G19+2 Sanità, Orlandi (CDS Genova): "'L'IA sta trasformando la radiologia, migliorando qualità ed efficienza"

di Luca Pandimiglio

"Le nuove tecnologie consentono di velocizzare l’esecuzione e l’analisi degli esami, contribuendo allo stesso tempo a migliorarne la qualità"

L’intelligenza artificiale è destinata a cambiare profondamente il modo in cui vengono svolte le attività diagnostiche e organizzate le prestazioni sanitarie. In particolare, nel campo della radiologia, le nuove tecnologie stanno già dimostrando di poter offrire un contributo significativo sia in termini di qualità clinica sia di efficienza operativa. Ne è convinto Davide Orlandi, medico radiologo di CDS Genova.


«L’impatto dell’intelligenza artificiale in radiologia è estremamente importante e certamente molto rilevante», afferma Orlandi. «Si tratta di una trasformazione che nei prossimi anni modificherà in modo radicale non solo la disciplina radiologica, ma più in generale l’intero approccio alla medicina e alla gestione dei servizi sanitari».


Secondo lo specialista, uno dei principali benefici dell’intelligenza artificiale riguarda la capacità di accelerare i processi diagnostici senza compromettere la qualità delle prestazioni.


«Le nuove tecnologie consentono di velocizzare l’esecuzione e l’analisi degli esami, contribuendo allo stesso tempo a migliorarne la qualità. Questo aspetto è particolarmente importante in un contesto sanitario che deve rispondere a una domanda crescente di prestazioni e garantire tempi sempre più rapidi ai pazienti».


L’apporto dell’intelligenza artificiale risulta particolarmente prezioso nella gestione degli esami più complessi e dei contesti caratterizzati da elevati volumi di attività.


«Uno degli ambiti in cui l’intelligenza artificiale può fare maggiormente la differenza è il supporto alla refertazione degli esami complessi e alla gestione degli esami ad alto flusso. Il radiologo si trova spesso a operare in condizioni di forte pressione, dovendo analizzare un numero elevato di immagini e informazioni in tempi contenuti».


In questo scenario, gli strumenti basati sull’intelligenza artificiale diventano un supporto concreto per il professionista.


«L’intelligenza artificiale aiuta il radiologo a mantenere il ritmo richiesto dall’attività quotidiana, riducendo il rischio di rallentamenti, sovraccarichi o possibili elementi di confusione. Non sostituisce il medico, ma lo supporta nell’organizzazione del lavoro e nell’analisi delle informazioni, consentendo una gestione più efficace dei flussi diagnostici».


L’obiettivo finale, sottolinea Orlandi, rimane il miglioramento del servizio offerto ai cittadini.


«Grazie a questi strumenti è possibile garantire ai pazienti un servizio sempre più efficiente e di qualità, mantenendo elevati standard diagnostici anche in presenza di carichi di lavoro molto elevati. È questa la direzione verso cui sta andando la radiologia del futuro».

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