Genoa, il futuro parte dall'accoppiata De Rossi-Baldanzi

di Gessi Adamoli

3 min, 43 sec
Genoa, il futuro parte dall'accoppiata De Rossi-Baldanzi

La partita perfetta. Come approccio, atteggiamento, intensità, gestione del vantaggio. Il Torino si sbriciola davanti ad una squadra che parte subito lancia in resta con l’unico obiettivo di prendersi i tre punti e viene così fatto un passo avanti importante, quasi fondamentale, verso la salvezza. Ora il Genoa può davvero solo suicidarsi, ma con un allenatore come De Rossi, che la sua squadra la vuole sempre sul pezzo e pronta alla battaglia, il rischio appare assai remoto.

Sì, perché questo Genoa che vince, diverte e permette di guardarsi alle spalle con relativa tranquillità è tutto merito dell’allenatore di Ostia. Lo dicono i numeri e non solo. Da quando c’è De Rossi alla guida, sono stati realizzati 24 punti in 17 partite (media 1,41 e proiezione finale 53 punti), soltanto otto squadre hanno fatto meglio: Inter, Milan, Atalanta, Juventus, Como, Napoli, Roma e Parma. Ma se le cifre possono sembrare aride e fredde, DDR sa anche scaldare i cuori dei 30 mila che ormai sono una presenza fissa al Ferraris. Empatia, carisma e personalità, dote innate grazie alle quali ha saputo creare un feeling spontaneo con la squadra e con la gente. Certo, un tecnico che ha in totale ha soltanto 65 presenze in campionato (16 con la Spal, 22 con la Roma e 17 col Genoa) lungo il suo percorso di crescita potrà anche commettere qualche inevitabile errore di inesperienza. Ma il suo entusiasmo e soprattutto la sua ambizione sono una garanzia per il futuro. Se la società vorrà davvero crescere e puntare a traguardi che non siano una risicata salvezza, De Rossi è l’uomo giusto nel posto giusto. “Vorrei aprire un ciclo”, lo ha detto e ripetuto. Ricordate la famosa intervista dopo la partita col Bologna? “Invidio Italiano perché ha avuto la possibilità e la bravura di costruire qualcosa di importante”.

Il giocatore con il quale iniziare una programmazione che preveda che l’asticella si alzi in maniera graduale ma costante potrebbe essere Baldanzi. La partita col Torino ha dimostrato perché De Rossi abbia fatto fuoco e fiamme per averlo. Al di là del gol di Ekuban, che ha propiziato con un’irresistibile azione personale dopo aver fatto passare il pallone in mezzo alle gambe di Maripan che sembrava una delle statue di cera di Madame Tussaunds, ha messo in mostra talento ed estro e soprattutto non si risparmia correndo per tutto il campo. Insomma, il giocatore con le caratteristiche per infiammare la Nord. Quello che a inizio stagione avrebbe dovuto essere Carboni.

Baldanzi può essere il nuovo Gudmundsson e deve essere il primo mattone per ricostruire quel Genoa che con Albert, Retegui, Dragusin, Martinez e Frendrup aveva fatto sperare che quel “futuro migliore” inseguito da anni si stava finalmente per concretizzare.

Ora, per sua stessa ammissione, la grande sfida di De Rossi, forse già da sabato sera a San Siro con l’Inter, è riuscire a far giocare insieme Baldanzi e Messias in modo da alzare ulteriormente il tasso tecnico.

Un’ultima considerazione riferita ai genoani dell’ultima ora, quelli che lo stadio lo frequentano da pochi mesi. Si sono adombrati e molto perché il secondo tempo del Genoa a Cremona l’ho definito in stile Ballardini ovvero improntato alla “Ragion di stato”. A parte che un’opinione, condivisibile o non condivisibile, non deve comunque sottostare al tribunale dei social, l’accostamento a Ballardini era totalmente lusinghiero e bene ha fatto De Rossi a Cremona a prendersi il punto perché perdere quella partita avrebbe potuto avere effetti devastanti. Bene, ai genoani dell’ultima ora è necessario spiegare che lo zio Balla per tre volte ha salvato il Genoa della retrocessione e che c’era lui in panchina nei derby decisi da Rafinha e da Boselli. Un en plein che ha condannato la Sampdoria alla retrocessione.

Il ritorno di Ballardini in panchina (con l’Avellino), tanto per capire lo spessore del tecnico e dell’uomo, in piene Olimpiadi e col tracollo delle squadre italiane in Champions, è stato celebrato da un fondo in prima pagina della Gazzetta dello Sport: “Bello ritrovarlo, uomo serio che coltiva un calcio concreto come la terra, tra troppi venditori di fumo. Seguiamolo: Balla con i lupi”.

Insomma, prima di parlare (male) dello zio di tutti i genoani, sciacquiamoci la bocca. 

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