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Governo M5s-Pd, oggi il verdetto su Rousseau. Rebus ministero per Orlando

di Fabio Canessa

Dalle 9 alle 18 il voto sulla piattaforma online dei grillini. Conte da Mattarella entro domani (salvo sorprese)

Il governo passa dalla prova Rousseau, la piattaforma online degli iscritti al Movimento 5 Stelle, dove dalle 9 alle 18 si voterà il via libera al governo Conte-bis insieme al Partito Democratico. "Ora tocca a voi iscritti decidere - è l'appello di Di Maio - perché per il M5S è un valore irrinunciabile. E voglio rivolgermi a chi in queste ore ha dei dubbi: non c'è un voto giusto o un voto sbagliato, ci sono le vostre idee e la somma delle vostre idee indirizzerà il Movimento".

Al momento sembrano esclusi colpi di scena, ma la risposta più o meno netta degli elettori grillini potrebbe spostare ancora qualche equilibrio nella futura squadra di governo. Dopo il vertice a Palazzo Chigi, nelle prossime ore nuova riunione tra Orlando-Franceschini per la parte dem e Patuanelli-Spadafora per i pentastellati.

Tutti e quattro dovrebbero essere membri del futuro governo giallo-rosso, ma al momento resta in bilico il ruolo dello spezzino Orlando, ex ministro della Giustizia. Quel dicastero potrebbe tenerselo Bonafede, visto che il M5s avrebbe incassato il placet per lui, Fraccaro e Costa. Sia lui che Franceschini erano i papabili vicepremier, ma entrambe le parti hanno rinunciato al ruolo.

Ancora apertissima la corsa al Viminale (c'è Di Maio che scalpita, ma anche qui potrebbe prendere quota Orlando). Altre fonti danno invece il leader M5s vicino agli Esteri, e anche in questo caso spunta il nome di Orlando per i dem.

Per il momento una lista nero su bianco non c'è ma si continua a fare una serie di ipotesi sugli incastri tra nomi e caselle. Il tentativo in atto è accelerare e chiudere le trattative in tempo per permettere a Conte di andare al Quirinale se possibile già stasera, salvo sorprese dal voto su Rousseau, o più realisticamente mercoledì.

Tecnico molto quotato al momento e meno attaccabile dalle opposizioni, Lega in testa, sulle politiche dell'immigrazione, si ragiona, non avendo una connotazione politica. Laura Castelli, Marta Grande e Vittoria Baldino sono nomi che circolano in quota donne (più defilata la genovese Pinotti).

Anche Stefano Buffagni potrebbe entrare nell'esecutivo benché, per lui, ci siano diverse resistenze da superare. La casella Economia resta in bilico tra chi vorrebbe un tecnico e chi, sia nel Pd che nel M5S, spinge per una soluzione politica che darebbe meno alibi a chi, come la Lega, accuserà il governo di farsi dettare la manovra da Bruxelles. Nel primo caso i nomi in pole sono, oltre a Salvatore Rossi, quelli di Dario Scannapieco, Giuseppe Pisauro. Nel secondo caso regge la candidatura di Roberto Gualtieri.

Il Pd potrebbe prendere il ministero della Sanità e punta al Mise dove è forte la candidatura di Paola De Micheli. Per il Lavoro - dove potrebbe sedere anche Graziano Delrio - i renziani vorrebbero un "uomo del Jobs Act" ma difficilmente il M5S acconsentirà. Tra le fila dell'ex premier in pole restano comunque i nomi di Anna Ascani e Lorenzo Guerini. E, in uno schema con zero vicepremier e un sottosegretario "di fiducia" di Conte, aumentano le possibilità che il commissario Ue sia di colore Pd.

Paolo Gentiloni è il nome che circola con una certa insistenza ormai da giorni. Da considerare, inoltre, il ruolo di Leu: in tarda serata i due capigruppo Loredana De Petris e Federico Fornaro hanno incontrato Conte e non si esclude una loro presenza nel governo: il nome in pole è quello di Rossella Muro.