Genova, via Rossetti: la strada senza controlli "vietata" ad anziani, carrozzine e passeggini

di m.m.

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Genova, via Rossetti: la strada senza controlli "vietata" ad anziani, carrozzine e passeggini

GENOVA - Via Rossetti, quartiere di Priaruggia, Genova Quarto. E' domenica mattina, ma potrebbe essere un qualunque altro giorno della settimana e la situazione non cambierebbe. Anzi, peggiorerebbe per la presenza dei mezzi dei corrieri, che almeno sono parzialmente "giustificati" dal fatto di lavorare in una città difficile per chi di mestiere effettua le consegne, spesso pressato dai tempi.

Come documentato dalla foto che pubblichiamo, le auto vengono selvaggiamente parcheggiate ovunque sul marciapiede, stretto e malandato. Così gli anziani - numerosi nella zona - nonché le persone con disabilità o costrette a muoversi in carrozzina e i genitori con i passeggini dei bambini sono tutti obbligati a compiere autentici slalom e spesso ad abbandonare il marciapiede e a scendere in strada, con grave pericolo. Macchine, moto e camion - in assenza di cordoli di rallentamento - sfrecciano sovente a velocità sostenute.

Nonostante le segnalazioni inoltrate dai residenti alle autorità nel corso degli anni e anche il cambio di Amministrazione, la situazione non solo non è cambiata ma è ulteriormente peggiorata e la sosta selvaggia in via Rossetti - la lingua di strada che da corso Europa scende a senso unico in via V maggio -  rappresenta una costante che aumenta nei fine settimana, quando il quartiere viene raggiunto anche da persone da fuori.

Di multe, rimozioni o attività di prevenzione non vi sono tracce, se non molto sporadiche (qualche contravvenzione). E i rischi, oltre all'inciviltà, continuano a essere ignorati, come in altre zone del Levante genovese.

A Quinto, per esempio, le doppie file di auto - addirittura da una parte e dell'altra di via Gianelli e via Murcarolo - creano un'unica corsia di transito, dove gli autobus (e non solo) sono "costretti" a infilarsi tra non poche difficoltà. Il senso unico alternativo è un fatto accettato. E subìto nell'indifferenza generale.

Anche qui l'assenza di interventi preventivi, controlli, multe è palpabile.

Il timore è che prima o poi possa succedere - o risuccedere - qualcosa di grave, perché la sicurezza viene messa costantemente a repentaglio dal mancato rispetto delle regole da parte di chi dovrebbe rispettarle a prescindere e da parte di chi dovrebbe farle rispettare con maggiore rigore e vigilanza.

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