire a giocare a tre, e di Ilsanker che ha mestiere e personalit&agrave; da vendere. Incoraggiante anche l'esordio del diciotto <strong>Matturro.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Il Genoa veniva da una settimana complicata.<strong> C'&egrave; chi ha ipotizzato un meno due in classifica, chi ha addirittura la radiazione.</strong> Premesso che i giornalisti fanno il loro mestiere e che le notizie vanno sempre e comunque date perch&eacute; non &egrave; certo nascondendo la polvere sotto il tappeto che si risolvono i problemi, certe esasperazioni sono apparse del tutto ingiustificate. Il fatto grave &egrave; che sono uscite carte che avrebbero dovuto essere segretate e cos&igrave; sul giornale sono finiti passi interi della relazione che la <strong>COVISOC</strong> aveva inviato in Federazione.</p>
<p style="font-weight: 400;">I colpevolisti ad oltranza dovrebbero essere un po' pi&ugrave; prudenti. Non esistono pronunciamenti precedenti, siamo infatti in presenza di un caso assolutamente inedito. Le nuove norme di diritto contenute nel <strong>Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza</strong> (detto anche C.C.I.I.) sono infatti entrate in vigore soltanto lo scorso 15 luglio. A We are Genoa si &egrave; collegato in diretta <strong>l'avvocato Andrea Rivellini,</strong> super tifoso rossobl&ugrave; ed esperto di diritto societario: <em>&ldquo;Il C.C.I.I. &egrave; un corpo di nuove norme ispirato alla rapida emersione dalla crisi di un&rsquo;impresa, scongiurando l&rsquo;adozione del provvedimento drastico della liquidazione giudiziale, il vecchio fallimento. In questo contesto, &egrave; logico e ragionevole che una societ&agrave;, gravata da un pesante passivo che risale alla pregressa gestione, fruisca di tutti gli strumenti legittimamente messi a disposizione dall'ordinamento. Siamo in&nbsp;uno di quei casi in cui opera il cosiddetto cram down&nbsp;cio&egrave; il potere del Tribunale di procedere comunque all&rsquo;omologazione nonostante il contrario avviso del creditore.&nbsp;Non potr&agrave; dunque essere contestata un'inadempienza ai sensi della normativa relativa al codice di giustizia sportiva sino a quando non ci sar&agrave; una formale pronuncia del Tribunale che omologher&agrave; o meno l&rsquo;accordo di ristrutturazione del debito&rdquo;.</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Ora la palla passa ad avvocati e commercialisti.&nbsp;</strong></p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, tre punti fondamentali. Ora l'analisi sul mercato: necessarie ancora alcune pedine]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-tre-punti-fondamentali-ora-le-analisi-sul-mercato-necessarie-ancora-alcune-pedine-53205</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Tre punti fondamentali e, considerato che siamo in pieno mercato, il fatto che siano arrivati dopo una partita tutt'altro che esaltante offre un'opportunit&agrave; di...]]></description>
			<pubDate>Tue, 17 Jan 2023 16:50:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div><strong>Tre punti fondamentali</strong> e, considerato che siamo in pieno mercato, il fatto che siano arrivati dopo una partita tutt'altro che esaltante offre un'opportunit&agrave; di riflessione da non lasciarsi scappare. La societ&agrave;, ovviamente insieme all'allenatore, &egrave; infatti impegnata a compiere un'analisi approfondita su cosa manchi a questa squadra per fare in modo che il tanto sbandierato &ldquo;<strong>only one year</strong>&rdquo; non si trasformi in un pericoloso boomerang.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Servono da due ai quattro giocatori.</strong> Soprattutto un <strong>regista.</strong> Ne parlano in pochi, ma la partita col <strong>Venezia</strong> con una manovra lenta e involuta ha evidenziato soprattutto la mancanza di un metronomo a centrocampo. Un giocatore in grado di dettare i tempi e che, all'occorrenza, sappia verticalizzare. Non pu&ograve; essere <strong>Strootman,</strong> non &egrave; il suo mestiere. A Roma era stato soprannominato <strong>&ldquo;lavatrice&rdquo;,</strong> la sua specialit&agrave; &egrave; infatti recuperare palloni, pulirli e consegnarli pronti alla giocata al regista di turno. Non a caso, due anni fa, a fianco di <strong>Badelj</strong> fa aveva offerto un contributo fondamentale per la salvezza e, sempre non a caso, il croato aveva disputato la sua migliore stagione da quando &egrave; al Genoa. E qui sta il punto. <strong>Come sta Badelj?</strong> Ci si pu&ograve; fare affidamento? Perch&eacute; &egrave; chiaro che se <strong>anche fosse al 60/70 per cento il regista il Genoa lo avrebbe in casa</strong>. Ma questa &egrave; una domanda alla quale solo Gilardino ed il preparatore atletico Pilati possono dare una risposta. Di sicuro Strootman, anche se personalit&agrave; e qualit&agrave; non gli mancano, non pu&ograve; essere la soluzione. Contro il Venezia si &egrave; spesso rifugiato in passaggi indietro accolti con brusii di disapprovazione da un pubblico che pure stravede per lui. Da play adattato &egrave; un giocare assolutamente normale, mentre &egrave; una straordinaria mezzala (o braccetto come si usa dire adesso).</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Un acquisto imprescindibile &egrave; poi quello di un <strong>laterale mancino</strong> soprattutto se <strong>Gilardino</strong> dovesse optare per una difesa a tre dove<strong> il trentaseienne Criscito</strong> sarebbe sicuramente a suo agio come centrale di sinistra ma molto meno sulla corsia laterale con ottanta metri di fascia da coprire. Partito <strong>Yeboah</strong> serve un attaccante con le stesse caratteristiche, una punta che vada nello spazio e attacchi la profondit&agrave;, dando a Gilardino la possibilit&agrave; di avere pi&ugrave; soluzione tattiche a disposizione a seconda dell'avversario e dei vari momenti della partita. E la prima scelta non pu&ograve; che essere <strong>Lasagna</strong> del <strong>Verona.</strong></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Infine la ciliegina sul gelato potrebbe essere un esterno bravo nel dribbling, <strong>un'ala vecchio stampo</strong> che salti l'uomo e vada al cross. Forse memore del fatto che suo padre nel mercato di riparazione, che allora si teneva a novembre, aveva pescato addirittura dalla serie C due giocatori, come Testoni e Briaschi, Gianni Fossati in tribuna sponsorizzava un illustre sconosciuto come <strong>Casiraghi</strong> del <strong>Sudtirol</strong> che a Marassi, nella mezzora in cui aveva giocato, aveva fatto venire il mal di testa ad <strong>Hefti</strong> ubriacandolo di finte.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Tredici punti in cinque partite: la cura Gilardino sta dando i suoi frutti.</strong> E tremano le gambe solo al pensare di come sarebbe la classifica adesso se la societ&agrave; non avesse provveduto ad allontanare un allenatore che non aveva pi&ugrave; alcun rapporto con la squadra. Il Genoa &egrave; secondo a pari merito con la <strong>Reggina,</strong> ma attenzione perch&eacute; il <strong>Bari</strong> non molla. E, anche se sono apparentemente lontani in classifica, vanno tenuti particolarmente d'occhio il <strong>Cagliari</strong> di <strong>Ranieri,</strong> che sta per riabbracciare anche <strong>Nainggolan,</strong> e il Parma che ha tanta qualit&agrave;, forse troppa per un campionato ad alti contenuti agonistici come la serie B. Contro il Venezia il Genoa non ha giocato bene, ma ha dimostrato carattere e una grande voglia di portarsi a casa i tre punti come dimostrano i minuti finali giocati senza esclusione di colpi da una parte e dall'altra. Gilardino, poi, sembra sempre pi&ugrave; a suo agio. Ha dimostrato personalit&agrave; nel fare la formazione, confermando <strong>Puscas</strong> che a Bari era andato in gol guadagnandosi la riconferma e tenendo ancora Coda in panchina col rischio che il tre volte capocannoniere della serie B non la prendesse benissimo. Gilardino, al contrario del suo predecessore, ha poi confermato di saper leggere molto bene le partite. Dopo un primo tempo incolore con tre occasioni da rete per il Venezia e nessuna per il Genoa, &egrave; intervenuto cambiando il 4-3-2-1 iniziale (il modulo di Bari per intenderci) con<strong> il 3-5-2</strong> che aveva provato gioved&igrave; scorso all'Olimpico. Il resto lo ha fatto <strong>Coda,</strong> entrato al 67' al posto di Puscas. Sul passaggio di Yalcin era al posto giusto nel momento giusto. Del resto l'area di rigore &egrave; il suo habitat naturale ed &egrave; imperdonabile che chi c'era prima di Gilardino lo ignorasse. Utilizzare Coda come centravanti di manovra &egrave; stato probabilmente l'errore pi&ugrave; grave di <strong>Blessin.</strong></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Infine non si pu&ograve; sottolineare il comportamento esemplare della tifoseria durante il minuto di raccoglimento in memoria di <strong>Gianluca Vialli:</strong> sessanta secondi di silenzio assoluto e alla fine un lungo, sincero <strong>applauso.</strong> Purtroppo <strong>in pochi stadi italiani si pu&ograve; ritrovare la stessa civilt&agrave;.</strong></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>(foto pagina Facebook Genoa Cfc)</strong></div>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[La favola e le lacrime di Martinez, la conferma di Gilardino, il ruolo di Spors]]></title>
			<link>https://telenord.it/la-favola-e-le-lacrime-di-martinez-la-conferma-di-gilardino-il-ruolo-di-spors-52589</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Le favole di Natale fanno commuovere grandi e piccini, quella rossobl&ugrave; ha per protagonista Josep Martinez Riera, ventiquattrenne portiere spagnolo di belle speranze...]]></description>
			<pubDate>Tue, 27 Dec 2022 14:55:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div><strong>Le favole di Natale</strong> fanno commuovere grandi e piccini, quella rossobl&ugrave; ha per protagonista <strong>Josep Martinez Riera</strong>, ventiquattrenne portiere spagnolo di belle speranze cresciuto nella cantera del <strong>Barcellona.</strong> Ha 20 anni era titolare del <strong>Las Palmas</strong>, a 22 ha esordito in <strong>Nazionale</strong> ed &egrave; stato acquistato dal <strong>Red Bull</strong> <strong>Lipsia.</strong> Al <strong>Genoa</strong> &egrave; approdato in estate in cerca di rilancio dopo che nel club tedesco, chiuso da Gulacsi, il titolare della nazionale ungherese, aveva collezionato due sole presenze. Da quel momento la storia &egrave; nota, Martinez, dopo due anni in panchina, non aveva pi&ugrave; <strong>l'abitudine alla partita</strong>, tensioni e stress di chi interpreta un ruolo dove non &egrave; ammesso sbagliare non sono allenabili. &Egrave; <strong>incerto,</strong> non trasmette <strong>sicurezza</strong> n&eacute; alla squadra e nemmeno ai tifosi. <strong>Blessin</strong> lo difende a spada tratta ma, complice un infortunio alla spalla rimediato a Terni, col Brescia fa giocare <strong>Semper</strong> che prende l'occasione al volo e sul campo si guadagna il posto da <strong>titolare.</strong> Ma alla vigilia di Natale succede che il portiere croato viene messo ko <strong>dall'influenza</strong> e non parte nemmeno per <strong>Bari.</strong> Ora &egrave; lo spagnolo ad avere un'opportunit&agrave; da non perdere, ma fatalit&agrave; vuole che il 26 anche Martinez si svegli con un <strong>febbrone da cavallo</strong>. Il termometro segna 39, ma non si tira indietro: <strong><em>&ldquo;Tranquillo mister, gioco senza problemi...&rdquo;</em></strong>. Sul gol di <strong>Cheddira</strong> probabilmente poteva uscire o quanto meno aiutare verbalmente <strong>Sabelli</strong> a non perdersi l'avversario che aveva alle spalle, ma al 93', sul colpo di testa ravvicinato dell'ex <strong>Salcedo,</strong> ha compiuto un intervento <strong>miracoloso</strong> che ha regalato al Genoa una vittoria importantissima e che pu&ograve; cambiare la sua carriera. Ha inchiodato la palla sulla linea, una parata che, come dagli studi di Telenord ha prontamente sottolineato <strong>Pastorino</strong> in Stadio Gol, ha ricordato quella prodigiosa di <strong>Zoff</strong> contro il Brasile.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Le sue <strong>lacrime</strong> liberatorie a fine partita, a conferma di quanto per lui devono essere stati difficili questi primi mesi in Italia, hanno <strong>commosso</strong> tutti i tifosi genoani, che, si sa, &egrave; gente un po' selvatica ma con grandissima umanit&agrave; e sensibilit&agrave;.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La vittoria di Bari ha sancito che &egrave; definitivamente terminato il periodo di emergenza, quello che coincideva con le quattro partite che andavano dall'esonero di Blessin alla sosta post natalizia. Di fatto, gi&agrave; dopo la vittoria sul Frosinone, <strong>Gilardino</strong> non andava pi&ugrave; considerato un <strong>allenatore ad interim</strong>. La riconferma se l'&egrave; <strong>guadagnata sul campo</strong>: 10 punti in quattro partite, cinque gol segnati ed uno solo subito.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Avanti, dunque, con Gilardino che ha fatto le cose semplici come per esempio attaccare l'area avversaria con pi&ugrave; giocatori e non solo con un unico terminale offensivo come accadeva col suo cocciuto predecessore. Poi ha certamente ragione <strong>Claudio Onofri</strong> quando sostiene che a dire come una squadra dovrebbe essere messa in campo sono capaci tutti, il difficile &egrave; poi fare in modo che si muova con sincronismi e automatismi definiti. Ed il Genoa di Gilardino ha una sua identit&agrave; come ha dimostrato il primo gol: propiziato da <strong>Aramu,</strong> rifinito da <strong>Gudmundsson</strong> e finalizzato da <strong>Puscas.</strong> I tre attaccanti che finalmente giocano vicini e non a 20 metri l'uno dall'altro. Il giovane tecnico di Biella ha anche affrontato di petto il caso Coda che &egrave; l'ombra del bomber che sino all'anno scorso in serie B aveva sempre segnato caterve di reti. In attesa di capire se sia il caso di andare sul mercato per un uomo gol, ha voluto testare il piano B che aveva in casa e ha dato fiducia a <strong>Puscas</strong> per tutti i 90 minuti, mandando <strong>Coda</strong> in panchina. Gilardino ha poi confermato di saper leggere molto bene la partita. Nel finale, per blindare il risultato, &egrave; passato a 5-3-2 e non ha avuto paura di far debuttare sulla corsia di sinistra <strong>Boci</strong> (leva 2003, italo albanese nato a San Giovanni Valdarno ed ennesimo prodotto del vivaio rossobl&ugrave;), usando l'accortezza di usarlo in una difesa a cinque in modo da non esporlo a particolari compiti difensivi proprio nel giorno del debutto e in uno stadio con <strong>50 mila spettatori</strong>. Fortunatamente la stalla &egrave; stata chiusa quando i buoi non erano ancora scappati. Gli zero punti rimediati contro Perugia e Cittadella (dopo l'exploit di Marassi ha sempre perso) gridano vendetta, l'esonero di Blessin &egrave; stato tardivo, ma alla fine gli interessi del Genoa hanno fortunatamente prevalso sul puntiglio e l'orgoglio personale. A Bari in tribuna c'erano il presidente <strong>Zangrillo,</strong> l'ad <strong>Blazquez,</strong> il dg <strong>Ricciardella</strong> e il ds <strong>Ottolini.</strong> Mancava <strong>Spors</strong> che &egrave; impegnato su pi&ugrave; fronti e non vivendo quotidianamente lo spogliatoio non pu&ograve; essere il direttore sportivo che fa da cuscinetto tra societ&agrave; e squadra. Il suo lavoro &egrave; poi un altro ovvero andare a caccia di giovani talenti. E pu&ograve; allora essere una risorsa preziosa a patto che si stabilisca con chiarezza il suo raggio di azione.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em><strong>(foto Facebook Genoa Cfc)</strong></em></div>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Buon Natale Genoa con la serenità e l'autorevolezza di Gilardino]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[La vittoria sul Frosinone primo in classifica permetter&agrave; ai tifosi del Genoa di trascorrere un Natale sereno grazie ad Alberto Gilardino, che si &egrave; calato nella...]]></description>
			<pubDate>Mon, 19 Dec 2022 11:50:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La vittoria sul Frosinone primo in classifica permetter&agrave; ai tifosi del Genoa di trascorrere un Natale sereno grazie ad Alberto Gilardino, che si &egrave; calato nella parte con grande umilt&agrave; e straordinario buon senso, ma anche con l'autorevolezza di chi sa di calcio e che dunque con i vari Coda e Aramu pu&ograve; parlare non solo nella stessa lingua ma anche da un livello tecnico superiore. Ma grazie anche al ravvedimento operoso in corsa d'opera dei 777 che, dopo aver ridato il Genoa ai genoani rilevando una societ&agrave; che Preziosi aveva avvilito e umiliato, rischiavano di perdere l'entusiasmo che erano riusciti a ricreare nonostante la retrocessione. Un patrimonio che sarebbe stato un delitto depauperare solo per la cocciutaggine di insistere sull'uomo sbagliato al posto sbagliato. Alla fine si &egrave; convinto anche Spors e ora, a livello di stanza dei bottoni, sembra essere tornata quell'unit&agrave; di intenti fondamentale per il raggiungimento dell'obiettivo.</p>
<p>In questi giorni Tullio Solenghi &egrave; in scena al Teatro Nazionale con I manezzi per maita na figgia, una straordinaria macchina da risate e probabilmente la commedia pi&ugrave; popolare interpretata da Gilberto Govi. Genovese e genoano, nel segno della tradizione del Teatro Stabile di Genova come lo erano, Lina Volonghi, Ernesto Calindri (del resto l'uomo del Cynar, i liquore che combatteva &ldquo;il logorio della vita moderna&rdquo; non poteva non tifare per il Grifone), Marco Sciaccaluga e Carlo Repetti, ho avuto il piacere di intervistarlo e mi ha stupito la sua analisi lucidissima nonostante viva ormai da anni a Roma, il Grifone solo attraverso la tiv&ugrave;: &ldquo;La propriet&agrave; americana ha grandi ambizioni e probabilmente anche importanti disponibilit&agrave; economiche, per&ograve;, come ci ha insegnato la sciagurata retrocessione dello scorso anno, devono fare un corso accelerato di praticit&agrave;. Blessin sembrava arrivato da Marte, con lui era impossibile salvarsi. Esonerarlo, anche se in ritardo, &egrave; stata al momento la mossa pi&ugrave; azzeccati degli americani, ci voleva pi&ugrave; umilt&agrave; nel riconoscere l'errore e farlo prima... La serie B &egrave; un campionato estremamente complicato, molto pi&ugrave; livellato della serie A dove ci sono sempre le solite quattro o cinque squadre e poi le altre. Io manco immaginavo che il Sudtiroler Volkspartei giocasse a calcio eppure quando &egrave; venuto a Marassi ne arrivava da dodici risultati utili consecutivi e ci ha fatto ammattire. Non si pu&ograve; improvvisare, per questo dico sarebbe utile la consulenza di un italiano che si sappia muovere in un percorso pieno di trappole. Ho fiducia in Gilardino, &egrave; giovane, ha entusiasmo e conosce il calcio. Per&ograve; a fianco gli serve un dirigente di lungo corso&rdquo;.</p>
<p>Parole scolpite nella pietra. A Gilardino, che si &egrave; guadagnato sul campo la riconferma e non si deve pi&ugrave; considerare &ldquo;ad interim&rdquo;, quando gli &egrave; stata affidata la squadra, dopo il tracollo casalingo col Cittadella, era stato chiesto di limitare i danni in attesa della sosta natalizia. Lui &egrave; andato anche oltre rosicchiando qualche punto alle due di testa. E anche i numeri cominciano a quadrare. La difesa &egrave; tornata ad essere insuperabile e i zero i gol subiti col Gila in panchina la portano ad essere la seconda meno battuta del campionato (13 gol al passivo contro gli 11 del Frosinone), certo davanti il Genoa &egrave; ben lontano dall'essere una macchina da gol. Per&ograve; anche in questo senso qualche progresso c'&egrave; stato. Intanto sotto l'albero i tifosi rossobl&ugrave; come regalo possono mettere il primo gol su calcio d'angolo, un evento atteso dall'inizio del campionato ed arrivato solo alla penultima giornata del girone d'andata. Gilardino, il giorno prima in conferenza stampa, l'aveva quasi profetizzato. &ldquo;Abbiamo lavorato molto sulle situazioni di palla inattiva...&rdquo;. Certo, fondamentale dalla bandierina &egrave; stato il sinistro magico di Aramu che sembra un altro rispetto a quello abulico e impalpabile dell'era Blessin. Ora lo step successivo sar&agrave; ritrovare il miglior Coda, ancora appesantito e poco reattivo. Gilardino giustamente insiste nel cercare di recuperare quello che &egrave; stato il vincitore della classifica dei cannonieri degli ultimi tre campionati di serie B ai quali ha partecipato. Nella peggiore delle ipotesi c'&egrave; in casa il piano B perch&eacute; Puscas, a suon di gol la scorsa stagione ha portato il Pisa ad un passo dalla serie A.</p>
<p>Il tanto vituperato centrocampo a due contro il Frosione ha funzionato. Nella zona nevralgica del campo il Genoa non si &egrave; mai trovato in inferiorit&agrave; numerica come regolarmente accadeva con Blessin. Merito dello spirito di sacrificio di Aramu, che ha fatto qualit&agrave; e quantit&agrave;, di Jagiello, instancabile sulla fascia tanto che qualcuno l'ha paragonato a Sculli, e di Gudmundsson, che ha giocato a tutto campo ed &egrave; tornato ad avere accelerazioni imprendibili.</p>
<p>Buon Natale a tutti i genoani in attesa del Boxing Day che ci regaler&agrave; un intrigantissimo Bari-Genoa, scontro diretto tra le due terze in classifica. E poi via col mercato. E' arrivato Matturro e per Criscito si attende solo l'ufficializzazione, ma sono previsti almeno un altro paio di movimenti in arrivo.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, Gilardino mangerà il panettone: Wander deciderà da Miami, ma dopo Santo Stefano]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Alberto Gilardino rester&agrave; ad interim sino al giorno di Santo Stefano, poi, da Miami, Josh Wander prender&agrave; una decisione definitiva secondo le indicazioni che gli...]]></description>
			<pubDate>Mon, 12 Dec 2022 16:50:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alberto Gilardino rester&agrave; ad interim sino al giorno di Santo Stefano, poi, da Miami, Josh Wander prender&agrave; una decisione definitiva secondo le indicazioni che gli arriveranno da Spors, Blazquez e Zangrillo che, dopo un'estate complicata ed un inverno ancora pi&ugrave; difficile, sembrano essersi nuovamente ricompattati. Arrivato il marted&igrave; e con due partite da giocare in quattro giorni, l'allenatore subentrato a Blessin era impensabile che potesse incidere dal punto di vista tattico e tecnico. Certamente ha, per&ograve;, portato &ldquo;un fuoco nuovo&rdquo; cos&igrave; come detto testualmente da Ilsanker. &ldquo;Con Blessin non avremmo vinto col Sudtirol e ad Ascoli avremmo perso&rdquo;, ha detto domenica sera Elio Signorelli a We are Genoa. Quella della squadra rossobl&ugrave; era una caduta verticale che sembrava inarrestabile, Gilardino ha per prima cosa lavorato sull'aspetto psicologico provando a ridare sicurezza ad una squadra che perdeva la bussola alla prima contrariet&agrave;. Ed il Genoa ha tirato fuori quella voglia di non mollare che aveva smarrito. Ha lottato sino all'ultimo, ha certamente giocato una brutta partita, ora si dice &ldquo;sporca&rdquo;, ma si &egrave; preso un punto fondamentale. Per adesso &egrave; importante soprattutto limitare i danni ed arrivare alla sosta di Natale non perdendo ulteriori posizioni in classifica. Poi Gilardino (o chi per lui) potr&agrave; provare a dare un'idea di gioco ad una squadra che ha sempre recitato a soggetto, senza cio&egrave; avere un copione da seguire. Ma dovr&agrave; anche lavorare per dare pi&ugrave; sprint ad una squadra che da qualche tempo arriva sempre seconda sul pallone e anche ad Ascoli, a met&agrave; del secondo tempo, ha dato l'impressione di aver finito la benzina. Chiss&agrave;, forse la preoccupazione di un calendario subito molto impegnativo aveva indotto Blessin a limitare i cariche di lavoro in preparazione per avere subito una squadra particolarmente reattiva. Del resto basta ricordarsi la partita di Coda nell'amichevole contro la Lazio il 27 luglio: tre gol e un quarto volutamente non segnato (rigore procurato e lasciato calciare a Gudmundsson). Era un'iradiddio, adesso, soltanto quattro mesi dopo, sembra un paracarro. E Gudmundsson? E' svuotato, saltava gli avversari come birilli ma ad Ascoli, dopo appena quarantacinque minuti, Gilardino gli ha comunicato che poteva bastare cos&igrave;. E Aramu? Possibile che non riesca ad incidere un giocatore che nel Venezia in serie A ha segnato 7 gol ed era sempre il migliore in campo?</p>
<p>E' un campionato balordo. Genoa, Parma e Cagliari, le squadre che alla vigilia del campionato per qualit&agrave; delle rispettive rose erano considerate le grandi favorite, stanno tutte e tre stentando. Paradossalmente chi sta meglio di tutte e tre in classifica &egrave; proprio il Genoa che &egrave; anche l'unica ad aver cambiato l'allenatore. Anche il Cagliari ha fatto un pensierino a Ranieri che in Sardegna era gi&agrave; stato, portando in due anni la squadra sarda in serie A dalla C e vincendo la coppa di categoria. Ma anche a Cagliari hanno preso tempo, dando un ultimatum a Liverani: sette punti in tre partite. I primi tre li ha presi (a fatica) contro il Perugia, ora l'attendono la trasferta di Palermo ed il Cosenza in casa.</p>
<p>Gilardino di punti ne deve fare quattro nelle prossime due partite ovvero vincere col Frosinone e non perdere a Bari. Leggi la formazione della squadra allenata da Grosso e ti sembra impossibile che abbia nove punti pi&ugrave; del Genoa. Il giocatore pi&ugrave; conosciuto &egrave; Roberto Insigne, ma solo perch&eacute; &egrave; il fratello di Lorenzo. E ci sono anche tre scarti del Genoa: Sampirisi, Mazzitelli e Caso. Qui, col pallone tra i piedi, erano considerati incapaci di intendere e volere. Ma il Frosinone gioca praticamente a memoria e soprattutto &egrave; in fiducia. Sar&agrave; durissima, ma il Genoa sul piatto della bilancia pu&ograve; mettere la Gradinata Nord. Lei non tradisce mai.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, nessun miracolo: da Gilardino lucidità e motivazione]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-nessun-miracolo-da-gilardino-lucidita-e-motivazione-52072</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Che Alberto Gilardino in due giorni non potesse fare il miracolo di dare idee e organizzazione ad una squadra che la via del gioco l'aveva smarrita da tempo era scontato. E...]]></description>
			<pubDate>Fri, 09 Dec 2022 12:05:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Che <strong>Alberto Gilardino</strong> in due giorni non potesse fare il <strong>miracolo</strong> di dare<strong> idee e organizzazione</strong> ad una squadra che la via del gioco l'aveva smarrita da tempo era scontato. E infatti i primi quarantacinque minuti della partita contro il <strong>Sudtirol</strong> sono stati nel segno della continuit&agrave; con <strong>un inutile giro palla</strong>, il possesso nel primo tempo &egrave; stato addirittura dell'83 per cento e <strong>non ha prodotto nemmeno un tiro in porta.</strong> Certamente non era per&ograve; facile trovare spazi contro la squadra pi&ugrave; catenacciara del campionato: due linee, quella dei difensori e quella dei centrocampisti, praticamente una a ridosso dell'altra e in quel traffico non era semplice districarsi. Sar&agrave; stato per la maglia bianca col bordino rosso, ma sembrava di essere tornati a 70 anni fa e<strong> al leggendario Padova di Nereo Rocco</strong>.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Rispetto alle ultime penose prestazione questa volta per&ograve; il Genoa ha avuto dalla sua una <strong>motivazione maggiore e un allenatore che in panchina &egrave; lucido</strong> e sa leggere la partita. Si era capito gi&agrave; dal riscaldamento che i giocatori avevano un altro piglio. Quando sono sbucati dallo spogliatoio hanno trovato dieci palloni in fila, uno a testa, posizionati in mezzo al campo e sono andati a prenderseli con una determinazione che lasciava ben sperare. In testa al gruppo c'era <strong>Aramu</strong> che poi sar&agrave; il grande protagonista della giornata. <strong>Gilardino</strong> aveva centrato il primo obiettivo: portare nella squadra una ventata di freschezza, ridare serenit&agrave; ad un gruppo incupito e preoccupato. Perch&eacute;, si sia chiaro, nessun professionista ha mai giocato e mai giocher&agrave; contro il suo allenatore, ma &egrave; inevitabile che quando si fa un qualcosa in cui da tempo si &egrave; smesso di credere la strada &egrave; tutta in salita.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Per quanto riguarda il rapporto di <strong>Blessin</strong> con lo spogliatoio nei giorni scorsi un<strong> tweet di Marchetti</strong> &egrave; servito a capire tante cose. Qualcuno ha criticato l'ex portiere rossobl&ugrave; paragonandolo a <strong>Maramaldo.</strong> <strong>&ldquo;Tu uccidi un uomo morto&rdquo;</strong>. Ben venga invece chi squarci quel velo di <strong>omert&agrave;</strong> ricorrente in un ambiente ormai fatto unicamente di dichiarazioni di circostanza e frasi fatte. Una premessa &egrave; doverosa, <strong>Marchetti non ha praticamente mai giocato</strong> (8 presenze in quattro campionati) eppure <strong>non ha avuto problemi con nessun allenatore</strong> (Andreazzoli, Thiago Motta, Nicola, Ballardini) al punto che l'iniziale contratto di tre anni gli &egrave; stato addirittura allungato perch&eacute; considerato un elemento positivo per il gruppo.<strong> Con Blessin &egrave; finito fuori rosa</strong>. Del resto ai margini erano anche stati messi<strong> Criscito, Pandev e Masiello.</strong> Al di l&agrave; di scelte tecniche discutibili, c'&egrave; stato poco rispetto per le persone ed &egrave; normale che lo spogliatoio non la prenda bene. Del resto il il massimo lo si &egrave; raggiunto quando, nel dopo partita di <strong>Perugia,</strong> per due volte i proprio giocatori sono stati etichettati da Blessin come &ldquo;dilettanti&rdquo;. A proposito di Criscito, che &egrave; stato compagno di Gilardino in <strong>Nazionale</strong> (nel Genoa invece non si sono mai incrociati), &egrave; possibile che, andato via il suo grande nemico, gi&agrave; nei prossimi giorni firmi il contatto col Genoa e<strong> si metta a disposizione.</strong></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Gilardino, che era inizialmente partito col <strong>4-3-3,</strong> si &egrave; poi giocato la carta <strong>Puscas.</strong> E proprio il centravanti rumeno ha segnato il gol che ha sbloccato il risultato. Fortuna? Forse. Ma &egrave; anche vero che la buona sorte bisogna andarsela a cercare e contro il muro del Sudtirol l'unica soluzione era riempire l'area di rigore e cos&igrave; quella palla vagante, dopo la respinta del portiere Poluzzi, &egrave; capitata sui piedi di Puscas. Ma Gilardino ha azzeccato anche tutti gli altri cambi. Ha avvicendato al momento giusto <strong>Strootman,</strong> perch&eacute; &egrave; normale centellinarlo soprattutto quando ci sono da giocare tre partite in una settimana. E persino <strong>Yeboah</strong> ha dato il suo contributo (assist per Aramu).</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Perfino Wikipedia indica Gilardino come allenatore ad interim che tradotto letteralmente dal latino sta per &ldquo;<strong>nel frattempo</strong>&rdquo;. Per&ograve;, nel frattempo, possono succedere molto cose e allora sar&agrave; il caso di riparlarne nella sosta natalizia, dopo che il Genoa avr&agrave; giocato a <strong>Ascoli,</strong> in casa col <strong>Frosinone</strong> e a <strong>Bari.</strong> Quando Gilardino avr&agrave; potuto lavorare oltre che sulle motivazioni anche sull'aspetto tattico.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong><em>(foto Facebook Genoa Cfc)</em></strong></div>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Blessin appeso a un filo, ma basta perdere tempo]]></title>
			<link>https://telenord.it/blessin-appeso-a-un-filo-ma-basta-perdere-tempo-51978</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Il destino di Alexander Blessin &egrave; appeso ad un filo, sulla panchina del Genoa gioved&igrave; contro il Sudtirol dovrebbe sedersi Alberto Gilardino. Ormai solo la legge...]]></description>
			<pubDate>Mon, 05 Dec 2022 18:15:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il destino di Alexander Blessin &egrave; appeso ad un filo, sulla panchina del Genoa gioved&igrave; contro il Sudtirol dovrebbe sedersi Alberto Gilardino</strong>. Ormai solo la legge dei grandi numeri potrebbe giustificare la decisione di riconfermare Blessin. Un po' come fa chi gioca al Lotto quando insiste ad inseguire un numero in ritardo. Perch&eacute; dopo una sola vittoria su sette partite casalinghe con cinque pareggi e ora, dopo lo scempio di domenica scorsa col Cittadella, anche una sconfitta, non c'&egrave; alcuna motivazione tecnica o tattica che possa convincere i tifosi del Genoa che andare avanti col tecnico di Stoccarda sia la scelta giusta. Ovviamente parliamo della stragrande maggioranza dei sostenitori rossoblu, escludendo quel 10 per cento che, attraverso i social, suona la grancassa in favore del tecnico di Stoccarda e del suo pigmalione e non si capisce bene in base a quali motivazioni.</p>
<p><strong>Prevarr&agrave; ancora la linea Spors o il buon senso rappresentato dal presidente Zangrillo e dall'amministratore delegato Blazquez?</strong> Sono ore convulse lungo l'asse Genova-Miami. Spors, direttore sportivo di tutta la galassia 777, dunque anche di Vasco de Gama, Herta Berlino, Standard Liegi, Red Star Paris e Melbourne City, sta provando a difendere ancora l'allenatore che, nonostante un curriculum mediocre, ha deciso di catapultare sulla panchina del Genoa, pagando addirittura una liberatoria di oltre un milione di euro all'Ostenda. Non servono gli algoritmi sofisticati di cui fa abitualmente uso il manager tedesco per comprendere che il ruolino di marcia &egrave; fallimentare, basta e avanza la matematica.</p>
<p>Il Genoa &egrave; a nove punti dal Frosinone e a sei dalla Reggina, in un gruppone che comprende anche Parma, Bari e Brescia e con un solo punto in pi&ugrave; di Sudtirol, che aveva perso le prime tre partite di campionato prima di cambiare allenatore, e Ternana. <strong>L'attacco con appena 16 gol all'attivo (tanti quanti il Venezia) &egrave; il quattordicesimo del campionato e in casa la squadra rossobl&ugrave;</strong> ha messo assieme appena otto punti sui ventuno disponibili. Numeri impietosi eppure Spors vorrebbe continuare ad insistere su Blessin, un'ingiustificabile prova di forza sulla pelle del Genoa. E' un accanimento terapeutico che allunga solo l'agonia ma non fa guarire il malato. Ormai Blessin &egrave; passivo, non reagisce pi&ugrave;.</p>
<p><strong>Basta solo a vedere come assiste alla partita dalla panchina</strong>. Non riesce pi&ugrave; a comunicare con la squadra e non &egrave; solo un problema di lingua. Anche se &egrave; inspiegabile il fatto che non parli ancora l'italiano, per l'altro ha avuto effetti devastanti l'unica volta che ha proferito una parola nella nostra lingua: &ldquo;dilettanti&rdquo;. Alberto Gilardino pu&ograve; sicuramente portare una ventata di freschezza in uno spogliatoi dall'encefalogramma piatto. E pu&ograve;, da campione del mondo, dispensare i consigli giusti a Coda e Puscas, bomber che hanno improvvisamente e misteriosamente, perso la via della rete. E, perch&eacute; no?, anche a Yeboah. <strong>L'ultima parola spetta a Josh Wander che, dopo Perugia, aveva voluto dare un'ultima chance a Blessin</strong>. Ma le prove d'appello sono finite, non c'&egrave; pi&ugrave; tempo da perdere.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genoa, capolinea Blessin: ci si poteva pensare prima. Ora il sostituto non lo scelga Spors]]></title>
			<link>https://telenord.it/genoa-capolinea-blessin-ci-si-poteva-pensare-prima-ora-il-sostituto-non-lo-scelga-spors-51779</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Gessi Rossoblu]]></category>
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			<description><![CDATA[Com'era facile prevedere Perugia ha rappresentato il capolinea per Alexander Blessin: sar&agrave; sollevato, con colpevole ritardo, da un incarico per il quale gi&agrave; da...]]></description>
			<pubDate>Mon, 28 Nov 2022 13:10:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Com'era facile prevedere <strong>Perugia</strong> ha rappresentato il capolinea per <strong>Alexander Blessin</strong>: sar&agrave; sollevato, con colpevole ritardo, da un incarico per il quale gi&agrave; da tempo si era dimostrato inadeguato. Non c'era bisogno di passare sotto le forche caudine di una sconfitta contro l'ultima in classifica per avere la conferma che non fosse l'uomo giusto al posto giusto. Una squadra costruita per vincere il campionato &egrave; stata battuta dal vecchio calcio di provincia di un mestierante come Castori che a fine partita ha anche ringraziato il rivale per avergli steso il tappeto rosso. <em>&ldquo;Siamo stati bravi, ma il <strong>Genoa</strong> ci ha agevolato lasciandoci tanti spazi&rdquo;.</em></p>
<p>La sconfitta di Perugia era praticamente scontata, le dinamiche del calcio in certe situazioni sono sempre uguali. Ed era inevitabile che il risultato del campo non fosse quello che i valori tecnici delle due squadre dovrebbero esprimere quando tra l'allenatore e i giocatori c'&egrave; uno scollamento totale, al punto che Blessin gi&agrave; da qualche partita seguiva le partite immobile come una statua di sale perch&eacute; evidentemente non riusciva pi&ugrave; a comunicare con la squadra.</p>
<p>Viene da chiedersi se si doveva arrivare a questi punti. Possibile non percepire prima (e dunque porvi rimedio senza perdere settimane preziose) che tra Blessin e lo spogliatoio la frattura fosse insanabile? Si sarebbe cos&igrave; evitato un tristissimo epilogo che, oltre alla sconfitta contro il fanalino di coda della <strong>serie B,</strong> ha visto anche l'allenatore in sala stampa definire (per due volte) <strong>&ldquo;dilettanti&rdquo;</strong> i suoi giocatori. Ovviamente <strong>Coda</strong> <strong>e&nbsp;compagni</strong> non l'hanno presa bene e all'aeroporto di Perugia, al momento di salire sul charter per rientrare a Genova, ci sono stati momenti di grande tensione.</p>
<p>Ha sfiorato l'arroganza l'ostinazione con la quale <strong>Spors</strong> ha protetto sino all'ultimo Blessin, ma forse pi&ugrave; che l'uomo e l'allenatore ha cercato di difendere la sua ennesima scelta sbagliata. E il soldato Alexander, come debito di riconoscenza per essere stato catapultato, con un pedigree modesto, nella <strong>serie A</strong> italiana e poi riconfermato nonostante la retrocessione, &egrave; affondato giocando la partita decisiva con <strong>Yalcin</strong> in campo dal primo minuto e poi buttando nella mischia anche <strong>Yeboah,</strong> due giocatori di Spors che al momento (e sottolineiamo al momento) sono assolutamente impresentabili. Investimenti costosissimi e sbagliati del quale il manager tedesco prima o poi dovr&agrave; rendere conto alla propriet&agrave;. Per non parlare di <strong>Semper,</strong> costretto a fare a lungo la panchina a <strong>Martinez</strong> (prestito dal RB Lipsia con obbligo di riscatto a fine stagione in caso di promozione in serie A), altro giocatore estratto dal cappello a cilindro di Spors.</p>
<p>Ma Blessin &egrave; stato difeso a spada tratta anche da una parte di tifoseria (sempre meno partita dopo partita). Una presa di posizione a priori, di fatto dogmatica. Niente autorizzava infatti l'ardore col quale alcuni social si sono schierati a favore di un allenatore dal curriculum anonimo. Dimenticandosi anche un particolare non di poco conto: Blessin non &egrave; stato una scelta ma una necessit&agrave;. Spors come allenatore per il dopo <strong>Shevchenko</strong> aveva infatti puntato su un altro tedesco Bruno <strong>Labbadia.</strong> Aveva gi&agrave; il posto sull'aereo prenotato, ma si &egrave; tirato indietro dopo la rovinosa sconfitta di Firenze. Quello zero a sei aveva bruciato anche <strong>Konko,</strong> l'allenatore del settore giovanile buttato allo sbaraglio, e c'erano 24 ore di tempo per trovare un allenatore per il Genoa. Ecco allora spuntare Blessin.</p>
<p>Queste sono ore decisive per cercare il sostituto del tecnico tedesco al quale va comunque riconosciuto di avere accettato lo scorso anno una situazione disperata e di aver quanto meno accompagnato con dignit&agrave; il Genoa ad una retrocessione inevitabile. Sfumate le candidature di <strong>Tedesco, Stellone</strong> e <strong>Gilardino,</strong> sono rimasti in lizza <strong>Andreazzoli</strong> e il croato (ex Spezia) <strong>Bjelica.</strong> La speranza &egrave; che non scelga Spors...</p>]]></content:encoded>
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