Genova, truffa ai danni di commerciante: la procura indaga su raggiro da 200mila euro
di R.C.
Una vicenda dai contorni opachi è finita sotto la lente della Procura di Genova, dove un commerciante dell’entroterra ligure sostiene di essere stato vittima di un raggiro che gli è costato oltre 200 mila euro. Secondo il suo racconto, in parte ritenuto plausibile dagli inquirenti, qualcosa non avrebbe funzionato nel passaggio di responsabilità tra due società attive nel settore degli investimenti in lingotti d’oro, dando origine a un meccanismo poco chiaro. Proprio per questo i magistrati stanno verificando se si tratti di un episodio isolato o se altri imprenditori possano essere rimasti coinvolti in dinamiche simili, anche alla luce del fatto che una delle aziende era già stata interessata da una class action in un’altra regione.
L’indagine è stata avviata dal sostituto procuratore Gabriella Dotto, dopo la denuncia presentata dall’uomo tramite il suo legale Nicola Scodnik. Per comprendere l’origine della vicenda bisogna tornare alla fine del 2023, quando il commerciante decide di investire un capitale accumulato nel corso degli anni. In questa fase entra in contatto con un consulente legato alla Careisgold spa, che gli propone l’oro come forma di investimento sicuro e redditizio, facendo leva su descrizioni persuasive e sulla solidità storica del metallo prezioso.
Convinto dall’interlocutore, che afferma di conoscere e reputare affidabile, l’uomo viene indirizzato verso strumenti finanziari collegati all’andamento dei metalli preziosi, da sottoscrivere tramite la Btv Banco Limited, società di diritto inglese con presenza anche in Spagna e Italia. L’offerta prospettata appare particolarmente allettante: un rendimento annuo del 12%, a fronte di un investimento minimo consistente.
Dopo i primi contatti, il commerciante apre una posizione con Careisgold e sottoscrive un contratto denominato “Rendimento Valegold in 12 soluzioni aziendali” con la sede spagnola della società, Bvt Limited succursal Es, effettuando contestualmente un bonifico da 200 mila euro. Tuttavia, già dopo il primo trimestre emergono le prime criticità: gli interessi promessi non vengono corrisposti.
A questo punto l’investitore si rivolge nuovamente a Careisgold, che gli suggerisce di inviare una comunicazione formale di recesso alla controparte. Da lì prende avvio un lungo e inconcludente scambio di comunicazioni, fino a quando tutti i referenti coinvolti diventano irreperibili, facendo svanire ogni possibilità di recupero del denaro.
Nel frattempo, dagli accertamenti emerge un elemento ulteriore: la Bvt era già stata oggetto di provvedimenti da parte della Consob per presunte operazioni irregolari legate a investimenti in bitcoin in Veneto. Un dettaglio che ha rafforzato i sospetti degli inquirenti e che è stato acquisito agli atti dell’indagine.
Nonostante i tentativi di ottenere chiarimenti, al momento né Careisgold né Btv Banco Limited hanno fornito risposte ufficiali. Le indagini proseguono per chiarire eventuali responsabilità e verificare se dietro la vicenda possa celarsi un sistema più ampio di operazioni sospette.
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