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Hiv e Covid-19, lotta al sommerso: "Vogliamo portare la Liguria a zero casi di Aids"

di Eva Perasso

L'infettivologo Di Biagio: "Test obbligatorio e profilassi per tutti per combattere la diffusione del virus in Liguria"

Come il Covid, l'HIV è un virus. Ma il coronavirus ha saturato i reparti di malattie infettive spostando l'attenzione che c'era sull'HIV "che dobbiamo sempre invece tenere sott'occhio perché ci dà problemi se le terapie sono fatte in modo tardivo e possono così creare problemi all'ospedale", spiega Antonio Di Biagio, infettivologo della Clinica di Malattie infettive del San Martino di Genova.

"Negli ultimi anni siamo riusciti a inserire il test obbligatorio per tutte le persone che entrano negli ospedali della Liguria da 18 a 65 anni perché vogliamo portare la nostra regione a essere a zero casi di infezione da HIV. E' già successo a San Francisco, a Londra. Esistono anche altre strategie come la profilassi pre esposizione per chi non ha ancora contratto il virus. La strategia di eccellenza della Liguria è trattare tutte le persone in modo indiscriminato sulla base della infezione da HIV riducendo così la possibilità che altre persone si contagino. Un po' quello che vorremmo accadesse col coronavirus", spiega l'infettivologo.

Sulla cura di questo virus, Di Biasio dichiara: "Ci aspettiamo nei prossimi anni l'arrivo di nuovi farmaci e trattamenti che consentano alle persone con infezione da HIV di avere una qualità della vita sempre maggiore". 

L'intervista integrale è disponibile in questo articolo e in tv sul canale 88 Salute Sanità.