G19+2 Sanità, Provenzale (Siemens Healthineers): "La vera sfida dell’IA è integrarla nei flussi diagnostici reali"
di Luca Pandimiglio
"Solo se l'IA diventa parte integrante del percorso operativo quotidiano è possibile un impatto concreto su efficienza e qualità dell’attività clinica"
L’intelligenza artificiale sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nel settore sanitario, arrivando a supportare processi decisionali e attività cliniche complesse. Tuttavia, secondo Antonio Provenzale, Digital Sales Specialist di Siemens Healthineers, il tema centrale non è tanto la disponibilità degli strumenti, quanto la loro effettiva integrazione nella pratica quotidiana degli operatori sanitari.
«L’intelligenza artificiale può certamente avere un impatto anche sui processi decisionali e sulle diverse operazioni che vengono svolte in ambito clinico», spiega Provenzale. «Ma la vera sfida oggi non è semplicemente utilizzare i tool di intelligenza artificiale. Sul mercato esistono già molte soluzioni e continueranno a svilupparsene sempre di più nei prossimi anni».
Secondo il manager, il valore dell’innovazione si misura nella capacità di inserirla in modo efficace all’interno dei processi esistenti.
«La questione fondamentale è capire come questi strumenti possano essere integrati nei flussi di lavoro reali, e in particolare nei flussi diagnostici. Solo quando l’intelligenza artificiale diventa parte integrante del percorso operativo quotidiano è possibile generare un impatto concreto sull’efficienza e sulla qualità dell’attività clinica».
Per rispondere a questa esigenza, Siemens Healthineers ha sviluppato una piattaforma dedicata all’orchestrazione delle applicazioni di intelligenza artificiale.
«Per questo abbiamo sviluppato una piattaforma di orchestrazione chiamata AI-Rad Companion Services, pensata proprio per tradurre le potenzialità degli strumenti di intelligenza artificiale in applicazioni concrete all’interno dei percorsi diagnostici. L’obiettivo è integrarli nel modo più trasparente possibile, senza modificare radicalmente le modalità operative degli operatori sanitari».
L’integrazione, sottolinea Provenzale, deve avvenire all’interno degli strumenti già utilizzati dalle organizzazioni sanitarie, garantendo al tempo stesso controllo e governance.
«La piattaforma consente di inserire queste soluzioni direttamente negli strumenti già in uso a livello aziendale, favorendone l’adozione in modo naturale. Allo stesso tempo permette alle organizzazioni di monitorare come vengono utilizzati questi strumenti, valutarne il livello di adozione e misurarne l’impatto all’interno della pratica clinica reale».
Per Siemens Healthineers, quindi, il futuro dell’intelligenza artificiale in sanità non dipenderà soltanto dalla qualità degli algoritmi, ma soprattutto dalla capacità di renderli parte integrante dei processi clinici quotidiani.
«L’innovazione produce valore quando è realmente utilizzabile. La sfida è costruire un ecosistema in cui l’intelligenza artificiale possa supportare professionisti e strutture sanitarie in modo efficace, controllato e perfettamente integrato nei percorsi di cura e diagnosi».
Per restare sempre aggiornati sulle principali notizie sulla Liguria seguiteci sul canale Telenord, su Whatsapp, su Instagram, su Youtube e su Facebook.
Altre notizie
G19+2 Sanità, Nicolò: “Sanità in trasformazione, servono risposte concrete, ascolto e più risorse per la Liguria”
16/06/2026
di Luca Pandimiglio
G19+2 Sanità, Fabi: "Case e ospedali di comunità sono la grande rivoluzione del PNRR"
16/06/2026
di Redazione

