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Il conto alla rovescia per ripartire

di Paolo Lingua

Il conto alla rovescia per ripartire

Venerdì prossimo, non senza tensione da parte di tutta l’opinione pubblica, si attende il verdetto – stilato dal governo, sentite le regioni e, in particolare, i vertici sanitari e scientifici – sulle potenziali riaperture per tornare alla “quasi” normalità mentre si va verso una estate dominata dalla speranza di un periodo di evasione e di libertà ritrovata. Sarà meglio comunque premettere che la prudenza, in questo contesto in cui ci troviamo tutti, non sarà mai troppa. I rischi di assembramenti ci sono e , di conseguenza, occorre evitare nuove ondate di infezioni. Ma torniamo al conto alla rovescia che ci separa da venerdì. Visto il declino della pandemia, si spera (qualcuno ne è quasi certo)  in un allungamento della libertà no0tturna presso bar e ristoranti. Il termine delle 22  potrebbe spostarsi di un’ora almeno ma si spera di arrivare a mezzanotte.

Sarebbe un margine di respiro, in particolare per i ristoranti, che, con il limite delle 22, di fatto la sera lavorano poco o nulla, tra l’altro poco aiutati dalla pioggia e dal clima ancora poco estivo.  Ma c’è poi un altro aspetto non meno pressante. Ed è quello del ritorno al chiuso che appare determinante per le ore serale, ma anche per il pranzo potrebbe consentire un recupero da parte dei locali italiani (la metà o poco meno) che non possono lavorare perché impossibilitati  a operare all’aperto per assoluta mancanza di spazio. Ma questa seconda riapertura non è prevista per questo fine settimana, ma semmai spostata di altri sette giorni, in anticipo rispetto ai primi di giugno. Nel frattempo dovremmo assistere alle riaperture, sia pure in numeri contenuti e con tutti i controlli più severi, di teatri, cinema, piscine e palestre.  

Un po’ tutto il settore turistico o comunque collegato al mondo delle vacanze aspetta con ansia e preme. Un discorso che vale per spiagge pubbliche e private. Al di là del calo dei nuovi casi e dei ricoverati, per quel che riguarda le scelte strategiche della politica, sarà determinante il numero dei vaccinati. Dalle prime cifre delle prenotazioni sembrano molto determinanti i cittadini compresi nella fascia d’età 55 – 60 e  in quella tra i 51 e i 55 che sono in via di decollo. Sono gli italiani più decisi a vaccinarsi, mentre non mancano ancora dei “buchi” per quanto concerne le fasce più anziane che saranno comunque ricontrollate dalle Asl.  La strategia del vaccino sembra a tutt’oggi la chiave di volta per abbattere le diffusione del coronavirus: secondo il generale Figliuolo l’obiettivo è quello di arrivare a una sorta di immunità entro la fine di settembre, in modo da abbattere la quasi totalità dei rischi di infezione, anche se ci saranno manifestazioni di massa o collettive.

Tra l’altro, se si bloccherà l’arrivo di AstraZeneca, il vaccino che ha sollevato dubbi e diffidenze, si punterà sugli altri prodotti che non hanno mai avuto problematiche e per i quali non ci sono dubbi collettivi. Un po’ tutta la popolazione spera in un alleggerimento dei divieti, ma , al tempo stesso, si è preoccupati, a tutti i livelli, affinchè non si verifichino eccessi di alcun genere. Infatti, se si terrà duro, con la dovuta sino a settembre, avremo vaccinata tre quarti della popolazione e saremo agli attuali livelli dell’Inghilterra che sta tornando alla normalità. La vicenda della pandemia ha creato gravi problemi nell’economia e in particolare ha danneggiato infiniti settori produttivi, dalle piccole imprese commerciali e artigianali sino alle industrie medie. I danni sono stati pesanti e, al di là dei grandi interventi nazionali e internazionali e del Recovery, molto di attende dalla ripresa “naturale” della vita d tutti i giorni e dei consumi ad essa connessi. Sarà una ruota che torna a girare, sia pure con tutti ni supporti possibili. Ma il vaccino e la disciplina collettiva sono la chiave di volta.