Francia e Spagna accelerano sull’elettrico: più fondi e incentivi

di R.S.

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Il governo di Pedro Sánchez ha varato un pacchetto da circa 5 miliardi di euro con tagli alle accise sull’energia

Francia e Spagna accelerano sull’elettrico: più fondi e incentivi

Di fronte alla nuova crisi energetica legata alle tensioni in Iran, l’Europa si divide sulla strategia da seguire. La linea indicata da Commissione europea, guidata da Ursula von der Leyen, è chiara: ridurre la dipendenza dai combustibili fossili accelerando su rinnovabili, nucleare ed elettrificazione.

A seguire questa impostazione sono soprattutto Spagna e Francia. Il governo di Pedro Sánchez ha varato un pacchetto da circa 5 miliardi di euro con tagli alle accise sull’energia, incentivi per veicoli elettrici e ibridi, sostegni all’autoconsumo e alle pompe di calore, oltre a vantaggi fiscali per le imprese che investono nelle rinnovabili.

Sulla stessa linea Emmanuel Macron, che ha raddoppiato gli aiuti pubblici per l’elettrificazione fino a 10 miliardi l’anno entro il 2030. L’obiettivo è spingere la mobilità elettrica — con incentivi fino a 9.500 euro per auto e molto più alti per i mezzi pesanti — e accelerare la sostituzione delle caldaie a gas con pompe di calore, fino a un milione di installazioni l’anno. Dal 2027, nei nuovi edifici sarà vietato installare caldaie a gas.

Il risultato è un’Europa che, mentre cerca una risposta comune alla crisi, si muove a velocità diverse: da un lato chi accelera sulla transizione energetica, dall’altro chi resta più esposto agli shock legati ai combustibili fossili.

 

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