Giappone, super pannello solare produrrà energia quanto 20 centrali nucleari
di R.S.
L'incidente alla centrale nucleare di Fukushima quindici anni fa ha dato la spinta necessaria al Giappone per trovare una nuova ricca fonte rinnovabile
L'incidente alla centrale nucleare di Fukushima quindici anni fa ha dato la spinta necessaria al Giappone per trovare una nuova ricca fonte rinnovabile In Giappone un super pannello solare permetterà di produrre energia quanto 20 centrali nucleari. Il futuro delle rinnovabili è qui?
PROSPETTIVE - Nonostante gli effetti del disastro di Fukushima del 2011, nove anni dopo l'allora Primo Ministro Yoshihide Suga - scrive il Corriere della Sera - aveva già firmato l’impegno del paese a raggiungere l'obiettivo delle "emissioni zero" entro il 2050 e altri obiettivi parziali allo scadere di ogni decennio: da quel momento il governo giapponese si è trovato a dover ripensare il settore delle energie rinnovabili per poter onorare la parola data. In quale campo si sono rivolte le ricerche tecnologiche? All’allora tanto vituperato settore dell’energia solare, criticato in quegli anni per la sovrapproduzione di pannelli poco efficienti e relativo crollo dei prezzi e degli incentivi statali. Ora un recente sviluppo nel settore dell'energia solare potrebbe essere la soluzione potenzialmente definitiva al problema: gli scienziati giapponesi stanno infatti discutendo la possibilità di utilizzare un materiale per i pannelli solari chiamato perovskite.
PEROVSKITE QUESTA SCONOSCIUTA - La perovskite è un minerale – un titanato di calcio – scoperto nel 1839, noto solo per definire una classe di materiali sintetici con la stessa struttura cristallina. È considerato la nuova frontiera del fotovoltaico in virtù della sua altissima efficienza, dei costi di produzione ridotti e della flessibilità che per l’appunto promettono di superare le prestazioni del silicio. La sua efficienza è dovuta alla sua eccezionale capacità di assorbire la luce. La perovskite (l’origine del cui sfruttamento è attribuita al ricercatore Tsutomu Miyasaka) è perfino più economica da produrre ed è duttile tanto che può essere stampata o applicata come fosse inchiostro, consentendo applicazioni su superfici curve o vetri trasparenti di uso quotidiano come le automobili o perfino le headphones. È però sensibile all'umidità, all'ossigeno e ai raggi UV, il che influisce sulla sua durata, certamente inferiore rispetto ai 25 anni del silicio.
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