"Golf oltre ogni barriera" ad Arenzano: sport, inclusione e partecipazione
di Anna Li Vigni
Otto tappe nei circoli regionali fino al Campionato Europeo Paralimpico di luglio al Sant’Anna Golf di Cogoleto
Una giornata all’insegna dello sport, dell’inclusione e soprattutto della partecipazione quella andata in scena ad Arenzano, dove il golf si conferma disciplina capace di unire atleti con percorsi diversi in un’unica grande esperienza condivisa.
Tra i presenti anche Antonio Micillo, presidente del CONI Liguria, che ha voluto testimoniare la propria vicinanza al movimento paralimpico, sottolineando il valore umano e sportivo degli atleti: ragazzi capaci di risultati straordinari, spesso oltre le aspettative, anche in una disciplina tecnica e complessa come il golf.
L’evento ha rappresentato non solo una competizione, ma anche un momento di avvicinamento allo sport grazie a un Open Day dedicato a giovani e persone con disabilità, che hanno potuto sperimentare i primi rudimenti del golf. Un’occasione preziosa per scoprire uno sport che, come evidenziato dagli organizzatori, non è affatto semplice ma regala grandi soddisfazioni e favorisce la socialità.
Il golf, infatti, si distingue per la sua doppia natura: competizione e condivisione. Si gioca insieme agli altri, ma la vera sfida è con se stessi, nel tentativo di migliorarsi colpo dopo colpo. Un equilibrio che lo rende particolarmente adatto a contesti inclusivi, dove le differenze si trasformano in valore.
L’iniziativa rientra nel progetto “Golf oltre ogni barriera”, promosso in Liguria con un calendario di otto tappe nei circoli regionali, culminando nel Campionato Europeo di golf paralimpico previsto a luglio al Sant’Anna Golf di Cogoleto. Un appuntamento di rilievo internazionale che conferma la crescita del movimento sul territorio.
Non solo inclusione, ma partecipazione attiva: è questo il concetto chiave ribadito durante la giornata. Atleti paralimpici e non competono insieme, suddivisi per categorie, in una dimensione sportiva autentica dove il merito resta l’unico vero criterio.
Grande attenzione anche al mondo femminile, ancora poco rappresentato ma in forte crescita. Progetti come “Golf in Rosa” puntano ad aumentare la presenza delle donne, valorizzando le loro potenzialità in una disciplina dove tecnica e coordinazione fanno la differenza.
Il golf paralimpico si conferma così non solo uno sport, ma un’esperienza completa: sociale, educativa e, in alcuni casi, persino terapeutica. Un ambiente naturale, tempi distesi e una forte componente relazionale contribuiscono a creare un contesto ideale per il benessere della persona.
La parola d’ordine resta “partecipazione”: un invito rivolto a famiglie, giovani e potenziali atleti a mettersi in gioco, provare e scoprire nuove opportunità. Perché, come emerso chiaramente ad Arenzano, il golf può davvero diventare uno strumento per abbattere ogni barriera.
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