Green pass, il bilancio delle prime settimane al ristorante San Giorgio: "Mi aspettavo peggio"

di Alessandro Bacci

Danilo Scala: "Sarebbe stato giusto inserirlo subito anche sui mezzi pubblici e in altre attività, così penalizzati sempre i ristoratori"

Tempo di bilanci per i ristoranti a quasi un mese dall'introduzione del green pass obbligatorio per i locali interni. A parlare ai microfoni di Telenord è Danilo Scala del ristorante San Giorgio di Genova, che effettua un primo bilancio di queste settimane: “Devo dire la verità, mi aspettavo peggio, le vaccinazioni stanno aumentando e direi che il bilancio è positivo. Abbiamo attrezzato anche all'esterno per quei pochi che non hanno il green pass. Noi chiediamo in fase di prenotazione il green pass, poi chiediamo di mostrarlo quando il cliente arriva perchè è obbligatorio. È capitato di dover allontanare dei clienti sprovvisti di green pass quando pioveva, i clienti hanno capito il momento e l'hanno presa abbastanza bene...”

È cambiato qualcosa? “No, tutti i ragazzi hanno il green pass e hanno fatto il vaccino. Diciamo che siamo in linea.”

Vi preoccupa l'autunno? “Io non sono tanto d'accordo come hanno attuato queste normative sul green pass, sarebbe stato giusto inserirlo subito anche sugli autobus, sui mezzi pubblici e in altre attività, perché comunque penalizzati sono sempre i ristoratori... Forse dovevano un po' forzare il green pass in tutti i settori, invece siamo sempre colpiti noi ristoratori.”

Come è andata l'estate? “Siamo ripartiti bene, siamo felici, abbiamo aperto anche un punto alla Marina di Sestri. Adesso aspettiamo l'inverno sperando che non ci siano ulteriori chiusure o restrizioni.”