G19+2 Sanità, sottosegretario Butti: "L’innovazione è la chiave per una sanità più efficiente e sostenibile"

di R.S.

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"Abbiamo aperto un grande cantiere della digitalizzazione, prestando attenzione alle diverse velocità presenti nel Paese affinché nessuno restasse indietro"

G19+2 Sanità, sottosegretario Butti: "L’innovazione è la chiave per una sanità più efficiente e sostenibile"

La trasformazione digitale della sanità italiana passa dai territori, dall'interoperabilità dei dati e dalla capacità di coniugare innovazione e sostenibilità. È il messaggio lanciato da Alessio Butti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'Innovazione tecnologica, intervenuto al forum G19+2 Sanità.

«La Liguria, come sostiene il presidente Bucci, è una regione-test: non esiste innovazione se non si parte dal territorio», ha affermato Butti, sottolineando il ruolo delle realtà locali come laboratori di sperimentazione delle nuove tecnologie applicate alla salute. Un ringraziamento è stato rivolto anche al ministro della Salute, Orazio Schillaci, per aver sintetizzato «con sobrietà» il percorso compiuto negli ultimi tre anni e mezzo attraverso scelte definite «non facili ma coraggiose».

Secondo il sottosegretario, il cambiamento in atto nella sanità italiana ha una portata storica. «Abbiamo aperto un grande cantiere della digitalizzazione, prestando attenzione alle diverse velocità presenti nel Paese affinché nessuno restasse indietro». Digitalizzare, ha spiegato, significa non soltanto rendere più semplici i processi amministrativi e assistenziali, ma anche ridurre margini di discrezionalità burocratica, favorendo trasparenza ed efficienza.

Uno dei pilastri di questa trasformazione è rappresentato dall'interoperabilità dei sistemi e dei dati sanitari. «Tutto deve essere interoperabile, a partire dalle informazioni e dai migliori modelli organizzativi sviluppati nei territori», ha osservato Butti. In questo contesto si inserisce il potenziamento delle infrastrutture digitali nazionali, a cominciare dal Fascicolo sanitario elettronico, indicato come una delle esperienze più avanzate a livello europeo.

«La Commissione europea ha riconosciuto che l'Italia ha superato la media continentale, arrivando davanti a Paesi come Francia e Germania», ha ricordato il sottosegretario. Un risultato che si affianca allo sviluppo della telemedicina, considerata uno degli strumenti destinati a ridisegnare l'assistenza nei prossimi anni insieme a processi sempre più avanzati di virtualizzazione dei servizi.

Particolare attenzione è stata dedicata anche all'identità digitale. Butti ha evidenziato il lavoro svolto sul wallet digitale e sulla Carta d'identità elettronica, definita «fondamentale per la digitalizzazione della sanità», grazie anche all'intesa raggiunta con tutte le Regioni nell'ambito della Conferenza Stato-Regioni.

Sul fronte della governance, il sottosegretario ha ribadito l'importanza del ruolo delle autorità di garanzia, precisando però che «la necessaria attività di vigilanza non deve tradursi in un freno alle iniziative dei territori», per evitare di compromettere lo sviluppo dell'ecosistema sanitario locale.

Per Butti, la questione centrale resta quella della sostenibilità economica del sistema. «Dobbiamo certamente interrogarci sulle risorse disponibili, ma soprattutto su come spenderle meglio. Innovazione e digitalizzazione sono gli strumenti che possono aiutarci a ridurre la spesa improduttiva e a migliorare la qualità dei servizi».

Guardando al futuro, il sottosegretario ha richiamato l'attenzione sulle opportunità offerte dalla robotica e dall'intelligenza artificiale. I robot antropomorfi, oggi prevalentemente sviluppati in ambito industriale, potrebbero trovare applicazioni sempre più rilevanti in sanità. In questo scenario, la Liguria può giocare un ruolo di primo piano grazie alla presenza dell'Istituto Italiano di Tecnologia, definito da Butti «un'eccellenza assoluta».

L'evoluzione tecnologica, ha concluso, richiederà anche una riflessione sulle infrastrutture ospedaliere e sui modelli organizzativi. «Dobbiamo premiare i territori che fanno dell'innovazione un vero sistema di cura», ha affermato, annunciando la disponibilità del proprio team a collaborare con le amministrazioni regionali. «L'innovazione sarà il metodo vincente del futuro e rappresenta la strada per costruire una sanità più efficiente, moderna e sostenibile».

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