Genova, norme antialcol e disciplina vetrine abbandonate: stop al sistema ordinanze, via a regolamento organico

di Claudio Baffico

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L'obiettivo è superare il ricorso continuo alle ordinanze, considerate strumenti pensati per situazioni di urgenza e quindi non adatti a essere prorogati nel tempo

Genova, norme antialcol e disciplina vetrine abbandonate: stop al sistema ordinanze, via a regolamento organico

Stop alle ordinanze temporanee rinnovate periodicamente: il Comune di Genova punta a introdurre una disciplina stabile contro il consumo e la vendita di alcolici attraverso una modifica del Regolamento di polizia urbana. La proposta, illustrata nel corso della prima commissione consiliare dedicata al tema, prevede un sistema di divieti permanenti che sostituirà gli attuali provvedimenti emergenziali. Nella stessa seduta è stato presentato anche un nuovo articolo destinato a contrastare il degrado causato dai locali commerciali sfitti e dalle vetrine abbandonate.

L'obiettivo dell'amministrazione è superare il ricorso continuo alle ordinanze, considerate strumenti pensati per situazioni di urgenza e quindi non adatti a essere prorogati nel tempo. Come spiegato dall'assessora alla Sicurezza, Arianna Viscogliosi, il nuovo regolamento offrirà un quadro normativo stabile ma allo stesso tempo flessibile, consentendo alla giunta e ai Municipi di individuare le aree interessate e di modulare l'intensità delle limitazioni in base alle esigenze dei diversi quartieri.

Le nuove disposizioni prevedono alcune regole valide su tutto il territorio comunale. Dalle 22 alle 6 sarà vietata la vendita per asporto di bevande alcoliche e superalcoliche, mentre tra la mezzanotte e le 6 non sarà consentito consumare né detenere contenitori aperti, come bottiglie, lattine o bicchieri, negli spazi pubblici. Restano invece consentiti il consumo e la somministrazione nei dehors autorizzati e all'interno dei locali durante i rispettivi orari di apertura.

Accanto a queste norme generali, il regolamento introduce un sistema di aree con restrizioni più severe. La giunta, dopo il confronto con i Municipi e sulla base di elementi quali presenza di assembramenti, segnalazioni delle forze di controllo, caratteristiche urbanistiche, vicinanza a zone residenziali e dati raccolti dalla Polizia Locale e dagli uffici del commercio, potrà individuare specifiche zone classificate come area A e area B.

Nelle aree A il divieto di consumo di alcolici sarà esteso dalle 22 alle 8, mentre nelle aree B scatterà già dalle 12 fino alle 8 del mattino successivo. In questa categoria rientrano, tra le zone già interessate in passato da analoghe misure, il centro storico, Sampierdarena, Sestri Ponente, Rivarolo, Canevari, Vernazzola, i Giardini Cavagnaro, i Laghetti di San Desiderio e la spiaggia di Voltri.

Tra le novità più rilevanti figura anche il cosiddetto divieto della "birra fredda". Nelle aree B, infatti, sarà vietata, negli stessi orari compresi tra le 12 e le 8, la vendita per asporto di bevande alcoliche refrigerate. La misura, già adottata in altri Comuni italiani, punta a limitare episodi di degrado urbano, schiamazzi e abuso di alcol. In pratica, minimarket e attività commerciali non potranno mantenere in frigorifero le bevande destinate all'asporto, lasciando in vendita soltanto prodotti a temperatura ambiente. Il regolamento prevede comunque la possibilità di concedere deroghe in occasione di eventi e manifestazioni autorizzate.

Nel corso della commissione sono intervenuti anche i rappresentanti delle associazioni di categoria. Per Confcommercio, attraverso Ilaria Mussini, il nuovo impianto normativo rappresenta un passo positivo, a condizione che sia accompagnato da controlli efficaci, ritenuti indispensabili per garantire il rispetto delle regole.

Più prudente la posizione di Confartigianato. Alice Barbieri ha condiviso l'obiettivo di aumentare sicurezza e decoro urbano, ma ha evidenziato come le limitazioni previste nelle aree B possano penalizzare le attività che lavorano con l'asporto. Ha portato l'esempio delle pizzerie e dei punti vendita di focaccia, che non potrebbero abbinare una birra da asporto ai propri prodotti per gran parte della giornata, favorendo indirettamente il servizio di delivery, non soggetto alle stesse restrizioni.

Favorevole al passaggio dalle ordinanze al regolamento anche Michele Colnaghi, presidente del Municipio Centro Ovest. Secondo Colnaghi, a Sampierdarena i provvedimenti adottati negli ultimi anni hanno contribuito a migliorare una situazione particolarmente delicata e l'introduzione delle nuove norme, compresa quella relativa alle bevande refrigerate, rappresenta un ulteriore strumento per consolidare i risultati raggiunti.

Parallelamente, il Comune intende intervenire anche sul fenomeno dei negozi sfitti e delle vetrine lasciate in stato di abbandono. Il nuovo articolo 27-bis del Regolamento di polizia urbana introdurrà specifici obblighi per i proprietari degli immobili commerciali inutilizzati.

Come spiegato dall'assessora al Commercio, Tiziana Beghin, i locali vuoti, con arredi, rifiuti o materiali visibili dall'esterno e accumuli di sporcizia tra l'ingresso e la serranda, contribuiscono a trasmettere un'immagine di degrado che si riflette sull'intero contesto urbano. Per questo motivo sarà richiesto di mantenere vetrine e locali in condizioni decorose, garantendone pulizia e ordine.

Il regolamento imporrà inoltre di oscurare le vetrine con soluzioni decorose entro 30 giorni dalla cessazione dell'attività, oppure dal momento in cui venga accertata una situazione di mancato decoro. Sarà inoltre necessario rimuovere o coprire insegne obsolete, deteriorate o non più utilizzate.

Il confronto con le categorie economiche proseguirà anche nelle prossime settimane. L'assessora Beghin ha assicurato che l'amministrazione valuterà le osservazioni avanzate, soprattutto quelle relative al divieto di vendita di alcolici refrigerati nelle aree più sensibili. Ha ricordato che già oggi, in molte situazioni, non è possibile acquistare una pizza e una birra da asporto nelle ore serali, ma ha riconosciuto che l'estensione degli orari nelle aree B potrebbe incidere maggiormente sulle attività commerciali. Proprio per questo, ha precisato, tali zone saranno delimitate solo laddove emerga un'effettiva esigenza sotto il profilo della sicurezza e dell'ordine pubblico.

Secondo la giunta guidata da Silvia Salis, norme analoghe sono già operative in diverse città italiane e avrebbero contribuito a ridurre gli episodi di ubriachezza e di consumo di alcol in strada, senza generare particolari criticità per il tessuto commerciale.

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