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Gronda, Autostrade: "Nell'analisi del Mit errori macroscopici e valutazioni arbitrarie"

di Marco Innocenti

"Le soluzioni alternative, poi, non sarebbero realizzabili"

L'analisi costi-benefici della Gronda "è caratterizzata da errori macroscopici, soluzioni tecniche irrealizzabili, valutazioni dei dati del tutto arbitrarie". Lo afferma Autostrade per l'Italia in una nota, aggiungendo che, "nonostante tale uso assolutamente non corretto dei parametri, su cui Aspi si riserva azioni legali a propria tutela, l'esito dell'analisi è positivo, confermando la netta prevalenza dei benefici sui costi dell'opera". Per Aspi l'unico effetto dell'analisi, se tenuta in considerazione, sarebbe di "ritardare ulteriormente la realizzazione dell'opera".

"Qualora fosse tenuta in considerazione - prosegue Aspi - questa analisi costi-benefici avrebbe come unico effetto quello di ritardare ulteriormente la realizzazione dell'opera, fortemente voluta dalla comunità genovese, dalle istituzioni locali e dall'intero mondo produttivo". La società sintetizza quindi le "principali incongruenze" contenute nell'analisi: "Le soluzioni alternative proposte non sono tecnicamente realizzabili, in quanto i lavori necessari non sono eseguibili, oppure bloccherebbero di fatto il traffico da e verso Savona per numerosi anni. Infatti le soluzioni alternative prospettate, invece di spostare il traffico pesante al di fuori del tessuto urbano, caricherebbero di pesanti flussi le tratte cittadine, congestionando ulteriormente la città di Genova. Inoltre, l'analisi del Mit non tiene minimamente conto delle valutazioni di sicurezza, elemento fondamentale per qualunque studio di questo tipo".

"La cancellazione del progetto - aggiunge Aspi - che ha da tempo completato il suo iter autorizzativo, determinerebbe danni ingenti per lo Stato. Aspi, in seguito al contratto firmato con il Mit, ha già effettuato il 92% di espropri sul territorio e bandito gare per circa 700 mln di euro. Il mancato avvio dei lavori e una modifica del progetto, come stimato dalla stessa analisi costi-benefici, comporterebbe il risarcimento di oltre 1 miliardo di euro per i lavori finora svolti. Peraltro, il costo finale dell'opera è di 4,3 miliardi di euro, invece dei 4,7 erroneamente riportati dallo studio Mit".

"L'analisi del Mit è basata su un progetto superato della Gronda, non sul progetto esecutivo - rileva infine Aspi - Vengono usate infatti planimetrie superate e inserite connessioni ad oggi non esistenti o non facenti parte del progetto di Aspi. Non si tiene conto inoltre della liberalizzazione del tratto della A10 tra Prà e Genova Aeroporto, richiesta dallo stesso Mit con l'approvazione del progetto definitivo nel settembre 2017. E' dunque evidente che il gruppo di lavoro del Ministero non ha lavorato sul progetto esecutivo, di cui il Ministero è in possesso dallo scorso agosto, e che l'analisi è stata svolta senza alcun contraddittorio con Autostrade per l'Italia. In ogni caso, sono da ritenersi molto più rilevanti e preziosi i suggerimenti sul campo fatti da migliaia di cittadini genovesi nell'ambito del dibattito pubblico, primo esperimento del genere in Italia, rispetto ad astruse opzioni studiate a tavolino a Roma".

"Qualunque tipo di modifica del progetto farebbe ripartire da zero l'iter progettuale e autorizzativo della Gronda - si conclude nella note - causando un ritardo di 6-10 anni nella realizzazione dell'opera, determinando il rischio di affossarla definitivamente. L'iter autorizzativo del progetto di Autostrade è già completato: il progetto definitivo è stato approvato dal Mit il 7 settembre 2017 e nell'aprile 2018 è stato approvato il relativo Piano di Convalida che ha definito gli aspetti finanziari dell'intervento. Si attende dallo scorso agosto l'ok politico sul progetto esecutivo, che consentirebbe di aprire subito i cantieri".