G19+2 Sanità, Nicolò: “Sanità in trasformazione, servono risposte concrete, ascolto e più risorse per la Liguria”
di Luca Pandimiglio
"Le case di comunità non sono, come molti dicono, scatole vuote, ma sono strutture ambulatoriali all’interno delle quali ci sono specialisti"
Massimo Nicolò ha sottolineato la rilevanza nazionale del G19+2 Sanità in corso ai Magazzini del Cotone, alla presenza del ministro della Salute e dei principali attori del sistema sanitario. "Giorni molto importanti con l’arrivo del ministro. Oggi e domani si tiene qui a Genova, ai Magazzini del Cotone, un importante convegno di respiro nazionale. Quindi non sono soltanto tematiche sanitarie di Regione Liguria, ma tematiche che hanno un respiro nazionale. Per questo motivo viene il ministro Schillaci che ringrazio. Saranno presenti tutti gli stakeholder, le istituzioni, le direzioni generali sanitarie delle aziende liguri, ma anche delle altre aziende”.
Nicolò ha evidenziato come il confronto si inserisca in un quadro più ampio di trasformazione del sistema sanitario, sempre più centrato su medicina territoriale, innovazione e nuovi bisogni dei cittadini. “Le tematiche che verranno affrontate oggi sono tematiche che riguardano certamente la medicina territoriale, che oggi sta diventando sempre più importante e strategica, ma anche il problema dei farmaci e l’intelligenza artificiale. Cercheremo di fare il punto a 360 gradi su tutte le tematiche sanitarie e sociali”.
Al centro del suo intervento anche il rapporto tra istituzioni e cittadini, con l’esigenza di un cambio di approccio nella programmazione sanitaria. “In un momento come questo, dove la sanità è in un profondo cambiamento, non è più la sanità di qualche anno fa. Oggi i cittadini ci chiedono sempre più spesso bisogni che fino a qualche anno fa non ci venivano chiesti. Quindi credo che si debba avere un po’ più di attenzione ai bisogni che i cittadini ci chiedono. Serve un momento di ascolto da parte dei cittadini e delle istituzioni. Credo che questa sia la tematica più importante. Il ministro in questo è sempre coinvolto perché le tematiche sul territorio sono all’ordine del giorno nell’agenda del governo. Sono convinto che tutti insieme riusciremo da qui in avanti a portare una risposta certa e concreta a tutte le persone”.
Sul piano regionale, Nicolò ha rivendicato il contributo della Liguria nel dibattito nazionale, soprattutto sul fronte della sanità territoriale e del modello organizzativo. “Noi come Liguria non abbiamo da insegnare niente a nessuno, perché anche le altre regioni sono ben attrezzate. Quello che possiamo portare è la nostra esperienza in tema di ritorno alla medicina del territorio. Il modello Liguria sulle case di comunità e sugli ospedali di comunità sta funzionando”.
Il riferimento è alle strutture territoriali e al ruolo dei medici di medicina generale. “I medici di medicina generale sono presenti nelle case di comunità. Le case di comunità non sono, come molti dicono, scatole vuote, ma sono strutture ambulatoriali all’interno delle quali ci sono specialisti, professioni sanitarie, infermieri e medici di famiglia che prestano il loro servizio come previsto dalle norme”.
Ampio spazio anche al tema della carenza di medici e alla necessità di rafforzare la formazione. “Il tema della mancanza di medici non è soltanto ligure ma nazionale. Stiamo cercando di fare proposte ai sindacati della medicina generale. Credo che la cosa più importante oggi sia istituire la scuola di specialità per la medicina generale, perché quello è il punto che può consentire una valorizzazione del medico di medicina generale”.
Infine, un passaggio sulle risorse destinate al sistema sanitario, con un’attenzione particolare alla specificità demografica della Liguria. “Chiediamo e pretendiamo un aumento della quota del Fondo sanitario nazionale per la Liguria, perché è una terra di longevità. Abbiamo una quota di ultrasessantacinquenni e over 75-80 tra le più alte d’Italia e d’Europa. Questo comporta un aumento dei costi per garantire una vita non solo più lunga, ma anche di qualità. Per fare questo servono risorse, e noi queste le pretendiamo”.
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