Pegli, in via Opisso il bar che raccoglie occhiali usati per donarli al Congo
di Anna Li Vigni
L'idea è nata grazie all’associazione “Il Nodo sulle Ali del Mondo”, realtà impegnata nella solidarietà locale e internazionale
A Pegli, in via Opisso, c’è un bar che è molto più di un semplice locale. È un punto di incontro, un presidio di quartiere, un piccolo mondo fatto di solidarietà, arte e cultura condivisa. Qui, tra libri nel cestino di una bicicletta decorata all’uncinetto, fotografie appese alle pareti e richiami all’Africa, Vincenza, per tutti “Vinni”, porta avanti una raccolta di occhiali usati destinati alla Repubblica del Congo.
"Mi hanno chiesto di essere un punto di raccolta circa un anno e mezzo fa", racconta Vinni. "Gli occhiali vengono poi inviati in Congo, dove un ottico si occupa di ripristinare le lenti e consegnarle alle persone che ne hanno bisogno".
Un gesto semplice, ma dal grande valore umano. "Ci hanno anche mandato le foto delle persone che hanno ricevuto gli occhiali", spiega, "ed è stato molto emozionante. Sapere che qualcuno può usare i nostri occhiali perché noi abbiamo dovuto cambiarli è davvero qualcosa di bello".
Nel tempo, la risposta del quartiere è stata straordinaria. "Ne abbiamo raccolti centinaia e centinaia. Tante persone arrivavano con sacchetti pieni, sia di occhiali da vista sia da sole. Non saprei quantificarli".
L’iniziativa nasce grazie all’associazione “Il Nodo sulle Ali del Mondo”, realtà impegnata nella solidarietà internazionale. E il locale di Vinni sembra incarnarne perfettamente lo spirito: un luogo multiculturale, aperto, inclusivo. "Mio marito è senegalese, quindi l’Africa fa parte anche della nostra storia", racconta.
A frequentare il bar sono giovani, anziani e clienti affezionati del quartiere. "Pegliesi, persone gentili, che hanno voluto partecipare con il cuore".
Ma il locale è anche un piccolo laboratorio artistico. Alle pareti ci sono fotografie scattate da Vinni durante i suoi viaggi, immagini di Pegli, piatti del locale, fiori e opere realizzate da artisti amici. Tra questi anche Donna Rosa, che ogni giorno passa a mangiare e lascia i suoi disegni.
Fuori dal bar spicca invece una bicicletta speciale, diventata ormai simbolo del locale. "Mi spostavo sempre in bici", racconta Vinni, "e nel cestino abbiamo deciso di mettere libri a disposizione di tutti. Chi vuole può prenderne uno anche senza lasciarne un altro. Magari lo riporterà più avanti".
Un vero “bar della cultura”, come lo definisce lei stessa, capace di ospitare artisti, scrittori e iniziative sociali. Persino la grande parete dedicata all’Africa racconta questa identità: una sagoma del continente incorniciata con materiali recuperati al mercatino dell’usato.
E mentre gli ultimi occhiali raccolti vengono preparati per la spedizione, l’appello resta aperto: "La raccolta continua. Basta portarli qui, lasciarli in un sacchetto, e poi verranno ritirati per essere sistemati e inviati a chi ne ha bisogno".
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