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Gronda, Toti e Bucci: "Lo stop sarebbe un danno gigantesco per Genova"

di Redazione

"Siamo pronti a discutere con qualunque Governo ma basta parole"

Gronda, Toti e Bucci: "Lo stop sarebbe un danno gigantesco per Genova"

"Il Ministro Toninelli boccia il progetto della Gronda autostradale di Genova, dicendo che se ne farà una diversa: sarebbe un danno gigantesco per la città e per la Liguria tutta". Lo affermano in una nota il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti e il sindaco di Genova Marco Bucci, dopo la pubblicazione dal Mit dell'analisi costi-benefici sull'opera sottolineando l'opportunità di valutare opzioni più efficienti. "Genova, come dimostra la tragedia del ponte Morandi - affermano Toti e Bucci - non può aspettare un secondo di più. Gli espropri sull'area del cantiere sono già stati eseguiti da Regione. Tutto è pronto. Ora si proceda senza indugi. Siamo pronti a discutere come istituzione locale con qualunque governo verrà, ma il risultato deve essere uno. Basta parole e polemiche e si comincino ad assumere tecnici ed operai per realizzare quest'opera fondamentale".

"L'analisi costi benefici, divulgata ieri in modo surreale mentre il Governo sta facendo gli scatoloni, non dice affatto che la Gronda sia un progetto non conveniente - notano tra l'altro il presidente della Liguria e il sindaco di Genova -. Al contrario, se mettiamo in conto anche le penali e i tempi per un nuovo progetto, risulta che il cantiere attuale, che già doveva essere partito e che i cittadini stanno già pagando, è in assoluto l'ipotesi più economica". "E' paradossale per un ministro 5 stelle - dicono Toti e Bucci - sottolineano tra l'altro - che nell'analisi costi benefici si conteggino anche le minori accise incassate dallo Stato per la minore benzina consumata dai veicoli (ovvero diminuirebbero gli introiti derivanti dalle accise). Non c'è che dire, una straordinaria coscienza ambientale per un partito che del 'climate change' ha fatto la sua bandiera. Solo l'arroganza dei grillini può pensare di bloccare un progetto già approvato da tutte le associazioni di categoria, dai sindacati, dagli operatori portuali e frutto di un dibattito pubblico durato quasi 15 anni (per colpa del Pd)".