G19+2 Sanità, Bucci rilancia la riforma dei medici di famiglia e chiede più risorse: "La Liguria va sostenuta"

di Luca Pandimiglio

"Io non chiedo aumenti in percentuale, chiedo aumenti in euro. Può essere il 6,5, il 7 o il 9 per cento, dipende dalle scelte del Governo"

La riforma della medicina generale e la richiesta di maggiori risorse dal Fondo sanitario nazionale sono stati i temi al centro dell'intervento del presidente della Regione Liguria Marco Bucci durante il forum “G19+2 Sanità – Regioni a confronto”, in corso ai Magazzini del Cotone di Genova.

Per Bucci, il riordino della medicina territoriale rappresenta una svolta necessaria per il futuro del sistema sanitario. «Questa è una riforma epocale, un grosso cambiamento. Siamo assolutamente d'accordo che non si fa in un giorno, ma qualcuno deve cominciare. Se le cose non si iniziano, poi non si finiscono», ha dichiarato il governatore, ribadendo il sostegno della Liguria e di molte altre Regioni al progetto di riforma che prevede un maggiore inserimento dei medici di medicina generale nel servizio sanitario pubblico.

Secondo Bucci, il percorso dovrà essere graduale e potrà coinvolgere inizialmente i professionisti più giovani o formule di lavoro part-time. «L'essenziale è che si cominci a camminare su questo percorso, perché ci porterà ad avere una migliore sanità territoriale. Oggi la sanità ospedaliera funziona e funziona bene, mentre dobbiamo migliorare quella territoriale», ha sottolineato.

Accanto alla riforma organizzativa, la Regione Liguria torna a chiedere un incremento delle risorse destinate alla sanità. Bucci ha confermato la richiesta di una quota maggiore del Fondo sanitario nazionale, precisando che il nodo centrale non riguarda le percentuali ma l'entità concreta dei finanziamenti. «Io non chiedo aumenti in percentuale, chiedo aumenti in euro. Può essere il 6,5, il 7 o il 9 per cento, dipende dalle scelte del Governo. A noi interessa che arrivino più risorse», ha affermato.

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