G19+2 Sanità, Riboldi: “Serve una sanità del futuro uniforme, più efficiente e sostenibile su tutto il territorio”
di Luca Pandimiglio
"Dobbiamo continuare a lavorare insieme, revisionare i processi, tagliare la spesa improduttiva e trasformarla in spesa clinica efficace"
Federico Riboldi, assessore alla Sanità della Regione Piemonte, sottolinea il valore del confronto tra Regioni come strumento essenziale per affrontare le criticità del sistema sanitario e costruire un modello più equo e moderno. “L’importanza di un forum che coinvolge tutte le regioni d’Italia per mettere al centro la sanità e provare a risolvere quelle che sono un po’ le problematiche che in questo momento attanagliano questo mondo. Soprattutto lavorare per costruire una sanità del futuro pubblica che non sia a macchia di leopardo e che possa dare a tutte le Regioni gli stessi servizi”.
Riboldi ha richiamato il senso dell’iniziativa “19 più 2”, evidenziando la complessità del sistema italiano, tra Regioni a statuto ordinario e autonomie speciali, e la necessità di affrontare insieme le sfide strutturali. “Questo è il motivo per il quale è importante un’iniziativa come il 19 più 2, che già dal titolo ci racconta di realtà diverse, di province autonome, regioni autonome e regioni a statuto ordinario, accomunate dal problema di far quadrare i conti della sanità, dare risposte efficaci, lavorare sulla rivoluzione della sanità territoriale e concentrarsi sulle piccole prestazioni che sono quelle che generano maggiore tempo d’attesa e più sfiducia nei cittadini”.
Al centro del suo intervento anche la difesa del Servizio sanitario nazionale e la necessità di rafforzarne le capacità di risposta, soprattutto nei settori più critici. “Il nostro sistema è un sistema universalistico, tra i pochi al mondo di questa concezione, da difendere strenuamente e che, soprattutto nell’ambito dell’alta intensità e dell’emergenza urgenza, offre risposte adeguate e risposte forti”.
Riboldi ha però evidenziato come alcune fragilità si concentrino sulla cosiddetta “bassa intensità”, con ricadute dirette sulla percezione dei cittadini. “Sulla bassa intensità, sugli screening e sulle piccole prestazioni spesso si creano criticità che allontanano i cittadini dal sistema pubblico”.
Ampio spazio anche al tema dell’innovazione tecnologica e dell’intelligenza artificiale come leva per migliorare l’efficienza del sistema sanitario. “Dobbiamo lavorare tutte le Regioni insieme con il governo nazionale. Oggi abbiamo qui il Dipartimento per la transizione digitale e in particolare l’intelligenza artificiale per migliorare alcuni processi e risolvere definitivamente problemi che da troppo tempo il pubblico si trascina”.
Infine, un passaggio sul rapporto con il governo e sul finanziamento del sistema sanitario, con una posizione di continuità e collaborazione istituzionale. “Noi lavoriamo col ministro quotidianamente, non possiamo chiedere molto di più perché il riparto fatto dal governo è il più alto di sempre. È chiaro che la sanità ha sempre bisogno di risorse e ogni anno il finanziamento va rivisto. Il ministro è una persona di dialogo profondo con le Regioni. Non c’è nulla di più da chiedere se non continuare a lavorare insieme, revisionare i processi, tagliare la spesa improduttiva e trasformarla in spesa clinica efficace”.
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