Genova, carcere di Marassi, alta tensione: cella incendiata, agente aggredito
di R.S.
Il poliziotto, colpito con un pugno da un recluso 27enne, è stato soccorso e trasportato al pronto soccorso, con una prognosi di cinque giorni
Alta tensione nel carcere di Marassi, dove nelle ultime ore si sono verificati due gravi episodi che riaccendono i riflettori sulle condizioni di sicurezza all’interno dell’istituto penitenziario.
Il primo episodio si è verificato inella prima sezione al piano terra. Un detenuto di 31 anni, originario di Torino e recentemente trasferito dal carcere di Cuneo, ha appiccato un incendio nella propria cella, rifugiandosi poi nel bagno. Le fiamme e il fumo hanno rapidamente coinvolto altri tre detenuti, rimasti intrappolati. Decisivo l’intervento degli agenti della Polizia Penitenziaria, che sono riusciti a mettere in salvo tutte le persone coinvolte, compreso l’autore del gesto, evitando conseguenze ben più gravi.
Quasi in contemporanea, nella stessa sezione, si è verificata un’altra grave criticità: un detenuto di origine marocchina, classe 1999, ha aggredito un agente colpendolo con un pugno al volto. Il poliziotto è stato soccorso e trasportato al pronto soccorso, dove i medici gli hanno diagnosticato una prognosi di cinque giorni.
Durissima la presa di posizione della UIL FP Polizia Penitenziaria. Il segretario regionale, Fabio Pagani, parla di una situazione ormai fuori controllo e punta il dito contro la gestione dell’istituto: secondo il sindacato, le criticità organizzative e la carenza di indicazioni operative starebbero contribuendo a rendere sempre più frequenti le aggressioni ai danni del personale.
La UILPA chiede un intervento urgente del Ministero della Giustizia per ristabilire condizioni minime di sicurezza all’interno del carcere di Marassi. “Il baratro è dietro l’angolo – avverte Pagani – e chi non è in grado di garantire l’incolumità di chi lavora deve assumersi le proprie responsabilità”.
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