Genova, convegno LGBTQIA+. Salis: "Bisogna superare gli schemi che escludono o semplificano i problemi sociali"
di Carlotta Nicoletti
"Non ci manca il coraggio. Continueremo ad agire secondo i nostri programmi e i valori che ci guidano"
Il rispetto delle diversità e la collaborazione tra assessorati diventano la chiave per un’amministrazione capace di affrontare con coraggio tutte le sfide: dai diritti civili allo sviluppo economico. È il messaggio emerso dall’incontro tra rappresentanti della comunità LGBTQIA+ e amministratori locali, che rilanciano un’idea di città più inclusiva e coesa con il convegno "Il benessere della cittadinanza e delle persone minori al centro dell'azione amministrativa pubblica". Durante il convegno è stata ricordata la Giornata Internazionale contro l'omofobia, la lesbofobia, la transfobia e la bifobia (DAHOBIT) che cadrà domani 18 maggio. E si celebra già da questa sera con la Colorata Cena in piazza De Ferrari, dove saranno allestiti 36 tavoli che riprendono i colori della bandiera rainbow, ossia il simbolo del movimento LGBTQIA+. I posti a sedere sono 1200 e la cena è già andata sold out. I partecipanti aiuteranno a imbandire i tavoli e cucineranno pietanze colorate in base al colore del proprio tavolo. Ci sarà musica e intrattenimento durante la serata.
Inclusione – «Non tutti gli approcci permettono a ogni persona di essere vista e rispettata nelle proprie scelte di vita», ha dichiarato la sindaca di Genova Silvia Salis, sottolineando la necessità di superare gli schemi che escludono o semplificano i problemi sociali. L’obiettivo è garantire pari dignità e attenzione a ogni ambito della vita cittadina.
Coraggio – Durante l’incontro, i portavoce della comunità LGBTQIA+ hanno chiesto più determinazione: “Serve coraggio”, hanno ribadito, ricordando che il percorso verso una piena inclusione è ancora lungo. Il sindaco ha replicato con fermezza: «Non credo che a questa amministrazione manchi coraggio. Continueremo ad agire secondo i nostri programmi e i valori che ci guidano».
Collaborazione – Tutti gli assessorati sono chiamati a lavorare insieme. Dai trasporti ai servizi pubblici, fino alle politiche sociali e al lavoro, l’approccio sarà condiviso e trasversale. «È un metodo che ho chiesto sin dall’inizio – ha spiegato – perché ogni questione della città va affrontata in modo coordinato».
Visione – L’obiettivo finale è costruire una città capace di riconoscere la complessità della vita delle persone, senza graduatorie tra i temi. Diritti, economia e infrastrutture devono procedere in parallelo, con uno sguardo comune orientato al futuro.
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