Il cardinale Bagnasco, "ingiusto dimenticare i militari caduti"
di Michele Varì
L'omelia pronunciata per il 2 Novembre al cimitero di Staglieno
I militari defunti sono persone che forse non conosciamo ma alle quali siamo legati: chi ha compiuto il proprio dovere a volte fino al sacrificio della vita merita la nostra gratitudine e il nostro religioso suffragio. Dimenticarli sarebbe ingiusto e per chi vive, sarebbe come spiritualmente morire".
Lo ha detto il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente dei vescovi europei, nell'omelia pronunciata stamani al cimitero di Staglieno a Genova durante la Messa per i caduti di tutte le guerre. Il porporato ha ricordato "quanti, ieri e oggi, si dedicano al servizio della dignità e della libertà di popoli e Nazioni" affermando che anche se "i modi possono cambiare, gli ideali alti come bene comune, giustizia, libertà, pace e i valori dello spirito rimangono come anima delle comunità e desiderio di tutti".
Bagnasco ha poi ricordato l'importanza della coscienza di ciascuno: "quando la coscienza diventa individualista perde il criterio della giustizia e subentra, dispotico, quello dell'interesse proprio, sia esso del singolo o di gruppi o collettività". Tanto più che "sappiamo che esiste una coscienza personale e una coscienza sociale: dobbiamo averle a cuore entrambe, poiché si sostengono a vicenda. Se pensiamo ai nostri militari defunti nell'esercizio del dovere siamo certi che essi si sono alimentati al fuoco di grandi ideali e di piccole cose: nobili ideali che ispiravano un modo di pensare se stessi, gli altri, il Paese e piccole cose quotidiane che hanno preparato azioni grandi fino all'eroismo".
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