G19+2 Sanità, Butti: “La digitalizzazione rende la sanità più efficiente, sostenibile e vicina al cittadino”

di Luca Pandimiglio

"La virtualizzazione spinta è una realtà che ci consentirà di curare meglio, lasciando il paziente a casa e evitando accessi inutili in ospedale"

Alessio Butti ha indicato nella collaborazione tra governo, Regioni e sistema sanitario il vero “passo decisivo” per la trasformazione digitale della sanità italiana, sottolineando come le riforme in corso stiano già cambiando il rapporto tra cittadini e Servizio sanitario nazionale. “Il passo decisivo è la straordinaria collaborazione che il governo è riuscito a instaurare con i territori, quindi con le Regioni e con i portatori di interesse come gli operatori sanitari e le imprese che stanno lavorando alla digitalizzazione”.

 

Butti ha richiamato alcuni degli strumenti già introdotti o potenziati nell’ambito della transizione digitale, evidenziando il ruolo centrale del cittadino. “Il cambio di passo lo abbiamo dimostrato con una serie di interventi, dal wallet digitale al fascicolo sanitario elettronico. Tutti interventi che hanno messo al centro il paziente, il cittadino, facilitando la relazione tra cittadino-paziente e Servizio sanitario nazionale”.

 

Secondo Butti, la digitalizzazione rappresenta non solo un miglioramento organizzativo, ma anche un fattore di efficienza economica e di riallocazione delle risorse. “La digitalizzazione rende tutto più snello, più vicino al cittadino e più trasparente e soprattutto meno costoso. Il risparmio ottenuto a livello centrale sulla spesa sanitaria può essere devoluto alla cura della persona”.

 

Il sottosegretario ha poi fatto riferimento allo stato di avanzamento dei progetti digitali in Liguria, esprimendo soddisfazione per i risultati raggiunti a livello territoriale. “In Liguria sono molto contento e soddisfatto perché abbiamo seguito passo passo l’attività delle Regioni. Il 99,5% dei Comuni liguri ha aderito ad almeno una delle misure previste dal PNRR. È in corso una straordinaria migrazione dei dati al cloud, una sorta di cassaforte per la gestione delle informazioni sanitarie e amministrative”.

 

Tra gli strumenti citati anche le piattaforme digitali per la gestione dei servizi pubblici e delle comunicazioni ufficiali. “C’è un’altra piattaforma, Send, che consente di inviare atti di importanza legale, non solo multe ma anche notifiche. La Regione Liguria sta rispondendo molto bene”.

 

Butti ha infine tracciato una prospettiva di lungo periodo, immaginando una sanità sempre più digitalizzata e integrata, senza però sostituire il ruolo del personale sanitario. “Tra una decina d’anni la sanità a livello digitale sarà estremamente virtualizzata e robotizzata, ma questo non significa snaturare il ruolo del medico e dell’operatore sanitario: significa coadiuvarlo. La virtualizzazione spinta è una realtà che ci consentirà di curare meglio, lasciando il paziente a casa e evitando accessi inutili in ospedale”.

 

In questa visione, la digitalizzazione diventa anche uno strumento di umanizzazione del sistema sanitario. “L’umanizzazione è restituire tempo ai cittadini, che oggi spesso devono occuparsi di documenti, ricette e prescrizioni: la digitalizzazione serve proprio a semplificare tutto questo”.

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