G19+2 Sanità, Quintavalle: "Rendere accessibili le nuove infrastrutture sanitarie e passare dalla prestazione alla presa in carico”

di Luca Pandimiglio

"Il segno di una grande sanità è anche la capacità di rispondere ai problemi dei minori e della salute mentale”

Giuseppe Quintavalle ha tracciato un quadro della fase di trasformazione che sta attraversando il Servizio sanitario nazionale, sottolineando come il vero nodo oggi non sia la costruzione delle infrastrutture, ma la loro reale accessibilità per i cittadini. “Siamo in una fase di transizione in cui abbiamo operato in maniera naturalmente costruttiva e positiva la realizzazione di un’infrastruttura, ma l’infrastruttura deve essere resa accessibile a tutti”.

 

Quintavalle ha indicato come “infrastrutture” non solo gli spazi fisici, ma l’intero ecosistema della sanità territoriale e digitale, in profonda evoluzione. “Per infrastrutture intendo le case di comunità, le centrali operative, i percorsi diagnostico-terapeutici tra ospedale e territorio e l’infrastruttura digitale che utilizza telemedicina, fascicolo sanitario e intelligenza artificiale”.

 

Secondo il presidente FIASO, la sfida decisiva è culturale e riguarda il rapporto tra cittadini e nuovi strumenti del sistema sanitario. “Il cittadino va preparato, informato, va condotto all’utilizzo di questi nuovi strumenti. Possiamo dire di essere a metà del guado, per arrivare poi a una prospettiva di miglior utilizzo”.

 

Quintavalle ha insistito anche sul ruolo della comunicazione e della divulgazione nel rendere comprensibile il cambiamento in atto. “Grazie anche a voi, ai media, si può far comprendere ai cittadini che la sanità è cambiata, che le velocità sono differenti e che si deve lavorare non più su una prestazione ma su una presa in carico”.

 

Un passaggio centrale del suo intervento riguarda infatti il cambio di paradigma del sistema sanitario, sempre più orientato alla continuità assistenziale. “È un cammino difficile, ma credo che ci riusciremo, anche se serve molto il contributo della popolazione”.

 

Sul fronte regionale, Quintavalle ha espresso un giudizio positivo sull’esperienza ligure, evidenziando il lavoro già avviato sul territorio. “La Liguria è una delle regioni virtuose, ha colleghi molto validi e una politica che promuove un percorso già in essere. Ci sono molte best practice che stanno mettendo in campo”.

 

Ha inoltre sottolineato la necessità di mettere in rete la complessità del sistema ospedaliero con un territorio profondamente cambiato, anche dal punto di vista demografico. “Bisogna mettere in correlazione la grandissima complessità dei mega ospedali con un territorio che non è più diviso a recinti e con un andamento demografico completamente diverso, con una popolazione invecchiata”.

 

Infine, un richiamo alle nuove fragilità sociali e sanitarie e al lavoro di sistema necessario per affrontarle. “Il segno di una grande sanità è anche la capacità di rispondere ai problemi dei minori e della salute mentale”.

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