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1990-2020: Vent'anni di Giornata Nazionale del Gatto

di Cristina Capacci

"In città ancora troppi gatti randagi" la denuncia di Zampatesa

Oggi è la festa nazionale del gatto e sono oltre 7 milioni i mici domestici nel nostro Paese. Nata nel 1990,  (in molti altri Paesi è l'8 agosto la ricorrenza) secondo una vecchia tradizione: è il "mese dei gatti e delle streghe", e il 17 è il giorno associato alla sventura, paura popolare che ha sempre accompagnato il felino domestico.

Già addomesticato dagli antichi Egizi oltre seimila anni fa per difendere le granaglie dai topi, divenne anche una divinità.

La storia dell'uomo e quella del gatto corrono parallele da sempre, dalle mummie di gatti degli egiziani, che li amavano fino a portarli nell'oltretomba, ai mosaici di Pompei, che testimoniano la loro importante presenza anche nella società romana. Li troviamo anche nell'Islam: fu la gatta Muezza a salvare Maometto dal morso di un serpente. 

Ma non sempre il rapporto con l'uomo fu positivo: nel Medio Evo, in Europa, ci fu il momento più grigio per il felino domestico, demonizzato e associato alla stregoneria. La riabilitazione arrivò poi col Rinascimento, e sempre grazie alla sua indispensabile e utile presenza nelle campagne contro i topi, ai tempi terribili portatori di malattie.  

A oggi il gatto di casa resta tra i 'compagni' più amati: su 32 milioni di animali domestici sul territorio italiano, gli uccelli con 12,9 milioni di esemplari sono primi, seguiti da 7,5 milioni di gatti e 7 milioni di cani, poi 1,8 milioni di piccoli mammiferi (criceti e conigli), 1,6 milioni di pesci, 1,3 milioni di rettili. 

“Ma ci sono anche tanti gatti randagi, difficilmente riconoscibili da quelli abbandonati – come afferma Gino Ulivi di Zampatesa Genova – e apparte volontari o gattofili, non essendoci piu’ il gattile in città, sono destinati a rimanere per strada senza cibo e cure”.

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